Google+

Iraq. «I musulmani non sono tutti uguali. Uno ha comprato 12 ragazze rapite dai terroristi per riportarle alle famiglie»

ottobre 19, 2014 Redazione

Fuggita dai jihadisti a giugno in Kurdistan con le sue consorelle, suor Caroline racconta la vita della sua famiglia a Baghdad che continua a professare la fede cristiana nonostante i pericoli

Fino a pochi mesi fa viveva a Mosul, ma quando la seconda città più importante dell’Iraq è stata invasa dai terroristi dello Stato islamico suor Caroline è scappata con le sue consorelle in Kurdistan e oggi si trova a Roma per specializzarsi in Comunicazioni sociali. La sua famiglia, però, vive ancora a Baghdad e per questo si fa fotografare solo di spalle e non rivela troppi dettagli alla Provincia di Cremona, che l’ha intervistata.

FUGA IN KURDISTAN. «La nostra casa a Mosul – ha ricordato – era divisa in tre parti. In una ci stavamo noi sorelle, l’altra era una casa per donne e l’altra ancora una casa di riposo. Il 9 giugno scorso, intorno alle 18, si è capito che la situazione stava precipitando e i frati francescani del convento di fronte al nostro hanno comunicato di tenersi pronti ad andarsene. Alle due del mattino le suore sono state costrette a lasciare la casa e dopo undici ore di cammino hanno raggiunto una zona peshmerga del Kurdistan».

«CROCE SPEZZATA». Le consorelle di suor Caroline «ora sono lì, vivono in una scuola e hanno ripreso la loro attività. Sappiamo che a Mosul gli uomini dell’Isis hanno cercato di distruggere la croce del nostro convento, l’hanno spezzata e sopra ci hanno messo la loro bandiera nera. Dai cristiani sono passati casa per casa: non tutti erano riusciti ad andarsene, gli anziani e i malati non potevano muoversi. A loro l’Isis ha imposto quattro condizioni: la conversione, il pagamento di una tassa, l’allontanamento o l’uccisione. A un nostro vicino paralizzato hanno fatto trovare un’auto e l’hanno mandato via. Però nessuno di quelli costretti ad andarsene ha potuto portare via nulla, né soldi né documenti, niente».

DONNE SALVATE DAI MUSULMANI. Suor Caroline si sofferma sulla tragedia delle donne, cristiane e yazide, rapite dai terroristi islamici e vendute come schiave. Racconta però anche dettagli luminosi mai divulgati finora: «A Sinjar hanno rapito tutte le donne dai 9 ai 50 anni per ridurle in schiavitù e le hanno messe in vendita al mercato, ognuna con il proprio prezzo. Ma i musulmani, anche tra i sunniti, non sono tutti uguali. Un capo tribù ha riscattato le ultime dodici ragazze, le ha portate a casa sua, si è fatto raccontare la loro storia e poi è riuscito a riportarle alle loro famiglie».

«NOSTALGIA PER SADDAM». Non tutti gli uomini dei villaggi conquistati, poi, sono stati uccisi o costretti a unirsi alla lotta jihadista. «Non tutti ci stanno, c’è un movimento clandestino di resistenza che organizza attentati, segue i rapitori delle donne e li uccide, ed è un movimento sunnita». Ma, continua suor Caroline, spesso i terroristi fanno presto a convincere la popolazione a seguirli perché «dopo 35 anni di dittatura, senza libertà e senza possibilità di comunicazioni, non era preparata alla democrazia. La mentalità della gente è diversa da quella americana o europea, l’importazione della democrazia con l’intervento occidentale è fallita. E tra alcuni iracheni la nostalgia per Saddam si avverte, anche perché era laico».

«VOGLIO TORNARE». La famiglia della religiosa vive ancora a Baghdad. Sua sorella è stata coinvolta in un attentato ed è rimasta sfigurata, mentre il marito è morto. Un’altra sorella e la cognata, così come la nipote e i genitori, continuano ad andare in chiesa, anche se i luoghi di culto non sono più protetti dai militari: «Loro sono più forti di me. Io ho paura per loro ma mio padre mi dice sempre: “Vado nella Casa di Dio” e so che mia nipote prova una felicità grandissima quando canta in chiesa. Spesso, dopo ogni telefonata, piango. Loro non hanno paura ma io sì». Nonostante questo, suor Caterine sa che cosa vuole: «La mia comunità è in Kurdistan, che vive tra i banchi di scuola. È là che voglio tornare».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. Mario scrive:

    Anche tra i nazisti c’erano uomini ‘moderati’. Ciò non è stato sufficiente, però, a legittimare tale ideologia politica.

    • Raider scrive:

      E per non urtare la suscettibilità degli islamici e nel caso, in particolare, dei Turchi, che anche B. vedrebbe volentieri nell’Ue (e anche per questo, B. il voto mio e di tanti altri se lo può sognare a occhi aperti quando la Pascale dorme), nel magnificare la superiore civiltà islamica portata al suo apogeo proprio dai Califfi, discendenti diretti di Maometto, si tralascia di ricordare, tra le altre cose, che i bambini delle famiglie cristiane, nell’Impero della c.d. Sublime Porta, erano sottratti per farne, se ragazze, donne di piacere per i musulmani; mentre i ragazzi, quando non erano troppo carini per suscitare l’interesse dei suddetti, erano educati alla fede islamica e diventavano il corpo scelto dei giannizzeri. Ecco perchè ripristinare antichi usi e costumi non è così strano, per i musulmani; e anch senza l’Isis, vedi il trattamento riservato dai Turchio alle ragazze e ragazzi armeni e greci meno di un secolo fa. E perchè, se nessun musulmano scende in piazza da noi o in loco per protestare contro la persecuzione degli infedeli, non si capisce perchè dovrebbero esultare gli altri di qualcosa che, anche se a lieto fine e grazie a un benefattore, ci dice con chi abbiamo a che fare, da noi e da dove vengono, in senso geografico e di retaggio civile.

    • GeertWilders4President scrive:

      Quei ‘nazisti’ (come Schindler) magari non credevano più nell’ideologia. Aprofittavano del fatto che la gente li considerava ancora tali per salvare vite umane.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana