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Omofobia. Col “salvavescovi” non si salva nessuno. «L’obiettivo è imbavagliare chi si oppone alle nozze gay»

settembre 25, 2013 Benedetta Frigerio

Intervista al deputato Alessandro Pagano (Pdl) che spiega il senso del provvedimento approvato alla Camera. «Al Senato non bisogna puntare al ribasso»

L’Arcigay l’ha definito “emendamento salva-vescovi” dopo la sua approvazione da parte del Pd, che in cambio ha ottenuto il sì di Scelta Civica all’intero impianto normativo del disegno di legge “Per la repressione delle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. «Definire così l’emendamento di Gregorio Gitti è truce e fa capire l’intenzione reale di chi vuole istituire un reato di opinione per la cosiddetta “omofobia” o “transfobia”, iscrivendolo all’interno di una norma molto controversa come la Mancino-reale». A parlare con tempi.it è il deputato del Pdl, Alessandro Pagano, leader insieme a Eugenia Roccella del fronte di opposizione al ddl. Pagano ha spiegato in aula, con le parole dello stesso Ivan Scalfarotto, perché l’emendamento presentato da Gitti (Scelta Civica) «non è assolutamente sufficiente a tutelare la libertà di pensiero di tutti i cittadini».

UNA CLAUSOLA NULLA. Pagano ha definito “nulla” la clausola di salvaguardia secondo cui «non costituiscono discriminazione (…) le condotte conformi al diritto vigente». «Tale formulazione – continua il deputato – contiene una contraddizione in termini: ad oggi il diritto vigente permettere la salvaguardia del diritto di opinione. Il problema è che nel momento in cui passerà la legge in discussione questa modificherà il diritto vigente, smettendo di proteggere la libertà di espressione. L’emendamento Gitti, al di là delle buone intenzioni, è scritto in maniera confusa e pericolosa».
Non solo. La clausola di salvaguardia si propone anche di proteggere «le organizzazioni di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, ovvero di sanità o di culto». All’interno di questi ambiti si potrà esprimere il proprio credo, ma nelle piazze, a scuola, nei convegni pubblici, in famiglia? «Non solo è discutibile un compromesso che tutela solo la libertà di espressione di qualcuno e non di ogni cittadino, e valido in certi ambiti ma non in tutti, il problema è anche che in un impianto normativo del genere è facile che questa clausola sia messa in discussione e che anche queste organizzazioni perdano la tutela». Perché? «“Omofobia” e “transfobia” sono reati indefiniti e quindi saranno decisi tramite sentenze che potranno stabilire, come succede all’estero, che è reato dire che il matrimonio è solo fra uomo e donna o che l’adozione da parte delle coppie omosessuali è sbagliata. Se questi diventeranno reati come potranno essere tollerate delle zone franche? In una giurisprudenza come la nostra, dove il diritto scritto viene messo in secondo piano rispetto alle interpretazioni dei giudici, sarà facile che i magistrati sollevino dubbi su una clausola di salvaguardia ambigua che contrasta con tutto l’impianto della legge».

PRELUDIO DEL MATRIMONIO GAY. A confermare questa tesi è stato lo stesso Scalfarotto che ha tranquillizzato il mondo degli attivisti omosessuali così: «Il sub-emendamento Gitti in realtà è meno preoccupante di come sia stato descritto». Di Scalfarotto bisogna riconosce la sincerità. «Fu sempre lui ha dirmi apertamente in commissione Giustizia che il ddl aveva lo scopo di mettere il bavaglio a chi si opponesse al matrimonio gay». Il deputato del Pd l’ha poi dichiarato anche all’Espresso: alla domanda se questo dibattito non allontanasse quello sui matrimoni o sulle unioni gay Scalfarotto ha risposto: «Io direi che lo precede. Perché sono due cose diverse. E l’una viene logicamente prima dell’altra».
Ora la legge si appresta ad essere votata dal Senato. Difficile fermarla? «Alla Camera il dibattito è stato strozzato. In commissione non volevano permettermi di presentare emendamenti né di discutere. Le sedute sono state notturne e i tempi che il Pdl aveva per parlare erano ridotti rispetto a quelli degli altri partiti. Per questo, mentre mi opponevo, c’era chi diceva che stavo sprecando tempo, che orami la deriva era interna a ogni partito, e che tutto sarebbe finito 628 voti a favore del ddl e 2 contro. Io e Roccella siamo partiti soli, abbiamo chiesto tempo presentato numerosi emendamenti, abbiamo cercato di informare i cittadini e il Parlamento dei contenuti liberticidi del ddl. In molti hanno compreso e così siamo arrivati a 110 voti in due mesi. Al Senato, visti in numeri, si può fare ancora di più. L’importante è non puntare al ribasso».

 

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19 Commenti

  1. giovanna scrive:

    Sottoscrivo in pieno: definire “salva-vescovi” un emendamento che tenta di tutelare la libertà d’espressione è proprio truce, sebbene dire “salva-vescovi ” nella sua sincerità evidenzi l’unico scopo della legge contro l’omofobia.
    Altro che tutelare le miriadi di omosessuali picchiati e insultati, quante balle raccontate sui giornali e in tv e sul web.
    Delle persone omosessuali non intereressa un fico secco, l’importante è che trionfi una ideologia disumana e pericolosa per tutti.
    Poi, voglio ringraziare i deputati Pagano e Roccella per il grande lavoro che hanno fatto, con coraggio e determinazione.
    E complimenti a quelli che hanno votato scelta civica, proprio un’ottima scelta , si accontentano del piatto di lenticchie, che caratura culturale e umana.

  2. Italo Sgrò scrive:

    Anche io ringrazio Pagano, Roccella e chi ha votato contro (il Pdl, anche se poteva accorgersene prima, la Lega, FdI e alcuni deputati di Scelta Civica come Gigli e Sberna).

    Il problema infatti è la definizione di “omofobia”, concetto e vocabolo di nuovo conio, la cui delimitazione è sfuggente e nebulosa. Andate in uno qualsiasi dei siti, forum, blog, pagine,profili, account dei militanti omosessualisti, anche di quelli non dei più fanatici e integralisti (ammesso che ce ne siano) e scrivete un commento che dica semplicemente “il matrimonio è solo tra un uomo e una donna” oppure “i bambini hanno diritto ad avere un papà e una mamma” senza aggiungere altro e vedrete dopo pochi minuti apparire, insieme a una lunga lista di insulti, diciamo così, “tradizionali”, l’immancabile appellativo di “omofobo”.

    E siccome questo arcipelago di sigle e siglette costituisce il retroterra politico-culturale-elettorale di Scalfarotto e compagni, come si fa a non paventare la persecuzione giudiziaria dei cattolici e degli altri sostenitori della verità sull’uomo insita nella legge naturale? Questa preoccupazione è rafforzata anche dalla capacità che i militanti omosessualisti hanno ormai assimilato di fare lobby e di esercitare una pressione violentissima su tutti: politici, organi di informazione, medici. Perché non dovrebbero farlo anche nei confronti dei giudici, chiamati a pronunciarsi su denunce presentate dagli addestratissimi cacciatori di omofobi nei confonti di parroci, pastori, catechisti, giornalisti, blogger, medici e avvocati e semplici cittadini, che dovessero avere l’ardire di ribadire i concetti basilari della legge naturale?

    • Bifocale scrive:

      Basta fare un rapido giro sui siti dei “militanti cattolicisti” (uso questa espressione visto che c’e’ gente – tipo Sgro, uno a caso – che usa “miltanti omosessualisti”) per avere chiare e lampanti esemplificazioni di omofobia. Ci si nasconde dietro le proprie credenze religiose per giustificare denigrazioni e discriminazioni contro una parte della popolazione, ritratta immancabilmente come una pericolosissima e soprattutto “potentissima” lobby atta a volder distruggere il mondo. Un ultimo appunto: “ribadire i concetti basilari della legge naturale” non significa niente in quanto “legge naturale” e’ un palese ossimoro.

      • Gmtubini scrive:

        Se qualcuno si nasconde dietro le “credenze” tu passi l’esistenza in un “canterano”.

      • Gianluca Mariani scrive:

        In cosa consisterebbero nel concreto le “chiare e lampanti esemplificazioni di omofobia” e le “denigrazioni e discriminazioni contro una parte della popolazione” sotto gli occhi di tutti cui lei allude? E che non potrebbero essere perseguite dal codice penale? Sia gentile e specifichi casi circostanziati.

        Quanto al fatto che ““legge naturale” è un palese ossimoro”, le rammento (perchè le avevo già proposto questa considerazione) che il diritto naturale rappresenta il canone valutativo della legittimità, della giustezza, dell’equità del diritto positivo, cioè dell’insieme delle norme che in un determinato momento storico rappresentano l’ordinamento giuridico di uno Stato. “Per diritto naturale s’intende, in senso latissimo, un diritto che ha per suo fondamento, immediato o mediato, la natura.” Cotta S. voce Diritto Naturale in Enc. Dir. Vol. XII, pag. 647.

        Quindi si tratta di quell’insieme di precetti, di norme, che, per usare un’espressione particolare, “sta scritto nel cuore degli uomini”, che “l’osservazione della realtà ci impone”; uno statuto giuridico, cioè, che, a prescindere dalla sua formulazione espressa nell’ordinamento, la collettività dei consociati sente indubitabilmente proprio (storicamente il diritto alla vita, alla libertà ed alla proprietà, unitamente al diritto al nome, all’identità personale e alla famiglia).

        E’ fondandosi sul diritto naturale – ogni uomo ha pari dignità e la vita è inviolabile – che sono stati condannati al processo di Norimberga i gerarchi nazisti e i loro solerti esecutori per gli atroci crimini perpetrati durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti tutti gli aguzzini avevano agito obbedendo a leggi dello stato che però, essendo contrarie al diritto naturale, erano profondamente ingiuste, quindi illegittime e che dunque il cittadino non era tenuto a rispettare.

        Eliminate il diritto naturale e avrete le leggi più aberranti che l’umanità possa concepire.

        • giovanna scrive:

          Caro Gianluca Mariani, davanti a discorsi seri e argomentati questa gente si annoia !
          Ed è già le seconda volta , almeno, che l’hai potuto sperimentare: partono offese e volgarità , battute cretinissime che non fanno ridere nessuno, repliche a cavolo.
          L’ho detto spesso, ma qui casca a fagiolo ripeterlo: ci stiamo mettendo nelle mani di figuri come questi , sempre che siano più di uno , forse al massimo due, e credo che la maggior parte della gente non se ne renda minimamente conto.

          • Giovanni scrive:

            Mariani direi che quello che scrive colmi una necessarissima lacuna nel dibattito giuridico italiano. Chiunque abbia una elementare competenza in nateria sa che i reati vengono perseguiti anche in funzione della sensibilita’ sociale.Uccidere la moglie invece del capufficio dava diritto sino a non molti anni fa ad una attenuante, in ambito familiare persino lo stupro era pesreguibike solo a querela di parte. Ora visto che ci siamo resi conto che l maggior parte dei reati di sangue avviene in famigli d ci siamo allontanati dallz mentalita’ patriarcale le pene sono molto piu’ severe ed e’ diventato reato anche fare troppe telefonate all’ex fidanzata. Parimenti la maggiore sensibilta’ ai diritti delle minoranze porta a produrre lwggi speciali di tutela delle stesse si . Che esista un diritto naturale in senso non “latissimo” e praticamente utilizzabile e’ davvero dubbio e l’esempio di Norimberga mi oare ottimamente selto per sistenere la tsdi contraria alla sua. Che i vincitori avessero diritto di ammazzare i capi dei binti e’ sempre stato pacifico, era soesdo la prassi, la novita’ di Norimberga e’ che questi non sono puniti in forza del diritto del vincitore, ma processati in nome di una giustizia che consudera certi crimini talmente gravi che neppure la guerra e’ una scusante. Concetto talmente naturale da essere sempre stato ignorato in tutta la millenari storia delle carneficine. Anche dalla Chiesa che non batte’ ciglio quando i Crociati guazzavano nel sangue nel Santo Sepolcro o saccheggiavano la cristiana Costantinopoli. Con tutta evidenza i principi di Norimberga derivano non da un sentimento “naturale” ma da una raffinata elaborazione culturale che ancor oggi e’ cosi’ precaria che viene applicata di rado e mai aj vincitori.

            • Gianluca Mariani scrive:

              Capisco l’ora tarda – vedo il suo commento farcito di svarioni – ma con questo vaniloquio siamo al delirio.

              Solo chi non possiede il più elementare senso della giustizia e una concezione della libertà pretende che i reati vengano perseguiti anche in funzione della cosiddetta “sensibilità sociale”. Se un’azione è contro l’uomo lo è qualunque sia la “sensibilità sociale” spacciata in quel momento.

              Ne è prova il fatto che questa visione totalitaria – l’uccisione di un animale per la sperimentazione di un nuovo farmaco è un grave reato mentre l’uccisione di un bambino non nato è un diritto, il diritto di abortire è una conquista per l’affermazione della libertà della donna è l’aborto selettivo di bambine (per affermare la libertà della donna!) in un paese europeo come il Regno Unito ne è un naturale corollario – continua a fare a pugni con la realtà. Uno può intestardirsi a dire che muovendo le braccia vola ma poi quando si lancia dal decimo piano si schianta: la realtà vince sempre.

              E’ per il diritto naturale che gli assassini nazisti, non solo i capi ma anche gli esecutori, furono condannati. Perché l’aver obbedito a leggi profondamente ingiuste – e non alla propria coscienza – non poteva essere considerato motivo di innocenza per un abominio raccapricciante mai visto prima nella storia – milioni di uomini, donne e bambini inermi sistematicamente e metodicamente assassinati per una teoria sulla superiorità di una razza.

              L’unica evidenza che vedo nel suo commento è che lei punta a relativizzare – per di più con affermazioni confuse e grossolane – ogni cosa così da poter affermare che il suo desiderio è un diritto e siccome è un diritto, anche se fa a pugni con la ragione e la realtà, le deve essere garantito a qualsiasi costo e contro ogni logica ed evidenza.

              Evidenza con cui Bifocale si è scontrato quando ha dovuto dettagliare nel concreto in cosa consisterebbero le presunte discriminazioni “omofobe” ai danni di una parte della popolazione: silenzio.

  3. Anna scrive:

    Guardate che l’obiettivo finale dell’arcipotente arcilobby arcigay non è quello di arrivare al matrimonio omosessuale, ma di costringervi tutti ad andare prima o poi a letto con un omosessuale.

    • Gianluca Mariani scrive:

      Finalmente un commento intelligente e serio!!!!!!!!

    • Norseman scrive:

      Vero. Fondamentalmente l’obiettivo è distruggere la famiglia, diminuire il numero della popolazione mondiale, corrompere la moralità umana e farci diventare tutti bisessuali.
      Ma noi RESISTEREMO!

      • Remo scrive:

        Sì, sa che i Rettiliani di Niubiru possono covare le loro uova solo all’interno di organismi bisessuali, per questo in combutta coi perfidi ebrei hanno fondato il Priorato di Sion al fini traviare l’intera umanità con la lunga mano della massoneria

        • Gianluca Mariani scrive:

          Bravo Remo, anche lei si è unito a quelli dei commenti intelligenti e seri!!!!

          • Remo scrive:

            Siccome bastano già i vostri per sbellicarsi dalle risate, qualcuno ogni tanto un discorso serio lo deve fare.

            • Gianluca Mariani scrive:

              I suoi invece fanno piangere dalla pena: finite le argomentazioni pseudo serie, rimasti senza parole grazie ai “buoni esempi”che hanno dato i “democratici” vittime della discriminazione, si è ridotto, in buona compagnia a battute idiote e senza senso. Contento lei di abdicare all’intelligenza e al buon senso…

  4. Italo Sgrò scrive:

    E visto che si è parlato di legge morale naturale (che è tutto fuorché un ossimoro, ossimoro invece – ad esempio – è l’espressione “matrimonio omosessuale”) mi permetto linkare questo discorso di Benedetto XVI, sintetico e ,come sempre, chiaro ed esemplificativo.

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20070212_pul_it.html

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