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Obama finanzia il “test della morte”: prevede quando morirai e decide se meriti di essere curato

marzo 13, 2013 Leone Grotti

L’indice di mortalità, sviluppato con fondi governativi, è stato pubblicato martedì. Il test sarebbe in grado di predire se un paziente morirà entro 10 anni. «È solo il primo passo, sarà il governo a decidere chi merita di vivere».

Barack Obama ha finanziato con fondi governativi “l’indice di mortalità”, un nuovo studio pubblicato dalla University of California che considerando 12 elementi legati allo stato di salute dei pazienti sarebbe in grado di predire se moriranno o no nei successivi 10 anni. Lo studio serve per “aiutare” i medici a capire se vale la pena curare un paziente, per malattie come cancro o diabete, con trattamenti costosi oppure no.

TEST DELLA MORTE. Come spiega il dottor Marisa Cruz, che ha guidato l’esperimento condotto su 20 mila adulti con più di 50 anni, l’indice pubblicato martedì scorso nel prestigioso Journal of the American Medical Association «non serve a cambiare lo stile di vita del paziente» ma a convincere il paziente che certi interventi medici «aggressivi e potenzialmente dolorosi» sono di fatto inutili. Tra gli elementi studiati, ci sono il fumo, il funzionamento dei reni, le capacità motorie, il peso, le capacità respiratorie, diagnosi precedenti su tumori, ecc. Ognuno di questi elementi dà un punteggio al paziente, che ne determina la probabilità di morire o meno entro dieci anni. I ricercatori sottolineano che l’indice non è una «verità incontrovertibile» ma un semplice «indicatore», che però aiuterebbe il sistema a non sprecare denaro in interventi medici inutili per pazienti che tanto moriranno nel giro di dieci anni provocando «inutili sofferenze».

NON TUTTI MERITANO DI VIVERE. Argomenti legittimi, secondo il dottor Manny Alvarez, a capo di numerose associazioni mediche americane e responsabile delle notizie di salute di Fox News, ma «creare un indice di mortalità non è la risposta. I pazienti devono essere trattati con rispetto, anche se ci sono poche speranze di vita. Non è il governo che deve decidere chi merita di vivere e di essere curato e chi no con un test».

PROBLEMA DI SOLDI. Per Alvarez «il test della morte è solo il primo passo. In futuro arriveremo a rifiutare le cure a tutti i pazienti sopra gli 80 anni perché tanto devono morire e così risparmieremo molti soldi. È un problema di soldi. Ma usare un segnapunti per decidere delle vite degli altri ci rende meno umani e non ci fa rispettare la santità della vita. E io mi rifiuto di farlo».

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6 Commenti

  1. Quercia says:

    http://it.radiovaticana.va/news/2013/03/07/belgio:_appello_dei_vescovi_al_parlamento_contro_leutanasia_ai_minori/it1-671047

    Spero di essere smentito. Ma temo che si stia reintroducendo in europa la possibilità di uccidere gli handicappati e i deboli/malati in generale. Qualcuno ne sa qualcosa in più???

  2. gianluca says:

    prima di dare certe n0tizie preg0 aggiungere le f0nti! perche in internet n0n c e traccia di questa n0tizia! n0n facciam0 disinf0rmazi0ne

  3. claudio says:

    ciao, un’ altra notizia del genere la leggo anche qui: http://sonoconte.over-blog.it/article-bambini-down-meglio-non-farli-nascere-l-idea-di-geoffrey-clarke-113976596.html .Ma ci sono o ci fanno???

  4. mirtilla says:

    E’ vero, in rete non c’è niente, solo questo Manny Alvarez che sostiene il tutto, e sembra che solo lui lo sappia…

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