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Nella Francia dei Lumi, nessuno sul web potrà «dissuadere le donne dall’abortire»

settembre 28, 2016 Leone Grotti

Il “reato di intralcio all’aborto” sarà esteso anche ad internet, dove chi «manipola» le donne va messo a tacere. Anche se riporta solo la propria esperienza

Si può certamente essere contrari all’aborto in Francia. Basta non dirlo. Il succo del ragionamento del ministro francese per i Diritti delle donne, Laurence Rossignol, sarà presto messo nero su bianco in una legge prevedendo multe e arresti per i contravventori.

REATO DI INTRALCIO. Il nuovo delitto che il ministro vuole inserire nel progetto di legge sull’uguaglianza e la cittadinanza si chiama “reato di intralcio all’aborto”, già esistente in Francia, e sarà esteso ai siti internet che diffondono informazioni «fuorvianti» sulla realtà dell’interruzione di gravidanza. Ad oggi il reato, introdotto per la prima volta nel 1993, prevede una sanzione fino a due anni di carcere e 30 mila euro di multa ed è applicabile a chi impedisce alle donne o ai medici l’accesso a cliniche e ospedali per l’aborto o a chi «esercita pressioni morali e psicologiche, minacce o atti intimidatori» verso di loro.

«PAURA DEI GENDARMI». Il reato è stato già esteso una prima volta nel 2014 per punire gli atti intimidatori contro le donne che si informano sulla realtà dell’aborto in un ospedale o in un centro di pianificazione familiare o in un altro centro di informazione. Per il ministro Rossignol, «il reato ha funzionato molto bene, non perché ci siano state molte condanne ma perché queste azioni sono sparite, senza dubbio per la paura dei gendarmi».

VIETATO DISSUADERE LE DONNE. L’operazione per chiudere la bocca a chiunque osi manifestare un pensiero contrario all’aborto, però, non è ancora conclusa: «Essere ostili all’aborto è un’opinione che chiunque può esprimere liberamente e attraverso tutti i mezzi nel nostro paese», concede benevola il ministro. «Ma attirare le donne su siti internet presentati come siti di informazione, che usano un vocabolario e un’immagine giovane, moderna per poi fornire false informazioni, fuorvianti, al solo scopo di dissuadere le donne dall’abortire, colpevolizzandole, questo è inaccettabile. Si chiama manipolazione».

ABORTO SCELTA DOLOROSA. Chi insomma scrive su un sito internet che l’aborto è un omicidio, che causa danni psicologici (e a volte fisici) alle madri, ma anche ai padri, e che ci sono altre soluzioni oltre all’interruzione di gravidanza, «manipola» le donne e va messo a tacere. Ma a chi si riferiva il ministro? Ad esempio a siti come afterbaiz.com, che riporta spesso le testimonianze di donne famose che scelgono di abortire o non abortire. Mostrando sempre, in ogni caso, che la scelta è controversa e dolorosa.

NON SERVE RIFLETTERE. In un paese dove si verifica un aborto ogni quattro nascite, cioè 218 mila interruzioni di gravidanza nel 2015 a fronte di 810 mila nascite, questi discorsi non si devono fare. Nessuno, cioè, deve poter anche solo insinuare che l’aborto non è l’unica scelta di fronte a una gravidanza difficile o indesiderata. Negli anni il governo socialista di François Hollande è riuscito a rendere l’aborto un «diritto fondamentale» a tutti gli effetti, abolendo addirittura l’obbligo di riflessione di sette giorni tra il colloquio con un medico e quello con un secondo medico, con la scusa che «stigmatizza le donne che hanno già deciso». Come se su un tema così importante non si potesse cambiare idea. Per la cronaca, per rifarsi il seno è ancora in vigore un obbligo di riflessione di due settimane.

Foto Ansa

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8 Commenti

  1. Sebastiano says:

    “…per rifarsi il seno è ancora in vigore un obbligo di riflessione di due settimane…”

    Giusto per capire quali sono le priorità di questo governo di imbecilli. Non che ce ne fosse bisogno…

    • mamifacciailpiacere says:

      Il secolo dei Lumi sta producendo i suoi effetti… ma non darei la colpa a voltaire etc. Se questi canticchiano Imagine dopo una strage allora sono proprio rinco….

  2. clemente says:

    In Italia, anche se non ci sono ancora leggi esplicite al riguardo, c’ è comunque la dittatura implicita del politicamente corretto, che di fatto vieta le stesse cose.
    Però, tranquilli, nessuna dittatura è infinita. E nessun dittatura è mai durta più di tanto.

  3. paolo says:

    Scusate, ma perchè, in questo genere di post, invece di mettere le immagini delle T.d.c. femministe e abortiste, non mettete una bella immagine di una manifestazione pro-life?
    In modo da far capire che non c’ è solo quella campana, anche a livello di opinione pubblica.

  4. Menelik says:

    Pensate che ho letto oggi sulla Bussola che un professore di giurisprudenza francese ha ipotizzato un caso in cui due coniugi cattolici si mettono a fare attentati terroristici per protestare contro utero in affitto, matrimonio omosex, aborto, droga libera, ecc…, poi al quarto edificio saltato in aria vengono arrestati e incriminati di atti di terrorismo.
    Ecco a che punto arrivano in Francia.
    La nazione europea più colpita dal terrorismo islamico.
    Io vado in apnea dalle sganasciate a pensarci.

  5. Carolina says:

    Manipolazione = fare leva su alcune sensibilità comuni più o meno a tutti (toccare tasti come i bambini, la famiglia, l’amore etc.. o anche altri, non so, tutti quelli comuni all’umano) per avanzare i propri interessi o idee. Lo fanno tutti. E’ alla base del comunicare. Il problema è quando viene fatto in modo disonesto o violento e qui ci vogliono psicologi e anche legali, magistrati etc per determinarlo (altrimenti una persona può solo dire che a un certo punto l’hanno persuasa.. ). Ora, secondo me la manipolazione disonesta dev’essere punita assolutamente. Non posso prendere una persona già debole e torturarla psicologicamente. La manipolazione diciamo puramente comunicativa deve fare il suo corso liberamente. Se io ti convinco a non abortire perché riesco a spiegarti che potresti avere un futuro con il tuo bambino mentre tu vedevi solo oscurità e paura, non dev’essere punito. Se io invece ti getto davanti un feto e faccio leva sui tuoi sensi di colpa mentre tu sei in un momento difficilissimo della tua vita, in ospedale etc (e a fare una cosa che a oggi sotto certe condizioni è legale), allora la punizione ci dev’essere.

  6. Carolina says:

    comunque potrebbero anche punire chi cerchi di convincere qualcuna ad abortire. Purtroppo, Lumi o non Lumi, l’uomo è un po’ bestia e ferino sempre.

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