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L’uomo è sempre assediato dalla Verità, che ha il volto di un uomo. Il Figlio dell’uomo

maggio 2, 2015 Pier Giacomo Ghirardini

Chiunque di noi sa la “dannata” Verità, quando fa quello che non dovrebbe e non fa quel che dovrebbe

sindone-volto-gesù-ansaQuesto articolo, tratto dal numero di Tempi in edicola, fa parte della serie “Ragione Verità Amicizia”, il manifesto dei nostri vent’anni e della Fondazione Tempi (una proposta che si può sottoscrivere in questa pagina) – Un amico mi ha fatto leggere la proposta di impegno culturale “Un’amicizia piena di verità e di ragione” pubblicata su Tempi numero 12 del 25 marzo 2015. La lettura di questo “manifesto” mi ha fatto buttar giù, di getto, alcune riflessioni.

Sul rapporto fra Verità e Ragione – e soprattutto fra Verità e Violenza – condivido la visione di René Girard, che potrebbe essere banalmente scambiata per radicale o fondamentalista, ma che invece è solo razionale, naturalmente fino a prova contraria. Chi ama la Verità non può avere paura della prova contraria. Mai. Quando sento parlare di ricerca della Verità mi viene sempre da sorridere, perché l’uomo è assediato dalla Verità e se uno vuole vedere la faccia del nemico che lo cinge d’assedio, basta che si affacci sugli spalti del proprio castello, che ha eretto contro la Verità, con i suoi merli, i suoi barbacani e le sue torri.

La Verità ci cerca. Qualunque persona in buona fede lo sa. Qualunque persona di qualunque fede o di nessuna fede lo sa. Chiunque di noi sa la “dannata” Verità, quando fa quello che non dovrebbe fare e quando omette di fare quello che dovrebbe fare. Chiunque. La Verità ha sempre il volto di un uomo. Del Figlio dell’uomo. Di un bimbo dalla testa teneramente grande in braccio a sua madre. Di un uomo sputato in faccia dalla folla. La Verità è sempre in uno sguardo veloce come un lampo che incrocia l’occhio tumefatto di Cristo, tradito e consegnato. Perché la Verità eccita sempre la Violenza. Sempre. Per capire dove sta la Verità basta volgere lo sguardo verso dove si sta accanendo la Violenza. Non soltanto quella omicida e genocida, ma anche quella dei piccoli e dei grandi linciaggi quotidiani che si consumano nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle chiese, ovunque, fra noi, in questo momento. Perché lì Cristo ha preso volontariamente il posto della vittima innocente, una volta per tutte e per sempre, per dichiarare la falsità della “nostra” verità, fondata sulla Violenza.

Come ci ricorda Pascal nelle Provinciali: «È una strana e lunga guerra quella in cui la violenza tenta di opprimere la verità. Tutti gli sforzi della violenza non possono indebolire la verità, e non servono che a innalzarla maggiormente. Tutti i lumi della verità non possono nulla per arrestare la violenza, e non fanno che irritarla di più. Quando la forza combatte la forza, la più potente distrugge la minore; quando si oppongono i discorsi ai discorsi, quelli che sono veri e convincenti confondono e dissipano quelli che hanno soltanto vanità e menzogna: ma la violenza e la verità non possono nulla l’una sull’altra. Da ciò non si pretenda però di concludere che le cose siano uguali; perché vi è questa estrema differenza, che la violenza non ha che un corso limitato dall’ordine di Dio, il quale ne conduce gli effetti alla gloria della verità che essa assale; mentre la verità sussiste eternamente, e trionfa infine dei suoi nemici, perché è eterna e potente quanto Dio stesso».

Il capro espiatorio
Cristo ci ha rivelato le «cose nascoste fin dalla fondazione del mondo», ossia che l’ordine creato dall’uomo, le sue istituzioni, i suoi miti, le sue religioni, sono il frutto della Violenza di “tutti contro uno”: il meccanismo del capro espiatorio, come ci ha insegnato il grande antropologo cristiano René Girard. L’uomo ha sempre creato i suoi miti e le sue religioni, gli ultimi – in ordine di tempo – sono quelli di una ragione scientifica piegata all’autoefficacia di una potenza tecnologica accoppiata a una “volontà di potenza”. Che si erge a Ragione, a priori, in ragione della sua forza. Questa “ragione” ha ragione di noi, con gli stessi argomenti delle cannoniere dei colonialisti.

La vera Verità non ha paura delle prove. Non ha bisogno del principio di autorità. Essa ci parla sempre con parabole semplici, chiare e distinte, come i teoremi di Euclide. Tutti gli scienziati che abbiano letto due righe di epistemologia sanno che questo tipo di razionalismo non si fonda sulla Ragione, sul Logos, ma sulla barbara, pratica, politica, conveniente, efficacia della tecnologia. Rischia di divenire vero, anche e soprattutto sul piano “scientifico”, ciò che conviene. Sempre. Ciò che fa tornare i conti anche quando non dovrebbero. Siano sistemi non lineari che forziamo a divenire lineari, siano catastrofi economiche che oggi travolgono interi paesi e popoli, giustificate nel nome del “there is no alternative”. Ma lo scienziato e l’economista sanno.

Oggi ci compiacciamo dell’efficacia della tecnologia, ma avevano più ragioni per compiacersi i primi gruppi umani per la loro prima invenzione: il capro espiatorio. Nel momento in cui questi primi gruppi venivano minacciati dall’autodistruzione per la mimesi violenta di appropriazione da parte dei propri componenti, quella che in tutte le culture umane oppone un Caino a un Abele, un Romolo a un Remo, un Seth a un Osiride, quando scoprirono che era sufficiente rivolgere tutta la loro violenza su uno a caso, magari scelto perché zoppo o butterato o perché straniero o semplicemente inerme; quando capirono che bastava ritualmente prendere quel sangue innocente per produrre la catarsi sacrificale nel gruppo, il sollievo per lo scampato pericolo collettivo. Beh, quegli uomini avevano tutto il diritto di vantarsi di questa prima, “fondativa”, invenzione culturale, che arrivava presto a costruire intorno alla figura del sacrificato, che da minaccia diventava salvatore, i miti della religione, l’istituzione della regalità, i divieti e le leggi.

Per loro è stata questione di vita o di morte. Loro sì non hanno trovato alternativa. L’antropologia ci dice che specie umane si sono estinte, annientate dall’autodistruzione per non avere inventato il meccanismo del capro espiatorio e non aver iniziato a “produrre la cultura” che avrebbe portato, di lì, alla fondazione delle religioni arcaiche e delle istituzioni in grado di contenere la violenza: “sacrificio” è letteralmente “produzione del sacro”.

Il Regno cresce nel pericolo
Oggi noi, dopo che Cristo ha proclamato falsi tutti i miti e false tutte le religioni, ingiusti tutti i sacrifici, innocenti tutte le vittime, violente tutte le istituzioni umane, dopo che ci ha mostrato il vero volto di Dio che è amore e misericordia, non abbiamo più alibi sulla Verità che ci è stata rivelata tutta e che lo Spirito, traboccante, continuerà a riversarci addosso, fino alla fine dei secoli. Non abbiamo più quartiere ove ritirarci per sottrarci alla Verità dell’Agnello innocente. Non riusciamo a reggere il peso di tutte le evidenti alternative che lo Spirito ci indica.

È stata la demitizzazione operata dal cristianesimo a liberare la scienza e la modernità, così come oggi la conosciamo, con le sue straordinarie potenzialità, nel bene e nel male. E non c’è cosa più paradossale del disconoscimento di ciò da parte degli spiriti che si immaginano “liberi”, che quando pensano di ribellarsi al “mito” del cristianesimo non sanno che è stato Cristo a fornire loro gli strumenti per dimostrare falsi tutti i miti.

Non può essere un caso che il cristianesimo sia oggi oggetto di persecuzione nell’unanime indifferenza: la direzione irreversibile che la Passione ha impresso alla storia ha cambiato definitivamente il mondo, lo ha privato per sempre delle sue “stampelle sacrificali”. Nessuna “costruzione culturale” potrà coprire mai più un’ingiustizia contro anche un solo uomo. Questa è la “resurrezione” nella Storia. Questo è il Regno che cresce nel più assoluto pericolo. Ma come ci dice il grande Hölderlin nell’inno Patmos, «dove però è il rischio\ anche ciò che salva cresce».

Pier Giacomo Ghirardini è un analista del mercato del lavoro. Da alcuni anni ha avvicinato il pensiero antropologico di René Girard

Foto Ansa


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10 Commenti

  1. Giuseppe Fattoni scrive:

    Cristo e il cristianesimo non hanno nulla a che vedere con la scienza.

    “È stata la demitizzazione operata dal cristianesimo a liberare la scienza”

    Condannando per eresia il padre stesso della scienza: Galileo Galilei, e costringendolo ad abiurare la verità!
    Un ottimo inizio direi …

    …che prosegue ancora oggi proprio con la sindone: la scienza ci dice che è falsa.

    Ma non solo: la storia stessa ci dice che è falsa senza scomodare nessun laboratorio.
    E la sindone entra nella storia guarda un po…… proprio nel 1300!!

    Breve estratto della storia della SIndone:

    Gli storici sono d’accordo nel ritenere documentata con sufficiente certezza la storia della Sindone a partire dalla metà del XIV secolo: risale infatti al 1353 la prima testimonianza storica[1].
    […]
    La prima notizia riferita con certezza alla Sindone che oggi si trova a Torino risale al 1353: il 20 giugno il cavaliere Goffredo (Geoffroy) di Charny.
    […]
    una lettera indirizzata nel 1389 da Pietro d’Arcis, vescovo di Troyes, all’antipapa Clemente VII (che era riconosciuto in quel momento in Francia come papa legittimo) PER PROTESTARE CONTRO L’OSTENSIONE organizzata in quell’anno da Goffredo II, figlio di Goffredo.
    […]
    attirando in loco molti fedeli e DONAZIONI, fatto che aveva portato il suo predecessore, Enrico di Poitiers, ad indagare sui fatti.
    I TEOLOGI consultati da Enrico di Poitiers, aggiunge, avevano assicurato che non poteva esistere una Sindone con l’immagine di Gesù, perché i Vangeli ne avrebbero sicuramente parlato, e inoltre durante le indagini UN PITTORE AVEVA CONFESSATO DI AVERLA DIPINTA.
    […]
    Goffredo II invia a sua volta un memoriale di segno contrario, e nel 1390 Clemente VII decreta una soluzione di compromesso, emanando 4 bolle: da una parte è autorizzata l’esposizione della Sindone a patto che si dichiari che si trattava di una __PICTURA SEU TABULA__, cioè un dipinto («si dica ad alta voce, per far cessare OGNI FRODE, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione NON E’ IL VERO Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma UNA PITTURA o tavola fatta a imitazione del Sudario»[7]); dall’altra, a Pietro d’Arcis è chiesto di cessare le critiche contro il telo[6].

    Insomma, quando ancora non le serviva per la chiesa la sindone era una “pictura su tabula”….. si vede che i “tempi” sono cambiati… tanto a voi della Verità, quella con la V maiuscola, non è mai interessato nulla.

    — Non sprecate tempo e chiacchiere per giustificarvi: prima ancora di Galileo già la terribile storia di Ipazia ci insegna che la menzogna è inconciliabile con la verità.

    Chissà se Emanuele o Tony sono già andati con profonda costernazione a vedere la pictura.. ehm.. quella “miracolosa” emanazione di energia chiamata sindone…

    • EquesFidus scrive:

      Che palle Shiva101, tra nickname multipli ed obiezioni risibili, volte soltanto ad esternare un odio ridicolo nei confronti dei cattolici, non meriti neanche una risposta. Smettila con queste pagliacciate e con queste idiozie, di certo non giovano alle tue argomentazioni (inesistenti, peraltro).

    • To_Ni scrive:

      Shiva 101
      ti ho detto la difficoltà che c’è a scrivere a te.
      Sei una bestia ignorante . In questo post si capisce subito da come hai iniziato con Galileo sul quale ti sei limitato a dire le solite idiozie che insegnano ai babbei . Ma tu che lo sei in modo cronico ritieni di avere un argomento di sostanza .
      Tralascio Ipazia che è di universale conoscenza la manipolazione che si è fatta a proposito (hai visto il film … asinaccio, perche non sei il tipo di leggere Socrate Scolastico). Come mai non ci hai messo la Papessa?
      Tralascio le stupitagini che dici sulla Sindone dove se fossi con tre neuroni apposto avresti capito che se anche fosse stata medievale non è un dipinto e già questo è un mistero.
      Quindi sono “costernato” solo perche piango quei poveri sventurati che ti hanno vicino. :-)

    • To_Ni scrive:

      Shiva 101… ti ho risposto ammirato dalle tue profonde conoscenze storiche :-)

    • To_Ni scrive:

      Shiva101 ..
      Fai copia ed incolla senza sapere quello che fai e ti dai la boria di uno che sa qualcosa…. :-)
      Lo sai che la citazione che riporti è assente ogni riferimento alla scoperta su come è stata eventualmente falsata a Sindone? (tanto per parlare di scienza …. che pretende dimostrazioni)
      Lo sai almeno che Clemente VII è un antipapa? Nominato da un collegio francese.
      Lo sai che la Sindone per i cattolici non costituisce obbligo alcuno?

      Lo sai che un falsario avrebbe dovuto conoscere la fotografia, inventata nel XIX secolo?
      Lo sai che un falsario doveva conoscere l’olografia realizzata negli anni ’40 del XX secolo?
      Lo sai che un falsario avrebbe dovuto saper distinguere tra circolazione venosa e arteriosa, studiata per la prima volta nel 1593?
      Che doveva essere in grado di macchiare il lenzuolo in alcuni punti con sangue uscito durante la vita ed in altri con sangue post-mortale;
      Lo sai che nel fare ciò doveva rispettare la realizzazione delle colature ematiche, la legge della gravità, scoperta nel 1666?
      Un tale genio lo trovi nella storia dell’epoca ( Leonardo riteneva che nelle arterie circolasse l’aria).

      Ma non solo …. la lista sopra potrebbe continuare a lungo.

      Ora tu che leggi solo giornali zozzi…non parlare di sindone…. parla delle cose volgari a cui sei abituato.

      Sei noioso

  2. Nino scrive:

    Io in verità trovo l’intera polemica abbastanza sterile. Anche ammesso che si riesca a dimostrare scientificamente che la sindone è effettivamente un telo di 2000 anni fa, nessuno può dimostrare che sia il sudario di Gesù. Ma non è questo il punto. Perchè si vuole per forza mescolare fede e scienza, che per loro caratteristiche sono distinte?

    In fondo la stessa chiesa ha una posizione ufficiale molto pragmatica sull’argomento, ovvero che è proprio il margine di incertezza che lascia lo studio sulla Sindone ad avere una funzione educativa. Perché il corretto rapporto religioso con la Sindone è di natura prescientifica. Non si può chiamare certo ciò che è probabile. L’importante è concentrarsi sull’essenziale del messaggio, che è Gesù crocifisso.

    Anche papa Giovanni Paolo II, in visita a Torino nel 1998, si astenne dal chiamare la Sindone «reliquia».

  3. Cisco scrive:

    @Fattoni

    La scienza ai tempi di Galileo era contro Galileo, il che dimostra che è falsificabile. Nessun cattolico ha l’obbligo di credere che la Sindone sia autentica, pertanto è molto più libero di uno scettico rispetto all’ostensione: se l’evoluzione dei metodi scientifici di datazione confermasse l’ipotesi di veridicità della Sindone, uno scettico vedrebbe crollare il proprio castello di ipotesi, mentre un cattolico potrebbe tranquillamente continuare a venerare il Lenzuolo come semplice simbolo (come un crocifisso o una statua) nel caso di verifica dell’ipotesi opposta.

  4. Emanuele scrive:

    @giuseppe

    …per ora non sono andato a vedere al Sindone.

    Premesso che il telo sindonico certamente non è dipinto, quindi il documento da te citata è poco utile per stabilirne l’autenticità, mi preme segnalarti due cose.

    1. Relativamente alla ricerca storiografica sul telo sindonico, oltre le segnalazioni preziose di To_Ni, vorrei ricordarti che non è assolutamente certo che il telo non esistesse prima della data da te citata.

    Esisteva, infatti, ben prima della prima citazione della sindone, il Mandylion di Edessa. Telo rappresentante un’immagine achiropita di Cristo e citato per la prima volta nel IV secolo. Tale telo, scompare all’inizio del 1200 da Costantinopoli e ricompare, con elevata probabilità, come sindone.

    Il fatto che la sindone e il Mandylion possano essere lo stesso oggetto è sostenuto sia da documenti storici (miniature in cui si vede il telo di Edessa completamente spiegato, descrizione della formazione per apposizione diretta al corpo di Cristo, immagine achiropita, etc.) sia dalle analisi sui pollini eseguite sul telo sindonico che evidenziano pollini di piane esistenti solo nei pressi di Edessa.

    2. La datazione al radiocarbonio, come ho scritto più volte, mostra diverse lacune. Addirittura, la Società Italiana di Statistica ha rivelato alcuni errori aritmetici nel famoso articolo pubblicato su Nature. Vi sono poi tutta una serie di incongruenze e manipolazioni.

    qui un articolo in materia

    Inoltre, da un punto di vista scientifico, esistono molti altri dati: archeologia, archeografia, paleobotaica, computer grafica, tecniche radiografiche ed infrarosse, storia, etc. I dati provenienti da tutti questi campi sostengono che la sindone possa essere del I secolo. La datazione al C14 fornisce (ammesso che sia stata eseguita in maniera corretta) dati discordanti, Perché dovrebbe essere giusta quella ed errate tutte le altre? Mi pare un po’ poco scientifico appellarsi ad un unico dato scientifico quando esiste un ampio ventaglio di dati concordanti che dice il contrario.

    ______

    Quindi, prima di parlare di Veritaà con la V maiuscola, documentati un po’ meglio.

  5. emanuele scrive:

    @giuseppe

    …per ora non sono andato a vedere al Sindone.

    Premesso che il telo sindonico certamente non è dipinto, quindi il documento da te citata è poco utile per stabilirne l’autenticità, mi preme segnalarti due cose.

    1. Relativamente alla ricerca storiografica sul telo sindonico, oltre le segnalazioni preziose di To_Ni, vorrei ricordarti che non è assolutamente certo che il telo non esistesse prima della data da te citata.

    Esisteva, infatti, ben prima della prima citazione della sindone, il Mandylion di Edessa. Telo rappresentante un’immagine achiropita di Cristo e citato per la prima volta nel IV secolo. Tale telo, scompare all’inizio del 1200 da Costantinopoli e ricompare, con elevata probabilità, come sindone.

    Il fatto che la sindone e il Mandylion possano essere lo stesso oggetto è sostenuto sia da documenti storici (miniature in cui si vede il telo di Edessa completamente spiegato, descrizione della formazione per apposizione diretta al corpo di Cristo, immagine achiropita, etc.) sia dalle analisi sui pollini eseguite sul telo sindonico che evidenziano pollini di piane esistenti solo nei pressi di Edessa.

    2. La datazione al radiocarbonio, come ho scritto più volte, mostra diverse lacune. Addirittura, la Società Italiana di Statistica ha rivelato alcuni errori aritmetici nel famoso articolo pubblicato su Nature. Vi sono poi tutta una serie di incongruenze e manipolazioni.

    …puoi trovare moltomateriale in rete.

    Inoltre, da un punto di vista scientifico, esistono molti altri dati: archeologia, archeografia, paleobotaica, computer grafica, tecniche radiografiche ed infrarosse, storia, etc. I dati provenienti da tutti questi campi sostengono che la sindone possa essere del I secolo. La datazione al C14 fornisce (ammesso che sia stata eseguita in maniera corretta) dati discordanti, Perché dovrebbe essere giusta quella ed errate tutte le altre? Mi pare un po’ poco scientifico appellarsi ad un unico dato scientifico quando esiste un ampio ventaglio di dati concordanti che dice il contrario.

    ______

    Quindi, prima di parlare di Veritaà con la V maiuscola, documentati un po’ meglio.

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