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Legge omofobia, Ostellino: «Così lo Stato regola le convinzioni morali, roba da giuristi nazisti e comunisti»

agosto 10, 2013 Redazione

La penna liberale del Corriere della Sera torna all’attacco: il ddl Scalfarotto-Leone «confonde Etica e Diritto creando le condizioni del reato d’opinione»

omofobia-gay-pridePiero Ostellino torna a criticare la proposta di legge sull’omofobia. Nel suo commento per l’edizione odierna del Corriere della Sera, la penna liberale del quotidiano milanese ribadisce le posizioni espresse nel suo primo articolo sull’argomento, apparso sabato scorso 3 agosto, e poiché quel pezzo ha «sollevato la critica dei soliti “laici, democratici, antifascisti” in servizio permanente ed effettivo», rincara la dose.

VENTICELLO DI REGIME. «Ho scritto che, per me, picchiare qualcuno è un reato. Punto e basta», ricorda Ostellino. «Per i promotori del progetto di legge contro l’omofobia, picchiare un omosessuale è, invece, un’aggravante perché rivela un’”intenzione omofobica”». È proprio questo «vizio» del pensiero – si legge nel commento – che rischia di avviare l’Italia «su una china pericolosa»: quella concezione totalitaria secondo la quale allo Stato spetterebbe il compito di «regolare le convinzioni morali» dei suoi cittadini. Ma «così ragionavano i giuristi nazisti e comunisti», avverte il giornalista.

REATO D’OPINIONE. «L’”intenzione omofobica” – spiega Ostellino – è un’opzione morale, che riguarda la soggettività delle coscienze». Invece «picchiare qualcuno è un reato che riguarda, oggettivamente, il Diritto». Ebbene, la legge Scalfarotto-Leone di fatto «confonde l’una con l’altro». Confonde «Etica e Diritto» creando «le condizioni del reato d’opinione». Cosa gravissima per uno Stato di diritto, nel quale al contrario «l’”avversione per l’omosessualità” – ciò che chiamiamo omofobia – non è un reato» (per quanto essa sia secondo il giornalista «un’opinione eticamente sbagliata e moralmente censurabile» e perfino «stupida»).

STATO TEOCRATICO. Prima o poi «salterebbe fuori qualche Procuratore della repubblica troppo zelante che si sentirebbe in dovere di “raddrizzare il legno storto dell’umanità” incriminando per omofobia chi dicesse che non si farebbe mai vedere in giro con un omosessuale», scrive Ostellino. Senza dimenticare che in base alla legge liberticida qualcuno potrebbe progettare l’«incriminazione dei credenti di religioni per i quali l’omosessualità è “un vizio”, è una pratica “contro natura”». E allora tanti saluti anche alla separazione fra Stato e Chiesa: «Saremmo nello Stato teocratico che assimila il peccato al reato».

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27 Commenti

  1. Franco scrive:

    Se passa questa legge, e speriamo di no, va inserita allora accanto a omofobia e transfobia anche l’incitazione all’odio contro la famiglia eterosessuale così come predicava Mario Mieli aggiungendo la voce eterofobia: Mieli infatti la accusava di manipolazione e “educastrazione”. Anche i gay allora devono poter essere denunciati se dicono che l’eterosessualitá é contronatura. Se proprio deve passare allora si inserisca accanto a omofobia, transfobia anche eterofobia.

  2. Alcofibras scrive:

    Per il diritto penale italiano vigente picchiare un prete (un ministro del culto cattolico secondo la terminologia del codice Rocco) è un reato aggravato.

    Qui vale il ragionamento di Ostellino?

  3. Macario scrive:

    Anche picchiare un poliziotto o il controllore di un autobus cittadino è un reato aggravato.
    E quindi?

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      Ma non te li ricordi tutti gli “intellettuali” – che sarebbe stato più esatto chiamare “agit-prop” – di sinistra, che, accusando falsamente il commissario Calabresi dell’”assassinio” di Pinelli, lo additarono alla “giustizia proletaria”? La quale, poco dopo, fu “eseguita” dalle Brigate Rosse: per vedere qualcuno condannato – e subito dopo graziato – per quel delitto, abbiamo dovuto aspettare la caduta del muro! Prima, i magistrati della “giustizia a senso unico” se ne erano rimasti buoni e zitti, anzi, più verosimilmente, “zitti e Mosca”…
      Contro chi credi che userebbero, gli eredi di quei giudici, la legge Scalfarotto?

      • Giava scrive:

        Innanzi tutto l’omicidio del dott. Calabresi è stato attribuito a Lotta Continua (e non alle Brigate Rosse) e confondere i due gruppi armati è indice dell’ignoranza in materia. Poi, i responsabili del vile assassinio del dott. Calabresi sono stati individuati: ma quelli di Pinelli?
        Infine, mentre conosciamo almeno il primo livello dei responasbili della strage di via Fani e del martirio di Moro, Lei sa qualcosa dei responasbili delle stragi di piazza Fontana, di Brescia, dell’Italicus, di Bologna fino a risalire a Portella della Ginestra? Mi pare che se la giustizia in Italia ha avuto un “senso unico”, come dice Lei, era a favore della destra eversiva, con la complicità del silenzio di tante “brave persone” giustificato dalla ragion di Stato.
        Guardi, caro scienziato, che la storia del dopoguerra (se giudicata con obiettività) insegna che mentre a sinistra vi sono gli anticorpi per isolare ed espellere le derive violente e antidemocratiche (vedi il comportamenti tenuto dal PCI durante gli anni di piombo o il caso Guido Rossa, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL, ucciso dalle Brigate Rosse per aver denunciato le infiltrazioni all’interno della fabbrica), non lo stesso si può dire a destra, che anzi con la violenza, verbale e fisica, ci sguazza, essendo connaturata al proprio DNA.

        • Giulio Dante Guerra scrive:

          Lotta Continua o Brigate rosse, tutti figli del “Sessantotto” erano. Che Calabresi non poteva essere considerato responsabile del suicidio di Pinelli, è stato abbondantemente accertato dalla magistratura dell’epoca, non ancora completamente infiltrata dalle sinistre, infiltrazione facilitata anche dal rifiuto diffuso, in quegli anni, fra gli studenti di legge di idee moderate a “rompersi le scatole” nell’impegno in magistratura (ma questo è un altro discorso). Quanto alla “destra eversiva”, semplicemente non è mai esistita. Del Noce con l’analisi dell’ideologia e De Felice con un’accurata ricerca storica hanno ben dimostrato che le radici del fascismo erano a sinistra, ma voi continuate a collocarlo, abusivamente, “a destra”. Avete mai provato a confrontare i giudizi politici degli eredi di Rauti e di Pisanò con quelli di RC e PdC? Depurati i primi dai richiami alla RSI, e i secondi da quelli alla Resistenza, si potrebbero scambiare…

          • Giava scrive:

            La “destra eversiva” non è mai esistita?! Vero! E le bombe per le stragi le portava Babbo Natale! E accomunare due movimenti completamente diversi solo perchè erano contemporanei è come se dicessi che anche il “Sessantotto” era figlio del Concilio Vaticano II. Giusto? Rispondere a tutte le inasettezze che Lei riesce a postare in così poche righe è un’ardua impresa (come quella di “vedere qualcuno condannato e subito dopo graziato”).
            Tuttavia concordo con il fatto che le radici del fascismo erano a sinistra (è un dato storico che Mussolini era socialista); ed oggi basta vedere le origini di Ferrara, Bondi, e Berlusconi stesso, per non parlare di Paolo Liguori (Leader di Lotta Continua), Giampiero Mughini (Lotta Continua), Tony Capuozzo (Lotta Continua); ed in questo Parlamento, spesso SEL e Fratelli d’Italia votano insieme. Diciamo così: quando uno di sinistra vuol fare soldi e carriera, passa a destra (è un’affermazione provocatoria).
            Ma, allora, se destra e sinistra han le stesse radici, come un cristiano non può trovarsi completamente a proprio agio a sx lo stesso dev’essere a dx! Come ho già detto, a mio avviso, per un cristiano occorre una terza via.
            Infine, ho apprezzato alcuni suoi articoli trovati sulla rete (in particolare quello sull’evoluzionismo): La invito, pertanto, ad analizzare la Storia italiana del dopoguerra con la stessa lucidità e obiettività che sa applicare in campo scientifico.
            Un saluto e buon Ferragosto

            • Giulio Dante Guerra scrive:

              Sarà bene che precisi che cosa intendo per “destra”. Più o meno, com pochi “adattamenti”, la definizione datane, nella seconda metà del XIX secolo, da Clemente Solaro della Margarita, fino al 1847 ministro degli esteri – e, di fatto, primo ministro, carica allora inesistente nel Regno di Sardegna e “inventata” più tardi da Cavour – di Carlo Alberto, e successivamente capo dell’opposizione cattolica nel Parlamento Subalpino: “Una sola è la Destra, e ad essa appartengono tutti coloro che la Religione, il Bene e la gloria dello Stato hanno in mira”. “Adattamenti”: con “Religione” il conte della Margarita intendeva, chiaramente, solo la nostra cattolica, mentre oggi qualunque fede religiosa vissuta intensamente e coerentemente è minacciata dalla “dittatura del relativismo” imperante; anche il “bene comune” andrebbe, forse, ridefinito in termini “oggettivi”, essendo ormai un “concetto” rifiutato dall’establishment; da mettere un po’ da parte, a mio modesto parere, è “la gloria dello Stato”: dopo i guai provocati dallo statalismo tardo-ottocentesco e novecentesco, occorre insistere, piuttosto, sul “principio di sussidiarietà”. Tutto quel che esce fuori da questa breve illustrazione, non posso considerarlo “destra”, neanche le “destre di riporto”, a cui mi sono trovato – dal 1968, quando ho votato per la prima volta – a dare, “per esclusione”, il voto, lo considero, esprimiamoci così, “non-destra”. Usando le categorie politiche di Plinio Correa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, tutto questo, dalla “Destra Storica” ottocentesca all’odierna “dittatura del relativismo”, appartiene al “mondo della Rivoluzione”. Forse avrei fatto meglio, nel mio intervento che riconosco un po’ troppo polemico, usare queste due categorie, al posto di quelle – ereditate dal 1789 e troppo usurate politicamente – di “destra” e “sinistra”. Ma è un fatto innegabile che queste due siano “entrate” nel linguaggio politico addirittura dalla Sacra Scrittura, e precisamente dalla profezia di Gesù sul Giudizio Universale (Mt 25, 31 ss.).

    • Alcofibras scrive:

      Quindi perché il prete si e il gay no?

  4. candido scrive:

    Tra quelle libertà che vi piace tanto salvaguardare, c’ è anche quella di dileggiare un ragazzino di 14 anni perché gay, fino a spingerlo al suicidio?

    • Aurelio scrive:

      Io la libertà che toglierei subito è quella di strumentalizzare le disgrazie per proprio tornaconto come fanno gli sciacalli come te.

  5. candido scrive:

    Quando l’ ignoranza della storia si aggiunge alla superficialità, si arriva a scrivere come lo “scienziato” Giulio Dante, il quale ignora che nel dopoguerra, le fazioni socialcomuniste, pur essendo armate ed eventualmente supportate dal’ URSS, scelsero la Democrazia e ne furono coerenti.
    Togliatti, Ministro della Giustizia, amnistiò i Fascisti e quando subì un attentato, per prima cosa invitò il suo Popolo alla calma.
    Certe avventure (Gladio, Borghese, colpi di stato tentati, giovanotti di destra presi con i detonatori sui treni, stragi mai chiarite), vedono sempre protagonista l’ altra parte.
    Quella parte che ha espresso negli ultimi ventanni Berlusconi e Bossi, personaggi che in nessun altro Paese civile avrebbero mai potuto affermarsi.
    Grazie anche a voi.
    PS Per gli smemorati, Berlusconi è quel signore che, dopo aver sfangato 6/7 processi, nel primo che non è riuscito a bloccare, è stato condannato in 3 gradi di giudizio.
    Bossi è quel signore che, campato alla grande per 30anni al grido di “Roma ladrona”, si è poi scoperto che i ladroni erano nel suo cortile.

    • Paolo2 scrive:

      Quando all’arroganza delle asserzioni dal tono indiscutibile si aggiunge la saccenteria da salotto di sinistra si ottengono i giradischi come Candido.
      Sulle retoricamente false considerazioni su dopoguerra, livello di “democrazia” delle fazioni socialcomuniste armate ecc. ecc. ti rimando a uno come Gianpaolo Pansa; le fonti da voi sempre ostracizzate nel mondo della cultura potrebbero essere anche molte altre ma lui è l’esempio migliore di come i giudizi cambino a 360° a seconda delle convenienze (uno dei più grandi giornalisti italiani quando scriveva su Repubblica, un povero vecchio rincoglionito ora). Abbiamo da ringraziare solo gli Stati Uniti e la loro successiva presenza sul nostro territorio al momento della liberazione se a Yalta l’Italia è stata salvata dal giogo sovietico.
      Per quanto riguarda il livello di diabolico cinismo del buon Togliatti abbiamo imparato abbastanza da Massimo Caprara, altro personaggio ai più sconosciuto; segratario per anni del buon Palmiro da quando, dopo la sua conversione, ha cominciato a svelarne nel profondo la vera maschera è stato trattato come un traditore dai suoi ex compagnucci, dileggiato e fatto passare alla pubblica opinione come un calunniatore profanatore di divinità. Del resto basterebbe citare vicende quali le simpatica lettera a Vincenzo Bianco membro del Comintern in cui il nostro parlava dell’ utilita’ del massacro dei nostri soldati ai fini della propaganda antifascista in Italia o del comportamento durante la rivolta di Ungheria.
      In quanto a superficilità poi lasciamo perdere gli accenni a vicende come Gladio, Borghese, anticorpi, violenza connaturata ecc. ecc.; il modo in cui ne parli è proprio classico di quella boriosa mentalità manichea che divide la realtà con il coltello dell’ideologia identificando i buoni solo da una parte e i cattivi tutti dall’altra dimenticando o giustificando qualsiasi nefandezza non faccia al proprio comodo.
      E dimenticando soprattutto che con buona pace di entrambe le parti e in particolare vostra il mondo (e l’Italia in particolare) non si divide solo tra comunisti e fascisti entrambe ideologie per me ripugnanti. Se non fosse che contro l’autentico fascismo l’Italia si è davvero (e per fortuna) dotata di una corretta memoria storica e dei conseguenti anticorpi. Mentre contro il vostro comunismo (più o meno camuffato da nuove ideologie finte-pacifiste-a-senso-unico, ancora capace di riempire le piazze di bandiere con falce e martello simbolo in un’infinità di paesi nel mondo di teorie e pratiche di morte che per numero di persone ammazzate fa impallidire quello che è stato il nazismo) la costruzione di una reale memoria storica è da sempre ostaggio della vostra capacità pervasiva in tutti i più grandi gangli di produzione culturale di minimizzare, nascondere e molto spesso mentire.

      • remo scrive:

        Il punto non è il comunismo, il socialismo, o il fascismo e via discorrendo. Il punto sono gli uomini. Ogni idea, che poi diventa ideologia, solitamente nasce per porre rimedio ad una situazione di disagio, per gettare delle fondamenta per un mondo migliore. Purtroppo poi le idee vengono applicate dalle persone, e la storia ci ha insegnato che l’uomo quando ha il potere torna sfoggia tutto il repertorio malevolo che ha dentro di se. E’ stato così per il comunismo, per il socialismo diventato fascismo, e vale anche per la democrazia diventata ormai simulacro di se stessa. L’uomo è il problema, non il comunismo ne il fascismo.

        • Paolo2 scrive:

          Perfettamente d’accordo Remo. Allora, forse, il punto è proprio avere l’umiltà di riconoscere che seppure l’uomo ha dentro di sè questo grandissimo desiderio di bene per se e per gli altri da solo non è capace di ottenerlo e quando pensa di poterlo fare scopre l’orrore che alberga in lui. E’ il dramma dell’innominato che al suo apice domanda “Dio se ci sei rivelati a me”. Da li tutto può cominciare di nuovo.

  6. Giovanni scrive:

    Questi sono pubblici ufficiali un prete no.

    • Alcofibras scrive:

      Infatti, ciononostante i reati che abbiano come vittima un prete sono aggravati. Di nuovo: perché il prete si è l’omosessuale no?

  7. candido scrive:

    Ebbravo Paolo2 che non riesce a rinunciare all’ antico vezzo di apostrofare come Komunisti (mi raccomando la K) tutti i non allineati col sup pensiero.
    Ti pareva che non citava Sansa.
    In ogni famiglia del centro/nord Italia i vecchi, se ci fossero ancora, potrebbero raccontare di quando, in una Italia stremata da ventanni di dittatura e guerra, in ogni paesino o frazione, a guerra conclusa, ci fu qualcuno che pensò di vendicarsi delle angherie subite, sia di quando per ventanni chi non si allineava perdeva il lavoro o altro, sia durante i primi anni ’40 allegri giovanotti Italiani e Tedeschi in divisa, scorazzavano mitragliando qui e la.
    .
    Il “sinistrorso” Pansa elenca le rappresaglie, e sorvola sul perché ci furono le rappresaglie.
    Altri parlano, giustamente, delle foibe Titine, ma dimenticano di raccontarci dei massacri dei cattolicissimi Ustascia.

    Caro Paolo2, titare in ballo il dopoguerra in Italia o altrove (parlo da un punto di vista storico) non so se convenga di meno a destra o sinistra.

    Ma forse anche parlare degli ultimi 20anni non so proprio se ti convenga.

    • Paolo2 scrive:

      La tua mancanza di vere argomentazioni a confutazione di quanto io ho detto rende la mia risposta alle tue osservazioni su Pansa e la tue non rispsote su tutto il resto molto semplice e priva di fatica alcuna.

      Come volevasi dimostrare!!!!

      • candido scrive:

        Non so cos’altro si potrebbe dire se non che, c’è chi legge la storia con occhi strabici, vedendo solo da una parte.
        Ti ho fatto esempi che le reazioni dei “rossi” sono state spesso (non sempre) relative a soprusi precedentemente subiti e che Pansa colleziona nei suoi libri gli errori e le malefatte di una parte, avendo molta più indulgenza per chi le ha provocate.

        Ho perfino citato le foibe che sono state una delle due infamie successive alla guerra.
        L’ altra, lo sterminio dei non Cristiani ad opera dei nazicattolici croati, di solito viene dimenticata.

        Figurarsi perciò, se commenti i ventanni che ci hanno regalato gli “statisti” Silvio e Umberto.

        • Paolo2 scrive:

          Bravo, vedo che insisti sempre di più nel dimostrare il modo efficace in cui ti ho descritto.
          Capisco che andiamo sempre più fuori dall’argomento dell’articolo e me ne scuso con gli altri interlocutori e con la redazione, ma l’amico desidera un’illustazione più dettagliata della tracotanza pur evidente del suo sproloquiare fuori luogo.
          Vi assicuro che è l’ultima, di più non val certo la pena.
          Caro Candido sei talmente traboccante di faziosità e arrogante saccenteria che citare uno come Pansa che ben sa documentare le cose che dice ti fa puntualmente scattare il proverbiale travaso di bile; il travaso di chi, costretto a fare i conti con un disco finalmente diverso da quello rotto che gli è stato propinato per 50 anni (altro che strabismo), non sai far altro che storpiare nomi per sentirti forte e ripetere pappagallescamente e con stonata retorica i bei ritornelli imparati alle elementari, oltre i quali non hai mai avuto voglia di andare. Dalle scempiaggini che scrivi si capisce che dei libri di Pansa non hai letto neppure una riga mentre si potrebbe facilmente desumere che tu sia quantomeno simpatizzante di coloro che, sapendo di essere sempre e comunque dalla parte del giusto, più volte hanno “democraticamente” tentato di impedirgli di presentare i suoi lavori. Se li avessi letti sapresti perfettamente che Pansa non ha indulgenza per nessuna delle parti in causa (neppure agli americani sconta colpe quando necessario) e parteggia soltanto per coloro che vi stavano in mezzo e che indifesi subivano le angherie degli uni e degli altri. Ciò che di nuovo egli ha fatto è stato semplicemente abbattere il muro di omertà su quegli orrori che un tabù imposto per troppo tempo aveva impedito di conoscere permettendo di scoprire altri scomodi aspetti di quella verità che lui stesso aveva più volte magistralmente raccontato da un unico punto di vista. Scoprire per esempio che quando tu dici che “le reazioni dei “rossi” sono state spesso (non sempre) relative a soprusi precedentemente subiti”, fra quel convinto “spesso” e quell’indulgente “non sempre” stanno UN’INFINITA’ di violenze gratuite sempre tenute ben nascoste anche su chi aveva colpe molto marginali (se poi si potevano chiamare colpe) o addirittura il solo torto di rappresentare una minaccia al sorgere del bel sol dell’avvenire (vedi le numerosissime e documentate vicende di preti, partigiani non comunisti, liberali antifascisti assassinati o fatti sparire anche diverso tempo dopo la liberazione senza che ancor oggi autori o parte dei testimoni dei fatti vogliano parlarne pur ben sapendo come andarono le cose).
          Il “vezzo” di apostrofare Komunista gente come te (hai ragione avevo dimenticato la K, unica lettera che per voi è in grado di evocare orrore e mancanza di libertà) mi viene semplicemente quando leggo sciocchezze come “…le fazioni socialcomuniste, pur essendo armate ed eventualmente supportate dal’ URSS, scelsero la Democrazia e ne furono coerenti….”; oppure quando assisto a maldestre citazioni di Togliatti quale illuminato e coraggioso salvatore della patria (e sul quale, a proposito, da buon saputello preso in fallo non hai saputo replicare nulla; ma forse non sai che era il segretario del partito Komunista in anni in cui lo era decisamente con la K).
          “Bontà tua” poi che riconosci “perfino” l’orrore delle foibe (ce ne è voluto di tempo xchè tale orrore seppur a denti stretti fosse riconosciuto); mentre sulla vicenda degli ustascia e delle loro orribili persecuzioni nei confronti degli oppositori non ho alcun problema a definirle come tali anche se, seguendo la tua logica, il groviglio di vicende storiche sulle quali in questo caso sorvoli allegramente potrebbe giustificare violenze inenarrabili come reazioni a “soprusi” precedenti perpetratisi per generazioni. Ma per me qualsiasi raccapricciante pratica che si serva di tali giustificazioni per portare avanti la propria ideologia (che sia una destra nazionalista o una sinistra komunista) hanno lo stesso miserevole valore.
          Per quanto riguarda le tue ultime considerazioni poi, la formidabile disinvoltura con la quale associ acrobaticamente tutto il male così ben identificato nelle sole figure di Berlusconi e Bossi per quanto riguarda gli ultimi 20 anni (figure per le quali personalmente non provo, per dirla eufemisticamente, alcuna simpatia) è perfettamente coerente con la tua faziosità e si commenta da sola.

  8. Gianluca S. scrive:

    Vedo che il dibattito, in molti interventi, ritorna alla questione della destra/ sinistra, anni ’70, cappa ideologica, ecc. Perché non leggersi, o rileggersi, il chiarissimo testo di Michele Brambilla, L’ eskimo in redazione? Giusto per farsi un’idea degli anticorpi degli intellettuali in quegli anni..
    Parliamo, invece, dell’intervento di Ostellino. E’ una delle poche voci fuori dal coro. Concordo pienamente sul fatto che la legge sull’omofobia sia liberticida, colpendo le opinioni. Io voglio essere libero di difendere, in privato, in pubblico, nell’insegnamento e ovunque, la famiglia secondo la Costituzione. Così come di trasmettere ai miei figli la bellezza dell’amore tra uomo e donna, aperto alla vita. E se mi va, voglio essere libero di dare un giudizio morale, non sulle persone, ma sugli atti. Libero di citare S. Paolo e la Lettera ai Romani. Libero di associarmi con altri per sostenere tutto questo. Libero di comprare gli ovetti Kinder rosa o azzurri, così come di indossare la felpa della Manif pour Tous…
    Ora, tutte queste mie libertà verrebbero colpite dalla legge in oggetto. Prova ne e’ il fatto che tra gli
    emendamenti proposti, uno riguardi l’esclusione del reato di opinione dalle fattispecie colpite. Insomma, una specie di libertà vigilata, sottoposta alle ire, che so, di Scalfarotto o di Franco Grillini, o alle interpretazioni di qualche magistrato. No grazie.

    • candido scrive:

      Vedo che la tua sete di martirio ti spinge a temere (o desiderare?) le persecuzioni di delinquenti incalliti alla Scalfarotto o Grillini a caccia di chi porta magliette etero od ovetti Kinder rosa o azzurri.
      In effetti, basta guardarli in faccia, fanno una paura!!!
      Magari, nel frattempo, proviamo a considerare che tra le libertà che fanno difetto, c’ è anche quella di un essere umano di essere rispettato per quello che è, non per quello che qualcuno, anche fosse la maggioranza, vorrebbe che diventasse.

      • H.Hesse scrive:

        Non son le vostre facce che temiamo, ma è la vostra stupidità.

      • beppe scrive:

        la faccia di Grillini , uno che sul suo ruolo ci campa benissimo da anni altro che BOSSI!, E QUELLA DI SCALFAROTTO SONO PARADIGMATICHE. VIVA VIVA LA GRANDE ROCCELLA e lasciatemelo di forse per l’ultima volta VIVA LA FICA.

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