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Io, convinta sostenitrice della legge 194, vi dico: date l’Ambrogino d’oro a Paola Bonzi

ottobre 21, 2013 Redazione

Anche la Ginecologa della Mangiagalli di Milano sostiene la candidatura della fondatrice del Cav. «Paola si merita questa medaglia e lo merita anche la nostra città»

Non solo Lorenzo Strik Lievers, anche Alessandra Kustermann appoggia la candidatura all’Ambrogino d’oro di Paola Bonzi, la donna che, grazie al suo impegno al Centro aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, ha aiutato 16 mila donne a far nascere i propri figli, sottraendoli all’aborto.
Grazie all’iniziativa di Nicolò Mardegan (Pdl) è nata la proposta di candidare Bonzi al riconoscimento meneghino (già 700 firme sono state raccolte per sostenere il suo nome). Oggi sul Giornale arriva il sostegno anche di Kustermann, ginecologa molto conosciuta in città, non obiettrice di coscienza e tuttavia profondamente legata a Bonzi, di cui ha sempre stimato le iniziative a tutela della maternità. «Paola – dice – si merita questa medaglia e lo merita anche la nostra città».
Non è la prima volta che Kustermann, direttrice dell’unità di pronto soccorso ostetrico e ginecologico della Mangiagalli, spende parole di elogio per “mamma” Bonzi. Lo ha fatto spesso, pur partendo da posizioni – in merito all’interruzione di gravidanza – lontane. Lo ha fatto in una lettera in cui scrive: «Aderisco all’iniziativa. La conosco e la stimo da molti anni. Collaboro con lei perché so che le donne che hanno ancora forti dubbi sulla scelta di abortire quando la incontrano non vengono giudicate, ma sono accolte con calore e rispetto. È generosa, coraggiosa e leale. Crede nella vita e in quello che fa per aiutare le donne. Però sa comprendere e restare vicina anche a chi decide di abortire».

SERVONO SOSTEGNI PUBBLICI. Kustermann, che ha ricevuto l’Ambrogino nel 2010, è una donna di sinistra, convinta sostenitrice della legge 194 e tuttavia consapevole che l’opera del Cav non è da demonizzare, ma anzi da sostenere. Insomma, non la pensa come certi politici di Sel che hanno invece detto apertamente che quelle di Bonzi sono idee “antiche”, e si sono quindi opposti al riconoscimento. Al contrario, secondo la ginecologa (che in questo ripercorre i ragionamenti del compianto professore Giorgio Pardi) «la cosa decisiva è che Paola non impone le sue idee. Ritiene che la vita sia sacra fin dal concepimento ma non chiamerebbe mai “assassine” o peccatrici le donne. Lei cerca di trovare con loro soluzioni alternative all’aborto, ma sa accettarle e accompagnarle anche se decidono altrimenti». Non solo. In tempi di ristrettezze economiche, i Cav vanno sostenuti economicamente: «Fondi pubblici oltre che privati – spiega -. Lo Stato non può ignorare le tante donne, straniere ma con l’aumento della povertà sempre più italiane, che affrontano con difficoltà la maternità».

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1 Commenti

  1. Andrea Mondinelli scrive:

    «la cosa decisiva è che Paola non impone le sue idee. Ritiene che la vita sia sacra fin dal concepimento ma non chiamerebbe mai “assassine” o peccatrici le donne. Lei cerca di trovare con loro soluzioni alternative all’aborto, ma sa accettarle e accompagnarle anche se decidono altrimenti»
    Scusate, ma che palle con questa tiritera! Conoscete un solo CAV in cui si accolgano le donne chiamandole assassine o peccatrici?

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