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In Svezia non vogliono più dire “donna incinta” ma solo “persona incinta” per non offendere i trans

marzo 9, 2013 Redazione

Ennesima proposta di legge che finisce nel grottesco. L’ideologia gender «si consegna mani e piedi al ridicolo».

La Svezia è davvero il paese dove il politicamente corretto finisce nel grottesco. Prima Egalia, l’asilo dove non esistono più maschietti e femminucce, poi i giocattoli per bambini neutri, quindi la messa al bando dell’omino di pan di zenzero perché razzista. L’ultima, in ordine di tempo, è di qualche giorno fa e riguarda l’espressione «donna incinta».

Lo segnala oggi in un articolo il Foglio, scrivendo che è stata presentata una proposta di legge per modificare la dizione “donna incinta” con quella di “persona incinta”. La fisima linguistica si spiegherebbe col fatto che non si vogliono discriminare i transessuali che hanno cambiato sesso e che sono quindi diventati uomini dopo essere state donne. Come li dobbiamo chiamare, qualora – avendo mantenuto la capacità di procreare – un giorno rimanessero incinta?

Ecco quindi l’escamotage, in modo che nessuno si offenda. Ha ragione il Foglio a commentare: «La proposta di legge svedese è l’ennesima prova di come l’illusione di sovrapporre l’arbitrio del linguaggio e del politicamente corretto alla realtà dei fatti finisca per partorire (è il caso di dirlo) vere mostruosità logiche e linguistiche, prima ancora che giuridiche. Ogni volta che si fa appello all’ideologia gender bisognerebbe ricordarsi che si rischia di consegnarsi mani e piedi al ridicolo. Quel ridicolo che, in certi casi, è il peggior peccato del mondo».

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14 Commenti

  1. cirillo scrive:

    Progressisti?? Questi so deficienti e basta..

  2. viccrep scrive:

    come sempre la menzogna genera menzogna e più le sparano grosse e più li chiamano o si sentono progressisti

  3. giuliano scrive:

    ma perchè vi scandalizzate tanto, è solo il mondo visto da sinistra e come essa intende realizzarlo. In Italia piace a piu’ del 30% delle persone !!!

  4. marzio scrive:

    Ma come , nella “civilissima” Svezia succedono queste cose?Poveri svedesi!

  5. gmtubini scrive:

    Galvani su feisbuc sempre più ridicolo:
    “io vado a cercare le fonti di quell’articolo”
    Dove, su “Milk the bull”?!
    AH AH AH AH!
    E ora, cialtrone, fingi di nuovo di non leggere.

    • Gmtubini scrive:

      @Galvani da feisbuc
      CHE FA FINTA DI NON VEDERE.
      Le hai “cercate un giorno intero”, NIENTEMENO?!
      E dove di grazia?
      Su “Milk the Bull”?
      AH, AH, AH!

  6. ragnar scrive:

    Jag elskär mitt Sverige, jag elskär mitt land… Poveri svedesi, che non possono neanche dire “terrone” o “meridionale”: in Svezia la legge prevede che si dica “diversamente valdostano”

  7. Phil scrive:

    Barbari erano e barbari so rimasti! Altro che civiltà moderna, questi sono solo dei barbari cui la vita non ha nulla di morale, ma è solo l’evoluzione depravata di una società di persone socialmente vichinghe! Non a caso con gli scozzesi e vichinghi i civilissimi romani non vollero avere nulla a che fare con loro, poiché la loro mancanza di etica e morale, avrebbe potuto infettare la società romana. Ma oggi chissà perché la barbarità dei popoli scandinavi, sta prendendo il sopravvento sulla civiltà latina! Questo però non chiamatelo razzismo! Non sia mai che si scoprisse che in Europa esiste il Nord e il Sud!

  8. Da Italiano che vive in Svezia, ho cercato info su questa notizia su siti locali ma non riesco a trovarla. Neanche il Foglio riporta alcuna fonte.
    La notizia, di per se, è quindi una non notizia: dire “in Svezia vogliono fare questo” senza specificare chi lo vuole fare (una parte politica? un’associazione?) e le reali motivazioni non è, semplicemente, giornalismo.
    Potrebbero però esserci delle serie motivazioni giuridiche dietro un’eventuale legge simile (sempre che la proposta esista sul serio).
    Un eventuale transgender (ex donna, ora legalmente uomo) incinto potrebbe ritrovarsi in uno stato di vuoto giuridico se la legislazione, i contratti di lavoro, etc. dovessero fare riferimento solo a “donna” incinta. Insomma, per un cavillo, potrebbero essere negati diritti fondamentali (diritto ad assentatsi dal lavoro, assistenza sanitraria o quant’altro)..
    Questo, ovviamente, non varrebbe per la lingua parlata di tutti i giorni… nessuno smetterebbe di dire “gravid kvinna”, e nessuna legge può impedire di farlo.

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