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A Modena si chiede la trascrizione delle nozze gay. Ma la mozione «va contro la Costituzione»

luglio 21, 2014 Benedetta Frigerio

Un consigliere chiede la trascrizione nel registro comunale dei matrimoni, delle nozze dei cittadini omosessuali sposati all’estero. Intervista a Luigia Santoro, capogruppo Ncd

Per Adriana Querzè, capogruppo della lista civica “Per Me Modena”, ha chiesto la trascrizione nel registro comunale dei matrimoni, delle nozze dei cittadini omosessuali sposati all’estero. Secondo Querzè «in Italia il matrimonio che una coppia gay o lesbica contratto all’estero non è illegittimo», pertanto il Comune deve trascriverli «nei registri di stato civile (…), per rendere pubblico un atto già valido secondo la legge del Paese in cui il matrimonio è stato contratto». Come vi abbiamo già raccontato, le due consigliere si erano già scontrate sul diritto delle Sentinelle in piedi di manifestare in piazza.
La mozione della consigliera, dopo le dichiarazioni del sindaco di Napoli sull’istituzione del registro delle unioni civili e le analoghe pressioni nei Comuni di Reggio Emilia e Bologna, «vanno al di là di qualsiasi rispetto della democrazia». A dirlo a tempi.it è Luigia Santoro, capogruppo Ncd, che ha risposto alla mozione con un ordine del giorno. Santoro esprime la sua preoccupazione «per i crescenti tentavi in contemporanea di scavalcare il Parlamento. Arrivano tutti insieme, pare un vero e proprio manifesto».

DIRITTI SENZA DOVERI. Il provvedimento di Querzè parla dell’esistenza in Italia «di una disparità di trattamento tra coppie eterosessuali unite in matrimonio e tutte le altre coppie», a cui sono «negati il congedo parentale, l’assistenza al/alla partner con disabilità (…), il diritto a ricevere informazioni in caso di ricovero (…), il diritto alla reversibilità della pensione». Peccato che non sia proprio così. «Anzi – controbatte Santoro – oggi, a parte il diritto di reversibilità e di adozione, tutti gli altri sono già garantiti: per l’assistenza, ad esempio, basta nominare il compagno/a tutore».
Per quanto riguarda i diritti patrimoniali o adottivi sono negati semplicemente perché «la Costituzione italiana riconosce che la famiglia, come un’unione stabile fra uomo e donna, è l’unico alveo in cui una persona si può sviluppare appieno, dove quindi si può formare un buon cittadino». Lo Stato, insomma, elargisce diritti a chi si prende responsabilità e obblighi ben precisi, «sebbene ora, anche a livello nazionale, stiamo andando verso l’elargizione di diritti in base alla forza con cui si pretendono». Santoro si riferisce alla minoranza Lgbt di cui ha parlato anche nell’ordine del giorno, come opposta alla «maggioranza degli omosessuali che non avverte necessità di riconoscimento civile della loro unione e che si esprime contraria all’adozione dei minori». Eppure questo è il modello con cui il governo Renzi vuole regolarizzare queste convivenze. «Infatti non si riconoscono direttamente le adozioni, ma saranno possibili attraverso degli “step”, anche se per la Querzè non è sufficiente nemmeno questo».

LE SCORCIATOIE. Nell’Odg Santoro ha sottolineato poi il carattere ideologico di una questione che viene sbandierata come urgente, spiegando che «la legge francese sul matrimonio gay è stata un flop: a tre mesi dall’approvazione della “legge Taubira” (23 aprile 2013), erano solo 596 i riti celebrati in tutta la Francia, di cui 241 a Parigi, come fu riportato da Le Monde». Avrà ragione sul flop, sulla costituzione e sullo scavalcamento della legge, eppure Querzè non sbaglia quando fa riferimento all’ordinanza del tribunale di Grosseto del 3 aprile 2014, che ha disposto la trascrizione nei registri di stato civile del Comune del matrimonio di una coppia omosessuale contratto a New York. Ma è proprio questo «il tragitto pericoloso che ormai si imbocca per sovvertire le norme fondamentali dello Stato: cercare l’approvazione di questi nuovi diritti per via giudiziaria o amministrativa. Così, anche se di fatto queste sentenze o ordinanze non sono ancora valide erga omnes, si prepara la testa della gente. In modo che quando sarà discussa la legge saremo assuefatti o impossibilitati ad esprimerci senza essere accusati di omofobia». Sarebbe davvero un uso fazioso e illegittimo del potere democratico a scopo ideologico. «È la stessa Querzé ha dirlo, quando scrive che il Comune di Modena deve agire per “far pesare a livello nazionale il proprio orientamento”».

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38 Commenti

  1. Cisco scrive:

    I ménage a trois sono terribilmente discriminati rispetto a tutte le coppie …

  2. leo aletti scrive:

    La Veità vince davanti a tutte le menzogne del bunga bunga gay e lesbiche.

  3. giuliano scrive:

    ma che gli frega della legge ai rossi ?? hanno deciso di non rispettarla e così faranno. Solo quando non si deve toccare qualche articolo che interessa loro allora strillano. La legge 194 ?? NON si deve toccare, la legge 40 ?? si DEVE toccare, gli articoli della Costituzione sulla famiglia ?? si DEVONO ignorare o REINTERPRETARE. Così va il mondo e così andrà sempre peggio fino a quando il popolo delle feste dell’Unità voterà compatto per i vermi rossi. Amen

  4. filomena scrive:

    Ti ricordo solo che a proposito di democrazia, le leggi si fanno e si possono anche cambiare a seconda delle maggioranze parlamentari rosse, verdi, gialle o blu. Quello che in democrazia non si può fare è insultare gli altri dando loro del verme.

    • michelangelo scrive:

      In democrazia si rispetta anche il parere contrario, e non facendo leggi contro la libera espressione del pensiero facendo leggi che ricordano quelle fasciste e totalitarie (ddl Scalfarotto)!

      • filomena scrive:

        Rispettare il parere contrario non significa seguirne obbligatoriamente le indicazioni. Inoltre in democrazia non è consentito in virtù della libera espressione che ovviamente va tutelata, insultare le persone sulla base di comportamenti non condivisi.
        Se dai del pervertito a una persona solo perché ha un orientamento sessuale diverso da quello che tu consideri normale, la stai offendendo e giustamente potresti essere sanzionato. Poi si può discutere sul tipo di sanzione che in questo caso secondo me potrebbe limitarsi a una sanzione pecuniaria, ma non sul principio che un orientamento sessuale sia piú legittimo di un altro.

        • Fran'cesco scrive:

          Quindi se uno mi da’ dell’omofobo puo’ essere sanzionato? No perche’ “omofobo” io lo considero un’offesa…

          • filomena scrive:

            OK facciamo il giochetto dei bambini.
            Tu intanto pensa a non dare del pervertito a chi non ha il tuo orientamento sessuale e vedrai che nessuno ti darà dell’omofobo. Questo non significa che non puoi dire che non condividi un certo comportamento ma non ti autorizza a dare un giudizio del genere (sei un pervertito) sulla persona.

            • Ambrogio scrive:

              Ho capito, professoressa Filomena, ma posso tranquillamente sostenere che “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.”, oppure in questo caso verrei condannato come omofobo, sbattuto in galera per tre anni e poi spedito all’Arcigay per il periodo prescritto di rieducazione cultural-ideologica?

              E ancora, riallacciandomi alla domanda di Fran’cesco: se io dico che il matrimonio è possibile solo tra un uomo e una donna e Tizio per questo mi apostrofa con l’appellativo di “omofobo”, io posso querelare Tizio per diffamazione e calunnia? Grazie.

              • Paolo scrive:

                Certo che può….come può sostenere che il cielo è viola e che che il sole gira intorno alla terra…

            • giovanna scrive:

              Gianni-Filomena, se mettiamo in fila tutti gli insulti, a partire da omofobo, che hai dato a destra e a manca, non se paghi più multe tu o più multe il povero Giuliano !
              Che grettezza !

              Fran’cesco ( ma un nick più comodo non potevi trovarlo ? :-) ), mi sei piaciuto !

              • Fran'cesco scrive:

                Giovanna, chiamami pure Francesco… ho scelto il nick per distinguermi a suo tempo da altri che hanno questo bellissimo nome :-)

            • Giovanna scrive:

              Eppure la cara Filomena, o il caro Gianni, non saprei, poco fa , sotto all’articolo sulla deliziosa bimba con trisomia 21, dopo che l’avevo definito/a triste e deprimente nei suoi interventi sempre e comunque contro le donne, contro gli uomini, contro i bambini, mortifera/o quanto mai, per tutta risposta mi ha dato dell’ossessiva e della paranoica !
              E che ho un’idea malata di maternità perché sono contro l’aborto !
              Caro Gianni-Filomena, a te Giuliano ti fa un baffo !
              Comunque, sarò magnanima, non chiederò né sanzioni, né carcere !

        • Toni scrive:

          @ Filomena
          Ci marciate su questa cosa dell’insulto ….. e tu lo sai! Il problema è che ci sono dei “tizi” a cui se dici che non possono adottare ti danno dell’omofobo. Per questi tizi “insultare” è diventato qualsiasi manifestazione di dissenso nei loro confronti. Anzi pretendono una “oasi protetta” sopraelevata da dove possono sputare sulla testa a tutti.

  5. filomena scrive:

    @Ambrogio
    Il fatto che tu citi i testi sacri e una certa tradizione per dire che si è sempre fatto o pensato così ovviamente non ha valore di legge, nemmeno se si tratta di “legge naturale”, perché l’unica legge che ha valore impositivo è quella fatta dagli uomini. Dire dunque che in nessun caso i rapporti omosessuali possano essere approvati è una tua opinione ma non ha riscontro in democrazia dove l’approvazione o meno dipende dalla maggioranza delle persone non dai testi sacri. Detto questo, se tu senza dare giudizi sulla persona esprimi la tua contrarietà ad un determinato comportamento personalmente credo sia legittimo ma in ogni caso ti esponi al giudizio sul tuo pensiero che non necessariamente è quello che in democrazia viene condiviso e legittimato dalla maggioranza.
    Poi tanto per abbassare i toni….ti ringrazio per la “professoressa” ma al momento si sta ancora valutando se questo titolo è sufficiente per riconoscere i miei meriti…..

    • Ambrogio scrive:

      Anche il giudizio della maggioranza spero sia sottoponibile a giudizio. Non necessariamente la maggioranza ci azzecca sempre. In ogni caso, io ho qualche timore che se si insegnerà il catechismo ai figli o agli allievi e si ricorderà la verità sull’uomo qualcuno penserà di sbattere in galera chi lo facesse. Nel dubbio, è meglio, molto meglio, portare avanti la battaglia per la difesa della libertà di giudizio. La tua fiducia cieca nella legge fatta dagli uomini e nel suo valore impositivo mi fa venire i brividi, pensando a cosa ha portato nella storia, e pertanto preferisco umilmente continuare a pensare che le leggi fatte dagli uomini debbano anch’esse sottostare al giudizio di verità. Certo, in base a quelle leggi impositive si manda la gente in galera mentre in base alla legge naturale no, ma non è detto che questo sia segno sicuro di verità e di giustizia.

      Resta poi in piedi la seconda domanda: se io dico di essere contrario (per ragioni di verità) al “matrimonio” tra persone dello stesso sesso e Tizio per questo motivo mi apostrofa come “omofobo”, posso querelare Tizio per diffamazione o calunnia? Grazie.

      • filomena scrive:

        Ovviamente il giudizio della maggioranza è sottoponibile a giudizio e il modo più classico si basa sul voto dei cittadini in democrazia, oltre alla libertà di esprimere il proprio pensiero. È questa la differenza rispetto alle leggi dei sistemi totalitari per esempio del novecento a cui fai riferimento tu. Tanto per dirne una ma è solo un esempio, io non credo che in un sistema democratico dove oltre al potere dettato dalla maggioranza parlamentare, vigono anche una serie di “pesi e contrappesi”, le leggi razziali di mussoliniana memoria sarebbero state introdotte. Posso sbagliarmi ovviamente ma io continuo ad avere fiducia nei sistemi democratici, perdonami ma inoltre credo siano molto più giusti ed equi dei testi sacri o perlomeno di quello che insegna la dottrina sociale della chiesa. Rispetto alla tua ultima domanda ti rispondo volentieri senza polemiche. Essere omofobi significa letteralmente avere paura degli omosessuali. In questa accezione con verrai che non si può ritenere una offesa perché di fatto paventi l’introduzione delle unioni gay, sia pure perché le ritieni contrarie alla verità divina o naturale. È chiaro che però se la parola omofobo viene usata in tono dispregiativo hai ragione di fare querela ma questo vale anche se con lo stesso tono dici a un gay che è contro natura.

        • Toni scrive:

          “In questa accezione con verrai che non si può ritenere una offesa perché di fatto paventi l’introduzione delle unioni gay, sia pure perché le ritieni contrarie alla verità divina o naturale.”

          Dimentichi che chi ti chiama “omofobo” (che con leggerezza dici tu che quasi è un “nulla”) mirano all’occorrenza a far licenziare. dimettere, far chiedere scusa pubblicamente…. ti fanno diventare un appestato. Pretendi di non sentimi offeso!!! Vedi a senso unico!

          Vedi che insisti a voler “per forza” far passare la contrarietà ai matrimoni/adozione… come un atteggiamento di superstizione (leggi divine ecc). La contrarietà risponde anche a precise “ragioni” (poi se pe me Dio è la Ragione per te non conta) . Per questo motivo anche gli atei possono essere e sono contrari a certi diritti inventati.

          • filomena scrive:

            @Toni
            Cerco di semplificare perché forse non mi sono spiegata bene. Io non voglio che nessuno vada in prigione perché esprime contrarietà alle unioni gay che sia chiaro. Diverso è se parliamo di violenza ma spero che almeno su questo sarai d’accordo. La tua contrarietà però non può impedire il riconoscimento delle unioni a meno che non riusciate a convincere il Parlamento che devono prevalere le vostre ragioni. Fatelo dico io se ne avete la forza, del resto il dibattito che precede l’approvazione di una legge è la norma. Non potete però pretendere di impedirne l’approvazione solo perché ritenete di avere in tasca una verità immutabile a prescindere dalla volontà popolare espressa in Parlamento.
            Del resto non credere ci sono altre leggi che per esempio a me non piacciono neanche un po’ ma siccome fin dall’inizio i cattolici sono riusciti ad inserirle in Costituzione, è molto difficile cambiarle. Siamo in un Paese democratico e quindi mi rassegno all’idea che esista il concordato all’art. 7 o altri principi che non condivido. In contropartita rassegnati anche tu alle unioni civili.

            • Toni scrive:

              @Filomena
              prendo atto con sollievo che non vuoi che “nessuno vada in prigione perché esprime contrarietà alle unioni gay “. La reputo una buona notizia come in passato ho reputato le tue perplessità agli uteri in affitto …. anche se non l’hai mai palesato in discussioni con Bifocale e Giovanni con lo stesso piglio polemico con cui difendi l’aborto.
              Ma a parte questo non puoi dimenticare il caso Barilla, il caso Biancofiore, le multe per una maglietta in Francia, gli arresti …. . l’assurda vicenda di Adrian Smith ( quasi licenziato per essere si favorevole ai matrimoni gay… ma non in chiesa). Tu non senti la musica? … Strano!

              Tu vedi nella vicenda sclfar8 una “democrazia”?
              Non “possiamo pretendere” …. è ovvio perché una visione bassa della democrazia la vuole basata solo su i numeri. E per te i numeri sono da rispettare, ad eccezione se la maggioranza l’ha Berlusconi, in quel caso l’Europa …. può massacraci ( a ragione) l’economia per farlo dimettere. Sì… molto democratico!
              Poi … chiami democrazia…. l’adottare una legge su un diktat europeo, senza un vero dibattito, con persone che non vengono fatte parlate in TV , e se ci vanno subiscono un agguato fatto di insulti (omofobi – nazisti) … e se riescono a parlare la trasmissione che li ha ospitati (UNOMATTINA) muove deputati che gridano alla vergogna “omofoba”.
              In sostanza se una parte di convinzioni non trova modi di esprimersi…. per te è una “buona” democrazia. Per me è una parodia.

    • Fran'cesco scrive:

      Filomena,
      Che in nessun caso i rapporti omosessuali possano essere approvati non e’ una nostra opinione ma una legge di Dio, ovviamente valida solo per chi crede. E che vogliamo continuare ad insegnare ai nostri figli e a chi vuole seguirLo.
      Come d’altra parte e’ legge divina quella che ci chiede di amare il prossimo, e di non giudicare la persona (ma gli atti si, cavolo!).
      Scalfarotto e Grillini NON sono di questo avviso.

      • filomena scrive:

        Come del resto hai citato tu, i credenti come chiunque altro possono insegnare ai propri figli quello che vogliono ma nel rispetto delle leggi dello Stato. La verità divina non è contemplata tra quest’ultime per cui finché non viola una legge non c’è problema anche se in ogni caso non può essere estesa a chi non la condivide.
        Per quanto riguarda l’ultima tua frase, ho già detto quello che penso.

      • Paolo scrive:

        E qua casca tutto il suo ragionamento. In nessun modo la sua ideologia confessionale le da il diritto di giudicare o discriminare altre persone. La sua ideologia religione non è e non sarà mai legge nè fondamento del diritto di uno Stato civile ed evoluto. Vale solo e unicamente per la sua vita personale e privata fintanto che non danneggia altri. Allo stesso modo non vale il discorso della libertà di insegnamento….se vi fosse una religione che insegna che il proprio dio comanda di negare diritti alle donne come esseri inferiori di proprietà del marito bisognerebbe lasciare carta bianca di “insegnamento”?

        • Toni scrive:

          Sig. Paolo

          Lei fa un errore di fondo, chiama “discriminare” il rivolgersi democraticamente a delle persone dall’esistenza “sopra le righe” che pretendono cose sciocche, assurde ed antiumane.
          Dovrebbe sapere che già tra le norme della civile convivenza ognuno subisce dei limiti al proprio volere. Ho un amico che sogna la poligamia….. e lo Stato dice …no! E’ un discriminato?…. no! Obbedisce a delle regole che sono poste per il bene di tutti.
          Io Sig. Paolo, come avrà capito già in passato, sono un brutto soggetto. Quando leggo che si vuole togliere ad un bambino la bellezza di una madre che lo ama per darlo ad un tizio che si vuole sentire “un poco mamma”, ritengo che si fa del male a quel bambino ed a tutti. L’ho già detto, trovo che sia come affermare che una rosa…. è uguale ad un carciofo. E lo discrimino (secondo il suo metro) volentieri Sig. Paolo….e sento anche un autentico desiderio di dare calci in cxlx a chi è contrario, ma sono tollerante, e sopporto.

          • Paolo scrive:

            Vede sig. toni il problema è proprio qua.
            Che le piaccia o no le persone omosessuali, i loro rapporti sentimentali e le famiglie che ne conseguono non sono “sopra le righe” sono quanto di più normale e naturale ci possa essere.
            Appunto per questo, per il bene di tutti, uno Stato Civile ed evoluto deve garantire il riconoscimento e la tutela delle persone omosessuali tanto quanto fa per quelle eterosessuali.
            Tutelarle altresì da chi vorrebbe discriminarle in virtù di pretese sciocche e assurde per usare i suoi termini.
            Di antiumano (tanto per riprendere i suoi termini) vi è appunto questa idea di poter dileggiare la natura di tantissime persone solo in virtù degli infondati diktat di una confessione religiosa (è solo questo).
            Il suo parallelismo con la poligamia o il tirar a mano il benessere di bambini è solo un ideologico buttare fumo negli occhi…sarebbe cos’ gentile da dirmi chi toglie un figlio ad una madre che lo ama per darlo ad altri?
            Sinceramente direi che invece vi è solo gente che vuole negare, senza alcuna ragione oggettiva o concreta, la possibilità alle famiglie omogentoriale ad avere figli ed a crescerli…quindi si tenga il suo desiderio di dare calci in cxlx e invece di sopportare accetti la realtà.

            • Fran'cesco scrive:

              Sig. Paolo, so che non lo fa con dolo, ma non scriva continuamente che i diritti degli omosessuali non sono riconosciuti. Non oggi, non in Italia.
              E nessuno qui, tranne qualche troll, dileggia la loro natura.

            • Toni scrive:

              Sig. Paolo,
              non mescoliamo capre e cavoli. Io non metto in discussione ” i rapporti sentimentali” degli omosessuali. Non lo trovo di nessun particolare interesse come le persone decidono di condurre la propria vita. Mentre trovo che sia vile privare un bambino del diritto di avere una papà ed una mamma. Credo altresì che non esiste alcun diritto, per etero ed omo” di “avere” un bambino. Spero che sia chiaro quello che intendo … altrimenti ritorno con un altro post su questo punto.
              Poi lei argomenterà che i bambini crescono meglio con coppie gay, come l’autorevole studio ha ultimamente “dimostrato”. Ed io le dirò che nella migliore dell’ipotesi quello studio, assieme a tutti quelli che ha blaterato insistentemente l’ineffabile Bifocale” sono cartacce. Ma su questo aspetto della discussione occorrerebbe aprire un capitolo a parte.
              L’esempio della poligamia è pertinente ed il fatto che lei pensa di liquidarlo con “l’ideologico buttare fumo” dimostra solo che non riesce ad essere buon giudice in casa propria. E’ coerente con le premesse, se ritiene di no …. me lo mostri. Ed aggiungo che il mio amico aspirante poligamo non è il solo… perché, se diritto avete voi, …. molti altri hanno diritto … gli basterebbero “solo” i numeri per chiederlo (accompagnati con la giusta dose di piagnisteo, sul come sono perseguitati, debitamente amplificato da una servile informazione ecc). Io accetto la realtà …. a differenza di altri non l’invento e non la piego al mio volere.

        • Fran'cesco scrive:

          Paolo,
          tipico esempio della potenza della parola: dove casca il mio ragionamento? “In nessun modo la sua ideologia confessionale le da il diritto di giudicare…” ma e’ ESATTAMENTE quello che ho detto io.
          Detto per inciso, la religione cristiana e’ l’unica “per l’uomo”, che difficilmente contrasta coi suoi precetti/principi una qualsiasi legge di un qualsiasi stato democratico/naturale.
          Mentre esistono altre religioni che seguono l’esempio da lei riportato (oltre a perseguitare i cristiani ma questo e’ un’altro discorso) e guarda caso nessuno si fa in quattro per protestare con loro…

          • Paolo scrive:

            E’ proprio il contrario caro sig. francesco…la religione cristiana non è migliore delle altre.
            Voler inculcare che l’omosessualità sia qualcosa di sbagliato o negativo, quando trattasi di un naturale e normale orientamento affettivo e sessuale, è quanto di più aberrante ci possa essere, quanto quella di negare diritti alle donne o a qualcuno di una razza diversa.
            Uno Stato democratico, civile e naturale…in una parola laico tutto questo non dovrebbe permetterlo.

            • Fran'cesco scrive:

              Paolo, prendo atto che si e’ convinto che qui nessuno giudica.
              Passiamo al secondo argomento: il Creatore cosi’ ci ha fatto (fisicamente intendo), uomo e donna. Cosa c’e’ di piu’ naturale? Ci ha mandato suo Figlio, che ci ha ribadito che il comportamento omosessuale e’ peccato. Se voleva che fossimo anche omosessuali forse (dico io) ci faceva in modo diverso no?
              Non tiri in ballo i diritti, che qui non c’entrano. Ogni uomo ha i diritti di ogni altro uomo. E io non lo giudico ma ho anche un credo e una morale che desidero trasmettere ai miei figli e lottero’ parecchio perche’ questo sia possibile.

  6. Paolo scrive:

    Ma che balla è che la Costituzione indica come famiglia solo l’unione stabile tra due persone di sesso diverso?
    Ma che balla è sig. Toni che le motivazioni di chi nega i diritti alle persone omosessuali si basino su altro rispetto a superstizioni ideologiche e dogmatiche???

    • Toni scrive:

      Sig. Paolo

      Legga la costituzione Sig. Paolo, ma non faccia peripezie mentali per sostenere che chi l’ha scritta non intendeva la famiglia composta da due persone di sesso diverso. L’interpretazione della norma non può spingersi fino alla creazione del diritto … perché il giudice usurperebbe un altro potere dello stato (Corte Costituzionale n. 138 del 15 aprile 2010)

      Io non nego i diritti agli omossessuali, ma credo che sia ai limiti del patologico definire diritto il pretendere “la prima cosa che passa per la testa” (perdoni la mia povertà di vocabolario… ma non trovo modo diverso per chiamare questa “cosa”) . Un esempio : la pretesa di adottare bambini : trovo che sia una atto di egoismo assoluto, una prepotenza verso i più deboli ed un atto da vigliacchi.

      • Paolo scrive:

        E sulla base di cosa lo sostiene?
        Capisco che la realtà dei fatti non le piaccia e le dia fastidio vedere che quello che la sua ideologia le ha inculcato in merito non corrisponda al vero…però bisogna anche avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.
        Quale debolezza verso i più deboli? Quale “pretesa”?
        Il doveroso riconoscimento non è una “pretesa” è giusticzia, civiltà.
        Le piaccia o meno una coppia formata da due persone dello stesso sesso non vale meno di una formata da due persone di sesso opposto.

        P.s. per cortesia non tiriamo a mano la solita manfrina della procreazione….

        • Toni scrive:

          Da parte mia non c’è nessuna ideologia , c’è solo quella che lei ostenta. La famiglia naturale è sempre esistita (prima della mia “ideologia” cattolica). Quell’elemento comune fatto di padre, madre e figlio, con le differenze, sfumature che ci possono essere state a tutte le latitudini del mondo è sempre presente. No, Sig. Paolo, quello che pretendete oggi è una novità , figlia di un epoca di consumismo esasperato, di crisi di valori umani e desiderosa solo di “ingurgitare”. Desiderare un figlio, in queste condizioni, non è diverso che desiderare un cagnolino od un telefonino , tutte cose che si possono desiderare molto… molto… molto.
          E’ un desiderio, come i tanti che si possono avere in questi tempi di decadenza. Un semplice “lo voglio”! Per questo è egoistico, perché non tiene conto che un bambino che può essere adottato da una “mamma” e non da un barbuto che si sente “mamma” ( e Sig. Paolo… mi vuole dire che è la stessa cosa?… allora non sa di cosa parla , mentre io si!). E’ una prepotenza, perché si vuole forzare per legge una sterilità naturale, è da vigliacchi perché il bambino non può difendersi.

    • Grillo Parlante scrive:

      Mi spiace, ma ripetere le cose come un mantra non le fa diventare realtà.
      Hai voglia a dire che è una balla che la Costituzione considera famiglia solo l’unione tra uomo e donna…
      La corte costituzionale ha già fatto sapere che non è così, anche se essa è composta il larga parte da “progressisti” secondo i quali le tue “superstizioni ideologiche e dogmatiche” non contano una cippa.
      Te ne devi fare una ragione.
      Senza contare che, se la deriva verso il bengodi lgbt è così inarrestabile come ci volete far credere, che ci vorrà mai a cambiarla ‘sta Costituzione?

      • Ambrogio scrive:

        Prendo atto delle rassicurazioni della Fi, ma io qualche timore ce l’ho sempre. Quella parolina “omofobia” buttata lì nel testo della legge, vaga, sgusciante, dai contorni imprecisata, mi sembra un ottimo bocconcino in pasto ai giudici creativi, quelli a cui le lobby fanno toc toc sulla spalla ottenendo fecondazioni artificiali non previste, eutanasie atipiche, aborti extralarge pure rispetto alla 194…sarò pessimista…

  7. elisa scrive:

    L’amore tra simili non è poi così diverso…anzi. io ho il sacro santo diritto di sposare la mia compagna perché lei è la mia famiglia.

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Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

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Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

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Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

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La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

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Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

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