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«Leader religiosi musulmani continuano a entrare nella cella di Meriam per convincerla a convertirsi all’islam»

giugno 4, 2014 Redazione

È quanto ha rivelato alla Cnn il marito della cristiana condannata a morte per apostasia, Daniel Wani: «Anche settimana scorsa lei ha risposto loro: “Sono proprio convinta e non cambierò idea”»

sudan-meriam-islam-waniPrima di essere condannata a morte tramite impiccagione per apostasia, a Meriam Ibrahim è stata data la possibilità di abiurare la sua fede cristiana: «Convertiti all’islam e lasceremo cadere le accuse, facendo finta che non sia successo niente», le hanno detto i giudici. Lei ha rifiutato («Sono cristiana, non ho mai commesso apostasia e resterò cristiana») e per questo si trova ancora in carcere in attesa del processo di appello.

VOGLIONO ANCORA CONVERTIRLA. Nonostante il suo rifiuto, come affermato alla Cnn dal marito Daniel Wani, i giudici non si sono dati per vinti, non si sono accontentati di averla condannata a morte perché cristiana e continuano ancora nel loro tentativo di convertirla all’islam.
«I leader religiosi islamici continuano a farle pressione perché ritorni all’islam», ha detto Wani in un’intervista televisiva. «Io conosco mia moglie, lei è molto credente, anche più di me. Ma anche settimana scorsa hanno fatto entrare nella sua cella diversi sheikh [per convincerla] ma lei ha risposto loro: “Sono proprio convinta e non cambierò idea”».

meriam-maritof_300«TEMO PER LE NOSTRE VITE». È questa insistenza che ha spinto Daniel Wani a chiedere asilo politico negli Stati Uniti per la moglie e i due figli Martin e Maya, appena nata, visto che lui gode già della doppia cittadinanza. «Io ho paura che quando sarà rilasciata non otterrà l’asilo politico», ha dichiarato ancora. «Ho paura per le nostre vite se saremo costretti a restare in Sudan anche un solo giorno dopo il suo rilascio».
Lo Stato americano del New Hampshire sta lavorando al rilascio dei documenti necessari ma Wani spera che il processo venga velocizzato: «Io apprezzo tutti gli sforzi che si stanno facendo ma voglio sottolineare che c’è la necessità che i documenti arrivino il più presto possibile».

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30 Commenti

  1. filomena scrive:

    Questi giochetti ricattatori del tipo ti salvo la vita se cambi religione si trasformeranno in un boomerang agli occhi della comunità internazionale che si sta giá mobilizzando per difendere il principio di libertà.
    Forse da parte di chi subisce queste vessazioni però sarebbe stato più semplice dire OK mi concerto cosi mi liberate e poi appena possibile me ne vado a vivere in America dove posso scegliere la religione che voglio.

    • vivian scrive:

      non capisci proprio eh… convertirsi per noi sarebbe come tradire Cristo dunque inaccettabile, mai lo farebbe un vero cristiano nell’anima mai solo un falso cristiano lo farebbe

      • filomena scrive:

        OK però se per voi, come sostenete sempre, la vita è sacra, lo è anche se questo significa rinunciare alla religione. E poi scusa nel caso specifico bastava dichiarare di convertirsi, nessuno è in grado di controllare il pensiero per cui si trattava solo di una cosa esteriore. Specialmente se poi una volta lontani in un altro paese non ci fossero stati più problemi.

        • michele scrive:

          Sbagliato. Questo è l unico caso in cui la religione prevale sulla vita. Perché per noi vivere è Cristo e morird per lui un guadagno, come dice S. Paolo.

          • filomena scrive:

            Non so che dire….sei disarmante. E poi scusa non mi risulta che qualcuno di voi abbia mai sostenuto che per la religione ci sia una deroga al principio che la vita é indisponibile

            • Orazio Pecci scrive:

              Disarmante è lei, cara signora. Lasciamo da parte la fede, che per lei non è evidetemente un valore, Parliamo di cose laiche. Pensi per esempio a tutti quegli italiani che si sono fatti anni di campo di prigionia in Germania per non tradire un giuramento fatto. Lei al posto loro avrebbe aderito alla RSI e poi alla prima occasione marameo, vero?

              • filomena scrive:

                Mi dispiace le situazioni non sono tutte uguali. Quando sono coinvolte altre persone che dipendono dal mio comportamento il discorso cambia. E’ troppo facile fare di un erba un fascio. In questo caso nessuno sarebbe stato penalizzato, ci avrebbe guadagnato solo la donna in questione. E poi ho sottolineato appunto la contraddizione del fatto che se per voi la vita é indisponibile, lo é sempre senza deroghe per Gesú

                • domenico b. scrive:

                  Filomena, perchè ti dà fastidio la scelta fatta da questa donna? Non mi sembra che ti abbia chiesto di fare altrettanto.
                  Tu continua pure a ingrassarti nella tua ricerca della felicità.

                • Maria scrive:

                  Per un cristiano non si può far finta di rinnegare Gesù per aver salva la vita!Gesù , sulla croce , condannato da innocente, non è sfuggito alla morte, è morto ma è anche risorto e questo per noi è tutto. Pietro ha rinnegato Cristo per paura , ma poi è morto per Lui. Detto questo, bisogna fare di tutto per liberare Meriam ed i suoi bambini!!!

                • Orazio Pecci scrive:

                  Gentile Signora, qua non si fa di tutt’erba un fascio, ci si chiede se la parola data sia vincolante o no (pacta sunt serranda, dicevano gli antichi). Lei sta suggerendo che la signora Ibrahim dovrebbe far finta di convertirsi all’Islam per convenienza e poi rimangiarsi la parola alla prima occasione. Quindi per lei concetti come “parola data” “onore”, “impegno” sono evanescenti e l’unica cosa solida è il suo “particolare”. Il resto si contratta. Ma per l’appunto ci sono ancora in giro fossili preistorici per i quali la parola data è una cosa seria e certe cose non sono negoziabili. Due di questi fossili al momento alloggiano nell’ambasciata italiana in India. Un’altra sta in prigione in Pakistan, la Signora Ibrahim è dello stesso stampo.

                  • filomena scrive:

                    Il mio ragionamento non mette in discussione la parola data tra le persone infatti ho precisato che il mio giudizio si riferisce a questo caso particolare dove la parola data non coinvolge nessuna persona ma solo una fede religiosa che se messa da parte non avrebbe causato nessun danno a nessuna persona. Contrariamente a quello che pensa lei io ho un grande rispetto per gli impegni che assumo nei confronti delle persone, meno quando si tratta di perdere la vita per una idea astratta come la fede religiosa. E’ la mia opinione rospettabilissima esattamente come la sua. Dopodiché se una persona preferisce morire piuttosto che rinunciare anche solo apparentemente alla fede, è ovviamente libera di farlo, ci mancherenbe, se permette però io non condivido questa scelta.

        • EquesFidus scrive:

          No, non è vero: il Cristo è Signore della vita e della morte. Il Signore dà, il Signore prende. La prima cosa che conta è il Cristo: se si rifiuta Lui per cosa si vive? Anche se si trattasse di una “falsa” abiura effettuata per codardia, a cosa servirebbe? I martiri morivano per evitare di bruciare qualche grano d’incenso all’imperatore, ricordatelo, e questo perché dovevano testimoniare il Nazareno con la propria vita e con la propria morte. I cristiani non possono abiurare per alcun motivo, altrimenti non sarebbero più cristiani: se costoro desiderano distruggere il cristianesimo, dovranno prendere le nostre vite una ad una, e non avranno certamente la soddisfazione di una pubblica abiura.

          • michele scrive:

            Temo che Filomena non capirà mai. Solo chi vive secondo lo Spirito può comprendere fino in fondo. Preghiamo chd a Pentecoste anchd Filomena sia illuminata.

          • filomena scrive:

            Ma scusi le ho dato atto che ognuno è libero di morire per quello in cui crede, Cristo compreso. Cosa vuole dimostrare che la mia opinione ha meno valore della sua? In questo caso mi dispiace ma è lei a non essere rispettoso degli altri e delle visioni diverse da quella cristiana.
            Non condivido le sue motivazioni ma al di la di esprimere la mia opinione per quanto mi riguarda i cristiani possono anteporre alla propria vita quello che vogliono e mi schierò a favore della loro libertà di scelta a patto che questo non sia ritenuto un comportamento da considerare moralmente superiore ad altri.

            • EquesFidus scrive:

              No, voglio dimostrare che questa donna è un esempio ed è molto coraggiosa, dato che sarebbe stata senz’altro più facile una pubblica abiura, non una idiota che avrebbe dovuto convertirsi (anche solo falsamente) per salvarsi la pelle e invece non l’ha fatto. Anche perché ricordati che la Chiesa è fondata sul martirio (=testimonianza), non sulla pavidità.
              Certo che ritengo che la sua visione abbia meno valore di quella cristiana, altrimenti non sarei cristiano. Come suppongo che lei ritenga la visione cristiana meno importante della sua altrimenti non sarebbe laicista, del resto. Se lei si schiera o meno a favore della “libertà di scelta” (come se uccidere un bambino in grembo e morire coraggiosamente piuttosto che abiurare fossero due cose sullo stesso piano) non ha alcuna importanza per quanto mi riguarda.

              • Shiva101 scrive:

                Ciò che dite è molto grave: inneggiate al maritrio ve ne rendete conto??

                Vi fareste uccidere in nome di una divinità, di un personaggio puramente mitologico!

                E’ una forma di estremismo molto pericolosa.

                — “La prima cosa che conta è il Cristo: se si rifiuta Lui per cosa si vive?”

                Per una famiglia, per creare la pace, la giustizia, per migliorare il mondo, per esprimere se stessi e MILLE altri motivi, e non c’e’ alcun bisogno di riferisi a Cristo (o chi per lui).

                Se volete proprio fare i martiri andate a combattere la mafia come fecero Falcone e Borsellino i quali non sono certo figure mitologiche.

                Questi due giudici insieme a tanti altri Santi Laici non sono morti in nome di Cristo!

                • EquesFidus scrive:

                  Certo che me ne rendo conto, la Chiesa è fondata sul martirio, termine che significa “testimonianza”: se non fosse stato per la testimonianza oggi non saremmo qui. Che poi si possa arrivare a farsi uccidere (e non ad uccidere) per rendere questa testimonianza è un altro discorso, ma è sempre coerente col fatto che per il Cristo (che sarà per te un personaggio mitologico, per quanto mi riguarda non lo è affatto ma è una Persona viva e reale) e secondo l’imitazione del Cristo (che arrivò a farsi flagellare, crocifiggere e morire per i peccati del mondo) il cristiano deve essere pronto a morire. L’amore senza sacrifici non vale niente, e quale sacrificio più grande del perdere la propria vita per non rinnegare questo? Capisco che per i laicisti ed i materialisti sia una vera e propria bestemmia morire in nome di Dio, magari perdonando i propri assalitori, ma detto onestamente non ce ne può importare importare di meno. D’altronde, da sempre noi cattolici siamo segno di contraddizione proprio perché predichiamo il Cristo crocifisso, scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani (e gli atei, e gli anticristiani in generale aggiungo io).
                  Sì, il cristiano vive per il Cristo, con il Cristo e nel Cristo: non c’è niente che conti più di Lui, poiché da Lui procede ogni bene ed ogni amore. Vivere senza il Cristo per un cristiano non ha alcun senso, poiché senza di Lui noi non possiamo fare nulla, ma soltanto arrabattarci in una incoerenza permanente, un’ignavia insensata e sacrilega. Se poi persone malvagie vogliono la nostra abiura noi, semplicemente, non possiamo darla perché sarebbe (per convinzione o meno) un atto di tradimento al nostro Signore; peggio ancora, sarebbe non rendere testimonianza al Cristo.
                  Nessuno vuole “fare” il martire, perché tutti dobbiamo “essere” martiri, testimoni, se c’è bisogno anche con la nostra vita. Non credo che nessun cattolico abbia voglia di morire, tuttavia non possiamo rinnegare il Cristo per innalzare Satana.
                  Infine, trovo di un’assurdità sconcertante l’ultima frase: non esistono santi laici (inclusi Falcone e Borsellino, i quali al più possono essere chiamati eroi), poiché la santità procede dall’adesione al Cristo ed alla Sua Sposa. Per lo stesso principio, non possono esistere martiri che non siano martiri del Cristo.

                  • Shiva101 scrive:

                    Non esistono testimonianze.. anche perche se il martirio fosse una testimonianza valida allora chi piu dell’Islam sarebbe portatore di verita?

                    C’e’ molta gente che è morta in nome del nazismo o per la Repubblica Sociale Italiana… pertanto le tue “testimonianze” non valgono un fico secco.

                    In finale: morire per una causa non la rende automaticamente nè vera nè giusta.

                    Tutto il mito costruito intorno a Cristo è fasullo, o meglio, artificiale, come ogni mito.

                    Essere una persona del 21 secolo significa sopratutto aver capito che la morale, o meglio, la rettitudine, non dipende da una mitlogia.
                    Il giusto comportamento lo insegna l’esperienza e la ragione.

                    E, come fecero tanti eroi, ci si sacrifica quando necesario per il bene comune SENZA chiedere nulla in cambio (paradiso, vita eterna ecc..).

                    La giustizia deve essere perseguita indipendemente dalle divinità.

                    • EquesFidus scrive:

                      Confrontare il “martirio” islamico, cioè l’uccisione di altri esseri umani per un presunto premio da parte di Allah, con il martirio cristiano, cioè perire pur di non rinnegare la propria fede o per salvare il prossimo nel nome del Cristo, è sinceramente vergognoso. Come è ancora più vergognoso è tentare di paragonare il martirio alla Repubblica di Salò o al nazismo, ma se c’è una cosa che ho imparato negli anni è che i troll non hanno pudore, specie se lasciati liberi di scatenarsi.
                      Ti pongo questa domanda, anticristo: se il Cristo è un mito costruito a tavolino, perché sei qui? E non mi dare la risposta vergognosa ed ipocrita che hai esposto un altro articolo, cioè di “voler ottemperare la vostra propensione al dialogo” (cioè, nel tuo linguaggio, noi cristiani fessi dobbiamo subire e fare mea culpa a prescindere rispetto alle tue offese da anticristo furbo, che sfrutta la tolleranza oltre ogni misura di questo sito), io voglio sapere il perché reale. Anche se già me lo immagino. Il punto è che, se tu fossi convinto che il Cristo è solo un mito, non staresti qui; io sono convinto che Allah e Shiva e Apollo e tutti gli altri all’infuori del Cristo siano miti, quindi di certo non passo il mio tempo a discutere di essi o a leggere sui siti dei loro adepti.
                      Certo che esistono testimonianze del Cristo, di prima mano e molteplici, confermate proprio dal martirio: se fossero state menzogne, perché mai gli apostoli e Saulo avrebbero dato la vita per essi? Questo senza contare il valore storico dei Vangeli stessi (di cui almeno due, Matteo e Luca, insistono tantissimo sul valore della testimonianza) e le varie testimonianze extrabibliche, da autori perfettamente pagani se non anticristiani (vedasi Tacito, Nerone, Mara Bar Serapion, Flavio Giuseppe, Petronio, Plinio il Giovane). Questi sono i fatti: sul Cristo abbiamo più fonti del I-inizio II secolo d.C. (inclusi gli Atti degli Apostoli e le varie Lettere), queste concordano coi Sinottici o non si scontrano con essi (a differenza dei Vangeli gnostici, per esempio) e, per dirla tutta, abbiamo più informazioni di prima o di seconda mano sul Cristo che su Alessandro Magno.
                      Il giusto comportamento, caro mio, lo insegna il Sommo Bene, non lo determina certo il fallace ed imperfetto essere umano, il quale proprio nella sua imperfezione non può concepire il bene se non tramite Dio, e nello specifico il Dio cristiano. La storia lo dimostra.

                    • Shiva101 scrive:

                      Confrontare il “martirio” islamico, […], con il martirio cristiano […] Come è ancora più vergognoso è tentare di paragonare il martirio alla Repubblica di Salò o al nazismo,

                      Sono dei contro-esempi per farti capire che di per se, morire per una causa, non la rende automaticamente vera.

                      — “Certo che esistono testimonianze del Cristo”

                      Un racconto o una tradizione NON sono una prova.

                      Flavio Giuseppe o Tacito ci parlano di seguaci e di un suo leader, tutto qui.
                      Tacito parla del cristianesimo come una “pericolosa superstizione” (oltre che “primitiva e immorale”) piu che di un personaggio reale .

                      E di certo non dimostrano la Resurerzione!!

                      Un conto è dire che è esisitito un uomo, profeta o leader religioso morto in un certo modo piuttosto che in un altro, un conto è dire che era il creatore dell’Universo.

                      E ti ricordo che ad oggi non esiste nessuna PROVA archeologica diretta su Cristo.

                      Cio che ha detto o fatto è stato stabilito a tavolino.

                      I racconti agiografici di chi appartiene alla stessa parte o fazione a cui appartiene il soggetto del racconto si chiamano in genere propaganda, mi spiace ma di per se
                      non hanno alcun valore storico.
                      Non è cosi che si stabilisce la Verità, e questo puo dirtelo chiunque.

                      Se fosse come dici tu sarebbe vera qualunque storia, qualnque religione, sarebbe vero tutto e il suo contrario.

                      — “Ti pongo questa domanda, anticristo: se il Cristo è un mito costruito a tavolino, perché sei qui? ”

                      Sono qui per fare chiarezza, come ho appena fatto.
                      Chiarezza tra le tante menzogne che dite e le tante confusioni che fate e perche tutto questo daneggia la nostra società.

                      Ti consiglio di uscire un po dalla parrocchia che frequenti
                      e parlare con gente diversa, di confrontarti ma sopratutto di aprire un po la mente ed essere in grado di accettare verita scomode.

                    • EquesFidus scrive:

                      Anzitutto, il fatto che morire per una causa non la renda automaticamente vera è, suppongo, un’ovvietà. Meno ovvio è morire per quello che tu reputi un mito costruito a tavolino da parte degli apostoli del Cristo, i quali patirono pressoché tutti questa fine e si guardarono bene dall’abiurare. Quella degli apostoli, cioè delle persone che sono morte pur di non rinnegare quella che sapevano essere la Verità, credo sia la testimonianza più bella e più assoluta, che né tu né nessun altro può smentire.
                      Sul fatto che non ci siano prove archeologiche dirette (ovverosia fatte direttamente dal Cristo o da chi poteva permetterselo) sono relativamente d’accordo (bisognerebbe vedere il cosiddetto “quadrato magico” trovato a Pompei, certamente precedente al 70 d.C.), tuttavia diversi personaggi descritti nel Nuovo Testamento hanno lasciato tracce dietro di sé (vedasi la tomba di Pilato, personaggio inizialmente descritto solo nei Vangeli).
                      La verità è che tu non sei qui per fare chiarezza di niente, solo per trollare e trascinare la gente nel tuo mondo ignorante. Vai a fare questi giochi da altre parti, e magari entra qualche volta in una parrocchia, ché io ci sono stato abbastanza tempo al di fuori.

              • filomena scrive:

                E’ chiaro che né io né lei riusciremo a portare l’altro sulle proprie posizioni che evidentemente sono inconciliabili. Qui però si discuteva delle regole nel rispettare le visioni contrapposte che dovrebbero essere poste al di sopra delle singole parti se vogliamo vivere in una democrazia dove naturalmente il pensiero può e anzi è auspicabile sia, anche molto diverso. E’ proprio dal confronto di queste visioni della vita contrapposte che la società si evolve e cresce ma il presupposto è riconoscere la dignità di pensiero all’altro. Se uno pensa che la propria idea deve essere universale per tutti e quindi imposta come giusta in assoluto rischiamo di trovarci in una dittatura o in una teocrazia.
                Poi se lei ritiene di svalutare le idee altrui tanto da non prenderle neppure in considerazione, ok allora ignori i miei commenti, me ne farò una ragione.

                • EquesFidus scrive:

                  Che bisogni portare rispetto per le altre persone, foss’anche solo per buona educazione, mi sembra evidente. Che non si possano criticare idee erronee per un malposto senso di rispetto, credo sia altamente opinabile.
                  Personalmente, ho sempre detto cosa ne penso della democrazia liberale più e più volte e non ho voglia di ripetermi; tuttavia, il fatto che sia fermamente critico verso questa forma di governo non significa che auspichi teocrazie o dittature.

          • L'eretico scrive:

            Il Signore da e il Signore prende: ma quale signore, quello del piano di sopra?

  2. Efrem scrive:

    Caro Shiva101, Falcone e Borsellino sono persone degne di stima così come è ammirevole impegnarsi a combattere per una buona causa come dici tu (giustizia, pace nel mondo ecc). Ed infatti essere cristiano non lo impedisce anzi lo incoraggia…
    Ma sai alla fine per quanto buona sia la causa per cui si lotta noi ci invecchiamo , ci ammaliamo e , sicuro, alla fine moriamo …. e poi? Cosa ce ne facciamo di tutte quelle battaglie vinte o perse che siano…?
    Noi siamo cristiani perchè crediamo nell’unica pereona in tutta la storia umana che ha affrontato e vinto la madre di tutte le battaglie dell’uomo:quella contro la morte. Ed ha vinto! È infatti tornato dai morti e vivo in carne ed ossa si è mostrato ai suoi discepoli ed ora,vivo alla destra del Padre intercede per noi che crediamo in Lui e ci ha aperto il cammino per la Vita eterna per questo non abbiamo più paura della morte e possiamo dare la nostra vita per amore a Lui, al mondo e anche ai nostri nemici, infatti quanto più noi moriamo tanto più il mondo riceve la vita….
    ….questo noi cristiani facciamo da 2000 anni

    • Shiva101 scrive:

      “Cosa ce ne facciamo di tutte quelle battaglie vinte o perse che siano…?”

      Vuoi una ricompensa?.. pretendi di esistere in eterno per fare il bene?
      Se non c’e’ nulla allora cosa fai? l’assassino o lo stupratore perhce tanto non c’e’ nessuno che ti giudichera?

      Lo devi fare senza aspettarti nulla, si chiama morale.

      E non c’e’ bisogno di di nessun dio e di nessun salvatore, basta l’esperienza e l’intelligenza per capire quale sia il giusto comportamento.

      Anzi… certe religioni , come il cattolicesimo, portano all’immoralita, ad esempio inducendo a pensare che il bene debba essere fatto solo in nome di Cristo.

      E ti ricordo, fino a porva contraria ovviamente, che nessuno è mai tornato dalla tomba.
      Le leggende raccontate dai seguaci di un leader secondo te pososno avere un qualche valore?

  3. Livio scrive:

    E’ bello sentir proclamare così la propria fede, ma credo che per arrivare a quegli estremi occorra un affidamento a Cristo che pochi di quelli che lo sventolano a parole siano in grado di viverlo realmente.

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