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Nigeria. Boko Haram spinge la testa di un bambino nel fuoco perché non voleva lasciar bruciare la sua Bibbia

dicembre 15, 2014 Redazione

Lo denuncia la ong Voice of the Christian Martyrs Nigeria. I terroristi islamici hanno schernito il bambino di soli tre anni, di nome Hassan, chiamandolo «infedele ostinato»

hassan-nigeria-boko-haram1L’hanno colpito con il calcio del kalashnikov alla testa e calpestandolo con lo stivale, gli hanno premuto il viso dentro le fiamme. È quanto hanno fatto a un bambino di appena tre anni alcuni terroristi di Boko Haram, secondo quanto riportato dalla ong Voice of the Christian Martyrs Nigeria, che sostiene i cristiani nigeriani. La colpa del bambino sarebbe stata quella di essere un «infedele ostinato».

BIBBIA PER BAMBINI. I fatti, che non possono essere verificati in modo indipendente, sarebbero avvenuti domenica 23 novembre, quando gli islamisti hanno attaccato nuovamente il villaggio cristiano di Attagara, dopo l’attentato di giugno. Un bambino, di nome Hassan, è stato intercettato dai miliziani mentre scappava verso casa e fatto sedere. I terroristi gli hanno chiesto di consegnare la Bibbia per bambini che teneva in mano ma lui si è rifiutato.

«INFEDELE OSTINATO». Allora, dopo avergliela strappata di mano, i terroristi l’hanno gettata in un rogo acceso di fianco a loro. Hassan è corso vicino al fuoco per recuperarla con un bastone e un membro di Boko Haram, per impedirglielo, l’ha colpito alla testa con il calcio del kalashnikov e l’ha spinto dentro il fuoco. Racconta un testimone citato da BosNewsLife: «Non soddisfatto, gli ha calpestato la testa con lo stivale per premerlo dentro le fiamme, mentre gli altri miliziani insultavano il bambino chiamandolo “infedele ostinato”».

BOKO HARAM «SENZA CUORE». I terroristi, definiti dagli attivisti «senza cuore», non hanno però ucciso il bambino. Hassan attualmente non è in pericolo di vita, anche se non si è ancora ripreso dalle «gravi ferite» riportate. Nel tentativo di creare un Califfato islamico nel nord della Nigeria, Boko Haram è diventato il gruppo terroristico più violento insieme allo Stato islamico, uccidendo in modo indiscriminato sia cristiani che musulmani.

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27 Commenti

  1. angelo says:

    ma perchè questi orrori terribili non si leggono mai sulle pagine web dei giornaloni?? Che schifo!

  2. Gazz.34487 says:

    Che grande lezione ha impartito questo bimbo ai suoi aguzzini:

    “Chi impone la fede a un altro con la spada, quello che cerca di convincere è se stesso”.

  3. Ale92 says:

    La verità è che il “boko haram” non viene combattuto con determinazione inflessibile per eliminare fisicamente ogni membro di questo gruppo! Inoltre facendo un ragionamento più ampio la Nigeria è praticamente divisa a metà tra un nord dove vive ufficialmente la legge islamica (comprese amputazioni per i ladri) e un sud cristiano/animista. Ma quanti paesi si trovano nella posizione della Nigeria in Africa? Popoli e tribù che si odiavano o che comunque non avevano niente a che fare l’uno con l’altro, ricomprese nello stesso confine tracciato dai colonialisti!
    Poi invece di traghettare questi territori verso la modernità li si ha abbandonati a se stessi sfruttandoli ulteriormente. Perché non si ha il coraggio di dire che gli stati africani non erano pronti per l’indipendenza? Che gli europei si sono disfati di un problema anche su pressioni di Usa e URSS invece di prendersi le proprie responsabilità storiche umane e politiche? L’Africa doveva restare legata all’Europa invece che essere abbandonata a se stessa, così europei e africani sarebbero cresciuti insieme in uno sviluppo equo e integrato dei due continenti e non ci sarebbe la povertà e la disperazione di oggi! Ma usa URSS e altri paesi come l’Egitto hanno costretto l’Europa a concedere l’indipendenza a territori dove non c’erano strutture politiche, amministrative, giudiziarie mature, mancava una classe dirigente radicata sul territorio, mancavano le infrastrutture economiche, molti popoli vivevano ancora nell’età della pietra.
    Qual’è stato il risultato? Guerre, colpi di stato, carestie, genocidi, apartheid e oggi il dilagare di questi gruppuscoli terroristici di varia provenienza: boko haram, janjaweed in Darfur, shabaab in Somalia, “esercito di liberazione del signore” e chissà quanti altri! L’Africa è tutto fuorché indipendente infatti milioni di africani sono costretti a riversarsi in Europa mentre compagnie di tutto il mondo sfruttano le risorse naturali del continente! Ma queste risorse erano anche ciò che serviva alll’Europa e che in parte era alla base del colonialismo stesso perché a differenza di Usa, URSS/Russia o Cina l’Europa è povera di materie prime. L’Eurafrica con il know-how europeo e le risorse africane sarebbe stata la vera potenza mondiale in grado di battere le due superpotenze rivali!
    Riflettete gente

  4. Leoh says:

    Riporto una interessante intervista ad una suora italiana che vive in Nigeria dal 1996 apparsa su “African Voices” del 2 luglio 2014 di Fulvio Beltrami & Ludovica Iaccino :

    Boko Haram. La testimonianza di una suora italiana.

    È stata veramente una fortuna poter intervistare Enza Guccione, una suora italiana che vive nel sud della Nigeria da 18 anni. Suor Enza si trasferì in Nigeria nel 1996 e attualmente è responsabile della comunitá di Igbedor, una isolata cittadina collocato su una isola fluviale tra lo Stato di Kogi e quello di Amambra. Nel 2009, Suor Enza contribuí alla creazione della prima scuola materna ed elementare nella cittadina: la Emmanuel Childrenlanda Nursery/Primary School of Igbedor, dove circa 400 bambini frequentano oggi regolarmente le lezioni. Nello stesso anno Suor Enza fonda, con l’aiuto del vescovo di Onitsha, l’associazione Emmanuel Family Foundation che si occupa di assistenza umanitaria alla popolazione di Igbedor.

    Forte dell’ esperienze acquisite in 18 anni di permanenza in Nigeria, Suor Enza ha accettato di rilasciarci questa intervista in esclusiva che verte sull’emergenza terroristica di Boko Haram. Una finta emergenza creata dalla instabilità politica interna, dall’incapacità di garantire un armonioso sviluppo economico e da interferenze internazionali, in primis Stati Uniti e Unione Europea.

    Suor Enza, da quanti anni è in Nigeria e cosa sta facendo?

    Sono in Nigeria da 18 anni. Mi dedico come meglio posso alla popolazione di Igbedor, un’isola fluviale nel Niger tra lo Stato del Kogi e del Anambra. Un’isola dimenticata dal governo locale, dagli istituti religiosi ( noi siamo le prime ed uniche suore che vivono nell’isola ). La missione che dirigo si occupa di alleviare le sofferenze tramite concreti aiuti nei settori scolastico e idrico. La popolazione è costituita da circa 5000 bambini da 0. A 12 anni secondo i dati di un censimento fatto nel 2005, senza scuole funzionanti, ospedali, elettricità’ acqua potabile. La città più vicina è a circa 4/5 ore di imbarcazione.

    Come vive personalmente la guerra civile al nord scatenata da Boko Haram?

    Gli attacchi dei Boko Haram personalmente li vivo con molta amarezza soprattutto per le vittime innocenti che causano, per i disordini di destabilizzazione politica che portano in un paese cosi grande e ricco di risorse naturali da poter porsi ad un livello economico pari agli Stati Occidentali.

    La guerra civile innescata da Boko Haram ha come obiettivo scatenare una guerra religiosa come si sta assistendo nella Repubblica Centroafricana. Ci stanno riuscendo? Quale è la posizione della Chiesa Cattolica e delle altre chiese cristiane?

    Non credo che stiano tentando o stiano riuscendo a scatenare una guerra religiosa. Non si vedono e sentono musulmani armarsi contro cristiani e viceversa. La maggioranza dei cristiani vive insieme ad una minoranza di musulmani nel sud ovest della Nigeria e tutto qui procede serenamente. Cristiani e musulmani vivono nelle stesse città, frequentano gli stessi mercati, i bambini frequentano le stesse scuole. La Chiesa stessa non vive nessuno stato di allarme o pericolo rivolto ai cristiani. Vive il dolore per una situazione di terrorismo che continua a seminare vittime innocenti, destabilizzazione causata da “forze maggiori” che tentano solo di prenderne il controllo e il dominio. Se fosse una guerra di religione, certamente Boko Haram avrebbe dovuto spostarsi verso il Sud Ovest non restare vicino alle frontiere con il Ciad, Niger e Camerun a prevalenza di religione islamica.

    Boko Haram riceve un supporto attivo della popolazione mussulmana?

    In Igbedor vivono gruppi musulmani. Dai loro discorsi e reazioni, non approvano affatto gli attentati dei Boko Haram. Li definiscono degli ‘”assassini‘” pagati, senza alcun ideale politico o religioso, come degli “assunti” per un business qualunque. E questa è anche la convinzione dei tanti cristiani che abitano da queste parti, negli stati del Anambra e Kogi.

    Come spiega che le principali vittime di Boko Haram sono la popolazione civile mussulmana del nord?

    A mio parere è solo un caso che Boko Haram si sia scagliato verso la popolazione musulmana del nord. Penso che se al nord avessero abitato popolazioni cristiane, sarebbe stato lo stesso. Credo invece che si siano scagliati contro la popolazione di quel posto, indistintamente, semplicemente perché è un punto strategico per le loro comparse e fughe. Infatti dopo i loro attacchi si ritirano nelle frontiere con il Ciad, Niger e Camerun dove difficilmente riescono ad essere rintracciati. Ed è sorprendente notare come le loro zone sono abbastanza circoscritte. Anni fa tentarono di raggiungere Bayelsa nel sud, ma i miliziani del Delta li bloccarono. Da allora, le loro zone sono rimaste quelle del Nord Ovest.

    Come si svolge la vita quotidiana, in particolare al nord, con la paura di attacchi da parte di Boko Haram?

    Vivendo al Sud posso solo immaginare come si vive al Nord con il pensiero di una esplosione in qualsiasi minuto del giorno o della notte, in qualsiasi luogo, specie nelle scuole, nei mercati, per strada e persino nei luoghi di culto. Questa situazione crea panico, diffidenza, tensione costanti, ribellioni e reazioni aggressive tra la popolazione che necessariamente tenterà di proteggersi iniziando a non fidarsi di nessuno.

    Quali sono i pericoli dell’associare Boko Haram all’Islam?

    Credo che associare i Boko Haram agli islamici crei una sorta di forza ai fondamentalisti, concentrando l’attenzione su di loro incoraggiandoli ad emergere ancora di più rendendoli una sorta di potenza da temere.

    Mi conferma che vi è una forte presenza di jihadisti stranieri all’interno di Boko Haram?

    Si, sono convinta che i Boko Haram sono jihadisti stranieri reclutati e ben pagati insieme a pochi nigeriani usati come informatori.

    Secondo Glen Ford, giornalista americano, Boko Haram non sarebbe altro che una sigla, un marchio, utilizzato da quasi 100 gruppi terroristici islamici e sostenuto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, e dalle monarchie arabe per interferire nella vita politica ed economica della Nigeria. Lei concorda con questa analisi?

    Boko Haram è stato sconfitto molti anni addietro. Adesso è solo una Sigla dietro la quale si nasconde il terrorismo (islamico o meno) che cerca di destabilizzare il paese, supportato dalle grandi potenze mondiali le quali forniscono armi che diversamente i terroristi non potrebbero permettersi. Sono più che convinta che dietro tutte le guerre in Africa come in altri paesi dell’America Latina, ci siano le super potenze con i loro grandi interessi verso le risorse naturali di questi continenti. È sempre più comodo che gli africani si facciano guerra tra loro mentre l’occidente continua a rubar loro petrolio, diamanti, cobalto…..

    Cosa ne pensa del fatto che Jonathan abbia accettato l’aiuto degli Stati Uniti per cercare le oltre 200 ragazze scomparse e che, a distanza di tre mesi, esse non siano state ancora ritrovate e Boko Haram ha attuato un altro rapimento di massa tra giovedì 19 e domenica 22 giugno 2014 in alcuni villaggi del Borno, nord est del paese?

    Si parla di 91 persone rapite tra cui molti bambini. Non so cosa abbia spinto Il Presidente ad accettare l’aiuto degli Stati Uniti per il ritrovamento delle 200 ragazze. Certo è che nella situazione di caos in cui si trova al momento la Nigeria, è difficile capire cosa sia meglio fare, soprattutto trovandosi solo. Ciò di cui sono convinta è che gli Stati Uniti nel corso della storia hanno cercato di dominare il mondo intero. Se le loro capacità strategiche, le energie … fossero state messe al servizio del bene e dello sviluppo del mondo, sarebbe stato un grandissimo onore per gli Stati Uniti abbattendo le frontiere e le discriminazioni e contribuendo ad un mondo più eguale. Purtroppo tutte le super potenze mostrano quell’aspetto infantile dei bambini che amano mettersi in mostra dominando i coetanei più deboli. Credo, per quel poco di esperienza che ho, che solo i Nigeriani uniti potranno liberare la loro Nazione da questa situazione in cui si trova il paese, e uscire da queste nuove forme di schiavitù. I nuovi attentati e sequestri a mio parere avranno fine solo nel momento in cui Jonathan non sarà rieletto e al suo posto ci sarà un Presidente che continui a fare gli interessi dell’occidente, dimenticando gli interessi dei suoi connazionali. Questo lo definisco corruzione e chi continuerà a pagarne il prezzo saranno sempre e solo gli innocenti.

    Sempre secondo Glen Ford il movimento popolare Bring Backs Our Girls, creato dai genitori delle ragazze rapite, sarebbe stato condannato a restare un fenomeno di protesta locale se non fosse stata attuata un’opera di ampliamento di questa giusta causa dai servizi segreti francesi e americani tramite un sapiente utilizzo dei social network. Lei concorda con questa analisi?

    Il movimento popolare Bring Backs Our Girls è stato il fenomeno che ha spinto l’attenzione dei media su un caso che come migliaia di altri sarebbe rimasto soffocato. Anche se credo, di controparte sia stata la scusa ben motivata per far arrivare Francia, UN in Nigeria ad attuare il loro piano strategico, non a favore delle giovani rapite o della Nigeria, ma per salvaguardare la produzione petrolifera che sembra ormai grandemente orientata verso Cina e India.

    I piani occidentali nella lotta contro il terrorismo in Nigeria stanno trovando una seria opposizione del presidente Jonathan Goodluck che, pur dimostrando la volontà di collaborare, ha precisato che tale cooperazione può terminare qualora mettesse a repentaglio gli interessi e la sovranità nazionale. Come giudica la presa di posizione del presidente nigeriano?

    Personalmente ammiro molto il Presidente Jonathan Goodluck che si trova dentro ad un vespaio, ostacolato e lasciato solo da politici corrotti interessati al proprio bene, non curanti della crescita dello sviluppo e del progresso dei Nigeriani intesi come popolo unitario e non tribù o religioni. Sono in supporto delle decisioni e affermazioni del Presidente. Se gli accordi circa gli aiuti da parte della Francia, UN … ed altri non fossero veramente rivolti al bene della Nazione e compromettessero questa stessa, quei patti e accordi dovranno essere interrotti subito

    Secondo lei il governo federale è veramente incapace di proteggere i propri cittadini e sconfiggere Boko Haram?

    Il Governo Federale può benissimo sconfiggere I ribelli e i terroristi, come in tutti gli altri paesi del mondo, solo se l’interesse di tutti i governanti è rivolto verso la Nigeria. Purtroppo uno dei fenomeni causa di tutto questo è proprio la corruzione dei politici e che l’occidente usa come buona opportunità per se stesso, approfittandone.

    Come giudica le iniziative di gruppi di auto difesa popolare al nord tra i quali anche reparti femminili che collaborano con l’esercito? Sono gruppi formati da mussulmani e cristiani?

    Resto convinta che i musulmani e cristiani non c’entrano niente. I gruppi di auto difesa sono formati da Nigeriani che vogliono pace e serenità nelle loro famiglie, nei loro villaggi, nelle loro scuole, nella Nazione. Che poi siano di credenza cristiana o musulmana, non fa alcuna differenza.

    Si sta notando una strana coincidenza. Dall’annuncio di Goodluck relativo a privilegiare gli interessi nazionali alla cooperazione con le potenze occidentali per sconfiggere il terrorismo, sono drasticamente aumentati gli attacchi di Boko Haram ormai attuati su tutto il paese. Lei come se lo spiega?

    Chi è dietro i Boko ha solo un intento: prendere il dominio. Se Jonathan mostra di andar fuori track, certamente gli attentati aumenteranno per impaurire, creare più confusione, fomentare focolai contro il bene e la serenità’ del paese. L’ex Presidente Obasanjo durante il suo mandato mostrò di saper tenere a bada Boko Haram, perché i suoi rapporti con l’occidente specie UN andavano a gonfie vele. Fu proprio in quel periodo che addirittura il leader di Boko Haram venne ucciso e il gruppo terrorista si disintegrò.

    Quali sono le interazioni tra la guerra civile, Boko Haram, la politica nigeriana e la produzione petrolifera?

    Secondo le mie impressioni, la politica nigeriana, famosa per la grande corruzione, non ha un interesse mirato verso la crescita del paese. Ha un solo interesse: arricchirsi, sfruttando quella grandissima risorsa naturale che è il petrolio e che si trova solo nel sud ovest della nazione. Da qui la continua lotta per chi deve mettere le mani su questa grande fortuna naturale. Terrorismo e mondo occidentale fanno parte di questa continua lotta di potere.

    Secondo lei una maggior collaborazione da parte di Goodluck Jonathan con Boko Haram ( come per esempio il rilascio di alcuni membri imprigionati) aumenterebbe o diminuirebbe gli attacchi?

    Secondo me no. La trattativa basata sul rilascio di altri terroristi non risolverebbe il caso, forse calmerebbe momentaneamente le acque e aiuterebbe a pianificare altri attacchi e ricatti. Sono dell’idea che per sconfiggere il terrorismo bisogna innanzitutto impegnarsi a costruire il futuro della Nazione, puntando sull’istruzione per tutti, creando posti di lavoro specie per i giovani e impegnando le risorse per il bene dei Nigeriani senza distinzione, puntando alla difesa dei diritti umani di tutti i cittadini. Il terrorismo generalmente esplode quando le disuguaglianze e gli sfruttamenti sono troppi e continui. I Boko Haram, secondo me, si fermeranno solo quando la corruzione dei politici e delle forze principali della Nazione sarà smantellata.

    Secondo lei quante possibilità avrà l’intervento militare occidentale contro Boko Haram? Ci sarà veramente? Non vi é il rischio di un allargamento del conflitto?

    Dalle esperienze passate penso che anche qui in Nigeria, l’intervento militare occidentale porterà solo più caos, problemi e confusione senza risolvere niente. Sembra una farsa, il cane che insegue la coda, Le armi chiamano armi, e la guerra in qualsiasi posto in qualsiasi tempo non ha mai portato bene, progresso e crescita.

    Quali soluzione alternative lei propone?

    La soluzione alternativa secondo me, dovrebbe partire dalla base, creando coscienze diverse che si impegnino a sconfiggere la mentalità del tribalismo che crea divisioni e si cominci a sentirsi e vedersi tutti come un solo popolo di una sola nazione. Questo svilupperà il senso della solidarietà dell’interesse per il bene comune, per lo sviluppo comune dell’intera nazione. Solo così la corruzione politica potrà essere distrutta e la Nigeria e i Nigeriani potranno avere e godere dell’onore, dignità e prestigio che sono loro di diritto.

    di Fulvio Beltrami & Ludovica Iaccino.

    • yoyo says:

      È indecoroso sfruttare la testimonianza di una suora missionaria per fare ancora dell antiamericanismo da un tanto al chilo.

      • Raider says:

        Indecoroso anche fare delle pagine web di una rivista la vetrina di altre riviste, specie dopo che si è accusato la rivista così parassitariamente utilizzata per delegittimarla e i suoi giornalisti, Fondazione Vaticane e commentatori in numero di uno, di essere agenti del sionismo, di essere filo-protestanti, di essere stipendiati dai servizi segreti e fare da terminali a siti di cui i complottisti sono imformatissimi e al corrente, senza mai nulla da dire delle loro fonti, mentre gli accusati, invece, sono del tutto all’oscuro di fonti di disinformazione e profonde sorgenti del sapere cospiratorio cui i complottisti si abbeverano fino a stordirsene.
        Indecoroso dare sfogo a brame paranoidi e sindromi complottiste copincollando, mistificando, strumentalizzando: ma perfettamente adeguato al livello intellettuale e morale di personaggi che ritengono che amare la pace e vivere pienamente la fede cristiana significhi esortare a combattere il jihad contro chiunque rifiuti la logica jihadista islamica.

    • Menelik says:

      Bene.
      Questa è un’ottima ragione per armare la gente nei villaggi ed addestrarla all’autodifesa attiva.
      Quando arrivano i terroristi di boko haram in un villaggio con le moto come il video che ho visto qualche giorno fa, non mi ricordo se qui o da qualche altra parte, quando arrivano, dunque, se trovano una difesa attiva ad accoglierli, e…diciamo, un terzo ci lascia le penne subito, un altro terzo viene ferito e ci lascia le penne nella boscaglia quando saranno abbandonati dai loro “fratelli musulmani” al loro destino, il terzo che torna indietro sano e salvo ci pensa non due, ma dieci volte prima di riprovarci.
      Tanto, che siano coglioni locali drogati di islam radicale e di jihad, o che siano agenti segreti al soldo della CIA, della KGB o della DDT, crepano uguale quando li beccano le pallottole.
      Dunque, dov’è il problema?

      • H1Leo says:

        “Questa è un’ottima ragione per armare la gente nei villaggi ed addestrarla all’autodifesa attiva.”

        E’ questo lo spirito degli affari !

        Da un lato armi la gente dei villaggi, dall’altra sostituisci i due terzi eliminati con altri desperados, il terzo superstite lo riprogrammi e lo riarmi e l’economia dell’apparato industriale-militare dei nostri “Alleati-e-non-nemici” procede.
        Assistenza logistica, militare e quant’altro assicurata dagli “Alleati-e-non-nemici” alle due squadre in campo.

        Naturalmente il tutto calibrato a fare prevalere, ma non troppo, ora l’uno, ora l’altro e mantenere una destabilizzazione permanente.

        Proprio quello che propone la suora nella indecorosa intervista.

        • Giannino Stoppani says:

          E allora che si fa? Gli innocenti li si lasciano macellare senza se e senza ma?
          La guerra, la guerriglia o la lite raramente sono perseguite da entrambe le parti in causa.
          Generalmente basta che una delle due parti sia ben determinata a sterminare l’altra.
          La quale altra, di fronte alla determinazione altrui ha due possibilità, veder sterminare i propri figli accogliendo di buon grado il loro sgozzamento pregando per la salvezza dell’anima dei macellatori, oppure prendere in mano un ak47 e vendere cara la pelle dei propri familiari.
          La dietrologia su quale diavolo sia responsabile, in ultima analisi, del macello, se la possono permettere solo quelli seduti comodamente davanti al pc, magari ideologicamente collusi con quel macellaio o quell’altro.

        • Menelik says:

          No, sbagliato!
          E’ lo spirito di AUTODIFESA, di SOPRAVVIVENZA.
          Lo stesso che avremmo noi Italiani se ci troveremo ai passi dei Nigeriani oggi, particolarmente se cristiani.
          Non temere, che i desperados sono meno desperados di quello che credi.
          Tra di loro ci sono molti opportunisti, esattamente come tra i daesh, sunniti che si aggregano per salire sul carro del vincitore e partecipare alla spartizione del bottino, cioè le ragazze cristiane e yazide.
          Quando la signora in nero con la falce (senza martello !!!!!) gironzola anche da loro, e no solo di qua, gli opportunisti schiavisti razziatori fanno questo ragionamentino: “la topina delle ragazzette schiave rischia di costarmi la pelle ….mi sa che è meglio che sto a casa mia e mi tengo la vecchia moglie”.
          Dunque il sistema antico quanto l’uomo funziona.
          Se non funzionasse, nessuno nel 43-45 avrebbe imbracciato le armi contri i nazisti.
          E i Cristeros nel 26-29 non si sarebbero difesi, e così tutti i milioni di esseri umani prima di noi.
          Così hanno fatto milioni di uomini e donne prima di noi, e così faranno milioni di uomini e donne dopo di noi.
          La logica è molto semplice: io non ti aggredisco, se tu cerchi di aggredirmi, io cerco di farti la pelle. Dunque pensaci molto bene prima di aggredirmi perché rischia di costarti caro.
          Finchè entrano nei villaggi con una parata trionfale in motocicletta, è chiaro che invaderanno i villaggi e rapiscono le ragazze da farne schiave, e ammazzano chi si oppone ai loro piani perversi.
          Il loro rischio è prossimo a zero.
          Ecco perché sono così tanti i “disperati”!
          Quanto ci scommettiamo che se aumentasse il fattore rischio per loro, la gang dei “disperati” si sfoltisce….e senza chiamare al miracolo?
          Qui se c’è qualcuno che è disperato, sono le loro vittime.

  5. Beppe says:

    Ma la Boldrini l’ha visto questa foto?
    Ha niente da dire la paladina filo islamica che riveste la terza carica dello Stato italiano?

  6. Andrea says:

    Questo bembo è un martire vivente. Lui, ci insegna cos’è il coraggio della Fede.

  7. Fok_auld says:

    @Leoh

    Grazie dell’articolo. Una testimonianza da diffondere capillarmente ed indecorosamente.
    La triade diabolica odia la convivenza tra fratelli in abramo ed in generale la pace tra le genti. La trova……indecorosa !

    • yoyo says:

      Veramente siamo i primi a sognare che un giorno si stabilisca per davvero. Quando i musulmani saranno daccordo.

      • Giannino Stoppani says:

        Eh sì, noi cristiani si chiama “padre” il nostro Dio e perciò ci si sente fratelli di tutti gli uomini, ma non tutti gli uomini si sentono suoi “figli”.
        Infatti, tanti di quelli a cui noialtri si va incontro a braccia aperte si considerano servi di un libro che chiamano dio e considerano noialtri inferiori a cui non dar tregua finché non saremo sottomessi.
        Perciò il Signore ha detto:
        “Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.”

        • Robert says:

          Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade”. Ma egli rispose “Basta!”.

          • Giannino Stoppani says:

            Vedo che anche tu, come i discepoli del Signore, hai capito appieno il senso del discorso…
            E comunque, visto che hai due spade, ti conviene controllare quante coppe, ori e bastoni hai, così fai pure primiera.

            • Robert says:

              Signor Stoppani mi scusi ma è lei che non ha capito il senso del brano evangelico che ha riportato. Sono intervenuto perche’ mi premeva evitare che venisse frainteso il senso del messaggio cristiano.. La spada è la Parola! Cordialmente. R

              • yoyo says:

                Qui nessuno vuole stravolgere il primato nella vita cristiana della testimonianza secondo il modello del Signore fino a donare la vita. Ma Cristo non hai detto di lasciar sacrificare la vita del fratello senza fare nulla: si chiama ignavia. Inoltre, occhio ad usare i brani scritturistici in una sola direziond, perché di quella frase esiste,cper esempio, una interpretazione favorevole al antico Stato pontificio.

                • Giannino Stoppani says:

                  Yoyo, abbi pazienza, ma se Robert il sommo esegeta dice che io non ho capito il brano che ho riportato vuol dire che non l’ho capito.
                  Non è vero che quel Tale di cui tra poco si festeggia il compleanno ha avvertito i suoi seguaci che sarebbero stati perseguitati a causa sua.
                  In realtà prima e dopo essere stato messo amorevolmente in croce non ha fatto altro che magnificare l’amore incondizionato e il rispetto reciproco che avrebbe caratterizzato il rapporto tra i cristiani e i loro aguzzini fratelli in “Abramo” nei secoli dei secoli amen…
                  E se lui ha fatto “primiera” io faccio “carte”, “settebello” “ori” e tre scope.

                  • Robert says:

                    Lungi dall’essere un esegeta tanto meno sommo volevo solo precisare un punto su cui alcuni cristiani cadono in errore. Non avendo la sfera di cristallo non posso essere sicuro del senso che lei attribuisce alle sacre scritture. Adesso lo so’ perche’ l’ ha approfondito e lo condivido. Cordialmente R

    • Raider says:

      Ma vedete, poi, come sono così bravi nel gioco di squadra: vanno a caccia di ciò che trovano altrove e lo portano qui, come i cani con l’osso che hano raccattato.
      Questo, senza che i bracchi delle bufale islamiste abbiano mai portato, nella loro ricerca del tempo da perdere, una sola madeleine che spiega la frottola dei “fratelli in Abramo”: perché la lotta alla “triade diabolica” la fanno giocando a nascondino con la verità, in nome delle mistificazione con tante “grazie”: e in effetti, è così che il loro senso del decoro si trova di casa tornando a gran velocità al punto di partenza della farsa.

  8. Gazz.34487 says:

    Da maneggiare con molta, molta, moltissima cura e particolare prudenza e lo ripeto: da maneggiare con molta, molta, moltissima cura e particolare prudenza (PRUDENZA!). Riporto la “legittima difesa” quale EXTREMA RATIO nell’ Evangelium Vitae al n° 55 (San Giovanni Paolo II):

    «55. La cosa non deve stupire: uccidere l’essere umano, nel quale è presente l’immagine di Dio,
    è peccato di particolare gravità. Solo Dio è padrone della vita! Da sempre, tuttavia, di fronte ai
    molteplici e spesso drammatici casi che la vita individuale e sociale presenta, la riflessione dei
    credenti ha cercato di raggiungere un’intelligenza più completa e profonda di quanto il
    comandamento di Dio proibisca e prescriva. Vi sono, infatti, situazioni in cui i valori
    proposti dalla Legge di Dio appaiono sotto forma di un vero paradosso. È il caso, ad esempio,
    della legittima difesa, in cui il diritto a proteggere la propria vita e il dovere di non ledere
    quella dell’altro risultano in concreto difficilmente componibili. Indubbiamente, il valore
    intrinseco della vita e il dovere di portare amore a se stessi non meno che agli altri fondano un
    vero diritto alla propria difesa. Lo stesso esigente precetto dell’amore per gli altri, enunciato
    nell’Antico Testamento e confermato da Gesù, suppone l’amore per se stessi quale termine di
    confronto: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mc 12, 31). Al diritto di difendersi,
    dunque, nessuno potrebbe rinunciare per scarso amore alla vita o a se stesso, ma solo in forza
    di un amore eroico, che approfondisce e trasfigura lo stesso amore di sé, secondo lo spirito
    delle beatitudini evangeliche (cf. Mt 5, 38-48) nella radicalità oblativa di cui è esempio sublime
    lo stesso Signore Gesù.
    D’altra parte, «la legittima difesa può essere non soltanto un diritto, ma un grave dovere, per
    chi è responsabile della vita di altri, del bene comune della famiglia o della comunità civile».
    Accade purtroppo che la necessità di porre l’aggressore in condizione di non nuocere comporti
    talvolta la sua soppressione. In tale ipotesi, l’esito mortale va attribuito allo stesso aggressore
    che vi si è esposto con la sua azione, anche nel caso in cui egli non fosse moralmente
    responsabile per mancanza dell’uso della ragione. »

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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