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La “guerra dei bagni” del North Carolina

aprile 5, 2016 Benedetta Frigerio

Il governatore dello Stato ha ratificato la legge del Congresso che impedisce l’uso dei bagni pubblici in base alla percezione soggettiva del sesso. Obama minaccia di tagliare i fondi federali

Una lettera firmata da 120 colossi del business americano chiede di abrogare una legge (“House Bill 2″) approvata dal Congresso del North Carolina, e ratificata dal suo governatore, che impedisce l’uso dei bagni pubblici in base alla percezione soggettiva del proprio sesso. La legge, approvata con processo democratico, vieta ad esempio agli uomini che si sentono donne (transgender donne), e che vogliono agire come tali senza però aver modificato il proprio apparato riproduttivo, di accedere appunto al bagno delle donne.

LA LETTERA. Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, tra i firmatari della lettera insieme agli amministratori delegati di Google, Microsoft, Barnes & Noble, Levi Strauss & Co, Twitter e Starbucks, ha scritto che «la comunità imprenditoriale ha sempre ed ampiamente comunicato ai legislatori di qualsiasi livello che tali leggi sono un male per i nostri dipendenti e per il commercio». Le 120 firme hanno aggiunto che la legge «renderà molto più difficile per le imprese di tutto lo Stato reclutare e conservare i lavoratori migliori e più brillanti della nazione e attirare gli studenti più talentuosi provenienti da tutto il paese. Ciò diminuirà anche le risorse dello Stato come meta turistica, imprenditoriale ed economica».
Chad Griffin, presidente della Human Rights Campaign ha rincarato la dose spiegando che «la questione che il governatore [del North Carolina] McCrory sta affrontando è semplicemente una: coglierà l’occasione di mostrare la sua vera leadership o lascerà che il North Carolina rimanga dalla parte sbagliata della storia? Questa legge sta danneggiando enormemente la prospettiva economica dello Stato».

INTERVIENE OBAMA. Nonostante le pressioni, McCrory ha precisato attraverso il portavoce Josh Ellis che «non ci sono dubbi, esiste una campagna nazionale ben coordinata per rovinare la reputazione del nostro Stato, che ha approvato una legge di buon senso per assicurare che nessun governo ci privi della nostra basilare aspirazione alla privacy nei bagni, negli spogliatoi e nelle docce». Ma né la volontà popolare né il buon senso sono stati accettati e la campagna ha valicato i confini nazionali: venerdì scorso il New York Times ha spiegato che a intervenire sarà direttamente l’amministrazione Obama, che potrebbe punire scuole autostrade e alloggi pubblici del North Carolina tagliando i fondi federali miliardari ad essi destinati.

Foto Ansa/Ap


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10 Commenti

  1. carla scrive:

    non accetterò mai che uno di questi pervertiti possa accedere al bagno di mia figlia e, viceversa, a quello di mio figlio.

  2. Pepito scrive:

    Questa cosa è talmente oscena che diventa difficile commentarla.
    Solo mi immagino quanti maniaci sessuali o anche solo pervertiti si staranno fregando le mani sapendo che finalmente, grazie a Obama, Zukenberg & co., potranno entrare nei tanto agognati bagni delle signore senza che nessuno possa osare dissentire, onde evitare qualche accusa di omofobia. Rimango sempre spiazzato dagli abissi della mente umana.

  3. GabsTheFabs scrive:

    Purtroppo non è una sorpresa che 120 colossi del business si siano messi in mezzo….E’ la rivoluzione digitale che muove milioni di consumatori con un like o una bandiera arcobaleno…Hanno fiutato l’opportunità di marketing e la hanno colta. Forse alcuni ci credono persino davvero…
    La cosa scanadalosa è il peggior presidente USA degli ultimi decenni che fa strame della volontà democratica e minaccia ritorsioni. CHE SCHIFO!!!! Speriamo che vinca Trump!

  4. Rolli Susanna scrive:

    Se dici ai tuoi figli che maschio e femmina li creò sei omofoba,e ai tuoi figli parli di pudore rischi di essere denunciata per transofobia….Se guardi su verso il Cielo e pensi che il pianeta più bello che gira per l’Universo è la Terra potrebbero dire che sei una pianetopola. Se preferisci le infradito alle pantofole, una pantofoba.

  5. Toni scrive:

    Galasi, bellooooooo e titanico… cantagliele,
    bisogna abolire il concetto stesso di intimità. Non bisogna avere imbarazzi perché ognuno appartiene a tutti. Certo, io ti capisco, non si può dire tutto spudoratamente: la verità alle menti semplici, bisogna darla a goccia a goccia. Ammirevole quindi il tuo espediente di buttarla sul transgender che si può sentire discriminato e vuole infilarsi nel bagno delle donne. Tutto è da fare senza mezzi termini. Dico questo perché c’è chi pensa che ad una persona a cui non piace il proprio corpo, si può fare semplicemente un bagno a parte, come per i portatori handicap (che poi sarebbe l’unica categoria discriminata e costretta ad avere un bagno dedicato), aperto a tutte le varianti di orientamento sessuali … un wc cumulativo per etero, gay , trans e per tutti coloro che non hanno inibizioni. Ingenui, non capiscono che è una rivoluzione e nessuno ha diritto di voler dire “io sono così” deve essere come gli altri vogliono che sia. Ma poi, diciamocela chiara: In verità perché bisogna inibire un etero che vuole sentirsi donna per un giorno? Perché un etero non dovrebbe entrarci nel bagno delle donne fare un’esperienza diversa? C’è un motivo? …No
    Se fossi Nerone … ti farei senatore.

  6. Filippo81 scrive:

    Gala’ , ma quanto sei profondo ! ah ah ah

    • beppe scrive:

      galasi, dopo che si è sforzato per produrre i suoi pensieri, tira sempre lo sciacquone. in tutti e due i bagni, tanto per non lasciare in giro qualche stronzata.

  7. franz scrive:

    Se per caso venisse fatto il test DNA su un reperto di persona “in trattamento” il sesso accertato quale sarebbe? maschio, femmina, alieno o altro? Un biologo forse potrebbe chiarirmi.

  8. cristiano scrive:

    se una persona non è laureata però si sente laureata, allora potrà fare i concorsi pubblici per laureati? i bagni per le donne sono per le donne, non per chi si sente donna. quindi cromosomi XX e organi genitali femminili. ma almeno questi ultimi! barba, seno ecc sono notoriamente caratteri sessuali secondari, tanto che esistono uomini con ginecomastia e pacificamente uomini, come donne con seno quasi assente ma pacificamente donne. se cominciamo così, allora perché non dovrebbe essere sufficiente lo smalto sulle unghie per dire di essere donna ed entrare nei bagni per le donne? il fatto che ora non ci sono maniaci che lo facciano è ovvio. non è consentito. se (in realtà quando, perché la tendenza è inarrestabile) lo sarà, ne riparleremo. ci saranno lamentele, alcune donne biologicamente donne ne resteranno vittime, alti lai, ma ormai la frittata sarà fatta. come al solito. poi, perlomeno finché le donne non si esprimono nel senso che a loro va bene questa nuova soluzione, non mi è chiaro perché l’imbarazzo della donna-trans ad andare nel bagno degli uomini dovrebbe prevalere sull’imbarazzo delle donne a vedere nel bagno un soggetto che percepiscono uomo. come mezzo per aumentare il benessere complessivo mi sembra veramente curioso. l’imbarazzo sarà per singolo soggetto speculare, o no? solo che vissuto da un maggior numero di soggetti se aderiamo al bagno “secondo come ci si percepisce” (si converrà che sono di più le donne “biologiche” che le donne “trans”). questo aspetto della questione (che, per esempio, non vale obiettivamente nel caso del matrimonio omosessuale come argomento contrario) mi sembra del tutto trascurato.

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