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Meotti: «Bambina kamikaze in Pakistan? E’ un fenomeno in crescita»

giugno 21, 2011 Benedetta Frigerio

Giulio Meotti, giornalista del Foglio, spiega a Tempi il preoccupante fenomeno dei bambini che in Pakistan vengono rapiti e allevati dai talebani per essere trasformati in kamikaze: «Sohana è la terza bambina che stava per essere utilizzata come kamikaze. Questo fenomeno è in crescita dal 2005, i talebani sono sempre più spregiudicati e a corto di uomini»

Stava per morire suicida a 9 anni, usata come kamikaze dai talebani per combattere la guerra santa. Sohana Javed è una pakistana fermata domenica dalla polizia locale mentre si recava in un mercato pieno di gente per farsi esplodere. Le forze dell’ordine hanno spiegato di aver notato la piccola in atteggiamenti sospetti e, fermandola, di averle trovato addosso otto chili di tritolo. La bambina ha poi raccontato di essere stata rapita a Peshawar, la capitale della provincia Khyber Pakhtunkhwa, mentre si recava a scuola. Giulio Meotti, giornalista del Foglio e autore di Non smetteremo di danzare, libro-inchiesta sui martiri di Israele, spiega a Tempi «che l’episodio non è isolato e dice di un fenomeno in crescita».

Ma da quanto vengono reclutati dai talebani i bambini in Pakistan?
La piccola è la terza bambina che stava per essere utilizzata in Pakistan come martire del jihad. Ma già nel 2008 i servizi segreti pachistani dichiararono che al Qaida aveva organizzato un campo di addestramento per soli bambini: «E’ come una fattoria per aspiranti suicidi di nove e dodici anni» aveva detto il generale Tariq Khan. Nello stesso periodo furono scoperti dei campi nelle regioni di confine tra Pakistan e Afghanistan.


Ma come vengono addestrati i bambini al suicidio?
I campi scoperti, di cui circolano anche dei video, fanno vedere imam che indottrinano i piccoli con corsi religiosi. Spesso, però, racconti e documenti parlano di bambini sedati o drogati con addosso detonatori comandati a distanza. I soldati pachistani avevano poi trovato nei campi d’addestramento documentazioni, foto e video che mostravano i bimbi mentre costruivano bombe. Penso che in Afghanistan si stia utilizzando lo stesso metodo. E’ difficile, infatti, che si tratti di un fenomeno locale e pakistano, credo invece che sia una strategia riconducibile ai talebani che si accordano con alcune cellule terroristiche per agire negli Stati arabi.

I bambini vengono rapiti o sono portati nei campi di addestramento dai genitori?
Molti vengono sottratti alle famiglie, altri sono orfani. Oppure vengono comprati da famiglie poverissime: non si dice sempre ai genitori che moriranno ma semplicemente che saranno allevati per combattere “i nemici di Dio”. All’inizio poi i piccoli erano usati solo come esche, messi sulle macchine con adulti per destare meno sospetti nei passaggi ai check point. Mentre dal 2005 hanno iniziato a usarli come kamikaze.

Significa che non si trovano più adulti disposti a morire per il jihad?
Sicuramente i bambini kamikaze rappresentano un fenomeno nuovo e in continua crescita. Da una parte, questo dice molto della difficoltà dei terroristi a reclutare kamikaze, dall’altra conferma la loro spegiudicatezza.

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1 Commenti

  1. Giuliano Galassi scrive:

    se non ricordo male Gino Strada aveva il numero di cellulare dei terroristi e trattava, da compagno, a tu per tu con loro

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