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È vero, papa Francesco non giudica le persone omosessuali. Ma l’omosessualità sì. Ecco come

febbraio 2, 2014 Manuel di Casoli

Leggere l’Evangelii Gaudium e scoprire che le presunte “aperture” del Pontefice sbandierate dai giornali sulle unioni gay sono categorie che proprio non appartengono alla Chiesa

Le parole di papa Francesco sono apparentemente semplici, nel senso che il loro significato letterale è perfettamente comprensibile anche alle persone con una modesta preparazione religiosa e dottrinale. Vanno dritte al cuore, entrano nell’anima e la fecondano con l’immediatezza del loro valore. Ma sono anche parole molto profonde e nessun termine è utilizzato casualmente o impropriamente. E se questo vale per i discorsi di papa Francesco, a maggior ragione vale per quanto egli scrive.

Non è per caso, dunque, che alla propositio numero 64 dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, papa Francesco citi un documento della Conferenza episcopale degli Stati Uniti relativo alla pastorale delle persone che vivono un’inclinazione omosessuale. È importante leggere le parole nel loro contesto. Capitolo II: “Nella crisi dell’impegno comunitario”; Parte I: “Alcune sfide del mondo attuale”; Propositio: “Alcune sfide culturali”. Una collocazione molto precisa e molto significativa. Esplicito anche il riferimento alla Propositio 13: «Neppure dovremmo intendere la novità di questa missione come uno sradicamento», dice. Parla di una memoria “Deuteronomica” (il Libro della Legge, dei precetti). Conclude: «Il credente è fondamentalmente uno “che fa memoria”». C’è bisogno di altro per affermare che, seppure adattato al tempo attuale, il Messaggio è Rivelazione e, quindi, non può cambiare?

L’esortazione ha per tema l’“Annuncio del Vangelo nel mondo attuale”, quindi risponde alla precisa esigenza di riaffermare, qui ed oggi, la Verità rivelata e immutabile. Il documento è rivolto «ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, alle Persone Consacrate e ai Fedeli Laici». Colui che si è presentato al mondo, nella sua umiltà, come Vescovo di Roma parla qui da Pastore della Chiesa Universale, e investe della Missione dell’Annuncio, in perfetta sintonia con il Concilio Vaticano II e col costante magistero, tutti coloro che sono rivestiti del sacerdozio battesimale, ciascuno nel proprio ordine e stato di vita. Il pastore che ha l’odore delle pecore è, molto semplicemente, il pastore di tutti.

Sa di parlare da Papa, e infatti sceglie e soppesa ogni singola parola delle 224 pagine della sua prima esortazione apostolica. Chissà come mai i media che stanno appollaiati da mesi in piazza San Pietro per cogliere una “rivoluzione” in ogni parola e in ogni gesto del Papa, a questo documento hanno prestato una così superficiale attenzione… Forse perché cita per ben 21 volte il suo predecessore come maestro, proprio mentre essi si affannano ad osannarne la presunta diversità? O perché cita 46 volte papa Giovanni Paolo II, 16 volte papa Paolo VI, 9 volte san Tommaso d’Aquino?

Meglio non parlarne, meglio concentrarsi sull’immagine del Papa che si porta da solo una borsa salendo in aereo. Meglio sbandierare il battesimo del bimbo di una coppia non sposata (come se questo non accadesse ogni giorno, da sempre, in ogni luogo della terra). Meglio. Altrimenti, dopo aver venduto copie e fatto audience su una presunta diversità dell’uomo vestito di bianco venuto dalla fine del mondo, bisognerebbe dire che anche questo Papa, per l’ennesima volta, ci ripeterà, certo in modo più simpatico, che Dio è si Amore, ma che ci chiede delle cose ben precise, e per giunta sempre le stesse. Che nemmeno questo Papa dirà che si può abortire, che quello che va bene a me va bene anche a Dio, che in fondo non c’è niente di male nelle unioni omosessuali, nell’eutanasia, nel divorzio.

Ricordiamo bene i titoli delle prime pagine dei giornali, no? “Il Papa apre alle unioni omosessuali”. Poi, leggendo, scoprivamo che aveva detto: «Chi sono io per giudicare?». Parole non molto nuove, le aveva dette un Tizio duemila anni fa a una prostituta. Ma aveva anche aggiunto: «Va’ e non peccare più». E poi “omosessuale”, per la Chiesa e per un gesuita semplice e profondo, vuol dire alcune cose precise. Anzitutto vuol dire “persona”, nella sua interezza di essere creato e sessuato, maschio o femmina. Poi vuol dire che questo uomo prova attrazione verso persone dello stesso sesso, non che “è” omosessuale. Poi vuol dire che vive in castità, perché questa attrazione non è un peccato in sé se non viene agita. Poi vuol dire che si sforza per comprendere e superare questa deviazione dall’ordine naturale del Creato, per tendere alla santità. E, soprattutto, vuol dire che la Chiesa e il suo pastore sono qui per accogliere, per amare, per guidare quella persona, condannando il peccato che la allontana dalla Verità e dalla Salvezza.

Nel caso qualcuno nutrisse ancora dubbi su questi significati, tanto profondi quanto sicuramente voluti, può andare a pagina 54 della Evangelii Gaudium. Meglio lasciare a lui la parola:

«Il processo di secolarizzazione tende a ridurre la fede e la Chiesa all’ambito privato e intimo. Inoltre, con la negazione di ogni trascendenza, ha prodotto una crescente deformazione etica, un indebolimento del senso del peccato personale e sociale e un progressivo aumento del relativismo, che danno luogo ad un disorientamento generalizzato, specialmente nella fase dell’adolescenza e della giovinezza, tanto vulnerabile dai cambiamenti. Come bene osservano i Vescovi degli Stati Uniti d’America, mentre la Chiesa insiste sull’esistenza di norme morali oggettive, valide per tutti, “ci sono coloro che presentano questo insegnamento, come ingiusto, ossia opposto ai diritti umani basilari. Tali argomentazioni scaturiscono solitamente da una forma di relativismo morale, che si unisce, non senza inconsistenza, a una fiducia nei diritti assoluti degli individui. In quest’ottica, si percepisce la Chiesa come se promuovesse un pregiudizio particolare e come se interferisse con la libertà individuale” (59).Viviamo in una società dell’informazione che ci satura indiscriminatamente di dati, tutti allo stesso livello, e finisce per portarci ad una tremenda superficialità al momento di impostare le questioni morali. Di conseguenza, si rende necessaria un’educazione che insegni a pensare criticamente e che offra un percorso di maturazione nei valori».

E se qualcuno nutrisse ancora dubbi sul fatto che il Papa si riferisca proprio all'”ideologia del genere”, potrà leggere la nota (59): United States Conference of Catholic Bishops, Ministry to persons with a Homosexual Inclination: Guidelines for Pastoral Care (2006). Anche a molti fedeli, destinatari dell’esortazione apostolica ciascuno nel proprio ordine e stato di vita, sarà utile approfondire questo documento, sintesi magistrale tra amore, sollecitudine pastorale e chiarezza dottrinale.

Ministero alle persone con inclinazioni omosessuali – Linee guida di cura pastorale: 25 pagine di amorevole chiarezza.

«Ci sono molte forze nella nostra società che promuovono una visione della sessualità in generale, e dell’omosessualità in particolare, non in accordo con gli scopi ed i piani di Dio sulla sessualità umana. Per offrire una guida, di fronte alla pervasiva confusione…». Vi si parla di dignità umana innata, di accettazione rispettosa, compassionevole e delicata, di condanna per ogni mancanza di rispetto verso le persone interessate, di necessità di purificazione, di crescita nella santità, di chiamata alla Verità di Cristo.

Vivendo in tempi nei quali siamo chiamati a riscoprire e a dover dimostrare l’ovvio, il discorso prende le mosse dal ruolo complementare della sessualità umana creata nella dualità, della differenza nella pari dignità tra maschio e femmina e dell’apertura alla vita. Si afferma chiaro e tondo che gli atti omosessuali non possono rispondere al fine naturale della sessualità umana in quanto atti errati, disordinati e moralmente sbagliati. Al pari, certo, di altri atti della sessualità vissuta come mera ricerca del piacere individuale (adulterio, fornicazione, masturbazione, contraccezione); in più però, rispetto a questi, l’omosessualità contraddice la finalità stessa della sessualità umana. Il testo in lingua originale è chiaro perfino per coloro che masticano poco l’inglese: «Consequently, the Catholic Church has consistently taught that homosexual acts “are contrary to the natural law… Under no circumstances can they be approved”».

Si cita anche la Dichiarazione circa alcune questioni di etica sessuale – Persona humana, del 29 dicembre 1975, emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Questo testo, in effetti, non sembra del 1975 ma di oggi. Mette in guardia, profeticamente, dalla lusinga del cedimento morale alle unioni omosessuali come analoghe al matrimonio. Parla di accoglienza e sostegno ma non ammette giustificazione morale. Ordina ai vescovi e al clero di insegnare la verità e di vigilare che gli insegnamenti nei seminari e da parte dei teologi non devino dalla retta via. Invita genitori ed educatori a far crescere il senso morale dei ragazzi fino al pieno sviluppo integrale della persona. Ammonisce scrittori, artisti e operatori della comunicazione sociale sulla delicatezza della loro enorme influenza. Chiede con insistenza che sia sempre rispettata la libertà e la doverosità dell’istruzione morale e religiosa dei bambini e dei ragazzi.

1975: aveva visto lungo, la Chiesa. Quarant’anni fa aveva già intuito come si sarebbe svolto l’attacco alla base ontologica dell’uomo. Papa Francesco non richiama per mero caso questa sapienza profetica, lo fa per aprirci gli occhi, per spingerci ad essere testimoni della Parola che ci rende e ci mantiene liberi. Francesco non ci dice nulla di nuovo, ci insegna solo una lingua nuova con la quale vivere e proclamare la Verità.

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44 Commenti

  1. Lorella scrive:

    Ma se c’è bisogno di tutti questi interpreti delle parole del Papa vuol dire che l’uomo è abbastanza confusionario pressapochista non chiaro, sociale è un Che Guevara redivivo, non spirituale . Per questo non viene capito dai figli della luce ma viene capito molto bene dai figli delle tenebre, se è acclamato dal mondo che è stato sempre ostile alla chiesa ci sarà pure un motivo??ogni successivo chiarimento è inutile il danno è fatto!
    Quest’uomo dovrebbe parlare meno e pregare di più l’unica rivoluzione che ha compiuto è la confusione che ingenera nei credenti abituati alla chiarezza di Benedetto 16 ma anche di Giovanni Paolo 2 e trattandosi del Papa cioè il vicario di Cristo è una cosa gravissima.
    In questi anni ne abbiamo visto di eresie di tutte le specie nelle nostre parrocchie ma il papa era un baluardo contro di esse adesso anche il papa sembra cedere alle lusingue del mondo con la storia del volemose bene questo ce basta ognuno continui a peccare tanto poi Dio perdona tutti e sempre

    • Giannino Stoppani scrive:

      Lorella, come va la vita in Cydonia?
      Già, perché solo uno che risiede in quella regione di Marte può pensare che un Papa non venga artatamente travisato e strumentalizzato dal mondo dei mass media, la cui prerogativa più saliente è uno sconcio conformarsi al “mondo” se non addirittura un vero e proprio servaggio incondizionato di satana.
      Lo stesso Benedetto XVI, che tu indichi giustamente come esempio di chiarezza (io aggiungerei anche di profondità) è stato vittima di questo sporco gioco dei media in molte occasioni e su molte questioni (discorso di Ratisbona, ecc.).
      La preghiera è fondamentale per noialtri e tanto più lo è per il papa, ma quest’ultimo non può certo tacere sperando che i lupi che circondano il suo gregge la smettano di ululare!

    • Lela scrive:

      Signora Lorella, dovrebbe iniziare a leggere quello che veramente dice Papa Francesco e smettere di leggere quello che riportano i giornali…perché l’immagine che lei dipinge è quella costruita ad arte dai media. Si legga un po’ di omelie a santa Marta (che chissà perché i giornali non riportano mai…) e si renderà conto che il Papa è chiaro e cattolico quanto i suoi predecessori.

  2. filomena scrive:

    Per fortuna la morale non e legge, altrimenti saremmo una teocrazia

  3. elena scrive:

    Perché bestemmiare?
    Potete censurare x cortesia?
    Grazie

  4. elena scrive:

    Cmq..come direbbe il saggio Padre Amorth
    La bestemmia gira gira cade in testa a chi la tira

  5. Shiva101 scrive:

    Se il Papa giudica l’omosessualità sbagliata di conseguenza giudica sbagliati gli omosessuali, cosi come sono giudicati colpevoli i ladri quando praticano il furto.

    Un modo ridicolo per confondere le acque, tipico della dottrina cattolica.

    • Piero scrive:

      Tu di dottrina cattolica ne conosci e sai quanto io conosco e so di vulcanologia sottomarina, non parlare di cose che non conosci……..fai più bella figura……

    • Chris scrive:

      ma non lo vedi che sono una manica di ignoranti invasati dal fanatismo religioso?

    • Francesco scrive:

      Shiva, l’unica frase che hanno riportato i giornali non l’hai ancora imparata a memoria?
      “Chi sono io per giudicare un omosessuale”

  6. filomena scrive:

    A proposito di censure, ma non eravate voi che vi lamentavate del fatto che la legge sull’omofobia vi impedirebbe di dire peste e corna sugli omosessuali?

  7. riequilibrio scrive:

    perchè rimuovete le bestemmie?
    …e con la libertà d’espressione come la mettiamo?

    • Lela scrive:

      Se io postassi un acrostico contenente una grave offesa contro sua madre e lei ne invocasse la censura, avrebbe ragione da vendere. La libertà di opinione non giustifica l’offesa gratuita. È solo una questione di buona educazione.

    • Antonio scrive:

      scherzi? Libertà di espressine è una cosa, di offesa è altro.

  8. VivalItalia scrive:

    Ma cheddite?
    Il Luca quassopra è lo stesso delle sboronate di logica di qualche gg fa?

    Sdoppiamento? Cè qlche esperto?

  9. AndreaB scrive:

    Buonasera, secondo me dovremmo chiederci cosa direbbe e farebbe il nostro Papa, se gli fossero rivolte direttamente delle critiche sui generis di quelle della signora Lorella.

  10. pallo scrive:

    …. mamma mia ma sti omosessuali vi fanno veramente così paura ?
    Io penso che questo Papa sia molto “oltre” rispetto a questi temi, mi spiego meglio non li “considera nemmeno” perchè ritiene ci siano problemi molto + grandi nella società e nella chiesa che vanno risolti.
    diciamo che e’ un pò come se si andasse a discutere del colore delle persiane mentre hai il tetto bucato e l’acqua nelle cantine.
    almeno questa è la mia impressione

  11. ErikaT scrive:

    Siamo alle solite , prima si parla tanto di spirito e poi si riduce il corpo a un incastro fra due organi genitali diversi fra loro dimenticando che è l’ anima ciò che conta
    erikat veganatrans blog cuore per il veganismo

  12. Mr D. scrive:

    Premetto che il mio intento non è provocatorio in senso sterile, ma vorrei porre un paio di domande:

    – chi dà ai cristiani o alla Chiesa l’autorità per dire a Dio (o chi per lui) quello che vuole o non vuole? Un libro di leggi scritto per un popolo di nomadi di quattromila anni fa? Paolo di Tarso, che fino a prova contraria è un uomo reso “voce di Dio” da una tradizione (di duemila anni ma di tradizione – quindi pienamente e solamente umana – pur si tratta)? Quasi dimenticavo: la motivazione “di Pietro e della pietra” è deboluccia per la sua stessa natura di reperto di tradizione (scelta e approvata dalla Chiesa, che guarda caso ne risulta investita).

    – Chi dà ai teologi l’autorità per dire cosa sia “legge di Natura” o meno? Hanno fatto forse degli studi filogenetici, neurobiologici o fisiologici di cui non sono a conoscenza? Se si vuole parlare di legge di Natura si deve tirare fuori qualche equazione o perlomeno un modello provato da esperimenti riproducibili e controllati. E soprattutto pensate un po’ ai bonobo come esempio.

    – Chi dà alla Chiesa l’autorità di dire che la sessualità della maggior parte delle bestie (cioè quella a fine riproduttivo) sia l’unica sessualità possibile? Dato che a essere rigorosi nemmeno il sesso eterosessuale va bene, se non è concepito per concepire!

    Prima di lamentarvi dell’arrivo della Gaypocalypse o del Relatividon, vi chiedo soltanto di avere una prospettiva storica un po’ più fluida e di non rimanere soltanto a ricordare quanto si stesse meglio quando si stava peggio.

  13. Lela scrive:

    Prego chi si occupa della moderazione dei commenti di rimuovere immediatamente il vergognoso e indegno intervento del signor Luigi Rossato. Mi stupisco che sia stato pubblicato.

  14. Giava scrive:

    Anche il post della sig.ra Lorella non mi pare proprio rispettoso del Papa! Addirittura, dall’alto della sua acclarata santità e dei suoi prondissimi studi teologici, consiglia al Papa come fare il Papa (“Quest’uomo dovrebbe parlare meno e pregare di più…”) ed esprime giudizi che mi paiono a dir poco discutibili (“l’uomo è abbastanza confusionario pressapochista non chiaro, sociale è un Che Guevara redivivo, non spirituale…”).

    Che Papa Francesco, con la Sua parola e la Sua semplicità stia turbando il sonno e scuotendo le coscienze di tanti cattolici è evidente a tutti; ma che la redazione di Tempi tolleri simili volgari offese …
    Per molto meno vi siete scagliati in difesa di Formigoni, Simone ed altri “vostri” compari! Ora in difesa del Papa tacete!

  15. filomena scrive:

    Bestemmiare non e certo una dimostrazione di tolleranza e rispettodi chi crede in Dio. Detto questo non e accettabile la censura e l’imposizione dogmatica

  16. Giannino Stoppani scrive:

    Giava, se Lorella par venga da Marte, tu par venga dalla Corea del Nord.
    Se il moderatore di Tempi trattasse i nostri discorsi a bischero con lo zelo ottuso e prevaricatore che tu pretendi, nessuno dei tuoi (e miei!) commenti verrebbe pubblicato.
    Certo che a te ti deve garbare proprio tanto il pluralismo delle idee, eh?
    Il papa, se tu non lo sapessi, è pur sempre un uomo come noi, e nulla vieta a un cattolico di criticarne gli le parole e gli atteggiamenti, anche a torto.

  17. luca scrive:

    si ma basta con questa storia, non mi pare che la bestemmia sia la cosa peggiore che un uomo possa fare e neanche dire…

    guarda allora disattiviamo i commenti agli articoli riguardo il papa… altrimenti scrivete solo voi

  18. AndreaB scrive:

    Buonasera, secondo me dovremmo chiederci cosa direbbe e farebbe il nostro Papa, se gli fossero rivolte direttamente delle critiche sui generis della signora Lorella.

  19. VivalItalia scrive:

    Ma cheddite?Il Luca quassopra è lo stesso delle sboronate di logica di qualche gg fa?Sdoppiamento? Cè qlche esperto?

  20. VivalItalia scrive:

    Ma cheddite?Il Luca quassopra è lo stesso delle sboronate di logica di qualche gg fa?Sudoppiamento? Cè qlche esperto?

  21. VivalItalia scrive:

    Ma cheddite?Il Luca quassopra è lo stesso delle sboronate di logica di qualche gg fa?

    Sdoppiamento? Cè qlche esperto?

  22. pallo scrive:

    Pinco … grazie della dritta senza di te non avrei saputo cosa fare !!!
    grande disponibilità al dialogo come sempre d’altra parte :) vi voglio tanto bene ….

  23. Giava scrive:

    Capisco che il sig. Stoppani ha frequentato il catechismo alla scuola teologica della sig.ra Lorella.

    Cosa c’entri il pluralismo delle idee con l’offesa rimane un mistero; ed è proprio questo mal inteso senso della libertà di pensiero che poi porta alcune categorie a chiedere Leggi restrittive dell’espressione: se l’ignoranza nell’uso delle parole e l’inciviltà portano ad una mancanza di rispetto allora si chiede l’intervento del legislatore. Le proprie idee si possono esporre senza però offendere chi ascolta.

    Inoltre, a me spaventano maggiormente le critiche dei cattolici che pensano di potersi scegliere il Papa secondo i propri gusti (invece di accogliere il Pastore che lo Spirito ha scelto per noi) più delle offese degli atei.

    Per quanto riguarda la sua frase conclusiva, non provo neppure a rispondere: è un tale concentrato di idee così lontane dal modo di intendere il Vangelo che mi hanno insegnato, che la risposta richiederebbe un intero articolo. Le cito solo Mt 18,15 e seguenti … o forse anche per Gesù vale che “nulla vieta a un cattolico di criticarne gli le parole e gli atteggiamenti, anche a torto”?

    Infine sappia che il moderatore di Tempi ha cassato dei post critici sulla linea editoriale e politica del giornale per molto molto meno! Ed è qui che nasce il mio sdegno: si da voce alle critiche ed alle offese al Papa, ma non si deve discutere la linea politica del giornale!

  24. Bifocale scrive:

    Vi assicuro che il moderatore o i moderatori di Tempi in questa discussione stanno censurando molto. Evidentemente le lamentele sui pericoli del Pensiero Unico valgono solo quando vengono attribuite alla “malvagia e potentissima lobby gay” mentre invece il Pensiero Unico di stampo cattolico va benissimo. Vabbe’, niente di nuovo sotto il sole.

  25. Giannino Stoppani scrive:

    Vedi, caro Giava, il mio disaccordo con la signora Lorella l’ho già espresso in un post specifico che forse tu non hai letto (ma molto più verosimilmente non lo hai capito).
    Sarà che io sono per natura poco suscettibile, ma far notare che il Santo Padre appare come “confusionario e pressapochista” incarnando agli occhi di qualcuno una specie “Che Guevara redivivo”, secondo me, non rientra affatto nella categoria delle offese censurabili, ma rimane ampiamente nella categoria della critica, la quale, sotto certi (pochini invero) aspetti, può apparire persino costruttiva.
    Può darsi che il mio catechista sia (è tuttora vivo e vegeto) un tantino tradizionalista, ma non è abbastanza scemo da mettere sullo stesso piano, come fai tu, la rispettabilissima ma pur sempre umana (umanissima, vien da dire!) persona del Santo Padre a Nostro Signore Gesù Cristo che è Dio e con Lui vive e regna, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli (amen!).
    Permettimi, infine, un consiglio: se sei uno di quelli che son sempre lesti all’indignazione a cottimo, ti conviene cambiare religione diventando talebano, così, ogni volta che qualcuno nomina il Profeta invano, ti puoi sfogare scendendo in strada a bruciare bandiere e ad assaltare ambasciate.

  26. Paolo2 scrive:

    Ah Bifocà, raffreddati.
    Se fosse come tu dici la redazione non avrebbe dovuto pubblicare neanche sta lagna (la tua intendo).
    E in effetti, vista la manifesta noiosità, farebbe anche bene (dal mio esclusivo punto di vista, sia chiaro!!!)

  27. VivalItalia scrive:

    Embhe se ce lo assicura Biffocale..

  28. Bifocale scrive:

    Paolo2, ma quanto sei facile da manipolare. Tu leggi solo quello che ti vogliono far leggere. Ho provato a postare per varie volte un commento a questo Sommo Articolo di Di Casoli e non lo hai mai letto, perche’ la moderazione non lo ha approvato (“il tuo commento e’ in attesa di moderazione” per qualche ora, poi scompare), per cui non l’hai mai letto, per cui non puoi giudicare. Ma, tranquillo, sicuramente non ti sarebbe piaciuto.

  29. giava scrive:

    Mi pare un dialogo tra sordi.

    Lei continua ad esprimersi nei miei confronti con frasi poco garbate, se non offensive, dandomi, tra le righe, dello stupido, animato da zelo ottuso e prevaricatore, talebano del pensiero unico, un po’ scemo ed attribuendomi idee non espresse e non mie. Dove io abbia messo il Papa sullo stesso piano di Gesù vorrei che me lo facesse capire (anche per chiedere pubblicamente scusa se per caso l’avessi fatto).

    Con la citazione di Mt volevo solo esprimere l’idea che, se la sig.ra Lorella è così convinta dell’errore del Papa, farebbe molto meglio a scrivere al Santo Padre indicando gli errori teologici e suggerendo quando e quanto pregare, nello stile della correzione fraterna, invece giudicare in modo (a mio avviso) assai generico e superficiale e criticare pubblicamente. E questo senza poi esaminare la forma utilizzata.

    Inoltre, come già espresso, mi feriscono molto più le critiche al Papa dei cattolici che non quelle degli atei: ciò che Lei sostiene (la libertà di critica al Papa) è un terreno molto insidioso per un credente, che già dovrebbe astenersi dal giudizio verso chiunque, a maggior ragione verso colui che è stato scelto come successore di Pietro. Il Papa porta sulle sue spalle una responsabilità enorme, e nel suo parlare, si riferisce ad ogni uomo in ogni nazione: il nostro piccolo orizzonte, invece, ci porta inevitabilmente ad avere una visione limitata delle cose. Un mio vecchio collega, discutendo con una madre che contestava il voto dato al figlio le rispose: “Cara signora, se lei vuol discutere del voto con me, prima si deve laureare in lettere classiche, poi vincere un concorso ordinario, insegnare per 25 anni italiano e latino e dopo venga che parliamo del voto di suo figlio!”. Ecco, le critiche al Papa della sig.ra Lorella mi sembrano come quella madre che discuteva di una traduzione con il collega.

    Infine, come già ho avuto modo di chiarire, anche la più feroce critica va espressa in modi civili e senza ferire la persona alla quale è diretta, né offendere chi ascolta: ma questo pare non interessarLa, in nome di una malintesa (a mio avviso) libertà di espressione e di critica.

    Per quanto riguarda la rimozione del post da parte del moderatore, ho già detto; sono certissimo che se qualcuno “criticasse” con lo stesso stile e le stesse parole don Giussani il post avrebbe vita molto breve.

    Spero con ciò di essere stato chiaro ed intendo non continuare oltre questo confronto che sta diventando sterile, personalistico e fuori il tema dell’articolo.

  30. Giannino Stoppani scrive:

    Caro Giava, mi spiace assai che tu abbia percepito della sgarbatezza nelle mie frasi, però son cose che succedono quando si è suscettibili e si vedono ingiurie dappertutto, specie quando si tratta di bacchettare chi ci sta sul gozzo per altri motivi.
    Ad esempio, se io fossi un tipo permaloso mi indignerei non poco del tuo tentativo di menarmi per il naso che fai negando di aver messo sullo stesso piano il papa e Cristo nella tua frase “o forse anche per Gesù vale che ‘nulla vieta a un cattolico di criticarne gli le parole e gli atteggiamenti, anche a torto’”.
    Riguardo il fatto da te narrato riguardante un tuo collega che si vanta di aver messo al suo posto una mamma che contestava un voto, ti dirò che, secondo la mia non trascurabile esperienza, si può essere benissimo laureati in lettere antiche, aver vinto un concorso, aver insegnato nella scuola pubblica per venticinque anni, ed essere lo stesso delle emerite teste di cavolo di prima categoria.
    Infatti il tuo simpatico collega, anziché snocciolare i suoi roboanti titoli e presunti meriti, avrebbe fatto molto meglio a fornire educatamente, pacatamente ed esaurientemente le spiegazioni del caso, in modo che l’autorità a cui pretende di aver titolo gli venga riconosciuta nei fatti, invece di esser lui a imporla a chiacchiere.
    O forse tu pensi che papa Francesco sia uno che la sua autorità morale la lascia cadere dall’alto come quel tuo collega insegnante di lettere antiche?

  31. Giava scrive:

    E chi Le ha detto che era una scuola pubblica?
    E se fosse stata una scuola dei Salesiani ed il collega era un anziano e rispettato sacerdote?
    E chi Le ha detto che non avesse già per oltre un’ora di colloquio fornito “educatamente, pacatamente ed esaurientemente le spiegazioni del caso”?
    E chi Le ha detto che la sig.ra in questione non avesse risposto nello stile della sig.ra Lorella, inseguendo inoltre il professore per le scale quando al termine del colloquio rientrava in classe per fare lezione?
    Quante cose da per scontate, e quanti giudizi inopportuni e saccenti esprime!
    Forse la sig.ra dell’esempio non capiva l’errore della traduzione non per mancanza di spiegazioni ma per mancanza di “cultura” specifica, facendo una figura da presuntuosa: così noi a volte ci spingiamo in giudizi che denotano solo la nostra ignoranza e presunzione.
    Lei insiste nel dire che ho paragonato il Papa a Cristo, non accettando il mio chiarimento e pensando di poter giudicare le mie intenzioni (ovviamente Lei legge nel cuore e nel pensiero degli altri!); provo a spiegarLe lo schema logico del mio riferimento:
    1 – in Mt 18,15 Gesù ci fornisce indicazioni per la correzione fraterna;
    2 – ciò vale per tutti i fratelli, quindi anche (e/o soprattutto) per il Papa;
    3 – tale indicazione non è soggetta a critiche, in quanto viene da Cristo stesso.

    Sono stato chiaro? Non sono a me chiari, invece, i motivi per i quali la sir.ra Lorella dovrebbe starmi sul “gozzo”.

    Ma poi: cosa c’entra il mio collega e la sua risposta con il mio intervento e con l’articolo? E’ proprio vero: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito! Cambiare il tema del confronto, spostare l’attenzione su questioni marginali tentando di farle diventare centrali, è tipico di chi non sa confrontarsi e discutere nel merito.

    Alla fine rimane solo questo: a mio avviso che un cattolico si riferisca al Papa con espressioni del tipo “confusionario, pressapochista e non chiaro” , “dovrebbe parlare di meno e pregare di più”, “l’unica rivoluzione che ha compiuto è la confusione che ingenera nei credenti”, “il Papa sembra cedere alle lusinghe del mondo…” adombrando, addirittura, che non sia più un baluardo contro le eresie sono espressioni gravissime che non dovrebbero trovare spazio in un giornale cattolico (anche tenendo conto delle censure precedentemente fatte in altri articoli); per Lei sono critiche legittime per alcuni versi costruttive. Tutto qui. Il resto è aria fritta.
    Ma, come ho già detto, chiudiamola qui; tanto “a tentar di lavar la testa all’asino si perde solo tempo e sapone”.

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C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

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“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

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