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Lo spot a favore della vita dei bambini Down? Per l’authority della tv francese non si doveva trasmettere

luglio 31, 2014 Leone Grotti

La Csa rimprovera le emittenti che hanno diffuso “Cara futura mamma”: il video «ambiguo» mancherebbe di «interesse generale». Critiche che non stupiscono in un paese «leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia 21»

down-video-spot-hL’autorità francese del settore audiovisivo (Csa) ha rimproverato le emittenti che dal 21 marzo, e per un mese, hanno trasmesso lo spot sulla sindrome di Down “Cara futura mamma” con lo scopo di «mostrare che è possibile essere orgogliosi delle persone con trisomia 21 e che queste possono inserirsi nella società e riuscire nella vita malgrado le difficoltà»

«MESSAGGIO AMBIGUO». La Csa, dopo aver ricevuto «lamentele» riguardo allo spot, ha chiesto alle emittenti M6, Canal+, TF1 e D8 «di vigilare in futuro sulla diffusione di messaggi suscettibili di portare a controversie». Secondo l’autorità statale francese, il video che si rivolge alle future mamme, rassicurandole sul fatto che anche un bambino con la sindrome di Down può essere felice come gli altri, «non può essere definito come un messaggio di interesse generale». Non solo, «la sua finalità può apparire ambigua e non suscitare una adesione spontanea e consensuale».

RECORD DI ELIMINAZIONI. Le associazioni che hanno ideato e girato lo spot, diffuso anche dall’Onu, premiato a Cannes e visionato da oltre cinque milioni di persone, sono rimaste stupite dall’atteggiamento della Csa ma neanche troppo. Come scrive in un comunicato la Fondazione Jerome Lejeune, «la Francia è il paese leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia 21 prima della loro nascita (96%)». L’associazione Amici di Eleonora ha aggiunto: «La Csa vuole censurare i messaggi sulla trisomia 21, contribuendo alla politica statale di stigmatizzazione che conduce all’eliminazione prima della loro nascita della quasi totalità dei bambini affetti».

TROPPO POCO ABORTISTA. Non sono accuse esagerate, soprattutto perché la Csa nel suo comunicato di rimprovero alle emittenti televisive descrive in questo modo la Fondazione Jerome Lejeune: «Fondazione la cui vocazione è notoriamente la lotta contro l’aborto». Come se fosse un delitto. I bambini Down oggi non nascono quasi più visto che nove su dieci, dopo il referto della diagnosi prenatale, vengono abortiti. Festeggiare la Giornata mondiale della sindrome di Down con un video che inneggia alla vita dovrebbe essere normale. Ma così non è per la Csa.

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17 Commenti

  1. michele says:

    Parafrasando s.Girolamo sull’arianesimo, “e il mondo gemette nello scoprirsi nazista”.

  2. Giuseppe says:

    I’ve a Dream (Ho un sogno), Martin Luther King il 28 agosto del 1963, in un suo discorso per i diritti civili esprimeva la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi. I “neri” venivano discriminati per il colore della loro pelle nel 1963 e a volte ancora oggi accade!
    Anche io “ho un sogno”; sogno che il 100% dei bambini con la trisomia 21 nascano e abbiano riconosciuto il diritto alla vita come tutti gli altri geneticamente “perfetti”.
    Il mio sogno nasce dalla riflessione che se ad un figlio di 5 anni viene riscontrata una malattia ereditaria o genetica non lo si elimina perché risulta “imperfetto” (in base poi a canoni generali di perfezione sui quali si potrebbe discutere per anni).
    Perché allora dovrei decidere di eliminare un bambino “imperfetto”, mio figlio, che non ha chiesto di venire al mondo, che si affida a noi genitori sin dal primo secondo di vita per essere protetto? Solo perché ancora non l’ho abbracciato nemmeno una volta? E’ questa la discriminazione che oggi si può tollerare? Io non biasimo assolutamente il diritto all’aborto, sia ben chiaro, ma biasimo il diritto di non far nascere un bambino perché non conforme alle aspettative dei genitori! Si deve dare la possibilità di decidere di abortire o meno, ma consentirlo sulla base di considerazioni sulle condizioni genetiche comunque ben compatibili con la vita, mi lascia più che perplesso. Io ho scoperto che mia figlia aveva la trisomia 21, al terzo mese di gravidanza, e capisco benissimo cosa si prova, ho percepito fin da subito persino dalle strutture mediche “l’invito” all’aborto; poi mi sono informato; ho visto che la trisomia 21 era ben compatibile con la vita (si veda anche il video incriminato), ed ho deciso di proteggere questa mia figlia “speciale” ed “imperfetta”; perché mia moglie ed io abbiamo deciso di essere “genitori speciali” e coscienti anche delle nostre “imperfezioni”, abbiamo deciso di far parte di quel 4% di genitori (pur avendo avuto la possibilità di abortire) che hanno scelto di gioire per i progressi che la propria figlia farà semplicemente più tardi rispetto agli altri bambini. Ho un sogno; sogno che l’eugenetica (cioè lo studio dei metodi volti al perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi) non abbia il sopravvento sul sentimento di umanità proprio degli uomini.
    Nell’anno 300 Lattanzio scrisse :<>

    • Giuseppe says:

      Nell’anno 300 Lattanzio scrisse :<>

      • Giuseppe says:

        Nell’anno 300 Lattanzio scrisse :<> Mi scuso per la lunghezza del discorso ma ci tenevo a farlo.

      • Luisa C. says:

        Giuseppe, la vostra storia è simile alla nostra, con la sola differenza che abbiamo scoperto che nostra figlia ha la trisomia 21 al 5° mese. Abbiamo scelto anche noi di metterla al mondo, e aver saputo prima della sua condizione è stato un vantaggio: innanzitutto per scegliere il punto nascita meglio attrezzato della zona (il mio ospedale di residenza è ottimo, ma non ci sono cardiologi e chirurghi pediatri, solo neonatologi) e per documentarci quanto più possibile. Così abbiamo potuto accoglierla nel migliore dei modi, la nostra piccolina se lo merita! Abbiamo avuto la fortuna di aver avuto a che fare con medici che ci hanno sì informati della possibilità di interrompere, ma ci hanno fatto capire che non approvavano molto che ci fosse tale possibilità per la trisomia 21. Silvia ha quasi 7 mesi e come la sorella ci riempie la vita!
        Io non sono contro l’aborto, ma mi rendo conto che nel caso della trisomia 21 spesso si finisce per scegliere l’interruzione per scarsa o nulla informazione su di essa: nell’immaginario comune si è rimasti fermi alla visione della persona con sdD come un perenne bambinone da prendere per manina anche da adulto e destinato all’istituto dopo la morte dei genitori. Invece, sempre di più si è riconosciuto che sono persone con un potenziale notevole, che devono solo essere aiutati a esprimerlo e magari occorre qualche attenzione in più. E a volte c’è il timore o la poca voglia di impegnarsi per dare queste attenzioni, questi stimoli in più.
        Sui proclami dell’autorità non mi esprimo che potrei diventare scurrile.
        Scusate anche me per la lungaggine!

    • Giuseppe says:

      Nell’anno 300 Lattanzio scrisse: “noi dobbiamo vedere in altri uomini, noi stessi; non meritiamo d’esser liberati nel pericolo, se non portiamo noi stessi soccorso; non siamo meritevoli d’aiuto, se non lo diamo noi per primi.
      Bisogna conservare e tenere vivo questo principio di umanità, se noi vogliamo avere il diritto di esser chiamati uomini. E in che cosa consiste questo mantenere il senso di umanità, se non nell’amare il nostro simile, perché ogni uomo è perfettamente quello che siamo noi?
      Questa è la perfetta e assoluta giustizia, questa che regola e conserva l’umana società.”. Mi scuso per la lunghezza della risposta ma ci tenevo a farlo.

    • Sasso Luigi says:

      Giuseppe, davvero toccante la tua testimonianza. Io ho avuto un figlio a 47 anni, mia moglie ne aveva 43. Abbiamo esitato prima di accettare di fare il test. Abbiamo discusso e abbiamo deciso di farlo: se nostro figlio sarebbe stato trisomico, ci saremmo preparti per accoglierlo così… È nato sano. Ma l’avremmo amto in qualsiasi condizione.

  3. Sasso Luigi says:

    Mi fa pensare al nazismo.

    • Toni says:

      E pensi bene, in fondo fanno le stesse cose con più tecnologia e con mezzi di propaganda più raffinata. Hitler allora aveva mezzi più rudimentali. Non fanno i lager per i cristiani solo perché ci sono molti modi di distruggere civilmente. C’è anche un altro motivo ….. sono fondamentalmente delle carogne. Ma accettano che il lavoro sporco lo fanno gli altri. Infatti si girano dall’altra parte, se cristiani vengono massacrati in ogni angolo del mondo. Anzi, cavillano, dicono che non è vero. Alcuni vigliacchi di questa stazza li trovi a commentare su Tempi

      • L'elettricista says:

        Prima di leggere il giornale – Tempi in questo caso – fai la prova palloncino e se si colora vai a dormire che è meglio.
        Se c’è un giornale che difende i Cristiani in tutto il mondo è Tempi, non sicuramente Repubblica o il Corsera; anche se quest’ultimo, ultimamente sembra stia facendo il percorso di quella grande giornalista comunista che alla fine giunse ad affermare che noi occidentali non possiamo non dirci cristiani.

        • Toni says:

          Dici a me?

          Ps – Ne caso dici a me ti consiglio di fare la prova con un palloncino grande come una mongolfiera. Non bere birra, … neanche quella analcolica.

          Pss – se dici a me…. non hai capito un cxzzx !!!

  4. beppino says:

    Liberta’, uguaglianza, legalita’… In realta’ sono poche le cose che i Francesi possono insegnare, o pretendere di insegnare. Mi viene in mente la “legge del piu’ forte”, ma per questo non ci vuole un presunto “stato civile”, basta (e avanza) la legge della jungla.

    • michele says:

      Certi francesi. La Francia è terra di grandi santi, come lo stesso servo di Dio Lejeune.

  5. Angelo says:

    Può essere accolto bene (dai padroni del vapore) un video che rivaluta i bambini down mentre in questi giorni Google crea il programma per “costruire” umani in perfetta salute?

  6. annalisa sanguineti says:

    In Francia l unica diversita’ammessa e quella di gay lesbiche e transessuali

    • michele says:

      Per il governo, non per il popolo. Anche se la sensibilità verso i down è la più bassa in Europa. Lo spot è circolato anche in Italia. Da noi il trattamento verso la trisomia 21 è solo in parte migliore.

  7. ftax says:

    Non c’è da stupirsi.
    E’ solo un’altra azione della Gaystapo…

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