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Pagine e pagine per le multe del Trota. Sui milioni di buco campano, tutti zitti

aprile 16, 2012 Luigi Amicone

Repubblica e Corriere dedicano agli affari del Carroccio le prime pagine. Ci si scandalizza per multe, divieti si sosta, sorpassi e «molto altro». C’è qualcosa che non torna.

I due maggiori quotidiani nazionali dedicano mediamente dalle sei alle otto pagine di apertura allo “scandalo” Lega. In particolare si concentrano sulle carte contenute nella cartellina siglata “The family”. Cartella che, scrive Fiorella Sarzanini sul Corriere della Sera, «adesso servirà a ricostruire l’uso privato dei soldi pubblici» e che «per primi hanno scoperto i magistrati di Napoli Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio». Di che cifre stiamo parlando? «In tutto 9 mila euro, che il Senatur dovrà adesso giustificare», scrive Sarzanini.

Ma non è tutto. Tasse di Bossi saldate dal tesoriere Belsito «per un ammontare di 1300 euro». E «molto altro» soggiunge l’ispettrice del Corriere. Tipo? «779,38 euro “relativo alla polizza dell’abitazione dei signori Maroni Manuela e Bossi Umberto”». Però. «Ma c’è molto altro» prosegue Fiorenza. Tipo? «La spesa più consistente certamente riguarda il ricovero di Sirio Bossi per l’operazione di rinoplastica: in tutto 9.901 euro che la Lega provvide a saldare. Poi ci sono le multe. Alla guida dell’auto c’è sempre il Trota che procede in barba a divieti di sosta e di ingresso nelle aree riservate, ma anche superando spesso i limiti di velocità».

In barba. Ma anche «superando spesso» i limiti di velocità. Ma, per esempio, quante volte il Trota l’ha fatta in barba senza il “gratta e sosta”? Quante volte l’hanno pizzicato a rubare le merendine ai bambini della scuola padana e a involarsi «superando spesso», e magari “moltamente”, i limiti di velocità? L’unico dato certo, scrive l’ispettrice del Corsera, è che «il 16 ottobre 2010, mentre è a Bologna, Renzo Bossi viola un divieto di circolazione. Secondo un’aggiunta a penna stava andando alla festa della Lega: costo dell’infrazione 166,80 mora compresa». Benissimo. Tra il dentista, le multe, la rinoplastica, «l’aggiunta a penna» e «molto altro» stiamo sotto o sopra i costi di una Fiat 500? Staremo a vedere, i magistrati napoletani indagano, confidiamo, come si dice, nella giustizia eccetera.

Detto ciò, ecco che dalla memoria spunta fuori che il 16 ottobre 2010, proprio il giorno in cui il Trota dissipava «166,80 mora compresa» di euro pubblici, il famoso Sergio Rizzo scriveva sul Corriere della Sera le prime conclusioni a cui era giunta un’ispezione del Tesoro sull’uso dei soldi pubblici in Campania. Una questione molto spessa. Però, non da prima pagina. E nemmeno da pagina 2 e successive, stile quelle dedicate al Bossi, Trota e Family. Dunque, mentre la multa del Trota del 16 ottobre 2010 oggi si trova in prima pagina, dove si trovava lo scempio dei soldi pubblici emerso in Campania il 16 ottobre 2010? Si trovava su tre striminziti colonnini a firma di Sergio Rizzo a pagina 17 (tranquilli, nell’elenco “articoli di Sergio Rizzo” sul sito del Corriere della Sera questo stranamente non c’è, ma si recupera facilmente in google, titolo: «Il buco nero dei conti campani. Debiti saliti del 90 per cento»). E, si badi, senza che nell’articolo di Rizzo comparisse mai il nome del principale protagonista della vicenda: sia domandato incidentalmente, il suo nome era, Cerutti Gino? Pinco Pallo? Antonio Bassolino?

Anche in quel pezzo del Rizzo si parlava di «soldi pubblici». Di quanti soldi pubblici, precisamente? 13 miliardi di euro. Oibò. E serviti per pagare cosa? Dentisti, tasse, infrazioni stradali di qualche Bossi napoletano? Quando mai. No, semplicemente scialacquati, finiti in debiti, sperperati dall’amministrazione regionale. Niente nomi. Però. Perciò Sergio Rizzo ci rivelava che gli ispettori del ministero del Tesoro inviati a Napoli, così, tanto per cominciare (giacché la loro relazione finale sarebbe stata resa nota poi, e quando mai? ne avete più sentito parlare?) spulciando tra carte e cartelle della Regione Campania arrivarono a documentare qualcosa come 5 miliardi e 342 milioni di debiti, maturati in soli 4 anni, dal 2004 al 2008. Tutto qui? No. Di miliardi di debiti fatti coi soldi pubblici gli ispettori in Campania ne scoprirono (almeno) altri 7, tra cartolarizzazioni, mutui e buchi della sanità. Totale? Quasi 13 miliardi di buco, debiti, soldi pubblici spariti nella voragine dell’amministrazione Bassolino (la quale amministrazione, notate bene, aveva nel frattempo anche usufruito di parte di quei 12 miliardi complessivi, stanziati nel 2007 dal governo Prodi per coprire il rosso della sanità in Campania e in altre tre regioni del Sud).

Nelle paginate (non sono mai meno di 6) che i grandi giornali di sistema (o di regime?) dedicano oggi al tema dell’uso dei soldi pubblici per faccende familiari non ci sono in ballo più di 64 mila euro, così almeno ipotizza Repubblica. 64 mila di supposto uso privato di soldi pubblici a fronte di un’amministrazione pubblica, in Regione Lombardia e altrove, gestita dalla Lega alleata a Pdl e Formigoni, che chiunque può verificare ha i conti a posto e, anzi, in attivo in taluni comparti.

Domande: a fronte dello sfruculiare che fanno su Lega, Bossi e Lombardia, avete mai sentito di magistrati napoletani che si siano occupati di sapere come siano stati usati e dove diavolo siano finiti qualcosa come 13 miliardi di euro di fondi pubblici, in quattro anni, a Napoli? Avete mai letto intercettazioni o paginate in proposito? Detto così, non per assolvere The Family e compagnia politica. Ma così, detto per domandarci a proposito di Lombardia, Bossi, Lega e di magistrati che da Napoli vengono in Lombardia per perquisire Bossi e il Carroccio: scusate, ma di cosa stiamo parlando?  

@LuigiAmicone

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7 Commenti

  1. JP scrive:

    E le due indagini su Vendola???

  2. Carlo Martinelli scrive:

    Lei ha ragione, direttore, a rilevare che l’entità numeraria dello scandalo è una bazzecola paragonata alle cifre dello sfacelo di Bassolino (PD) in Campania, su cui le corazzate mediatiche e le procure – ove alligna una paurosa mentalità sinistrorsa a prescindere dalle identificazioni partitiche – non hanno mai infierito come ora fanno sulle magagne della Lega.

    Per non citare i casi di Penati (PD), di Lusi (DL) ( stesso reato dei leghisti, ma senza accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato; solo appropriazione indebita ), di Emiliano ( PD ), sindaco di Bari, e ora di Vendola (SEL) per il verminaio sanitario pugliese, in ragione del quale avrebbe dovuto essere inquisito da tempo.
    Come Tedesco (PD), salvato dal Senato dal processo, sosteneva e ora indagato di nuovo con Niki, l’affabulatore.

    Tutte vicende sulle quali gli acceleratori mediatici e giudiziari non sono stati mai pigiati a tavoletta.
    Tutto vero.

    Tuttavia, dobbiamo ammetterlo, la Lega si presta molto agli attacchi, in quanto ha sempre sostenuto il ruolo di ” dura e pura ” , di ” Roma ladrona, la Lega non perdona “.

    Se batti e ribatti ossessivamente su questi tasti, logico che poi ci godano a ” massacrarti ” appena sei tu a sgarrare.

    Politicamente non riesco nemmeno a dispiacermi troppo.
    Bossi & C. hanno scelto furbescamente l’opposizione ” a prescindere ” .
    Monti, a mio modesto avviso, andava comunque provato, pena lo sconquasso sui mercati.
    Era giocoforza al punto in cui eravamo.

    E a quel punto ci eravamo arrivati per le resistenze di Tremonti difeso a spada tratta dalla Lega; da cui l’immobilismo del governo Berlusconi.

    Se la qualità di un’alleato politico è questa, non mi metto in gramaglie se lo perdo per strada.
    Del resto non bisogna farsi illusioni sullo scenario politico da brividi che si sta preparando.

    Se non ci saranno novità sconvolgenti, alle prossime elezioni ci sarà una ributtante vittoria della sinistra, tramite ammucchiata.
    Se Monti e la Merkel non ci ammazzano prima, lo farà comunque dopo un qualunque inetto messo a capo dell’omonimo agglomerato vincente.

    Lo so, non sto dicendo cose allegre.

    Ma questo è quel che passa il convento, quando – come sosteneva qualcuno che lei ha conosciuto bene – l’usura, la lussuria e il potere diventano padroni dell’uomo.

  3. karlocl scrive:

    perchè non parlate di Siome e i 56 milioni di soldi rubati alla sanità lombarda? O l’idea di bene comune e onestà vale solo per gli altri?

  4. david scrive:

    Basta con questo solito credo di Amicone e di Tempi, secondo cui le ruberie e i privilegi economici dei politici non contano nulla…(IN QUESTO ARTICOLO PERO’ CI INFORMA CHE ALCUNE SONO PIU’ GRAVI DI ALTRE, ALCUNE SI POSSONO ACCCETTARE PERCHè SONO SOLO 9 MILA EURO E SONO SOLO FURTI PER USO PRIVATO, ALTRE INVECE NO PERCHè SONO 13 MILIARDI DI EURO SPERPERATI: ADESSO C’E’ UN TETTO NUMERICO AL DI SOTTO DEL QUALE NON SI COMMETTE NEANCHE PECCATO SECONDO AMICONE!!!!!!! MA I 56 MILIONI RUBATI ALLA SANITA’ LOMBARDA SONO AL DI SOTTO O AL DI SOPRA DI QUESTO TETTO?????????) Secondo il credo di Tempi, l’importante è essere “celesti”, appartenere a Cristo… e, secondo questo credo, quei cattivi giudici che sono fissati sull’etica sono complottisti e (in questo articolo Amicone lo scrive) agiscono solo per prendere il potere.(E NON POSSO NON INORRIDIRE PER IL TAZ&BAO SULL’UOMO ONESTO CHE NON CONTA NULLA PERCHE’ L’IMPORTANTE E’ ESSERE UOMINI.MA QUELLI DI TEMPI DOVREBBERO CONOSCERE IL CONCETTO CHE INSEGNAVA DON GIUSS: LA RAGIONE VA INTESA COME CONOSCENZA DELLA REALTA’ IN TUTTI (RIPETO: TUTTI) I SUOI FATTORI; QUINDI UN VERO UOMO NON PUO’ ESSERE DEFINITO TALE SE COMMETTE FURTI; NON CI SONO QUALITA’ DELL’ UOMO DI SERIE A E ALTRE DI SERIE B; CI SONO TUTTE LE QUALITA’ DA VALUTARE ALLO STESSO MODO)
    Primo: CARO AMICONE, INFORMA I TUOI LETTORI SUGLI ARRESTI DI POCHE ORE FA: ANTONIO SIMONE, PIERANGELO DACCO’ che sono amici del Celeste ma il Celeste ha imparato dall’altro suo amico, Scaiola: “Io non ne sapevo nulla”. Ora Formigoni ci dirà che con quei 2 amici arrestati parlava solo di Gesu’?
    NON POTRO’ MAI DIMENTICARE UN POLITICO OGGI EUROPARLAMENTARE (vito bonsignore), GIORNATE DI CAMPAGNA ELETTORALE CHE FECI ANCH’IO PERCHE’ LA CDO DIRAMO’ L’ORDINE DI FARLO ELEGGERE. VENNE INDAGATO, RISULTO’ COLPEVOLE, NON RICORDO SE FECE POCHI O TANTI GIORNI DI CARCERE E POI COSA FECERO ALCUNE PERSONALITA’ CIELLINE? FECERO COMPAGNIA AL POVERO LADRO FINO A FARE IN MODO CHE TROVASSE POSTO NEL PDL E VOILA’…ECCOLO OGGI ALL’EUROPARLAMENTO E OLTRETUTTO SENZA AVER COMBINATO NULLA DI BUONO COME POLITICO DA QUANDO STA A BRUXELLES!). Ora si farà lo stesso con l’ex assessore Antonio Simone e con Daccò? Si darà loro, tra qualche tempo, una VERGINITA’ MORALE e un nuovo incarico prestigioso ????? BASTA!!!!!!!!!
    Secondo: IO SO SOLO VEDERE IL POTERE PRESENTE (E NON IL POTERE DEL FUTURO): IL POTERE DEI TECNICI TENUTO SALDO E FORTE GRAZIE AGLI AMICI DI PARTITO DI FORMIGONI E LUPI E MAURO (bello l’articolo del Celeste-sondaggista-contro le troppe tasse ma… perchè, anzichè inventarsi nuovi hobby, il Celeste non si impegna a far cadere il responsabile delle troppe tasse, Mario Monti?)
    Terzo: AMICONE E REDATTORI, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO, ARMATEVI DI CORAGGIO, PUBBLICATE QUESTO MIO POST E APRIAMO UNA BELLA RIFLESSIONE, UN BEL DIBATTITO PER TUTTI I LETTORI (FACCIAMO CIRCOLARE LIBERAMENTE LE IDEE).
    David

  5. Carlo Martinelli scrive:

    Non si devono manomettere le affermazioni altrui per sostenere le proprie tesi, alzando il tono della voce ( o dello scritto ) per aver ragione.
    E’ una tecnica da demagogo: ” Chi vusa pusè, la vaca l’é sua “.
    Tradotto per i non lombardi: ” Chi sa gridare più forte degli altri, si porta via la mucca ( contesa ) ” , cioè ha ragione lui.
    Non funziona così.
    Anche se tanti ingenui abboccano: basti vedere i voti che si prende Di Pietro.

    Non mi pare che Amicone voglia assolvere la Lega e lo dice chiaramente.
    Basta leggere bene tutto il suo pezzo.
    Un furto è sempre un furto, sia che si rubino 1000 € o 1 milione.
    Però la gravità del peccato è diversa, visto che si è citata la morale cattolica.
    Un buon confessore, infatti, assegna una penitenza molto più pesante nel 2° caso.

    I Magistrati.
    Se un nugolo napoletano di costoro si precipita su Bossi è chiaro che nasce qualche perplessità.
    Sono meridionali e Bossi col Sud non è mai stato tenero: magari pensi a una vendetta.
    O no?
    Specialmente poi se c’è di mezzo Woodcock, famosissimo per aprire tonnellate di indagini e alla loro chiusura trovarsi in mano un pugno di mosche.
    O no?
    Se poi confronti il silenziatore utilizzato per le indagini sul voraginoso maltolto di Tonino Bassolino con la sirena spaccatimpani applicata a quelle sul maltolto più dimesso del Senatùr bausciùn ( = gradasso ), ecco aggiungersi un’ ulteriore perplessità.
    O no?

    Simone.
    Se l’ex assessore ha veramente fatto quella ” grossa distrazione ” di denaro, è giusto che sia condannato in un regolare processo.
    Non prima.
    Non vedo però che c’entri Formigoni.
    Sono amici. E allora?

    Nessun atto della Giunta della Lombardia è stato messo sotto accusa da un Procuratore della Repubblica.
    Questo è ciò che conta in politica.
    Dove non ci sono verginelle.
    Ma da nessuna parte, sia chiaro.
    Se si vuol lasciar intendere che il Celeste debba dimettersi, allora non capisco perché tanta severità debba essere contemplata solo per lui.

    PENATI ( PD ), braccio dx di Bersani ( PD ), è indagato per corruzione e concussione per l’edificazione dell’ex-area Falck di Sesto San Giovanni. Lui no?
    Siede ancora nel Consiglio Regionale, si becca i soldi per aver costituito un gruppo suo ed è stato nominato commissario nella commissione d’inchiesta sul S. Raffaele.

    VENDOLA ( SeL ), Presidente della Regione Puglia, con la sua Giunta è accusato di reati che partono dalla associazione per delinquere sino al falso sulla gestione della sanità. Lui no?
    ” Non sono indagato … poiché la mia vita la conosco, so che non potrà mai accadere ” e ” Ho moralizzato la sanità pubblica in Puglia ” . Sue dichiarazione del 05.08.2009.

    ERRANI ( PD ), Presidente della Regione Emilia Romagna, è inquisito per falso ideologico in atti pubblici per aver concesso al fratello – Presidente di una Coop – 1 milione di €. Lui no?

    Qui non si tratta di supporre connivenze, si tratta di gravi esplicite accuse a grossi politici per specifici reati nell’esercizio loro funzioni. O no?

    Ricicli.
    Il riutilizzo di politici che han scontato la condanna è una questione di opportunità e moralità, non una questione di carattere penale.
    Il reo ha pagato il suo debito.

    Vorrei aggiungere che la Regione Lombardia possiede i più elevati indici di virtuosità di tutte le altre Regioni italiane e non solo a detta di Formigoni.

  6. david scrive:

    X Carlo Martinelli: non volevo urlare; non potevo scegliere un font di carattere diverso per evidenziare le aggiunte ad un post che avevo già pubblicato.Quindi potevo solo usare lo stampatello.
    Unica eccezione urlata perchè ancora non trovo risposta: CHIEDO AL DIRETTORE E AI REDATTORI DELLA RIVISTA DI INFORMARE SULLE ACCUSE MOSSE AI 2 AMICI DI FORMIGONI ED EVENTUALMENTE CONTESTARLE. E CHIEDO DI PUBBLICARE SULLA CARTA DELLA RIVISTA I MIEI POST DI DISSENSO.
    Ancora non ho mai trovato su Tempi i resoconti delle accuse. Solo narrazioni di presunti complotti. Solo le graduatorie delle ruberie, quelle venute a galla e quelle taciute (facciamo come i bambini? “Papà, tu te la prendi con me ma mio fratello mi ha rubato l’uovo di Pasqua!” e il fratello: “Sì, ma lui, prima di me, mi ha rubato la caramella”).
    E a proposito dello scandalo sulla sanità lombarda, regna tra le pagine di Tempi il silenzio più assordante: solo la ripubblicazione di vecchi articoli della serie “noi sapevamo che avrebbero colpito Formigoni”.
    Allora io chiedo a bassa voce, sottovoce come piace a voi, se l’accusa è che Simone e Dacco’ sono accusati di aver fatto da intermediari tra la Fondazione Maugeri e il Presidente della Regione e se sono accusati di aver intascato soldi per aver svolto questo ruolo (soldi pagati dalla Fondazione) i due ciellini hanno commesso o no reato o/e peccato? E nessuno dei 2 ha mai informato Formigoni dell’andazzo? Bene, non mi interessa piu’ di tanto se Formigoni si deve dimettere. Mi interessa di più che i ciellini e/o i cidiollini facciano meno la morale agli altri! Che trovare vergini e verginelle anche tra loro puo’ essere un’impresa. E poi (e concludo) non fa una bella figura l’arroganza della Regione Lombardia che querelerà chi osa fare collegamenti tra i 2 arrestati e il Celeste (e i collegamenti ci sono anche se Simone non fa piu’ l’assessore: ha operato, secondo l’accusa, per favorire l’acquisizione di contratti della Fondazione presso la Regione, in cambio di un lauto compenso: vuol dire che il Celeste faceva svolgere a Simone e Dacco’ il ruolo di? Risposta: di consulenti che non risultano nell’organico della regione. Tradotto: ti faccio contento perchè ci conosciamo).

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