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Su omofobia e gender a scuola L’Espresso ne spara così tante che è impossibile riassumerle in un titolo

aprile 17, 2014 Redazione

Per rilanciare il ddl Scalfarotto e l’indottrinamento di genere, il settimanale pubblica un lunghissimo servizio carico di ideologia e di accuse alla Chiesa. Nostra risposta

espresso-omofobia-chiesa-hIl settimanale L’Espresso torna sul tema omofobia, dopo aver preparato a modo suo la strada al ddl Scalfarotto, pubblicando online un mega servizio di quattro articoli che è un lunghissimo capolavoro di interpretazione ideologica della realtà, quando non di disinformazione. Lo scopo è dimostrare l’impellente necessità tanto della legge sull’omofobia quanto dei famigerati corsi scolastici di teoria del gender. Per capire di cosa stiamo parlando basterebbe raccontare quanto è accaduto con la visita di Vladimir Luxuria al Liceo Muratori di Modena, comunque prendiamo a mo’ d’esempio alcuni passaggi degli articoli della rivista e commentiamoli.

EMERGENZA? Si parte dal presupposto che l’omofobia «è un problema. E non servono statistiche ufficiali (che non esistono) per dimostrarlo: basta ascoltare le esperienze di quanti l’omofobia la vivono ogni mattina sulle scale del liceo o provano ad affrontarla in cattedra. O ancora andare su Ask.fm, il social network più diffuso fra gli adolescenti, dove abbondano le domande anonime sul compagno-sicuramente-gay o la ragazza-evidentemente-lesbica, con il loro corredo di commenti pruriginosi e di insulti».
Ora. Che l’omofobia, intesa come disprezzo e maltrattamento delle persone omosessuali, sia «un problema», è innegabile, tanto è vero che in Italia esistono leggi che tutelano la dignità e i diritti civili di tutte le persone, senza distinzioni.
Tuttavia in questo paese è diventato «un problema» anche il concetto stesso di omofobia, cosa che nella sua campagna politico-mediatica l’Espresso si dimentica sempre di chiarire: è il rifiuto delle persone Lgbt o il rifiuto dell’agenda Lgbt? Le due cose sono molto diverse.
Inoltre, al contrario di quello che sostengono Michele Sasso e Francesca Sironi nel servizio, «è un problema» anche il fatto che purtroppo non esistano statistiche ufficiali sull’omofobia, visto che stiamo parlando di una legge dettata da una presunta emergenza. Senza contare che secondo i pochi studi seri a disposizione l’Italia risulta essere uno dei paesi più rispettosi degli omosessuali nel mondo.
Sarebbe «un problema» anche più grave, poi, se le istituzioni stabilissero le priorità del nostro paese navigando su Ask.fm.

omofobia-copertina-espressoLE TRAGEDIE. Ma forse per L’Espresso la mancanza di rilevazioni statistiche sull’omofobia non «è un problema» perché in caso di bisogno si può sempre strumentalizzare qualche tragedia. Lasciata da parte almeno per questa volta (grazie al cielo) la bandiera del “ragazzo dai pantaloni rosa”, ormai troppo piena di buchi per tornare utile, il settimanale sceglie di sventolare per l’occasione la vicenda di “G.”:
«G. aveva 14 anni quando si è suicidato, buttandosi dal balcone di casa sua, a Roma. Aveva lasciato un biglietto: “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma”». E più avanti si parla di «decisioni drastiche [come] quella di G., che si è buttato dal balcone, o del 16enne che un anno fa ha provato a uccidersi per gli insulti ricevuti all’istituto nautico che frequentava».
Benissimo. A parte il fatto che la seconda drammatica vicenda citata in realtà è un’altra falsa pista battuta per sbaglio qualche mese fa dai giornali ideologicamente schierati (che infatti a suo tempo smisero subito di seguirla), occorre chiedersi, senza sparare risposte preconcette, che cosa dimostri veramente il suicidio di G. Cosa mancava a quel ragazzo? È tragicamente difficile, se non impossibile dirlo. «Nessuno capisce il mio dramma», ha scritto. E nessuno vuol dire nessuno.
Eppure – anzi: a conferma di questo – invece di lasciarsi interrogare da un evidente mistero, L’Espresso insiste apoditticamente che «il 14 enne romano si è gettato dalla finestra perché, pare, escluso dagli amici dopo che aveva confessato di essere gay». E che dunque il problema di G. e dei ragazzi come lui – scrive, da insegnante, Mariangela ‘Galatea’ Vaglio – è solo quello di essere «accettati dalla società per quello che sono, o che vorrebbero essere». Perciò sotto con le leggi e i corsi “anti-omofobia”.

gender-scuola-tempi-copertinaCORSI E OPUSCOLI. E veniamo appunto ai corsi di teoria del gender, definiti dall’Espresso «la prima vera iniziativa dello Stato contro l’omofobia». Secondo Sasso e Sironi è una vergogna che gli opuscoli Unar siano stati prima «boicottati dal cardinale Bagnasco» (boicottati da Bagnasco?) e poi «messi in sordina dallo stesso ministero dell’Istruzione prima ancora di essere distribuiti: censura preventiva in piena regola». E perché è una vergogna che qualcuno stia tentando di bloccare il progetto? Perché, spiega L’Espresso, in fondo si tratta solo di un sacrosanto «piano per combattere gli stereotipi contro lesbiche, gay, bisessuali e transgender», studiato con il nobile intento di aiutare «gli studenti e le studentesse gay o lesbiche» e di non lasciarli soli ad «affrontare l’ignoranza e le aggressioni».
Il che, spiegato così, suona tutto molto cavalleresco e solidale. Peccato che i suddetti corsi e i relativi manuali Unar si spingano ben oltre l’obiettivo di contrastare «l’ignoranza e le aggressioni» omofobe, come sanno i nostri lettori. E quando L’Espresso cita come coraggioso esempio pionieristico di questi corsi il progetto “A scuola per conoscerci” avviato in Friuli Venezia Giulia nel 2009, in realtà non fa altro che confermare gli allarmi che cerca di disinnescare. Allarmi come questo: «Sul “Corriere della Sera” Isabella Bossi Fedrigotti si lamenta della guida perché attaccherebbe la “famiglia tradizionale” e sarebbe “una precipitosa corsa in avanti con uno scopo preciso: preparare il terreno al matrimonio omosessuale”». Ma come le sarà saltata in mente questa omofoba sensazione?

GENDER? QUALE GENDER? Non è assolutamente vero che si voglia attaccare la famiglia tradizionale e preparare il terreno alle nozze gay, insistono Sasso e Sironi. E per dimostrarlo buttano giù questo paragrafo spettacolare:
«Gay che dimostrano di essere ottimi genitori, incontri per combattere le discriminazioni, lezioni contro il bullismo: per le associazioni cattoliche sono tutte armi di quella che loro definiscono “Ideologia del gender”. È il cappello sotto cui finisce, per loro, ogni tentativo di spiegare che è assolutamente normale non riconoscersi nel genere in cui si è nati, oppure amare persone dello stesso sesso, o ancora vivere ed essere una famiglia anche senza un uomo e una donna che copulino al solo scopo di riprodursi».

omofobia-espressoIL RISPETTO DELLE DIFFERENZE. Insomma, per chi ancora non l’avesse capito, a nessuno interessa portare avanti l’agenda Lgbt, tanto meno alle 29 associazioni Lgbt a cui il governo Monti nel 2012 ha affidato in via esclusiva la “Strategia nazionale” anti-omofobia nell’ambito della quale è stato concepito tutto questo bell’indottrinamento. Alle associazioni Lgbt interessa solo insegnare la tolleranza e l’accettazione del “diverso”. E in che cosa consista questo «rispetto delle differenze», lo spiega benissimo il Circolo culturale Mario Mieli, una delle 29 associazioni Lgbt di cui sopra, interpellato dall’Espresso per rispondere a quell’omofobo del sottosegretario Toccafondi, alla sua famosa intervista omofoba concessa a tempi.it e alle sue omofobe manovre per boicottare omofobescamente gli opuscoli Unar.
«Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli di Roma punzecchia il sottosegretario: “Le istituzioni e gli insegnanti hanno il diritto e il dovere di proporre contenuti e offerte educative che promuovano i valori della legalità e del rispetto delle differenze, il contrasto alle discriminazioni e alla violenza. E questo non lede in alcun modo la libertà dei genitori o degli studenti”. Maccarrone chiede che a Toccafondi vengano immediatamente ritirate le deleghe per inadeguatezza rispetto al delicato ruolo istituzionale che ricopre».

VIVA LA LAICITÀ. Perfetto, infine, il titolo scelto dall’Espresso per il servizione anti-omofobia:
“Omofobia: a scuola la Chiesa censura
Essere gay in classe è un calvario
Ma non eravamo uno Stato laico?”
Infatti. Siamo uno Stato laico. E non è certo «la Chiesa» che può «censurare a scuola» chissà poi chi e che cosa. Piuttosto, se c’è una dottrina dogmatica e fideistica che ci si ostina a volere affermare nonostante i cortocircuiti devastanti che crea quando entra a contatto con la realtà, e nonostante la laicità dello Stato, quella dottrina è la teoria del gender.

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72 Commenti

  1. domenico b. scrive:

    La Chiesa, in Italia, rappresenta decine di milioni di persone, cittadini italiani. Ha quindi tutto il diritto di parlare quando si tratta di approvare leggi che vanno contro il nostro credo.
    Il problema è che tanti cattolici si sono ormai intiepiditi, accettando le line del politicamente corretto, si sono adeguati alle norme del pensiero unico; I politici che si definiscono cattolici dimostrano di preferire la poltrona (=stipendio) alla coerenza con la propria fede.In questo modo hanno gioco facile tutte le ideologie più negative, che si traducono poi in leggi, a partire da quella sul divorzio, sull’aborto, seguirà l’omofobia, poi l’eutanasia…tutto per sradicare I valori della nostra società.
    Lo stato è formato da persone nate e cresciute in una famiglia; anche se laico, dovrebbe riconoscere che la società è basata sulla famiglia nata dall’unione uomo -donna, e il benessere della famiglia porta al benessere dello stato. Distruggere la famiglia distruggerà anche lo stato, creando una società egoistica e individualistica, dove l’unico valore sarà quello del benessere ad ogni costo e senza nessuna regola morale della singola persona

    • Massimo scrive:

      Con tutto il rispetto, solo il 36.8% di Italiani e’ cattolico praticante, e la percentuale scende continuamente. Anche in una cittadina brianzola uber-cattolica e ciellina come la mia, nessuno degli abitanti e’ entrato in seminario negli ultimi trent’anni almeno e quattro su cinque che lo hanno fatto negli anni immediatamente precedenti hanno cambiato idea. Un missionario addirittura e’ diventato laico a causa delle posizioni etiche della chiesa. Dire che l’Italia e’ un paese cattolico mi sembra sproporzionato e non e’ verificato nei fatti. Che poi il cattolicesimo debba condizionare le leggi di uno stato che apparentemente e’ laico e’, fortunatamente, cosa sempre meno condivisa.

      • E. scrive:

        Con altrettanto rispetto, io non penso affatto che il modello di famiglia basato sull’unione di un uomo e di una donna e dei loro bambini debba essere identificato con un modello “cattolico”.
        La Chiesa si è trovata a difendere un dato di natura, ma a mio parere si tratta di una posizione che dovrebbe essere condivisa da laici e atei. Ricordo che i comunisti (veri) su questi aspetti sono sempre stati altrettanto inamovibili.

        • Massimo scrive:

          Con ancor maggior rispetto, dato di natura? Quale natura? La natura umana e’ assai piu’ complessa e variegata della famiglia monouso uomo, donna, figli. I modelli sono svariati e funzionano. Io vivo da venticinque anni con mio marito felicemente e non mi sento fuori o contro la natura. E cosa c’entrano i comunisti. Dove vivo io i matrimoni LGBT li ha fatti la destra conservatrice. Non e’ una questione di destra o sinistra.

          • E. scrive:

            Lei è d’accordo sul fatto che se al mondo non ci fossero coppie di uomini e donne ci saremmo estinti da tempo? Questo è il modello naturale istituzionalizzato dovunque, non a caso, e come dicevo prima, difeso abbondantemente anche da chi non si riconosceva certo nella Chiesa.
            Monouso o multiuso non lo so, stereotipo o non stereotipo neanche, ma è l’unica in grado di sopravvivere alle ideologie, che invece vanno e vengono. E’ anche quella da cui è nato lei!
            Aggiungo che non tutte le varianti della natura, che pure esistono, debbono essere assurte a modello: esistono pedofili, esistono ninfomani, ecc. ecc.

            • Giovanni scrive:

              Anche se nel mondo c fossero solo preti e suore ci saremmo estinti. Gli omosessuali esistono da sempre, il fatto che si permetta loro di sposarsi non ne fa nè diminuire, nè aumentare il numero. Che l’omosessualità sia presente dai tempi più remoti dimostra proprio la sua naturalità, e, se ce ne fosse bisogno, la sua non pericolosità per la specie. Malgrado i gay la popolazione umana non ha fatto che aumentare.

              • claudio scrive:

                Anche l’omicidio esiste dall’alba dei tempi, questo non dimostra che sia NATURALE.
                Lungi da me paragonare le due realtà. È un esempio…

              • mike scrive:

                a parte che nella civiltà cristiana non ci sono solo preti e suore che sono parte minima della società, ma è che per come la vedo io gli omosessuali sono cresciuti negli ultimi 30 anni circa. e questo è un fatto che chi è obiettivo lo ammette. i nostri vecchi credo potrebbero confermare. resta che crescendo loro diminuiscono chi procrea. intanto siamo sempre più circondati da islamici che procreano più di noi, anche perché per noi la vita è precaria ma per loro no gli danno aiuti gli enti locali con soldi che misteriosamente per noi non ci sono. tra l’altro hanno la poligamia per cui anche con i gay lì basta uno che riesce a farselo alzare…
                alla luce di ciò dire che l’omosessualità non è mai un problema per far sopravvivere la razza umana mi pare, se permette, un tantino azzardato. non sarà l’unico problema ma un problema lo è.
                dall’antica mesopotamia ad oggi sono 5000 anni, e io chiedo se l’uomo è così scemo da non chiedersi perché qualcuno è omosex. io credo che da tempo la abbiano capito come mai qualcuno è omosex. solo che ha sempre fatto comodo lasciar correre. parte della società non procreava, la popolazione se cresceva mai troppo. solo che oggi, interessante sarebbe sentire i vecchi che ne pensano, gli omosex sono cresciuti di numero eccetera eccetera. la nostra civiltà occidentale, di cui anche i gay sempre più si vantano, durerà?

            • Massimo scrive:

              Oh santa pazienza! Il riconoscimento giuridico dei diritti delle persone LGBT non ‘promuove’ l’omosessualita’. L’omosessualita’ esiste da sempre in natura e sempre esistera’, ne’ le migliaia di specie in cui e’ osservata si estinguono a causa di essa. Io non sono affatto contro l’eterosessualita’, non ha senso essere pro o contro l’una o l’altra. E’ come essere pro o contro la pioggia o la neve o il vento: non sono cose che si possono ‘promuovere’ od osteggiare. Si puo’ far finta che non esistono, ma ci sono. E non si possono promuove

              Secondo lei gli omosessuali sono uguali ai pedofili? Io sono omosessuale, non ho mai commesso alcuna violenza sessuale o di altro tipo e mi sento assai offeso dal paragone. Chi e’ lei per decidere che il mio pacifico essere non deve essere tutelato e riconosciuto dalle leggi del vivere comune? Su quali basi? Il mio essere non incide sulla liberta’ altrui (come quello dei pedofili che predano vittime innocenti). ma come persona sono contento che la societa’ in cui vivo riconosce la mia affettivita’ di persona.

              • E. scrive:

                @Massimo e @Giovanni.
                Anche io non sono contro l’omosessualità e trovo anche scorretto fingere che questa condizione non esista.
                Sto solo dicendo che non si può pretendere di assurgere a modello familiare assolutamente equivalente a quello che voi chiamate “famiglia monouso” questo tipo di affettività, corredandola di figli che non può generare per via naturale.
                I bambini non hanno nulla a che vedere con queste unioni.
                Questo è il mio punto di vista, assolutamente laico. Non voglio offendere nessuno, ma il lavaggio del cervello che ci stanno imponendo dall’alto non scalfisce di una virgola questo mio (e non solo mio) pensiero. E una società che nasconde sotto il tappeto dei diritti le differenze fondamentali tra i diversi tipi di convivenza (altra cosa rispetto ai diritti individuali) è a mio parere una società debole e malata.

                • Massimo scrive:

                  Cosa vuol dire ‘assurgere a modello famigliare’? Le famiglie non si fanno perche’ ci si conforma o ci si ispira ad un modello. Le famiglie si fanno perche’ ci si vuole bene. Due persone che si vogliono bene e decidono di condividere tutto nella vita sono famiglia, che ci siano figli o meno. Non e’ questione di dare un modello da cui cartesianamente si realizza la realta’. La realta’ e’ che ci sono tante famiglie con figli dove i genitori sono persone LGBT. I bambini non hanno nulla a che vedere con questo? Io vado per esperienza. Sia nel caso delle adozioni, che in caso di figli propri, che in caso di figli da precedenti relazioni eterosessuali, vedo bambini ed adolescenti che crescono tranquillamente e sono amati da genitori responsabili. Questo e’ quello che vedo quotidianamente. Io e mio marito personalmente, non abbiamo il desiderio o la capacita’ di avere figli od adottare, per una serie di motivi, ma in molti casi, supportati dalla ricerca scientifica nel campo, i figli crescono bene, amati ed allevati benissimo. Ne conosco alcuni fin dalla tenra eta’ ed ora sono uomini e donne realizzati, e su questa esperienza positiva baso il mio giudizio e non sul sentito dire o su pseudo-ricerche non attendibili. La mia esperienza.

              • Emanuele scrive:

                Il riconoscimento dei diritti LGBT fa parte di una manovra che dovrebbe, nelle intenzioni dei fautori, portare ad una accettazione del fenomeno omosessuale nella società.
                Questo attraverso due azioni: da un lato riconoscimento giuridico, dall’altro indottrinamento nelle scuole. Pertanto: da un lato introdurre lo stile di vita omosessuale nella società come un fatto legalizzato e quindi “socialmente ammesso”, dall’altro utilizzare le scuole come veicolo di idee che tendano allo stesso obiettivo.
                Come può questo fine incidere sulle famiglie eterosessuali?
                Può: perché introduce il concetto di uguaglianza tra gli omosessuali e gli eterosessuali. E negare una differenza non è mai giusto, se quella differenza esiste.
                Dire che le famiglie etero e quelle gay sono uguali è uguale a dire a una madre che il suo lavoro potrebbe farlo tranquillamente un uomo. Uguale cioè a sminuire la sua femminilità.
                Per chi invece ritiene che la femminilità e la virilità siano un valore, un valore che si apprezza quando le due cose si uniscono, queste idee e il fatto che vengano propagandate è cosa molto negativa. Ideologicamente negativa.
                Ora: secondo lei è ammesso in uno stato aperto e pluralista combattere una ideologia che ci pare negativa, o no?

                • Giovanni scrive:

                  C’è differenza e differenza. Anche quella tra bianci e neri, tra giudei e gentili, tra disabili e no, tra uomini e donne sono differenze,. Da tempo siamo d’accordo che non possono essere invocate per fare della discriminazione. Quella tra gay ed etero, ancora, sempre meno, resiste, come ultima frontiera del razzismo.

                  • Emanuele scrive:

                    Ci sono molte forme di intolleranza. C’è l’intolleranza religiosa per esempio. Cristiani che vengono in tutto il mondo perseguitati. E perfino in Italia, dove c’è gente che vorrebbe negare ai cristiani il diritto a parlare.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Emanuele,
                      grazie per il tuo prezioso intervento. Mi pare che siamo d’accordo con Giovanni: esistono differenze, tanto per fare degli esempi:

                      oggettive:
                      uomo-donna
                      bianco-nero-giallo…
                      disabile-non_disabile

                      e soggettive:
                      musulmani-cristiani
                      gay-etero

                      Nessuna categoria e’ invocabile per fare discriminazione.
                      Bene.
                      Aggiungerei anche – come dici tu – che le differenze andrebbero valorizzate.

                      Conclusione (mia): non siamo tutti uguali, non c’e’ legge che consenta ad un cieco di vedere.
                      Rispetto per ogni uomo, no a discriminazioni e intolleranze.

                • Massimo scrive:

                  Mi scusi, ma secondo lei femminilita’ nella donna e virilita’ nell’uomo sono manifestazioni di eterosessualita’? Io non sono affatto femminile, anzi sono fisicamente stereotipicamente maschile e ritengo la mia virilita’, il mio essere uomo con tutti gli attributi fisici che ne sono attinenti, fondamentale alla mia persona. Cio’ non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. Cio’ che in inglese si chiama camp, cioe’, l’effeminatezza, non e’ affatto univoco sintomo di omosessualita’, anzi, ne’ la virilita’ o l’apparenza virile, sono sintomo di eterosessualita’. Si faccia una cultura sul fenomeno dei bears e trovera’ che ci sono centinaia di migliaia di omosessuali nel mondo che non si riconoscono nello stereotipo da Lei descritto.

            • giuseppe scrive:

              Massimo ha un “marito” ? Senta un po’, scenda dal pero e affronti la realtà!

              • Massimo scrive:

                La dicitura corretta nel paese in cui vivo e’ marito, husband, secondo la lettera della legge. Dopo ventidue anni che viviamo insieme mi sembra di essermi notevolmente familiarizzato con questa realta’, non trova?

          • Toni scrive:

            Con super rispetto: chi lo ha certificato che queste variegate famiglie funzionano. Funzionano rispetto a cosa se viviamo in una epoca disastrata.
            Se poi chi esprime dissenso non trova gli spazi per affermalo con altrettanto forza dei “certificatori” ….. (perché ovviamente è cialtrone ed omofobo) che valore ha una affermazione come quella fatta da te ?

      • Fran'cesco scrive:

        Massimo,
        il cattolicesimo non condiziona un bel niente, qui si fa informazione, spesso piu’ corretta di altri (Espresso, Repubblica, Corriere…).
        Non si capisce perche’ un gruppo di cattolici non possa esprimere la sua opinione, forse allora e’ vero che siamo discriminati?
        Capisco la tua acredine verso la Chiesa o i cattolici (che ti porta addirittura a frequentare / commentare questo sito), ma hai la stessa acredine anche verso altre religioni?

        • Massimo scrive:

          Il cattolicesimo non condiziona un bel niente? Ma se in Italia un ministero non puo’ nemmeno diffondere linee guida contro l’omofobia e l’educazione sessuale nelle scuole senza che vengano stroncate dal capo della CEI? Ognuno e’ liberissimo di dire quel che vuole, per quanto mi riguarda, e non ho acredine verso il cattolicesimo, ma verso l’indebita influenza in materia legislativa da parte di una minoranza politicamente assai ben connessa. Io non nutro alcuna acredine verso il messaggio cristiano. E’ la sua realizzazione nelle gerarchie cattoliche che trovo, francamente, incondivisibile. Come coloro che fanno voto di poverta’, per esempio, e poi non si ricordano se hanno fatto vacanze ad Anguilla, per dirne una.

          • Fran'cesco scrive:

            Le “linee guida” erano tali sono nel titolo. Si, qualche vescovo si e’ svegliato a dire la sua dopo che tanti altri cristiani e associazioni e siti vari avevano detto la loro. Non si puo’?
            Sull’efficacia dei cristiani in politica al giorno d’oggi abbiamo dei seri dubbi, qualche eccezione a parte.
            (Non e’ stato il ministero a diffondere le linee guida, ma una solerte lobby lgbt nel ministero all’insaputa del ministro)

          • Emanuele scrive:

            Signor Massimo
            il caso italiano è particolare. La Chiesa dopo l’estinzione della DC ha pensato (a torto o a ragione) di dover supplire ad una assenza: l’assenza di un pensiero veramente conservatore e moderato.
            I partiti che si sono definiti tali non hanno quasi mai dimostrato di esserne all’altezza, e forse nemmeno sono in buona fede.
            Questo può essere visto come una “ingerenza” e in un certo senso lo è. Ma dove sono i rappresentanti del popolo dei moderati? Perché non insorgono? Perché un vescovo deve dire le cose che i politici dovrebbero fare?
            Ovviamente se non si è d’accordo con i contenuti di quanto si afferma, diventa una “illegittima ingerenza”. Se invece si è d’accordo è una sacrosanta ingerenza.
            Comunque ingerirsi con metodi democratici è più che ammesso in uno stato pluralista come il nostro. Le linee guida dell’UNAR tutto erano, fuorché pluraliste.

      • Thomas scrive:

        Dunque caro Massimo siamo vicini alla fine del cristianesimo, ma non lo dicevano giá gli imperatori romani, gli illuministi, i massoni, i nazisti i comunsti? Che cosa buffa la loro ideologia é ormai storia e la Chiesa é sempre in espansione. Ma no ora ci sono i gay loro viceranno, come hanno stravinto a Sodoma.

      • diabolik scrive:

        Non c’entra niente l’essere cattolici o meno, si tratta di buon senso e di intelligenza, La famiglia è tra uomo e donna, è così dappertutto, non solo nel mondo cattolico, Chi afferma il contrario è solo un radicalborghese confuso o in malafede.

  2. Su Connottu scrive:

    L’Espresso: se la realtà non si adegua all’ideologia lgbt, tanto peggio per la realtà.

  3. Shiva101 scrive:

    Come ha ricordato anche l’ONU la Chiesa ha una dottrina che contribuisce
    “alla stigmatizzazione sociale e alla violenza contro gli adolescenti lesbiche, gay, bisessuali e transgender e contro i figli allevati da coppie di persone dello stesso sesso.”
    Una violenza psicologica oltre che fisica.

    La Chiesa sta portando avanti una pesante crociata, con la complicità vostra di ogni singolo cattolico, contro gli omosessuali perchè questi mettono in discussione la sua autorità.

    • Fran'cesco scrive:

      Shiva, potresti proporti come articolista per l’Espresso

    • Toni scrive:

      SL’Onu è un pupazzo in mano a dei veri poteri. Ti faccio osservare che se da un lato bacchetta , a suo modo la Chiesa sulla pedofilia, dall’altra non inserisce la pedofilia tra i crimini contro l’umanità.
      E siccome ho naso a capire la puzza di porconi, penso che l’Onu non sia tanto contro la pedofilia, così come non lo sono tanti gay, ma studia con modo e nel tempo (con complici anche certe lobby) come profumarla e renderla digeribile..

  4. E. scrive:

    Lasciate stare i bambini, solo questo.
    Gli omosessuali esistono da sempre, è giusto il rispetto, ma non possono diventare un modello da imitare, è questo il punto.
    Un mondo di omosessuali o di gente che oscilla da una parte o dall’altra è un mondo sterile, piegato solo sui suoi desideri. E’ un mondo artificiale, di figli prodotti in scatola, senza futuro.
    Il futuro della nostra società passa per una rinnovata valorizzazione della famiglia, formata da un uomo, una donna e i figli che possono accogliere. Una famiglia che deve essere aiutata a rimanere unita nelle avversità, che tutti attraversiamo. Questo non significa non riconoscere altre possibili convivenze, ma esse non possono essere messe sullo stesso piano della famiglia, intesa come nucleo fondante della vita.

    • Shiva101 scrive:

      L’omosessualità non è un modello da seguire, da questo si vede che non hai capito nulla.

      Chi è omosessuale ha diritto di esserlo senza discriminazioni e di formare pubblicamente una coppia con il suo compagno/a.

      Il resto sono solo chiacchiere.

  5. E. scrive:

    Perché gli altri giornali cosa fanno? Le altre testate non ideologicamente allineate al Volere Divino pubblicano ovviamente solo articoli equilibrati, a zero contenuto ideologico, sempre veritieri (come quando hanno frettolosamente citato ad esempio di episodio omofobico il suicidio del ragazzo con i pantaloni rosa)? Mi pare che sia evidente che è in corso un violento attacco al modello di società in cui siamo cresciuti, fortemente caldeggiato, se non imposto, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Magari in cambio di supporto economico.
    E chi non si allinea è uno retrogrado, bigotto, omofobo, fascista. Viene licenziato o boicottato se è a capo di un’azienda, viene isolato e deriso se è un politico.
    D’altra parte quando si arriva a dire che la famiglia formata da padre, madre e figli è uno stereotipo da pubblicità (che però tiene botta da 2-3 milioni di anni) direi che c’è poco altro da aggiungere.

  6. michelangelo scrive:

    Caro Bifocale, vorresti forse che ti dessero un trono dal quale ricevere il tuo consenso su ciò che si deve scrivere e dire, affinchè la tua sensibilità di attivista gay (con rispetto per la persona) di propagatore del pensiero unico e della teoria del gender ne possa venire omaggiata? Non pensi che Tempi come portavoce di un pensiero diverso dal tuo, e che molti condividono, possa essere libero di dire ed evidenziare, come ha fatto, le diversità di pensiero ed i punti dell’articolo dell’espresso in cui mancano di verità e si ammantano del politicamente corretto?

    • Bifocale scrive:

      Michelangelo, sulla questione del Pensiero Unico nessuno su questo punto può battere le religioni monoteiste, e quella cattolica in particolare. Non per niente Ratzinger tuonava settimanalmente contro il “relativismo”, ad esso si preferisce il suo contrario, l’Assolutismo: un solo Verbo, una sola Verità Rivelata a cui tutti quanti debbano sottostare e uniformarsi, pena le fiamme eterne (precedute dal disprezzo terreno di chi ti disprezza per via di chi ti innamori). La dimostrazione che non esiste nessuno Pensiero Unico Omosessuale è che il movimento LGBT non spinge nè suggerisce nessuno a cambiare una virgola della propria vita. Anzi il valore è proprio nella diversità non nell’omologazione dell’eterosessualità obbligatoria. E tanto per dimostrare quanto Tempi rispetti la libertà di pensiero altrui ti faccio notare che il mio post (al quale ti fai riferimento) è stato censurato e cancellato dai moderatori di questo libero forum.

      • Toni scrive:

        Non conosci la religione cattolica…. funziona che se la imponi contro la volontà non vale.
        Ratzinger saggiamente è contro il relativismo che tutto ammette (ma in versione smorzata) tranne l’idea che l’esclude.
        Il pensiero unico omosessuale lo hai descritto bene: vedere la diversità come valore. Ma questo indipendentemente da quello che è e da come nasce (e questo perché non pensi che esiste una verità e tante bugie).
        L’eterosessualità non è obbligatoria (maledetta le legge che la impone) ma l’eterosessualità non è sterile questo impone, come punto di partenza, dei distinguo rispetto ad altre realtà.

  7. Andrea (uno dei tanti) scrive:

    Si parla, troppo, di LGBT etc. e pochissimo di Facebook, cyberbullismo, Ask.fm (sito micidiale, molto in voga fra i 14enni) e la sconcertante facilità con cui si può reperire materiale pornografico (anche pedo) attraverso internet.

    Pur non contrario in linea di massima alla Leone/Scalfarotto credo siano queste VERE emergenze: di questo bisognerebbe parlare a scuola (non di Luxuria) e, soprattutto, ai genitori, spesso completamente analfabeti rispetto alle nuove tecnologie informatiche.

  8. Avandero scrive:

    Cari omosessuali, il silenzio degli uomini sulle vostre abitudini non potrà mai coprire la voce della coscienza che, nessuno – dico nessuno – può mettere a tacere. Smettetela di sparare a mitraglia accuse di omofobia, perché questo aprirà nuove gogne e nuove prigioni per chi rispetta le leggi del Creatore (o della natura, se il solo accenno a Dio vi rende furenti)

  9. giovanni scrive:

    Rispondere punto per punto, all’espresso e agli espressini, è perdere tempo e tutto sommato inutile, occorre sintetizzare! Con tutto il rispetto di cui sono capace vi dico: andate a…….o!!!!!

    • Alessandro scrive:

      Come tutti figlio di papà e mamma, che si sono sposati, hanno tirato la cinghia e stretto i denti nei momenti difficili, e adesso evidentemente sono superati, “out” rispetto ai gayoni molto “in”, mi associo al GRANDE Giovanni nella sua sintesi.

  10. Giovanni scrive:

    La cosa interessante non è tanto il fatto che con tutto quello che succede al mondo vi spendiate così tanto per opporvi ai diritti dei gay, quanto perchè lo fate.
    Secondo me avete scelto questa trincea perchè è uno dei pochi argomenti su cui avete ancora un minimo di residuale consenso.

    Gli altri capisaldi della morale cattolica sono da tempo travolti, basti pensare che il divorzio è stato introdotto in Italia nel 1974 e oggi uno dei problemi più grossi della Chiesa è se dare o no la comunione ai credenti e praticanti divorziati e risposati.

    Sulle nozze gay in sè la gente è in maggioranza d’accordo, resta la diffidenza per l’omogenitorialità. Secondo me dipende da una carenza di dibattito, negli Usa dove si è discusso seriamente il problema l’opinione è cambiata. Cambierà anche da noi, malgrado voi

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    • Alessandro scrive:

      Ohi ohi, mi sa che questo è un altro Giovanni, oppure un curioso caso di sdoppiamento di personalità :). Per favore, usate Giovanni 1 o 2, come genitore 1 e genitore 2, così almeno uno dei due Giovanni si trova a suo agio.

    • Fran'cesco scrive:

      Giovanni (quello “contro”). Quando fai copia e incolla dei tuoi post devi togliere le ultime 2 righe. Ah ah ah

      • Giovanni 2 scrive:

        Fare copia e incolla è più comodo che riscrivere. Approfitto per aggiungere che ormai non rappresentate più neppure tutto il cattolicesimo. Da una parte chi pensa che il ruolo della Chiesa sia quello dell’ospedale da campo,di un’istituzione che propone una morale, facendosi forte di una millenaria riflessione etica, che però ha il carattere di autorevole insegnamento e non di norma. Dall’altra chi si ostina a guardare sotto le lenzuola .

        La differenza è di fondo, la prima posizione assume alcune delle caratteristiche fondamentali della modernità ,come il primato della coscienza . E’ una Chiesa di cittadini con i loro diritti. L’altra invece vuole rimanere una Chiesa di sudditi che devono obbedire anche quando non capiscono e non condividono.

        • Fran'cesco scrive:

          Ottima analisi che trascura pero’ una cosa, anzi, una Persona che la Chiesa l’ha fondata.
          Siamo nel mondo ma non del mondo.

        • Emanuele scrive:

          Mi addolora che lei veda la Chiesa come una istituzione che propone una morale.
          Non è assolutamente così.
          La Chiesa non è una istituzione che dice “o segui queste regole o sei fuori”. Al contrario: postula che le regole vengano violate.

          Tuttavia questo è l’aspetto dinamico della Chiesa. Ma ce n’è un altro: quello pastorale.
          Dato che la Chiesa è fatta dai credenti, è più che normale che questi credenti diano delle linee guida per fare un po’ di chiarezza, tutto qua.

          Ma non è tanto la Chiesa contro il matrimonio gay, è il buonsenso!!
          comunque ha ragione quando dice che non c’è dialogo. Ma quando mai le istituzioni LGBT hanno ricercato il dialogo?

    • Thomas scrive:

      pessimo copia/incolla

    • beppe scrive:

      diritti dei gay? hanno diritto a non essere oggetto di violenza. ma , come loro pretendono che i cattolici siano tutti casa e chiesa, anche loro dovrebbero essere tutto ARCI E CASA .

  11. Giovanni sanodimente scrive:

    Caro Franco Andrea guarda che Dio non ti ha creato omosessuale. Dio ti ha creato uomo-maschio. Se sei attratto dagli uomini c’è un problema che va risolto.

    Per altri sapientoni che ripetono il mantra è doveroso ribadire che IN NATURA (mondo naturale) NON ESISTE L’OMOSESSUALITÀ. Gli animali seguono un istinto, l’uomo essere razionale è fatto per dominare l’istinto con la ragione (aiutato dalla grazia di Dio).

    La Chiesa ha il dovere di intervenire ovunque ci siano dei battezzati in pericolo di eterna perdizione. In Italia molti che si dicono non credenti sono comunque battezzati e hanno bisogno di sentire parole che risveglino la grazia battesimale ricevuta in anni lontani.

    • filomena scrive:

      Per fortuna la maggioranza delle persone compresi quelli che si definiscono cattolici la pensano molto diversamente d voi. E il numero aumenta ogni giorno proporzionalmente all’aggressività che dimostrate verso chi ritiene la vostra concezione di famiglia e di rapporto uomo donna ormai una visione del tutto arcaica. Posto poi che questa visione sia come la definite voi “naturale”, e oggettivamente non lo è necessariamente, va anche detto che non tutto quello che è naturale è cosa buona e giusta per l’uomo a cominciare, tanto per fare un esempio ovvio, le catastrofi naturali. Chi sarebbe il responsabile di ciò? La natura sbaglia quanto l’uomo e nei secoli sia pure per tentativi ed errori l”uomo è riuscito parzialmente a dominarla a suo vantaggio. Qualcuno più saggio di noi tutti ha detto nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. L’importante è credere nelle proprie potenzialità e non ritenersi soggetti passivi dentro un disegno che qualcun altro ha stabilito per noi. Se poi alle grandi domande non sappiamo attualmente darci risposte non mi sembra onesto verso noi stessi rispondere che tutto sarebbe opera di un Dio che ci inventiamo a questo scopo. E’ troppo facile e deresponsabilizzante nei confronti degli altri dire questo è il volere di Dio quando si vuole impedire che altri facciano delle scelte che non si condividono penalizzandoli rispetto a certi diritti riconosciuti in funzione delle scelte proprie.

      • Toni scrive:

        Filomena
        Tu l’aggressività la vedi solo dove ti conviene… vero?

        “concezione di famiglia e di rapporto uomo donna ormai una visione del tutto arcaica”
        Tu hai una visione arcaica circa la famiglia ed il rapporto uomo donna. Anzi mi sembra che sconosci i termini e li definisci in base all’ombra che vedi. E riflettendoci credi solo alle cose che dividono.

        “Qualcuno più saggio di noi tutti ha detto nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”
        Non è vero perché c’è il degrado (l’entropia).Questo significa che i mutamenti tendano a produrre conseguenze indesiderate, alcuni dei quali possono essere terribilmente spiacevoli. Per questo non basta “credere alle proprie potenzialità” ma sapersi imporre delle scelte per non fare macelli dopo.

        Quando parli di Dio … mi fai incavolare!

      • Giannino Stoppani scrive:

        Oh Filomena, con tutto il rispetto, sai una sega te di cosa pensa la maggioranza!

      • beppe scrive:

        filomena, a 500 anni luce da qui hanno appena scoperto un pianeta compatibile con la vita ( e con clima primaverile). potresti trasferirti la e provare a mettere in pratica le tue splendide idee e teorie. per cominciare trasferisci qualche centinaio di coppiette gay ( maschietti ) e poi aspetta la stagione degli amori. auguri.

    • Franco Andrea scrive:

      Caro Giovanni

      Le rispondo con le parole della scienza, lasciando perdere le varie credenze (altrimenti saremmo qui ancora a credere che il sole gira attorno alla terra)

      1. L’omosessualità è una variante naturale dell’orientamento sessuale come l’essere mancini o avere i capelli rossi. Non lo dico io ma lo ha stabilito nel 1990 l’organizzazione mondiale della sanità

      2. Un numero sempre crescente di scienziati confermano l’esistenza dell’omosessualità in natura sia in specie che formano coppie permanenti come i pinguini o i piccioni, ma anche in specie non monogame come le pecore.
      Petter Bøckman, il consulente scientifico della mostra Against Nature sospetta che la reale portata del fenomeno possa essere molto più ampia di quanto riconosciuto correntemente:
      “È provato che il comportamento omosessuale esiste in tutte le specie, eccetto in quelle che non hanno rapporti sessuali come l’echinoidea (riccio di mare) e gli afidi. Inoltre, parte del mondo animale è ermafrodita, letteralmente bisessuale. Per loro l’omosessualità non è un problema”
      Comportamenti omosessuali sono stati documentati, tra gli altri, nei seguenti animali: Cane, Gatto, Bisonte americano (che a quanto pare sarebbe l’animale con la maggiore percentuale di omosessuali), Cigno nero, Gabbiano, Anatra, Pinguino, Bonobo e altre scimmie, Delfino, Libellula, Elefante, Moscerino della frutta, Giraffa, Macaco giapponese, Leone, Lucertola, Furetto, Pecora, Iena, Tricheco, Orso, Cervo, Lamantino.

      3. L’American Psychological Association (APA) ha emesso nel 1997 una risoluzione nella quale ribadisce che l’omosessualià non è un disordine mentale e perciò SI OPPONE ad ogni rappresentazione di lesbiche, gay e bisessuali come persone bisognose di un trattamento per il loro orientamento sessuale.
      Più vicino a casa nostra, e più recentemente, il 14 maggio 2010, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia delibera che:
      “Qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti e le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di favorire la piena accettazione di se stessi.”
      Il Dr. Mauro Grimoldi, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia afferma
      “E’ il concetto stesso di riparazione ad essere sbagliato. Si ripara un’auto quando questa è guasta. Negli omosessuali non c’è niente di guasto; chi la pensa diversamente vive evidentemente in un mondo impregnato di una ideologia che non permette di vedere la realtà, neppure quella dell’evoluzione delle scienze umane e quindi di lavorare nel rispetto delle diverse posizioni individuali.
      Consigliamo i colleghi psicologi di diffidare, nella pratica clinica e nella scelta delle teorie di riferimento, dalle teorie riparative dell’omosessualità, o da ogni teoria che voglia modificare a priori l’identità sessuale del soggetto.”

      Capisce… affermare che l’omosessualità è un problema è una seria e grave forma discriminatoria di una categoria di persone, come affermare che gli ebrei sono una razza inferiore a quella ariana

      E’ questa convinzione, anche in buona fede, a causa di tutte le vostre avversioni, anche nella convinzione di farlo per il bene delle altre persone (ma tutto questo interesse per la vita degli altri è un po’ sospetto… perchè non si ha altrettanto interesse sulla corruzione, per esempio ?)

      E’ questa la causa della sofferenza di tanti adolescenti credenti che alla scoperta della omosessualità si sentono rifiutati.

      Però… guardi, le faccio una cortesia: oltre alle parole della scienza aggiungo quelle della fede.
      Quelle di un grande sacerdote considerato da molti iim odore di santità

      “Tutto ciò che dio ha creato è buono. Se Dio ha creato l’omosessualità allora anche questa è buona. Quello che Dio ti ha dato è UN DONO. Se tu fai finta di essere etero, allora vai contro natura, ovvero vai contro la TUA natura che Dio ti ha dato e se rifiuti l’omosessualità stai rifiutando il dono che Dio ti ha dato e che ti rende una persona speciale, sensibile”

  12. augusto scrive:

    L?Espresso? che roba è ?

  13. AndreaB scrive:

    Ma i bravissimi giornalisti dell’espresso saranno a favore della liberta’ di opinione? Se qualcuno non e’ a favore della sodomia e’ giusto che possa continuare ad esprimere la sua opinione senza la possibilita’ di finire in carcere, come vorrebbe Scalfarotto? Mieli, quello legato all’ideologia del gender era o no a favore della pedofilia? Ci sono societa’ o partiti espressamente a favore della pedofilia? Esiste un nesso fra pedofilia ed Lgbt? E’ meglio un gruppo di persone che seguono una dottrina che condanna la pedofilia, anche se tra di loro si possono nascondere dei pedofili, o e’ meglio un gruppo di persone che giustifica la pedofilia?
    Se i fondatori di una ideologia giustificano la pedofilia, i propugnatori della stessa ideologia cosa faranno?

    E’ vero che, in diverse associazioni dove si vogliono divulgare le ideologie del gender, stanno discutendo se riconoscere o meno, come genere, anche quello dei pedofili?

    Le ideologie contro la vita umana e contro la natura umana hanno causato nella storia disastri immani. Qualcuno vuole contribuire a ripeterli, mettendo davanti il proprio egoismo ed il proprio desiderio di onnipotenza a tutto cio’ che e’ buono.

    • Giovanni che sa quel che dice scrive:

      Nessuna associazione lgbt è a favore della pedofilia. Che è un crimine per cui si va in galera, giustamente. La cultura liberale e libertaria, anche la più estrema, considera lecito tutto quello che succede tra adulti consenzienti. Stupro e pedofilia sono reati. punto e basta.

      Negli anni 70 ci furono sporadiche dichiarazioni a favore del “diritto alla sessualità dei bambini”. Non si andò mai oltre la provocazioei intellettuale. Comunque erano stupidaggini.

      • Alessandro scrive:

        Già, “compagni che sbagliano”… Già sentita questa…

      • Thomas scrive:

        Caro Giovanni Che Sa Quel Che Dice,
        toglimi un a curiositá: se nessuna associazione lgbt è a favore della pedofilia allora perché esistono numerosi circoli dell’Arcigay intitolati a Mario Mieli (noto pedofilo)?

        • Giovanni scrive:

          Mario Mieli non era un pedofilo, non ha mai avuto contatti sessuali con minori. E’ stato uno di quelli che hanno fatto dichiarazioni sul diritto alla sessualità dei bambini, come Sarte e Foucault. Stronzate sesquipedali, a mio giudizio, che forse all’epoca andavano bene come provocazione intellettuale, ma che non si sono mai tradotte nè in pratiche nè in proposte politiche

        • Tulio Lantanide scrive:

          ci sono dei circoli di cineamatori intitolati a Roman Polansky o a Charles Chaplin. nessuno ci trova da ridire.
          sul fatto che Mario Mieli fosse una persona profondamente disturbata non ci sono dubbi. basta leggere la sua autobiografia “il risveglio dei faraoni” per sincerarsene.

          • Toni scrive:

            Credo che la questione che lei pone deve essere rivolta a chi non crede a verità morali accertate e definite. Per esempio quegli intellettuali che hanno raccolto firme per Polansky non tenendo affatto conto di quello che l’artista ha combinato ad una tredicenne.
            Sono d’accordo sul suo giudizio su Mario Mieli, ma anche a lui dedicano sedi.

      • AndreaB scrive:

        Eh Giovanni… Molti, poi, non si accontenteranno piu’ degli adulti consenzienti.

      • Franco Andrea scrive:

        Ragazzi… siamo seri.
        La pedofilia è un reato.
        E’ una cosa gravissima che va condannata e severamente punita
        Ma non ha nulla a che vedere con l’omosessualità
        Anzi si consuma spesso nelle sacre famiglie, tra zii, nonni e nipoti con il tacito consenso di alcune madri.
        Ci sono ovviamente pedofili eterp e omo (come ci sono macellai o sacerdoti etero o omo)
        E sproposito dei sacerdoti, grave, anzi gravissima è stata la scelta di non imporre la denuncia dei casi
        Vi assicuro che tutte le associazioni lgbt sono contro la pedofilia, come ogni persona di buon senso dovrebbe esserlo, perchè è innanzitutto una forma di violenza contro un minore.
        Smettiamola con queste stupidaggini (gay = pedofili) tipiche delle propagande fasciste e naziste (ebrei = …, negri = …, rom = …) così come stupidaggini tipo “il pensiero unico” o “la teoria gender” che citate a memoria ma che nemmeno sapete che cosa siano, dato che non esistono.

        • AndreaB scrive:

          Franco Andrea, lei sembra molto sicuro di se stesso, ma non ha risposto ad una sola domanda tra quelle che ho rivolto a tutti per cercare di fare chiarezza e di capire un po’ di piu’. Lei ha chiarito solamente e nuovamente una posizione, non sono sicuro se solo la sua o quella di tutte le lobby lgbt. Mi sembra di aver capito dalle sue parole, che secondo lei,
          Chiunque ritiene che l’esercizio della sodomia non sia una cosa buona, debba essere messo in carcere.

          Che lei e’ sicuro che nessuna associazione lgbt sia a favore della pedofilia, nonostante alcune di esse osannino come eroe il compianto Mieli, che a suo tempo si espresse chiaramente a favore, appunto, della pedofilia, e nonostante molti attivisti si prodighino per diffondere materiale pornografico tra i minorenni delle scuole.

          In ultimo, secondo la sua opinione, se qualcuno si sentisse attratto verso l’esercizio della sodomia, ma ritenesse che esso e’ sbagliato, non dovrebbe trovare una sola persona, soprattutto tra gli psicologi, che lo aiuti a non sentirsi piu’ attratto verso questo tipo di esercizio.

          Tutto questo fa parte del tentativo di instaurare quel “pensiero unico” a cui lei accennava. Se qualche persona omosessuale non la pensa come lei, a suo intendere, meriterebbe la galera.

          Rinsavite e comprendete che il rispetto per le persone non si ottiene facendo approvare le loro abitudini sessuali.

  14. paolo scrive:

    David Cameron ha detto pochi giorni fa che ” love is love”, dando il benvenuto al matrimonio uni sex.. L’amore è certo legato al matrimonio, ma non basta l’amore per un matrimonio. Un uomo può amare quattro donne, ma questo non significa un diritto alla poligamia. L’amore esiste benissimo senza il legame matrimoniale legale.

    • beppe scrive:

      obama , cameron, grandi leader mondiali, il massimo che riescono a concepire – in termini politici – riguardo a temi che squassano dalle fondamenta l’antropologia , l’etica, l’assetto della famiglia e della società,il diritto , è LOVE IS LOVE. neanche fossero i creativi del CORNETTO ALGIDA.

  15. enrico pagano scrive:

    Punto primo : esistono solo unioni normali e unioni omosessuali.
    Punto secondo : che tristezza infinita quando vedo sacerdoti con quei giornali in mano, che poi disquisiscono dei “delitti semantici” di cui si nutrono .

  16. Mara scrive:

    Perchè soprendersi?
    L’Espresso e Repubblica sono i veri organi d’informazione ufficiale (e propaganda politica) del PD (con buona pace de L’Unità).

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