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Gender. La differenza uomo-donna è un’evidenza razionale, confermata dalla tradizione giudaico-cristiana

aprile 7, 2014 Massimo Camisasca

Viviamo in un tempo affascinante, in cui tutti siamo personalmente chiamati a riscoprire e testimoniare pubblicamente le ragioni della nostra fede e della tradizione dei nostri padri

Sul sito della Fraternità sacerdotale San Carlo, di cui è stato fondatore e guida, monsignor Massimo Camisasca, attuale vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, ha firmato il seguente articolo sulla teoria del gender. Lo riproduciamo di seguito.

Nota di mons. Massimo Camisasca sulla teoria del gender

La constatazione che viviamo durante un’epoca di cambiamenti, anzi di trasformazioni profonde e radicali, è così ripetuta e ovvia da divenire un luogo comune. Eppure non è inutile. Se tutto corre vertiginosamente, c’è qualcosa che rimane e che ci permette di cogliere quanto di prezioso e positivo c’è nel cambiamento, ma anche ciò che vi è in esso di negativo ed anzi dannoso per l’uomo e la sua vita presente e futura?

È compito del vescovo operare questo discernimento assieme alla sua Chiesa e a favore della sua Chiesa, traendo dalla Tradizione ecclesiale, in cui ha un posto particolare la Sacra Scrittura, l’orientamento e la luce per educare il suo popolo, con l’aiuto essenziale dello Spirito Santo. Il vescovo non è uno psicologo, un sociologo, un filosofo e neppure propriamente un teologo. È buona cosa che sia esperto di filosofia e teologia, può essere aiutato dalla conoscenza delle scienze umane, ma non può certo mettersi a competere con gli esperti di ogni singola disciplina. Deve trovare le luci che orientino il cammino, lasciando ad altri l’approfondimento creativo e dialettico delle risposte.

È indubbio che una delle trasformazioni più profonde che sta avvenendo sotto i nostri occhi, ma che in realtà è in atto da alcuni secoli, riguarda la concezione che l’uomo ha di se stesso.

Semplificando potrei dire così: due grandi opzioni, due grandi alternative si sono poste allo sguardo dell’uomo che si osserva vivere, agire, crescere e avviarsi verso la maturità e la vecchiaia. La prima: “Io sono un mistero a me stesso, mi accorgo innanzitutto di essere stato generato, mi sono trovato al mondo, non sono io che mi sono voluto. Certo, posso intervenire su tanti aspetti della mia persona, fisica, psichica, morale (si pensi quanto questo è vero con lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie alle scoperte della scienza), ma non posso negare un dato incancellabile: all’origine del mio essere c’è un altro o ci sono degli altri”. La riduzione della natura a cultura non può nascondere un inizio che non è prodotto dal soggetto.

La seconda: “Io sono l’artefice della mia realtà di uomo o di donna. La vita è un farsi da sé, secondo i propri sentimenti, le proprie opzioni o idee. In questa costruzione continua del proprio io può stare anche la costruzione della propria sessualità, anzi della propria identità sessuale, sempre cangiante a seconda dei desideri delle varie età della vita”.

Ognuno può vedere come questa seconda posizione, in cui l’uomo ha, o pensa di avere, una totale capacità di plasmare a piacimento il proprio io, sia il frutto di filosofie e di ideologie che hanno cambiato profondamente l’uomo europeo.

Le scoperte scientifiche, grandioso segno dell’altezza dell’ingegno umano, sganciate da ogni considerazione etica e sociale, hanno fatto dell’uomo un nemico di se stesso e dei propri fratelli. Se non c’è più nessuna natura da riconoscere e rispettare, rimane soltanto la forza e l’esito sarà una guerra terribile degli uni contro gli altri. Papa Francesco, nella Evangelii Gaudium, ci ha messo in guardia dalla «diffusa indifferenza relativista» che «non danneggia solo la Chiesa, ma la vita sociale in generale. Riconosciamo – scrive – che una cultura, in cui ciascuno vuole essere portatore di una propria verità soggettiva, rende difficile che i cittadini desiderino partecipare ad un progetto comune che vada oltre gli interessi e i desideri personali» (Evangelii Gaudium, 61).

A quest’ultima visione dell’uomo come artefice di se stesso si rifà la teoria del gender, dei generi, apparsa per la prima volta negli Stati Uniti quasi sessant’anni fa. In realtà essa è frutto di una lunga incubazione del pensiero occidentale, che ha trasferito la propria attenzione sempre più dalla persona all’individuo, slegato da ogni appartenenza e portatore soltanto di diritti.

Essa vuole «rifondare la società su un’“umanità nuova”, “liberata” dai termini uomo e donna, padre e madre, sposo e sposa, figlio e figlia, matrimonio e famiglia»[1].

Divenuta norma politica universale dalla quarta conferenza dell’ONU sulle donne del 1995, è «da allora una delle priorità trasversali del governo mondiale. […] Benché il suo contenuto sia di una violenza inaudita, aberrante, la rivoluzione del gender utilizza strategie e tecniche di trasformazione sociale dolci, che la rendono spesso impercettibile»[2].

mamma-papa-tempi-copertina-scabini«Questa nuova antropologia rifiuta una natura umana comune a tutti – scrive il filosofo Vittorio Possenti – e ritiene che l’essere umano sia una mera costruzione sociale in cui emergono la storicità delle culture, la decostruzione e la relatività delle norme morali, la centralità inappellabile delle scelte individuali»[3]. La differenza corporea viene minimizzata, mentre la dimensione strettamente culturale (il gender) è ritenuta primaria. «L’identità sessuale diventa una scelta libera, mutabile anche più volte»[4].

Vorrei fare alcune osservazioni. È un bene per l’uomo e per la donna essere portati a considerare che è senza significato avere un’identità sessuale chiara, anzi, che sia meglio non averne nessuna? Il maschile e il femminile non sono forse necessari per la definizione stessa della condizione umana? Non si può certo sostenere che la differenza tra uomo e donna sia una teoria nata col cattolicesimo[5]. Essa è piuttosto un’evidenza razionale, confermata dall’insegnamento della tradizione giudaico-cristiana.

Silviana Agacinski, scrittrice, giornalista e filosofa francese, ricercatrice presso la Scuola di Alti Studi e Scienze Sociali a Parigi, ha scritto numerosi libri sul rapporto tra i sessi. Ha riassunto le sue ricerche in un articolo pubblicato di recente («Vita e Pensiero», febbraio 2013): «L’idea che il genere umano è sessuato, formato da uomini e donne, costituisce l’oggetto di un’esperienza universale, legata al modo in cui gli umani si generano gli uni dagli altri, come la maggior parte dei viventi. Platone definisce la differenza sessuale come una differenza relativa alla generazione. Anche la Bibbia la lega alla fecondità, soprattutto in uno dei due racconti dedicati alla creazione dell’uomo: […]maschio e femmina li creò (Gen 1,28). Queste parole vertono a un tempo sull’unità e sulla dualità dell’uomo, creato da subito plurale, maschio e femmina. Come immagine di Dio, l’uomo è uno, ma allo stesso tempo, è due»[6]. Mi sono permesso questa lunga citazione di una studiosa laica perché essa mette in luce l’accordo fra ragione e tradizione giudaico-cristiana. L’Agacinski nelle sue opere sottolinea quanto la donna, dal punto di vista culturale, abbia dovuto lottare per il riconoscimento della propria parità. Anche attraverso i movimenti femministi. Ma nella teoria del gender si tratta di ben altro. «Possiamo certo ammettere – scrive – che la norma eterosessuale tradizionale pesi su chi non può riconoscersi in essa e che sia quindi necessario interrogarla per rompere il vecchio tabù che pesa sull’omosessualità e per rispettare gli orientamenti sessuali di ognuno. Ma la diversità degli orientamenti sessuali non sopprime la dualità dei sessi: la conferma, anzi. In effetti possiamo parlare di orientamenti – eterosessuali, omosessuali o bisessuali – solo se supponiamo fin dall’inizio che esistano almeno due sessi. Che si desideri l’altro sesso, o che al contrario non lo si possa desiderare, significa che i due sessi non sono equivalenti. L’assenza di equivalenza è confermata anche dalla sofferenza di coloro, maschi o femmine, che esprimono un imperativo bisogno di cambiare sesso»[7]. Rifacendosi alle teorie di Gaston Bachelard, l’Agacinski sostiene che è l’ipotesi della fecondità a suggerire la differenza sessuale: «la procreazione implica sempre il concorso dell’altro sesso. […] Anche in laboratorio la partecipazione dei due sessi è necessaria»[8].

gender-scuola-tempi-copertinaÈ interessante notare come studiosi laici mostrino il legame stretto che esiste tra sessualità e fecondità, illuminando così le riflessioni che già Paolo VI sviluppò nell’enciclica Humanae vitae e che soprattutto Giovanni Paolo II riprese nelle catechesi sull’amore umano.

Il Magistero non vuole solo proporre una propria visione dell’uomo e della donna, radicata nella rivelazione cristiana. Sa di parlare in questo modo di alcuni elementi antropologici che hanno una valenza universale.

Ha detto a questo proposito il cardinale Gerard Müller nella sua lectio magistralis con cui ha inaugurato l’Anno Accademico della Facoltà Teologica di Milano: «Il concetto di “natura” rappresenta quel fondamento indisponibile senza cui l’uomo non riuscirebbe più a fissare, oltre i labili e volubili contorni delle maggioranze di ogni tempo, i confini non negoziabili della sua dignità e identità, e quindi dei suoi diritti e doveri. Una dignità e identità che sono “donate” all’uomo, che l’uomo è chiamato dapprima a riconoscere e poi ad attuare, e che nessuno può auto-fabbricarsi, pena lo smarrimento di quelle identità e dignità e un fraintendimento di quei diritti e doveri: ciò che appunto oggi è già accaduto ed avviene»[9]. Emblematiche, a questo proposito, anche le parole che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha pronunciato il 24 marzo scorso nella sua prolusione al Consiglio Permanente della CEI: «La lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura – vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni».

Non posso, poi, dimenticare l’ultimo discorso alla curia romana di papa Benedetto XVI. Riferendosi proprio al tema che stiamo trattando, sottolineò: l’uomo «nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina. Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato»[10]. Soltanto questa visione dell’uomo e della donna ci permette ancora di parlare di famiglia, altrimenti svanisce il luogo pensato da Dio per l’accoglienza e la crescita dei figli. Per questo il papa allora concludeva: «se non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione. Ma in tal caso anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria».

Non a caso l’Agacinski così chiudeva la sua analisi: «Non ci si è per nulla preoccupati degli effetti che [l’impossibilità di risalire ai genitori biologici] potrebbe produrre nei figli stessi. […] Adesso li conosciamo meglio, poiché molti di questi figli rifiutano, più tardi, di essere prodotti fabbricati con l’aiuto di provette congelate e vorrebbero sapere a quale uomo o a quale donna, in altre parole a quali persone, debbano la vita, per potersi iscrivere in una storia umana. […] Il problema dei bambini a venire, cioè delle future generazioni, è che nessuno li rappresenta sulla scena politica democratica: non possono manifestare, né essere ricevuti, né essere ascoltati. Non costituiscono alcuna forza. Il legislatore deve però preoccuparsi delle condizioni della loro venuta»[11].

Giustamente a questo proposito Eugenia Scabini parla di un «vuoto di origine: […] l’itinerario a ritroso che l’umanità oggi rischia di percorrere trascina al ribasso la persona dal riconoscimento al misconoscimento, all’indifferenza, all’incuria»[12].

Il panorama culturale e sociale che abbiamo sinteticamente tracciato è certamente drammatico, ma non deve indurci a una visione pessimistica o remissiva rispetto al futuro. Al contrario: siamo certi che, proprio in questo contesto, più luminosa brilla la luce di tanti uomini e donne, di tanti genitori, di tante famiglie, che con la loro vita testimoniano la verità e la bellezza della famiglia, del matrimonio, della vita cristiana così come Gesù Cristo, colui che svela l’uomo all’uomo, ce l’ha mostrata.

Viviamo in un tempo affascinante, in cui tutti siamo personalmente chiamati a riscoprire e testimoniare pubblicamente le ragioni della nostra fede e della tradizione che i nostri padri ci hanno consegnato. È il tempo della testimonianza.

Massimo Camisasca

[1] M. Peeters, Tre miti da smascherare, in Osservatore Romano, 3-4 marzo 2014, p. 5.

[2] Ibidem

[3] V. Possenti, Gender, deriva culturale che vuole negare la realtà, in Avvenire, 5 marzo 2014, p. 3.

[4] Ibidem.

[5] Cfr. A. Pessina, in D. Monti, «Sì ai diritti per le coppie gay. Ma si nasce da uomo e donna», in Corriere della Sera, 4 Gennaio 2013, p. 20.

[6] S. Agacinski, La metamorfosi della differenza sessuale, in Vita e Pensiero, n. 2 2013.

[7] S. Agacinski, cit..

[8] S. Agacinski, cit..

[9] G. L. Müller, Alcune sfide per la teologia nell’orizzonte della «cittadinanza» contemporanea. Lectio magistralis in apertura dell’Anno Accademico della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale, Milano, 13 febbraio 2014.

[10] Benedetto XVI, Discorso alla Curia Romana, 21 dicembre 2012.

[11] S. Agacinski, cit..

[12] E. Scabini, La crisi dei fondamentali dell’umano. Riscoprire l’attrattiva dei fondamentali, in «Tempi», 17 marzo 2014.

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54 Commenti

  1. Bifocale says:

    Continua, incessante e martellante, la campagna mistificatoria sugli studi di genere, ribattezzati gender theory e diventati in mano alla propaganda della parte più reazionaria del mondo cattolico una diabolica cospirazione globale archietettata dalla malvagia e potentissima lobby gay prima per distruggere la famiglia e poi il mondo intero (uah ! uah ! uah!). Secondo la distorta versione diffusa dalla propaganda catto-reazionaria ultraconservatrice gli studi di genere vorrebbero 1) negare le differenze sessuali esistono e 2) far credere che chiuqnue possa scegliersi il genere cambiandolo ogni tanto a piacimento, come si fa con il vestiario stagionale. In realtà persino Judith Butler, aurtice del testo fondamentale su questi temi “Questione di genere” (Ed. Laterza) dice chiaramente che “Per quanto mi riguarda, non ho mai pensato alla necessità di un mondo senza i generi, un mondo post-genere, così come non ho mai pensato a un mondo post-razziale.” (…) La teoria del genere non descrive infatti “la realtà” in cui viviamo, bensì le norme eterosessuali che pendono sulle nostre teste. Norme che ci vengono trasmesse quotidianamente dai media, dai film, così come dai nostri genitori, e noi le perpetuiamo nelle nostre fantasie e nelle nostre scelte di vita. Sono norme che prescrivono ciò che dobbiamo fare per essere un uomo o una donna. E noi dobbiamo incessantemente negoziare con esse. Alcuni tra noi sono appassionatamente attaccati a queste norme, e le incarnano con ardore; altri, invece, le rifiutano. Alcuni le detestano, ma si adeguano. Altri ancora traggono giovamento dall’ambiguità… Mi interessa dunque sondare gli scarti tra queste norme e i diversi modi di rispondervi.
    Se la moderazione di Tempi avrà la bontà di pubblicare il post potete (se volete) leggervi l’intervista completa con la filosofa americana Butler a questo link
    http://www.lavoroculturale.org/sulla-teoria-del-gender-judith-butler/

    • Giannino Stoppani says:

      Bifocale, si nasce maschi e femmine, e questo è un dato di fatto empiricamente verificabile e dimostrabile, pertanto sostenere che questa evidenza sia frutto della “propaganda della parte più reazionaria” è letteralmente RIDICOLO.
      Che poi a supporto di questa solenne minkiata tu abbia invocato il riverito pensiero di una filosofa sostenitrice della “teoria del gender”, è il massimo dello spasso.

      • filomena says:

        Ancorarsi unicamente alle manifestazioni esteriori della sessualità rappresentate visivamente dagli organi genitali senza prendere in considerazione la personalità, è una visione che se pur meramente legittima altrettanto miope. Mi dispiace non sempre quello che è empiricamente riscontrabile visivamente corrisponde al benessere delle persone così come non tutto quello che è naturale è anche una cosa giusta se al al centro mettiamo l’uomo e non Dio o l’universo.

        • Giannino Stoppani says:

          Al centro dell’universo mondo per me tu ci puoi mettere anche un “chicchirillò legato col filo”, visto e considerato che, per la mera osservazione della realtà effettuale, la divinità non serve a granché!
          Ma se il divino è superfluo per constatare i fatti, tanto meno si può dire che per tale scopo servano le tue ideologie del cappero, visto che esse son sempre state elaborate dagli uomini essenzialmente per dimenticarseli, i suddetti fatti, invece che per fare i conti con essi.

          • filomena says:

            Forse non hai colto. I fatti non sono solo quello che esteriormente puoi vedere con gli occhi ma anche come ti poni nei confronti della sessualità in relazione alla tua personalità.

            • Giannino Stoppani says:

              Ho colto eccome!
              Sei tu che non hai colto!
              Quello che tu chiami “aspetto esteriore” credendo di contrabbandarlo per “forma”, in realtà è “la sostanza” dell’essere umano, visto che in ogni mia singola cellula c’è scritto indelebilmente che io sono un uomo!
              Con questa realtà voialtri non ci volete fare i conti?
              Benissimo!
              Ma di certo non potete impedire che altri usino propriamente la ragione dicendo che il il sesso è un dato di fatto da cui bisogna partire, e non certo un aspetto esteriore da sottovalutare!

              • Paolo says:

                Ma quand’è che la finirete di stiracchiare la natura e la scienza per inventarvi inesistenti conferme alla vostra ideologia confessionale e a fantasiosi concetti di “peccato”?

                • Giannino Stoppani says:

                  Hai ragione POVERINO, sono io che “stiracchio” la natura e la scienza dicendo che si nasce maschi o femmina…
                  Il risponditore automatico di un “call center” avrebbe fatto un intervento meno demenziale.
                  Lo so che non è colpa tua, POVERINO, ognuno tira il calcio che può!

      • Bifocale says:

        Stoppani, che si nasca machi e femmine siamo tutti d’accordo, di fatti i gay sono maschi in tutto e per tutto e le lesbiche sono femmine in tutto e per tutto e nè i primi nè le seconde vogliono negare o cambiare il loro sesso biologico (cosa che invece si sentono istintivamente di fare le persone transgender, il cui sesso biologico non corrisponde al loro ‘sentirsi’ uomini o donne). Il fatto che lei definisca minkiate le cose che non condivide la dice lunga sul suo rispetto per le idee altrui. Comunque il passo che ho citato e l’intervista che ho linkato riguardano la posizione di una delle maggiori esperte mondiali su queste tematiche. Visto ne parlate e la criticate quasi quotidianamente, spacciandola per una delle grande minacce che incombono sull’umanità, potreste almeno avere il buon gusto e la decenza intellettuale di informarvi di cosa state parlando, invece di informarvi e limitarvi a bollare come minkiate le cose sulle quali non siete d’accordo per partito preso. Poi gli altri lettori, abituali e non, che leggeranno questa pagina e si informeranno (se vorranno) decideranno con la loro testa chi spara minchiate e chi no, invece di limitarsi a ripetere pappagallescamente le posizioni di un prelato più o meno altolocato nella gerarchia cattolica. Saluti.

        • Giannino Stoppani says:

          Se anche tu non rinneghi il tuo sesso biologico (non vedo del resto come potresti farlo!), lo sai solo tu come cavolo tu faccia a sostenere che l’idea di prendere questo dato di fatto nella considerazione che razionalmente gli è dovuta sia il frutto di una “propaganda reazionaria”!
          A me, invece, pare frutto di propaganda sostenere che non ci sia assolutamente nulla che non va se a un uomo piace un altro uomo.
          Sarà lecito, pensarlo e sostenerlo, O NO?!
          Ora ti faccio un esempio un po’ crudo, di quelli da prendere col beneficio di inventario, ovvero senza fare tanto le vittime a sproposito, visto che paragone è chiaramente “ab absurdo”:
          se ci sono delle persone che mangiano merda, è razionale pensare che esse usino il loro apparato digerente in maniera impropria, o tu ritieni lecito, da parte loro, voler imporre a tutti la convinzione che mangiar merda fa bene?
          Sì, lo so bene che “de gustibus non est disputandum”!
          Ma da qui a pretendere che io dica che mangiar merda fa bene e che ne debbono mangiare anche i miei figli, a mio avviso ce ne corre assai!
          Per molto meno si son viste rivoluzioni, in Europa!

          • Bifocale says:

            Bene, Stoppani, da lei non ci aspettavamo altro che dei begli esempi scatologici, tanto per ribadire “l’alto” livello a cui opera. Complimenti, i vari monsignori dalle cui labbra pende l’ammireranno certo per tutto cio’. Saluti.

            • Giannino Stoppani says:

              Sapendo come “ragionano” i trinariciuti, non ci voleva certo un genio per preventivare che, della forma un po’ cruda del mio esempio “ab absurdo”, tu ne avresti fatto la questione principale nel penoso tentativo di non rispondere nel merito.
              Perciò ti avevo chiaramente invitato a non fare la vittima a sproposito.
              Ciononostante non hai saputo inventarti altro di meglio.
              Pazienza, ognuno tira il calcio che può.
              P.S.: io non pendo dalle labbra di alcun monsignore, e in ogni caso i chierici che conosco io non lo biasimano certo chi parla chiaro.

              • Bifocale says:

                Stoppani, io non faccio la vittima, faccio solo notare che fra tutti i possibili esempi che poteva ha scelto proprio quello…
                Poteva, sforzandosi, fare un esempio un tantino meno triviale. Dal momento che non voglio scendere al suo livello ci provo io: se a qualcuno piace la pastasciutta col pesto non puo’ imporre ai figli di mangiarla per forza quando magari uno/a di loro preferisce quella al pomodoro.
                Come vede non ci vuole molto a tentare di discutere civilmente.
                Saluti.

                • Su Connottu says:

                  Ah ah ah ah ah ah!!!!!!
                  Bilocale che si lamenta di non poter discutere civilmente!!!!
                  Roba da chiodi 🙂

                  • Bifocale says:

                    S.C., io presento il mio punto di vista, mi pare di farlo civilmente, senza offendere, cercando di argomentare. Liberissimi di dissentire. Post come il suo invece contribuiscono alla discussione?

                    • Su Connottu says:

                      Il mio post delle 21.26 di ieri non aveva alcuna intenzione di contribuire alla discussione, ma solo prendere atto della sua autoironia.

                • Giannino Stoppani says:

                  Visto che il mio post di risposta di ieri sera pare non abbia passato il vaglio della censura (faccenda comprensibile, visto il tema trattato e i termini usati), ti rispondo più sinteticamente e in modo più rispettoso della sensibilità dei lettori di questa rispettabile pubblicazione.
                  Orbene, come dicevo, in realtà tu, non avendo nulla da dire nella sostanza, usi la “materia” per fare la vittima a sproposito.
                  In questo caso, però, comicamente tale atteggiamento ti si ritorce contro doppiamente, visto che il signor Mario Mieli, padre ideologico del movimento LGBT italiota, oltre che propugnatore della pedofilia, fu notoriamente anche coprofilo, ovvero mangiatore di escrementi.
                  Dunque, a ben vedere, il mio esempio non è “ab absurdo” proprio per nulla, visto che è tragicamente vero che i vostri referenti culturali si nutrono di cacca, e tu hai perduto la solita occasione per tacere.

                  • Bifocale says:

                    Caro Gmtubini, ops, Stoppani, Mieli non è un mio referente culturale, non mi rappresenta, e se proprio vogliamo tiraro in ballo la piaga pedofilia ricordo che proprio nei giorni scorsi la Conferenza Episcopale Italiana per l’ennesima volta ha ribadito che per il clero non esiste alcun obbligo di denuncia quando vengono a conoscenza di casi di pedofilia, insomma si continua con la politica del silenzio e del facciamo finta che di queste cose non sappiamo niente. Dunque se quelli che sarebbero i miei riferimenti culturali (e non lo sono) sarebbero scadenti invito caldamente a valutare i vostri.

                    • Giannino Stoppani says:

                      Dal momento che i deliri di Mario Mieli coincidono al novantanovevirgolanovantanoveperiodicopercento con quelli tuoi e quelli dei vari tuoi alter ego, si può ragionevolmente asserire che costui sia il tuo “referente ideologico”, ciò a prescindere dal fatto che tu faccia o meno finta di non riconoscerlo come tale per comodità contingente.
                      Quanto al resto, mi pare che tu abbia “scoperto ir buo alla conca”!

          • Paolo says:

            Mmmm il paragone non ha senso…se mangiare escrementi è dannoso per la salute questo viene dimostrato dalla scienza medica sulla base dei danni che tale comportamento crea alla salute.
            Ciò è totalmente slegato, ma d’altra parte cosa ci si poteva aspettare, dai normali e naturali orientamenti sessuali presenti in natura. Mi spieghi poi bene in cosa sarebbe pìù vicino un uomo a cui piace un uomo ad una persona che si nutre di escrementi rispetto ad un uomo a cui piace una donna??? Le ricordo bene che a livello medico scientifico è ormai stato dimostrato da anni che l’omosessualità è al pari dell’eterosessualità un normale naturale orientamento sessuale. Quindi per rispondere alla sua domanda: no non è lecita la sua opinione in merito, non pìù di ritenere le persone di colore inferiori.

            • Giannino Stoppani says:

              Ma POVERINO, perché non vai a raccontarlo a Mario Mieli che mangiare la cacca fa male?
              Non era forse coprofilo (oltre che pedofilo) il massimo ideologo del movimento italiano LGBT?

              • Bifocale says:

                Caro Giannino Gmtubini Stoppani, impossibile non notare che l’UNICO che ha tirato fuori la cacca in tutta questa lunga pagina di commenti e’ stato lei. dai fatti allora pare che tale Mieli abbia piu’ qualcosa in comune lei che non altri che contribuiscono alla vitalita’ di questo forum…

                • Giannino Stoppani says:

                  Può darsi che io sia stato ineducato citando la cacca, ma allora tu che ce la vuoi far mangiare cosa sei?

        • giovanni says:

          bifocale, tengo un piccolo pollaio, ultimamente sono attratto da una gallinella di colore grigio, quando entro nel pollaio, tutti, galli e galline mi corrono incontro e mi fanno festa, lei no, lei aspetta che sia io ad avvicinarla, e poi mi becca delicatamente la mano. Da questo suo comportamento devo dedurre che anche lei a qualche simpatia per me. Dici che questa mia relazione è innaturale? P.S. In attesa di fare io la festa a galli e galline grigina compresa, potrò coronare il mio sogno d’amore?

        • ftax says:

          @Trifocale. Sembra che tu non abbia afferrato il concetto.
          Chi spara minchiate qui è solo chi pensa di poter segare il ramo su cui è nato e seduto.
          Anche se sei il maggiore esperto mondiale su queste tematiche, i figli li puoi fare solo con spermatozoo+ovulo (alias: maschio+ femmina), non con le tue idee sul gender ripetute pappagallescamente dall’attivista lgbt di turno.
          La più grande minaccia che incombe sull’umanità è negare questa semplice evidenza della natura umana. Il primo rispetto si deve non alle idee, per quanto alla moda, ma alla realtà oggettiva.
          Saluti.

          • Bifocale says:

            Ftax, la realtà oggettiva dice che la natura umana fa sìche dato che non siamo tutti robot fatti in serie, uno identico all’altro, una certa porzione della popolazione (stimata intorno al 5%) sia attratta da persone dello stesso sesso. La qualità, la profondità e il valore delle relazioni sentimentali di coppia non si misura certo dalla riproduttività, altrimenti anche uno stupro fecondo sarebbe cosa alta e nobile. I figli li fa chi vuole, non è un obbligo per nessuno (i matrimoni delle coppie senza figli non sono meno validi degli altri) e dal momento che il pianeta non è mai stato sovrappopolato come adesso e le risorse cominciano a scarseggiare la grande minaccia casomai sta casomai nell’incessante incremento demografico, che non potrà per forza di cose essere sostenuto a lungo.

            • Jake Blues says:

              “Ti prego, ti prego, non ci uccidere. Ti prego baby, lo sai che ti amo. Non avrei mai voluto lasciarti, non è stata colpa mia. Davvero, sono sincero. Quel giorno finì la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!”

              • Bifocale says:

                Grazie Jake, citazione cinefila dal classico “Blues Brothers”, con appropriato riferimento a tutte le possibili apocalissi bibliche che i fanatici religiosi usano come spauracchio per spaventare la gente (la fine delle famiglie! sovveryimento della società! terremoti! inondazioni! cavallette!) quando si parla di pari diritti e riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.

                • Jake Blues says:

                  A dire il vero era una presa per il c…o della tua arrampicata sugli specchi.
                  Perspicace il ragazzo, eh Elwood ?

        • Toni says:

          “…la dice lunga sul suo rispetto per le idee altrui”

          Tu ne hai tanto di rispetto per le idee altrui …. per questo licenziare Eich era un atto dovuto.

          Una curiosità … il fatto che l’esempio di Stoppani appare “ab absurdo” è un’altra colpa catto-reazionaria e delle “Norme che ci vengono trasmesse quotidianamente dai media, dai film, così come dai nostri genitori, e noi le perpetuiamo nelle nostre fantasie e nelle nostre scelte di vita” ?

          Oppure in questa fattispecie il tuo ragionamento’ non si applica perché costituisce un eccezione?

      • Paolo says:

        E cosa vuole dimostrare dicendo che si nasce maschi o femmine?????? Lo sa vero che sesso ed orientamento sessuale sono due cose diverse? Ormai credo che volutamente facciate confusione tra sesso biologico e orientamento sessuale …
        Semmai è spassoso che le fonti di chi vorrebbe negare i diritti alle persone omosessuali o transessuali siano sempre legate all’ideologia religiosa…con conseguente caduta di ogni credibilità in merito.

        • Giannino Stoppani says:

          Ma mio caro POVERINO, sebbene la tua capacità di elaborazione autonoma dei concetti sia alquanto limitata dal fatto di aver portato il cervello all’ammasso, provo lo stesso a spiegarti che l’unica cosa che si vuol dimostrare dicendo che si nasce maschi e femmine è che è da perfetti dementi ostentare finta indignazione o falso raccapriccio (come fate immancabilmente voialtri attivisti a cottimo) di fronte a chi esprime la lecita l’opinione che l’orientamento sessuale di una persona dovrebbe essere logicamente coerente col sesso biologico.
          Chiarozzo?

    • Nando says:

      Hai dimenticato di citare qualche articolo dell’uaar !!

    • Giuseppe says:

      Bifocale, che cacchio vuol dire “norme eterosessuali che pendono sulle nostre teste” e che “perpetuiamo nelle nostre fantasie”? Maschio e femmina non sono fantasie, sono semplicemente la REALTA’.
      La vera (e malata) fantasia è cercare di convincersi che se la realtà non è d’accordo con te, peggio per lei.
      Così si può sostenere tutto e il contrario di tutto: alcuni lo fanno sotto l’effetto dell’alcol, altri si attaccano allo pseudofilosofo di turno ….
      Semplicemente patetico.

  2. giovanni says:

    Ma adesso quando nasce un essere umano, se tra le gambe ci sta il pisellino, possiamo ancora dire che è maschio ? E se invece ci sta la farfallina, possiamo ancora dire che è femmina? Ma forse è meglio aspettare a dirlo, al momento opportuno lo diranno loro, meglio non influenzarli!!! RIAPRIAMO I MANICOMI!!!!

    • Laura says:

      La personalità è variegata, in certo qual modo siamo tutti unici con qualità, difetti, ferite che ci segnano e ci qualificano nella nostra identità.
      Pertanto uno può manifestare tendenze artistiche, un altro è quotato per la matematica, tizio si sente attratto dai cadaveri e caio riesce ad avere rapporti sessuali solo con gli animali (poverini).
      Quanti siano questi soggetti non ci è dato saperlo anche perché i loro partner sono molto discreti, ma sicuramente ce ne sono parecchi.

      Alcuni, pur essendo maschi fisicamente, si sentono donna ( e cosa significa essere donna?), ma gli atteggiamenti e le movenze che assumono non sono affatto da donna e neppure il loro modo di porsi e di sentire. Triste a dirsi, queste persone in ogni momento ricordano un travestimento che attrae l’attenzione e la curiosità.

      Qualcuno si sente un genio incompreso, qualcun altro crede di essere un tombeur de femmes.

      Resta il fatto che spesso abbiamo un’immagine distorta di noi stessi e il continuo confonderci in questa immagine non ci rende felici, perché non esiste e quindi è irrealizzabile.
      Viceversa il reale esiste come esiste il vero, il bello, il giusto, il bene e come pure esiste il male (eccome).

      Sognare aiuta, se poi si colloca il sogno nel reale, ma se diventa un luogo nel quale nascondersi, danneggia profondamente noi e tutti quelli che ci stanno intorno.

      La comunità umana (a partire dalla famiglia) dovrebbe aiutare a ritrovare la propria identità al di là degli impulsi e delle fantasticherie, dovrebbe sostenerci a vicenda nel cammino verso la Verità.

      • filomena says:

        La cosa triste del tuo commento al di la delle singole affermazioni che potrebbero essere contestate una per una con argomentazioni altrettanto convincenti per chi le vuole sentire, è che rappresenti una realtà (che tu chiami Verità) immutabile, eterna dove l’uomo non ha nessuna voce in capitolo nell’incidere sugli eventi naturali. Se così fosse saremmo ancora all’età della pietra e considereremmo i fulmini come una punizione divina per aver sfidato la natura.

        • Toni says:

          @ Filomena

          non siamo emersi dall’età della pietra pervertendo le leggi della natura.

        • Laura says:

          Filomena non rattristarti !
          La Verità è una e immutabile poiché coincide con Dio.
          Il Dio cristiano non modifica le leggi sulle quali ha realizzato il creato, poiché, essendo sapienza infinita, non può rinnegare sé stesso.
          Semplice no? Come tutte le cose che vengono da Dio, le tortuosità vengono solo dall’avversario.
          Il Dio musulmano può invece cambiare idea poiché è totalmente inconoscibile dall’uomo, totalmente altro dalle creature. Quindi può in ogni istante modificare anche le leggi naturali. Di conseguenza, in questa cultura, la scienza non è progredita.
          E’ invece progredita nei paesi cristiani che hanno studiato e approfondito le opere di Dio, sulla cui immagine e somiglianza sono stati creati.
          Per questo non temiamo più i fulmini (a meno che non ci arrivino dritti sulla testa !)
          Tu dici, “chi non crede, ha la sua verità”. A parte il fatto che tante verità si annullano necessariamente a vicenda, io non credo ci siano atei veri.
          Chi non crede è un personaggio che non cerca e personalmente trovo incomprensibile vivere senza cercare il significato di ogni gesto, in ogni giorno della propria vita.
          Questi sono i non credenti “farfalloni”, quelli che si impegnano affinchè il cervello non serva a nulla.
          Ci sono poi i “furbi”, quelli che prendono un po’ di qui in po’ di là, secondo quanto conviene. Questi arrivano a sostenere che la traduzione della Bibbia è fasulla, che brani del Vangelo sono solo simbolici, che i vescovi di notte riscrivono le Sacre Scritture per i loro foschi calcoli, che San Paolo è un birbaccione, che con la “civiltà” anche la parola di Dio cambia e altre amenità del genere, che è inutile commentare.
          Ci sono poi quelli che Dio non lo vogliono proprio, perché con la sua esistenza debbono riconoscere anche la loro dipendenza di creature. Questi sono i “superbi”, quelli del “non serviam”, fanno più pena di tutti perché difficilmente accettano di togliersi la maschera che oscura loro la vista.
          E poi c’è un popolo in cammino.
          Ma gli atei veri non esistono.

          • filomena says:

            Certo che la tua interpretazione del mondo è come dire un po’ folkloristica…Il punto è il presupposto Dio esiste! Da qui ricostruisci tutto il resto. Sono d’accordo che i veri atei probabilmente non esistono in quanto dire che Dio non esiste in un certo senso equivale a dire Dio esiste e certezze oggettive nessuno a mio avviso le può avere. Questo non significa non interrogarsi su ogni gesto ma semplicemente essere in grado di accettare l’idea che per il momento non c’è una risposta a queste domande. Mi rendo conto che non sempre è facile ma si tratta di essere onesti con se stessi e non raccontarsela solo perché si ha bisogno di una risposta a tutti i costi.

            • Laura says:

              Filomena
              le risposte sono continue.
              Pensa, per fare un esempio, alla Madonna di Guadalupe nei cui occhi è stata scoperta di recente (grazie a raffinati studi con il computer) l’immagine del veggente, del vescovo e di altri personaggi che osservano la Vergine. Il tutto è a livello infinitesimale, dipinto sul tilmàtli di Juan Diego, per sua natura indipingibile.
              Pensa al miracolo eucaristico di Lanciano.
              Pensa alle guarigioni incredibili avvenute in seguito a preghiere o in pellegrinaggio come quella di Maddalena Carini che mia madre conosceva bene.
              Pensa alle conversioni avvenute così, dal mattino alla sera, da parte di persone refrattarie a tutto.
              C’è un elenco enorme e i miracoli avvengono pregando Dio e la Madonna, non pregando Grillo, e neppure per suggestione.
              Ho conosciuto molti malati terminali che sostenevano di avere in sé la certezza e la forza di guarire, ma sono morti tutti.
              La risposta più grande è comunque racchiusa nella differenza di vita che ti produce l’incontro con Gesù Cristo, conosci una pace profonda, una pace che il mondo non ti darà mai.
              Una pace che resiste a tutto e malgrado tutto.
              E con questa pace cambi il mondo, i rapporti con gli altri, il percorso della tua vita.
              Una pace invasiva !
              Folklore ? Mah!
              Sicuramente è disonestà non cercare, verificare, conoscere quello che gli altri sostengono di avere incontrato.
              E’ disonestà verso sé stessi e verso chi ci sta vicino, è dabbenaggine cronica.
              E’ un’offesa alla ragione, perché la vita, senza la rivelazione cristiana, è priva di senso. Altro che libertà !
              Ci si ritrova in balia di tutto, vittime degli eventi, con una nascita che non abbiamo scelto e con una morte che ci ripugna, con un fisico che non abbiamo voluto, con qualità che sono sempre monche, con persone che spesso non ci comprendono e che non sanno darci tutto l’amore che vorremmo.
              Senza la rivelazione non è possibile comprendere il dolore, il male, il brutto. Non c’è senso compiuto nella storia né certezze per il futuro. Non c’è ragionevolezza.
              Appunto

              • filomena says:

                Da questa tua lunga disquisizione traspare una serenità che la fede ti da. Sono felice sinceramente per te visto che ti fa star bene. Io però sia pure con tanta fatica e a modo mio cerco di trovare il mio equilibrio diversamente in quanto sono portata a credere solo a quello che vedo e non prenderla a male ma gli esempi che porti mi fanno sorridere.
                So che non avere le tue certezze può essere molto più difficile ma io preferisco così e cerco di apprezzare dalla vita quello di buono che si può avere, anche le piccole cose quotidiane.

                • Laura says:

                  Filomena, ti ringrazio.
                  Ho passato un lungo periodo della mia vita lontano da Dio, non perché non ci credessi, ho sempre saputo che Lui c’era (l’idea che il mondo possa essere saltato fuori per caso è ridicola) ma perché mi tormentava troppo l’esperienza del dolore e ancora di più del dolore innocente.
                  Pensavo insomma che Dio stesse in cielo con angeli e santi e lì fosse perfettamente felice, ma io mi trovavo in terra, senza averlo scelto, costretta a combattere con eventi più grandi di me, non mi restava che cercare di farcela basandomi sulle mie forze e sulle mie scelte.
                  Ora ricordo tutto quel periodo come un vero incubo, anzi cerco proprio di non ricordarlo.
                  Dio ha avuto pietà di me e ha ascoltato le preghiere di tante persone amiche.
                  Due grandi miracoli hanno ribaltato l’esistenza mia e della mia famiglia, posso solo dire grazie in eterno, per quello che non ho meritato.
                  La sofferenza è sempre presente nella vita di tutti noi, ma è come la si vive che trasforma tutto.
                  Inoltre la lettura di mistici mi ha infine fatto comprendere il senso del dolore a un livello razionale, non sarei in grado di amare un Dio irrazionale e dispettoso.
                  Vorrei che nessuno dovesse percorrere una strada come la mia, ma non è possibile.
                  Ognuno, con la sua libertà, percorre l suo cammino.

    • beppe says:

      giovanni, sai che gli STORIONI non hanno caratteri sessuali esterni e per sapere se sono maschi o femmine devono fare un’ecografia a circa 5 anni di età? però non farlo sapere a quelli dell’uaar sennò ci fanno subito una bella favoletta: SESSO, CHE STORIONA!

    • beppe says:

      giovanni, pensa a quel grido liberatorio e di gioia che si alzava al termine di ogni parto: E’ MASCHIO ….E’ FEMMINA…..adesso che facciamo sospendiamo il giudizio…ce ne stiamo lì mogi mogi….a me un mondo così fa schifo.

      • Paolo says:

        @beppe: purtroppo non e sempre così .. Incredibile ma in natura si nasce anche non così definiti lo sai ? Un mio amico ha avuto un bimbo con entrambi i sessi semi sviluppati … Sai succede + spesso di quanto si pensi … Strana sta natura . Bene i medici hanno deciso il sesso e per comodità anatomica l’hanno fatto femmina !
        Quindi cosa facciamo in questo caso ? Lo sopprimiamo per fare contenti voi che avete la verità in tasca ? Oppure accetiamo che magari a 18 anni possa non sentirsi esattamente nel sesso corretto ? Oppure si decide di non deciderne il sesso a priori ?
        A te e agli “illuminati ” dei Tempi cosa pensate sia giusto ?

        • Giannino Stoppani says:

          Siccome al “tuo amico” è nato un figlio con una malformazione ai genitali, allora vuol dire che la distinzione tra maschio e femmina non ha valore.
          Eh, già, siccome ci sono delle eccezioni non vale la regola generale!
          Franco Scoglio, ai suoi tempi, questo ineccepibile ragionamento lo avrebbe definito “ad minchiam”!

          • beppe says:

            grazie dell’assist, impagabile giannino.

            • pallo says:

              @Beppe e Stoppani: certo che esiste la regola generale … ma di questi casi cosa vogliamo farne ? ditemi cosa pensate sia sensato fare piuttosto che sparare sempre sentenze !
              Capisco che qui siete tutti super esperti in materia e che per voi è difficile non giudicare sempre gli altri .

              PS: Ma poi in ultima analisi pensate veramente che queste teorie siano così pericolose ? A me sembrano fatte apposta per attirare le “energie” di un sacco di persono che perdono tempo a discutere su aspetti abbastanza marginali. Non penso proprio che l’evoluzione dell’uomo si fermerà per queste teorie o per i gay e i loro matrimoni ! Se lo stessa energia si dedicasse ad aspetti + importati o meglio che “Pesano” sulla società in maniera più importate sarebbe meglio .

              • Giannino Stoppani says:

                Non essendo medico o esperto in materia come siete immancabilmente tutti voialtri wikieruditi, mi limito a supporre che, dal momento che il sesso biologico è scritto nel DNA dell’individuo, sia possibile intervenire chirurgicamente e con le appropriate cure ormonali del caso.
                O questo genere di terapie le vogliamo riservare solo ai trans?
                Un’altra cosetta: visto che la banale constatazione della realtà effettuale che si nasce maschi o femmine non ha alcuna implicazione etica, il pistolotto moralistico sul giudicare gli altri lo puoi anche riporre tu sai dove in modo da poterlo serbare per un’altra occasione più propizia.

        • Su Connottu says:

          I medici per “comodità anatomica” hanno “deciso” di farlo diventare femmina?
          E come mai la fata turchina, che passava da quelle parti, non ha provato a farlo diventare un elfo?
          Paolo, con viva e vibrante preoccupazione la invito a cambiare pusher.

          • Paolo says:

            Parla di me? Non sono io l’autore del commento a cui si riferisce.
            Comunque non possiamo sapere come mai la fata turchina non abbia fatto nulla in merito (le Sue vie sono inspiegabili).
            Invece gli altri dei delle religioni monoteiste cosa hanno fatto??? Lo stesso della fata turchina mi pare vero sig. Connottu?
            Con viva e vibrante preoccupazione la invito a cominciare a pensare di più prima di blaterare con la tastiera del suo pc!!

            P.s. Nel caso mi avesse scambiato mi delude molto…lo sa che non sono così politicamente corretto ma che ho la tendenza di dire le cose come stanno, no?

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