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Gender a scuola. No cara Repubblica, non è una battaglia «tra laici e cattolici» ma per la libertà di educazione

marzo 26, 2014 Redazione

Il quotidiano si scandalizza per il ritiro degli opuscoli Unar. E l’Age rilancia con il “ritiro degli studenti”: un giorno al mese a casa contro la propaganda Lgbt

gender-scuola-repubblicaRepubblica si rituffa oggi nel pasticcio dei corsi di gender a scuola tentando di confonderne ulteriormente gli elementi: il quotidiano romano – scandalizzato dall’iniziativa del sottosegretario Toccafondi che ha causato un temporaneo stop alla diffusione degli ormai famigerati opuscoli Unar – se la canta e se la suona presentando la vicenda come “l’ultima battaglia tra i laici e i cattolici” sulla scuola e riducendo la posizione dei “cattolici” a un bigotto “no ai corsi anti-omofobia”. Le cose ovviamente non stanno affatto così.

LAPSUS LGBT. Innanzitutto non è vero che si tratti di innocenti “corsi anti-omofobia”, si tratta invece, come i lettori di Tempi sanno benissimo, di un autentico tentativo di far entrare per via burocratico-amministrativa la teoria del gender nelle scuole dello Stato e farla diventare così parte del “bagaglio culturale” di tutti. Lo conferma involontariamente la stessa Repubblica ribattezzando il programma adottato dal governo Monti un anno fa – quello che ha dato il via a tutto – con un nome emblematico: “Strategia nazionale LGBT 2013-2015″, mentre il nome ufficiale parlava di lotta alle discriminazioni.

LA GIORNATA DI RITIRO. Non è vero neanche che l’introduzione dei corsi di gender a scuola divida “i laici e i cattolici”. E qui la miglior conferma arriva paradossalmente da un’associazione di ispirazione cristiana, l’Age (Associazione italiana genitori), che proprio ieri ha deciso di lanciare la mobilitazione più forte contro la “Strategia LGBT”. Come racconta diffusamente Lucia Bellaspiga in un articolo pubblicato da Avvenire, l’Age propone a genitori, insegnanti e studenti di dar vita a una Giornata di ritiro dalla scuola, sulla scia dell’iniziativa francese che ha costretto il governo Hollande a rallentare l’ingresso della propaganda di genere negli istituti del paese.

LO STATO CHE DIVIDE. Il presidente dell’Age Fabrizio Azzolini spiega che l’idea di tenere i figli a casa un giorno al mese non è un modo per divaricare un presunto solco tra cattolici e laici, ma un «gesto forte» per «svegliare dal torpore insegnanti, presidi e genitori». C’è un’ideologia che «subdolamente, senza incontrare una vera opposizione» si sta diffondendo nelle scuole dei nostri figli e «mette a repentaglio il diritto dei genitori di scegliere liberamente l’educazione dei propri figli (riconosciuto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo) e la libertà d’insegnamento dei docenti, ma anche la laicità dello Stato». Come sottolinea Azzolini, «non occorre essere cristiani» per capire che è in gioco la libertà di educazione dei genitori e che con i corsi di gender «lo Stato cerca di separare insegnanti e genitori, nonostante nella scuola italiana la legge ci unisca nel patto di corresponsabilità educativa».
Tra l’altro, nel merito della questione, «non occorre essere cristiani» nemmeno per comprendere che «una presunta uguaglianza tra individui asessuati e astratti apre la strada a una società che non può sopravvivere». Del resto «lo scriveva perfino Marx».

IL SOPRUSO. Che non sia solo una contrapposizione tra “laici e cattolici”, bensì un problema di libertà, lo ribadisce anche l’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), che in un comunicato ringrazia il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, per la sua denuncia della strisciante «dittatura gender» e accoglie «il suo invito a non farci intimidire, a non lasciarci esautorare nel diritto di educare i nostri figli».
In un editoriale apparso sempre su Avvenire, infine, Gianfranco Marcelli sottoscrive la mobilitazione dell’Age ricordando che «da parte del mondo cattolico, non c’è la benché minima volontà di impedire la sacrosanta lotta a ogni forma di discriminazione, o peggio ancora di bullismo e di violenza, nei confronti delle persone omosessuali». La battaglia contro i corsi di gender nasce invece dal fatto che, appunto, quei corsi non riguardano il bullismo: «A risultare intollerabile è proprio la pretesa di indottrinamento imposto dall’alto agli operatori scolastici e inflitto alle famiglie senza che esse possano far sentire la propria voce», un autentico «sopruso, mascherato da incentivo alla tolleranza».

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75 Commenti

  1. Su Connottu scrive:

    Ottimo, adesso il passo successivo:
    riciclo del pornopuscolo in un bel termovalorizzatore.
    Alla faccia di Shiva, Paolo, Chris, Bifocale e Filomena,
    che imploro di non smettere di intervenire e agitarsi.
    Non tutto il male viene per nuocere :)

    • Daniele Ridolfi scrive:

      Hai ragione: gli opuscoli dell’Unar sono ottimi da bruciare nel caminetto di casa per scaldarsi!

      • Paolo scrive:

        Ahhhh non erano le copie libri mostrati dalle sentinelle du rien?

      • grafite660 scrive:

        Hai ragione. Meglio bruciare i libri che leggerli e rifletterci sopra, come insegna lo zio Adolfo. E magari poi bruciare anche qualcos’altro, con un bel triangolo rosa sul petto, proprio come faceva lui (con tanto amore, eh). Come si dice… dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

        • Su Connottu scrive:

          Grafite tu sicuramente vai con roba pesante, se paragoni la carta straccia dell’Unar a un libro.
          Come mi giudicherai, sapendo che da decenni accendo il caminetto usando l’Unione Sarda di due settimane prima? Come quello che ha bruciato la biblioteca di Alessandria?

          • Toni scrive:

            Grafite
            Credo che sia legittimo bruciare i libri o , per chi lo ritiene, pulirsi il c… quando ti vogliono imporre di leggerli.
            Ovviamente il paragone non c’entra con Adolfo che i libri li bruciava a prescindere. Ma si sa … è difficile per alcuni cogliere le differenze.

    • Paolo scrive:

      Implori pure ma tanto non ci agitiamo…al contrario forse di lei nel vedere cadere a pezzi ogni giorno le sue fantasiose idee confessionali…ma tanto è se ne faccia una ragione e si sentirà meglio :)

  2. cornacchia scrive:

    Perché non lo organizzano i cattolici un bel corso contro l’omofobia ed a favore di tutte le libertà, religiose e sessuali, alimentari, etc…?
    Se il problema sta solo nella forma e non nel fine (“da parte del mondo cattolico, non c’è la benché minima volontà di impedire la sacrosanta lotta a ogni forma di discriminazione, o peggio ancora di bullismo e di violenza, nei confronti delle persone omosessuali”), non dovrebbero esserci problemi al riguardo.

    • Chris scrive:

      ahahahah grande Cornacchia ho pensato la stessa cosa. la verità è che nascondono la loro omofobia dietro il concetto di famiglia tradizionale e della religione… quando in realtà è solo un alibi per esternare odio, discriminazione, disadattamento sessuale, livore ecc…

      • Tiziano Tubertini scrive:

        GHIRIBIZZI LGBT
        ….quello che è più…”estroso”…in questa gente e come “bypassano” l’Io corporeo come niente fosse per ridurlo invece a….”il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e di donna, ovvero ciò che permette a un individuo di dire “io sono un uomo, io sono una donna”, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita». ASTRAZIONE ! Nient’altro.

      • Q.B. scrive:

        Mitico Chris !!!! I disadattati sessuali sono quelliche usano il retto dalla parte giusta … ri-mitico !!!!

        • Chris scrive:

          no sono quelli che hanno pregiudizi nei confronti di chi usa il retto: etero, omo, maschio, femmina e genitori o figli compresi, caro disadattato 😀

    • Fran'cesco scrive:

      Tutti pronti a dire cosa devono fare i cattolici. E non solo su Repubblica / Corriere, adesso anche qui.

      • cornacchia scrive:

        Seguo quello che dite voi e non in spirito critico. Se siete a favore di quello che dite (“da parte del mondo cattolico, non c’è la benché minima volontà di impedire la sacrosanta lotta a ogni forma di discriminazione, o peggio ancora di bullismo e di violenza, nei confronti delle persone omosessuali”) non vedo dove stia il problema.

        • Q.B. scrive:

          Matteo 5: 43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

          A corna’, potrai dire che ci sono sedicenti cristiani che non si sforzano nemmeno di metterlo in pratica, e questo ci sta tutto. Io per primo mi sforzo pur sapendo di essere lontanissimo dalla perfezione che mai raggiungerò.

          Ma questi insegnamenti sono stati dati per prevenire ogni forma di ingiusta discriminazione, altro che opuscoli e omofobia.

        • Toni scrive:

          Cornacchia

          E’ bello sentire dire che non si fa critica fine a se stessa:
          Ti posso chiedere il perché dei burocrati (quindi nulla di rappresentativo) devono soverchiare le famiglie per fissare quella che è la giusta educazione?
          Chi gli ha conferito questo mandato?

          PS – Si io sono contro ogni forma di discriminazione, lo insegno anche ai miei figli e per questo “vedo il problema” .

          • cornacchia scrive:

            @ Toni.
            Il fatto che l’educazione spetti alla famiglia (e ciò non lo metto in dubbio), non esclude che l’opera educativa debba essere comunque supportata dalla scuola, nel rispetto delle convinzioni etiche di ciascuno.
            Allora, che si possa essere moralmente contrari alla pratica omosessuale (come a talune pratiche etero) sono d’accordo, ma ciò deve associarsi al rispetto di chi la pensa e si comporta diversamente.
            Poi, il problema dell’omofobia non attiene tanto al comportamento, ma proprio alla condizione (Che non può certamente essere oggetto di considerazioni etiche), che spesso i gay non riescono a vivere apertamente, in maniera collaborativa con il prossimo (genitori, amici, parenti, etc…) proprio perché temono, spesso a ragione veduta, di essere rifiutati.

            • Toni scrive:

              Cornacchia
              Trovo che nella tua esposizione sorvoli sulla presenza di un conflitto tra l’opera educativa della famiglia e quella che intende portare avanti la scuola. Se dai il primato alla scuola non ha significo il sostenere che l’educazione spetti alla famiglia perché tutto risulterebbe svuotato di significato. Ciò implica inoltre che la scuola (il burocratico) ha ragione e la famiglia necessariamente torto … e chi l’ha detto che è così?
              Alla famiglia spetta il compito di educare. Punto! Ciò include il rispetto per ogni essere umano (allo stesso modo tra gay ed etero) non alimentando violenza fisica e psicologica verso il prossimo. Se non lo fa ne deve rispondere in opportune sedi (anche penali se occorre).
              La scuola ha il compito primario dell’istruzione e deve garantire al suo interno la civile convivenza (questo è il “supportare”e non altro).
              L’operazione che si tenta nella scuola è diversa ed il tuo ragionamento ne trascura reale portata. Si tratta di ingegneria sociale basato su precisi presupposti ideologici. La “violenza” e l’ “intolleranza” subita dai gay costituiscono solo un artefatto pretesto.
              “Noterà che il mio ragionamento non è di intralcio alcuno rispetto a chi la pensa e si comporta diversamente.” Ovvio che ne dubito fortemente!

              • cornacchia scrive:

                Il concetto è che la famiglia deve educare, se non vi riesce subentra la scuola.
                Esempio ovvio: un padre che insegna ai figli a disprezzare le donne (o chiunque altro), deve risponderne e, in suo luogo, devono intervenire le istituzioni.
                Ho portato l’esempio delle violenze o, comunque, angherie che, spesso, i gay (o presunti tali) subiscono all’interno della famiglia (che, invece, dovrebbe custodirli), per accorgersi che spesso anche i genitori non sono all’altezza del loro ruolo.
                Nella civile convivenza, ritengo che rientri anche il rispetto della diversità sessuale ed affettiva, come quella religiosa.

                • Toni scrive:

                  @ Cornacchia
                  Lo vedi … mi preoccupo di quel “se non vi riesce” …. per me apre un abisso perché ci entra di tutto (e si sa che basta poco per essere omofobi).
                  Mi preoccupo sul chi “è “a dare la “patente” alla scuola di fare la cosa giusta. Chi lo dice che lo sia?
                  Entra lo Stato con una sua ( e chi gliela fatta nascere e come?) idea di perfezione sociale … Ti pare una cosa da poco?
                  Io preferisco che se esistono dei problemi… il terreno è la società con i suoi tempi e senza burocrati illuminati.

                  • cornacchia scrive:

                    Se c’è un’ingiustizia deve essere risolta immediatamente, altrimenti, se dovessimo attendere il consenso di tutti, ci sarebbe ancora la schiavitù. Senza contare, poi, che, spesso, gli oppositori giustificano sulla base della morale la propria brutalità. Qui gli illuminati non c’entrano nulla.

                    • Toni scrive:

                      La schiavitù non è stata risolta con la scuola. Non è necessario il consenso di tutti … ma l’apertura a tutti si, ed in ogni caso non iniziative autonome ed unilaterali
                      La scuola strumento è stata usata dai regimi autoritari.
                      Gli illuminati (e burocrati) c’entrano sempre..

    • Artigliere scrive:

      Intervengo in questo dibattito solo per rivendicare quello che ritengo essere un diritto.
      Avendo svolto il servizio militare come servente di artiglieria, volevo acquistare un magnifico obice da 155/39 a cui voglio molto bene e che volevo mettere nel mio giardino e, magari, sparare qualche salva ogni tanto per le ricorrenze (il due giugno, il venticinque aprile e il quattro novembre).
      Ho scoperto che la cosa non è possibile e ci sono rimasto molto male.
      E’ proprio ora di finirla con questo stato che calpesta i nostri diritti sacrosanti!

    • Cisco scrive:

      Cornacchia sarebbe sufficiente seguire l’ora di religione, non bisognerebbe neanche inventarsi una strategia.

  3. Shiva101 scrive:

    Come applichereste questa… “liberta di educazione”?

    Insegnare che gli omosessuali sono dei pervertiti secondo voi è una forma di educazione?

    Che una persona omosessuale si deve convertire al crstianesimo altrimenti andra all’inferno secondo voi significa… “educare”?

    La Chiesa insegnerà che gli omosessuali sono perdonati, che l’amore gay è benedetto dal Signore, e quindi potranno sposarsi liberamente non appena le fara comodo, per non sparire del tutto.
    Con la classica retorica vi convinceranno e non vi farete piu problemi.
    Del resto ormai oggi quasi nessuno parla piu di streghe o possessioni diaboliche.

    La strada di Bergoglio è questa, cambiare ad ogni costo … per poter sopravvivere.

    • Q.B. scrive:

      Shiva er vaticanista de noantri.

      Certo, nessuno parla più di possessioni diaboliche; però tu gira alla larga da Padre Amorth, che se tanto mi da tanto, appena lo vedi inizi a ringhiare e a parlare in strane lingue.

      “Bergoglio” poi è così pronto a cambiare a ogni costo e non parla mai di posessioni diaboliche al punto che alcuni mesi fa gli è scappato un esorcismo in presa diretta sotto casa; sai quell’edificio tutto bianco con uno strano soffitto che sta al centro di roma su un sito che occupa da poco meno di duemila anni e che quando io e te saremo polvere sarà ancora li….

      Comunque i trolloni migliori si trovano solo qui. Se volete vi accompagno in tournee in altri siti dove la conversazione langue un po’, così non fate divertire solo questi egoistacci di tempi.

      Grazie di esistere.

    • mike scrive:

      la strada di bergoglio è non cambiare nulla. sta lì da un anno, se era per farlo lo avrebbe già fatto. credo inoltre che la frase ” tu sei pietro e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” in un modo o in un altro non resterà lettera morta. che ti piaccia o meno.

  4. GabsTheFabs scrive:

    Shiva101 & Co ma vi rendete conto delle corbellerie che scrivete? Ma davvero pensate che la sopravvivenza della Chiesa, che ha attraversato >2kYrs di Storia tra persecuzioni, fasti, miserie, errori, grandezze etc etc, dipenda da un supposto marketing del nuovo Pontefice? Come potete essere così ciechi? Non vi rendete conto che nonostante tutto quanto ho citato non è stato cambiato un “jota” di qto è stato tramandato (proprio come detto e promesso da Cristo stesso)? Qui non si tratta di vincere o perdere secondo la logica del Mondo (la vittoria è certa, anche se noi Cristiani spesso lo dimentichiamo…) ma di Amore alla Verità che esiste ed è Unica (altrimenti non sarebbe Verità..).
    Ed è vero che l’omosessualità e’ una devianza, così come essere erotomani o cleptomani, o “control freaks”. Fa solo comodo spacciarla come normalità vestendola di tenerezza, amore, libertà traendo in inganno i più che oramai non hanno alcun metro per giudicare se non l’istinto ed il feeling. La tristezza qdi non nasce dal timore della sconfitta, ma dal vedere quanto Male venga fatto ogni giorno in nome della ideologia gender, che è solo un’altra faccia del delirio di onnipotenza dell’uomo.

    • Paolo scrive:

      Anche lei se ne faccia una ragione la Verità non è quella ideologica e preconcetta della sua religione…che non è legittimata ad imporre niente a nessuno. Al massimo la verità è quella oggettivo-scientifica che guarda un pò vi ha già smentito da tanti tanti anni.

      • Toni scrive:

        Egr. Sig. Paolo,
        sovente Lei giunge a sostenere solennemente che esiste una “conferma scientifica”. La invito a maggior modestia stante che pare esser una corposa corbelleria.

      • Q.B. scrive:

        @ toni, è già tanto se paoletto, con uno sforzo immane che gli occupa gran parte della giornata, riesce a mettere giù due paragrafi; non si può pretendere di costringerlo e sviluppare il concetto di “fonte”.

        @ paoletto, vuoi essere così buono da ricordarci quali sono le cose che è legittimo pensare e quali no? insieme a ideologia religiosa e fatina dei denti è sempre stato uno dei tuo cavalli di battaglia.

        • Toni scrive:

          Q.B.
          credo che la pensiamo allo stesso modo, l’Egr. Paolo non dice nulla… ma, bisogna ammettere, lo dice con eleganza.

  5. filomena scrive:

    Il delirio di onnipotenza è quello di credere di essere depositari di una unica verità cioè quella del dogma.

    • GabsTheFabs scrive:

      Filomena non è dogma riconoscere un dato di realtà (ovvero l’esistenza OGGETTIVA di un maschio e di una femmina) è uso corretto e appropriato di Ragione.
      Altra cosa è il sofismo ovvero l’uso della razionalità per costruire artatamente argomentazioni e confutazioni che altro non fanno se non condurre ad un generico e onnicomprensivo relativismo, vera piaga dei nostri giorni.
      Le devianze sono sempre esistite e sempre esisteranno, ma a nessuno è mai venuto in mente di considerarle normalità più o meno fino al volgere del secolo scorso (più o meno) quando i più nefasti frutti del razionalismo sono venuti progressivamente a maturazione. Non porteranno nulla di buono. E forse si i Cristiani si ridurranno ad un manipolo di irriducibili, proprio come agli inizi, tra mille persecuzioni. Ma anche stavolta non avranno paura di testimoniare la Verità pur di fronte alle fauci dei leoni odierni….

      • Paolo scrive:

        Complimenti per il romanzo fantasy

      • Alberto scrive:

        Non mi riesce proprio di comprendere come amare un altro uomo sia una “devianza”. Io e il mio compagno ci aiutiamo, ci coccoliamo, dividiamo la vita: in cosa saremmo “deviati”?

        • Q.B. scrive:

          Alberto, seriamente, quello che descrivi tu si chiama forte amicizia, ed è buona cosa.
          E’ l’atto sessuale (se tra voi c’è) ad essere “intrinsecamente disordinato” (cit. CCC) e finisce con il distorcere la bontà del legame di amicizia.

          • Alberto scrive:

            Tu con gli amici ti coccoli??? Ci vivi insieme? Ci dormi insieme? Questo al di là del rapporto sessuale. Poi ti ricordo che, semmai, è la sessualità genitale ad essere contraria alla castità, ma non quella “periferica” (tipo baci o carezze anche spinte). E queste non mi sembrano cose che si fanno con gli “amici”!

            • Su Connottu scrive:

              Alberto,
              do per scontata la tua buona fede e non intendo entrare nel merito delle tue scelte affettive, anche se tu vieni qui a “sbattercele in faccia”.
              Però c’è un problema di linguaggio, e il tuo primo intervento è ambiguo, come ti ha fatto notare QB. Ciò che hai descritto coincide con quanto si può sperimentare, non dico sempre ma almeno spesso, in un rapporto tra padre e figlio, e non sottende necessariamente contatti genitali.
              Date queste premesse la tua domanda sulla devianza risulta provocatoria.
              Ti faccio anche presente che non condivido per nulla, e credo di non essere il solo, il tuo far coincidere la castità con la mera assenza di contatti genitali. La castità è ben di più, e inizia già dallo sguardo con cui ti rapporti agli altri.
              E comunque qui si discutono i motivi per cui una scelta personale e privata possa avere, o non avere, effetti collettivi. Di fatto e di diritto.

              • Alberto scrive:

                Non ho scelto che mi piacciano gli uomini, così come non ho scelto che mi piacciano i carciofi e non le melanzane! Di ambiguo qui c’è solo il vostro rigetto mentale della possibilità di un amore fra maschi. Ribadisco che per la chiesa è solo l’espressione dell’amore genitale ad essere peccato se fuori dal matrimonio (non che io non pratichi, eh:) ), non certo un bacio anche appassionato. Che non c’è fra due amici, e nemmeno fra padre e figlio.

                • Su Connottu scrive:

                  Nella misura in cui chiedi rispetto per la tua “non scelta”, valuta almeno se rispettare chi, altrettanto istintivamente o ragionatamente, la giudica in modo diverso dal tuo.
                  Quante volte ci si trova a dover decidere diversamente rispetto a quanto l’istintività ci suggerisce? Pertanto il punto non è la tua “non scelta” ma esattamente il contrario: la tua libera e determinata scelta, fatta seguendo o contrastando l’istinto. Se mi dici che è più facile seguire l’istinto rispetto al non seguirlo, sono d’accordo con te.
                  La valutazione su ciò che è peccato nella strada che separa un bacio da un atto genitale spetta alla tua coscienza e al tuo confessore. Inoltre, se ti può essere di aiuto, la condizione di peccato richiede la piena consapevolezza e il deliberato consenso. Non capisco quanto ti appassioni questo discorso, visto che l’adesione a un’esperienza di vita cristiana o è libera o non è tale.

                  • Alberto scrive:

                    Posso scegliere di mangiare le melanzane, e in effetti lo faccio, ma ciò non toglie che mi facciano schifo! Potrei forse fare sesso con una donna, ma amarla (nel modo in cui lei, giustamente, vorrebbe) MAI. Dovrei sposarmi per salvare le apparenze e rendere me, lei e figli infelici per tutta la vita? La morale piccolo borghese della provincia è veramente contorta logicamente!

                • Giovanni scrive:

                  Alberto si è mai chiesto se il trasporto che prova verso una persona dello stesso sesso corrisponde alla natura umana, all’essere uomo? Se è un bene per lei E per la società (l’uomo è fatto per vivere in una comunità, non due cuori e una capanna)? Se lo ha fatto seriamente la risposta non può che essere no.
                  Lei ha scelto eccome, non è un automa che risponde a input genetici.

                  Un bacio tra due uomini che imiti quello tra due fidanzati o sposi (uomo e donna) è peccato senza alcun dubbio (non perché lo dice la Chiesa).

                  • Alberto scrive:

                    E che devo fare ? Vivere una vita in solitudine?

                    • Giovanni scrive:

                      Certo che non deve vivere da solo, Alberto, ma come uomo (maschio) è chiamato a vivere la vita affettiva rivolgendosi alla sua controparte naturale che è la donna, se questa è la vocazione alla quale Dio la chiama (infatti non tutti sono chiamati al matrimonio, ma non per questo vivono in solitudine). Se lei non sente attrazione per le donne, potrebbe esserci un problema del passato che ha prodotto questo o semplicemente non ha mai incontrato quella giusta… O perché non ha ancora scoperto la sua vocazione.
                      Può coltivare amicizie maschili e femminili che sono buone e giuste (l’amicizia è una forma d’amore; un’amicizia femminile può sfociare in amore sponsale-coniugale…), coltivare interessi di vario genere (letture ALTE, volontariato, montagna, sport,) che aprano la sua mente e il suo cuore a qualcosa di grande e bello e in armonio col progetto di Dio per lei.

                      Non intendo giudicarla (il peccato sì, non il peccatore… E anche io sono peccatore) sia ben chiaro. Le auguro ogni bene.

                    • Q.B. scrive:

                      No, al contrario, devi puntare in alto, vivere una vita ricca in mezzo a un fantastiliardo di persone approfondendo relazioni con quelle straordinarie che incontrerai, e facendo un fantastiliardo di cose straordinarie e buone per gli altri, che ti saranno rese con gli interessi.

                      L’essere umano non realizza la propria esistenza attraverso l’appagamento del proprio (egostico e edonistico) piacere fisico ma attraverso il dono di se stessi, la rinuncia a se stessi (che naturalmente è un concetto da elaborare con molta attenzione) che passa anche attraverso il no a un immediato e istintivo piacere fisico che sembra lenire il dolore delle ferite interiori (che tutti abbiamo).

                      Se sei capace di dire a no a quello che l’istinto di direbbe di seguire ma che con la ragione puoi comprendere essere “non bene”, conquisti la libertà straordinaria di cercare e realizzare solo il bene.

                      Tutte le cose buone che impariamo a fare passano attraverso dei no che diciamo ai nostri istinti (pensa allo lo studio, o l’allenamento) e questo vale in ogni cosa. Mi piace la birra, ne berrei litri, ma se sono capace di dire di no al mio istinto (se capisco con la ragione che litri di birra mi schiantano mente e corpo) la mattina dopo sono lucido, sto bene e posso usare la giornata per vivere pienamente, fare cose interessanti e belle.

                      E guarda che questo non riguarda solo la condotta omo, riguarda anche gli etero che conducono vite (anche di relazione) egoistiche e edonistiche; sembrano esercizio di una libertà ab-soluta ma non sono altro illusioni che in tempi più o meno lunghi portano all’autodistruzione dell’io.

    • Toni scrive:

      Pure il relativismo può essere un dogma delirante. Su questa cosa sorvoli e fai finta di non capire.

      • filomena scrive:

        Toni,
        se per dogma del relativismo intendi il principio per il quale non esiste una sola verità ma la “convivenza pacifica” di molte verità, lo potremmo definire “metà dogmatico” cioè che assolutivizza il relativismo (definizione tua). La differenza sta nel fatto che ammettendo più verità offre la possibilità di una. appunto convivenza pacifica, basata sull’accettazione dell’altro ( e delle sue idee) e della diversità. La tua visione invece si basa sull’esclusione del diverso e delle sue idee e questo genera conflitti (vedi guerre di religione).
        In realtà il discorso è complesso e per questo non lo avevo affrontato in questa sede.
        Spero di essere riuscita ad esprimere il mio pensiero in modo comprensibile ma non ne sono certa.

        • LawFirstpope scrive:

          Se non esiste una verità, come spacciare per vera “c’è la coesistenza pacifica di molte verità”?
          C’è la coesistenza pacifica della frase stessa e del suo contrario? “A et nonA” è complessivamente una frase vera?
          Hai voglia dare del dogmatismo agli altri! 😀

          • Toni scrive:

            @ LawFirstpope

            Il tuo ragionamento è ineccepibile. Ma credo di conoscere abbastanza bene il filomeno –pensiero: Lei capisce che “A et nonA”non possono coesistere allora se non gli piace “A” gli applica la tecnica del bonsai, (lo riduce , lo amputa, lo infagotta con del filo di ferro). Non gli sfiora minimamente che “A” diventa un’altra cosa. Gli basta che rientri in quella grande sua intuizione che risponde al nome di “inclusione”.
            Sento quasi una tua legittima domanda: come fa Filomena a stabilire se è più giusto “A” o “nonA”? Qui sta il colpo di genio … crede nella conoscenza superiore sua e/o di un elite (evidentemente).
            L’ “A”, ne consegue, diventa dogma, ottusità, arretratezza culturale, cieca obbedienza ad un Dio irrazionale ……. tutto espresso con educazione ed “apparente” dialogo (si, perche Filomena quest’ultimo lo concepisce come una generosa elargizione verso dei poveri mentecatti).
            Ma onestamente …. è educata nel porsi …. e rispetto a certi tali(bi,lu,cri) ….. è un merito che le riconosco.

            • filomena scrive:

              Mi dispiaca per entrambi ma non era questo che intendevo nel mio messaggio, la colpa è mia infatti ho concluso il post dicendo di non essere certa della chiarezza di esposizione. A prescindere da ciò comunque non ho mai dato del mentecatto a nessuno visto che non è mia abitudine offendere le persone. Nel merito del contenuto che ho espresso (evidentemente male), intendevo dire che A e nonA hano pari dignità e dovrebbero “convivere pacificamente”. La confusione nasce probabilmente da quel “assolutivizzare il relativismo” che ho mutuato da un precedente post di Toni per definire come il dialogo metterebbe in relazione A e non A e allo stesso tempo renderebbe assoluto il confronto. In quest’ottica che Toni sostiene essere dogmatica, io ritengo che ognuna delle parti avrebbe invece la possibilità ad armi pari di convincere se possibile la parte contrapposta delle proprie ragioni, ma senza avere l’obiettivo di prevaricare nessuno. Alla fine per quanto mi riguarda se Toni o chiunque altro riuscisse a convincermi delle sue posizioni io non avrei difficoltà a ricredermi e nel mio piccolo cerco di fare altrettanto. In questo senso il principio “assoluto” del confronto includerebbe entrambe le posizioni e se nessuna delle parti riesce a convincere l’altra, l’importante è appunto convivere pacificamente nel rispetto delle leggi dello stato che fino a prova contraria valgono pr tutti.

              • Toni scrive:

                Credo di averci visto giusto…!
                Se fosse vero quello che sostieni in questo ultimo post non avresti parlato di inclusione (che io ironicamente attribuisco a te ma in effetti fa parte della tendenza odierna al livellamento) ma di “ambivalenza”.
                E’ il pensiero politicamente corretto che si affaccia, di prepotenza, oggi e non, grazie (a Dio), nel passato:
                Immagina una versione politicamente corretta del “Mercante di Venezia” dove bisogna “rispettare” Shylock per non offendere i giudei.
                O la “Commedia” “rispettosa” dove vengono eliminati (e livellati) alcuni gironi per magari … piazzarci un pub.
                In ogni caso non ho detto che tu dai “esplicitamente” del mentecatto.
                E sulla tua cortesia … non scherzavo.

                • filomena scrive:

                  Scusami ma stavolta sei tu che ti devi spiegare meglio. Non capisco cosa c’entri l’inclusione con l’ambivalenza. Per inclusione io intendo accoglienza e rispetto dell’altro non fagocitamento, mentre l’ambivalenza in questo caso ha una connotazione negativa che non appartiene al mio modo di essere. Di solito sono molto diretta, del resto lo avrai notato quando esplicito le mie opinioni.

                  • Toni scrive:

                    @ Filomena

                    L’ambivalenza è il riconoscimento tanto nelle persone che nelle istituzioni, di tutte le tendenze contraddittorie (o incompatibili). Bilanciate e tenute insieme all’interno di una struttura di leggi e consuetudini. Nessuna amputazione di pensiero da parte di nessuno (tranne in caso di violenza fisica e psichica). Questo porta … rischi, conflitti che possono essere pericolosi che degenerando fino alla guerra (avvolte per quanto brutte, necessarie). Ma è anche la possibilità perché le persone esprimano la propria piena individualità e le società cambino.
                    PS Una volta hai scritto che a quest’ora ti va bene tutto …. io ci provo adesso…: ti va bene la spiegazione dell’ambivalenza?
                    PSS Tieni conto che pure io … a quest’ora…

    • Licia scrive:

      The only people who buy the idea that all opinions are equal are those permanently committed to the insane asylum.

      Le sole persone a comprare l’idea che tutte le opinioni sarebbero uguali sono quelle permanentemente votate al manicomio.

      (Rick Roderick, autore di “Habermas and the Foundations of Critical Theory”, 1986).

  6. piero scrive:

    bella lì malta: è fantastico e surreale vedere gente senza figli dire ai genitori come devono educare i propri pargoli. Diciamo che i genitori sono dei coglio.. a dire che alle elementari certe cose devono essere lasciate fuori…erano dei coglioxx anche tutti i nostri genitori, nonni e fino all’antichità a preservare l’infanzia… sono LORO gli illuminati dall’alto dei loro studi sociologici che hanno letto su “For man” o visto dalla De Filippi

    • malta scrive:

      per precisare il commento di Piero: LORO=Filomena, Shiva101,Cornacchia, Chris che forse sono pure la stessa (annoiata) persona

      • pallo scrive:

        sinceramente senza fare polemica (ne facciamo già troppa in Italia senza arrivare mai a fare nulla di concreto) ma perchè non si propone qualcosa di alternativo veramente ? Perchè si deve continuare a puntare il dito fare manifestazioni etc ….. senza cercare una alternativa o una collaborazione ?

        Tutti discutono e si stracciano le vesti … intanto i ragazzi nelle scuole non hanno aiuti, gli insegnanti sono ormai “annichilit” così seguono il “mainstream” televisivo …. ed abbiamo i bulli che picchiano, le ragazzine che si prostituiscono etc .

  7. Giovanni scrive:

    Ma l’omosessualità è proprio una devianza nel naturale sviluppo della sessualità (maschio e femmina e basta). Quindi i corsi “educativi” non devono farli né genitori né figli ma gli ideologi che rovinano centinaia di vite dicendo che l’omosessualità è “normale”.

    • pallo scrive:

      @Giovanni: e basta con sta storia del “naturale sviluppo della sessualità”, cosa vuole dire naturale … che va “secondo natura” ?
      Bene allora la “natura” NON prevede il matrimonio ne la fedeltà, almeno per la maggior parte delle specie
      In natura ci sono esseri che possono passare da un sesso all’altro a seconda delle esigenze e addirittura in rari casi auto fecondarsi, possono bloccare l’ovulazione e addirittura la gestazione, le femmine uccidono i cuccioli se sono possono sfamarli !!
      Anche l’omosessualità è presente in natura.

      quindi per favore smettetela di tirare in ballo sempre la “natura”

      • EquesFidus scrive:

        SI parla di natura umana, non di natura sensu lato: ed è incredibile come, ancora oggi, i sostenitori dei lgbt facciano finta di non capirlo.

      • Giovanni scrive:

        Pallo… Poni rimedio alla tua profonda ignoranza.
        In natura, intendendo con questo termine il mondo naturale (in inglese WILDLIFE), l’omosessualità non esiste perché gli animali non hanno coscienza di ciò che fanno, ma seguono un modello di comportamento inscritto nei geni. Per gli animali l’obiettivo inconsapevole è riprodursi, quando non ci riescono sfogano in altro modo l’istinto.

        Omosessualità è un concetto che esprime un problema tutto umano, essendo l’uomo l’unico essere dotato di raziocinio, di coscienza di sé stesso, di libertà di scelta tra bene e male, e anche l’unico a dover fare fatica per essere ciò che è.

        Quando si parla di “natura umana” si parla di ciò che l’uomo è e di come DEVE comportarsi per esserlo realmente. Ora mentre ci sono alcuni organismi che cambiano sesso nel corso del loro sviluppo (in particolare succede nei pesci, prima da maschi diventano femmine o viceversa) questo non accade nell’uomo che è maschio o femmina per tutta la vita.

        Mi chiedo con quale criterio si possa dire che se qualcosa esiste nel mondo naturale debba essere ammesso anche per l’uomo; se così fosse saremmo liberi di uccidere, di rubare, di accoppiarci senza ritegno con chiunque capiti a tiro (consenziente o no), di cibarci di carne umana, di ammazzare moglie, marito o figli se non ci aggradano più (anche i vicini di casa eh!)… d’altra parte non mi risulta che gli animali vadano a scuola o all’ospedale e allora nemmeno noi…

  8. Shiva101 scrive:

    @Q.B.

    ““Bergoglio” […] gli è scappato un esorcismo in presa diretta sotto casa”

    Hanno smentito.

    Vaticano, Boffo si scusa con Papa Bergoglio
    «Nessun esorcismo, solo una benedizione:
    divulgata involontariamente notizia non vera»

    Informati meglio prima di fare figuracce.

    @GabsTheFabs

    “Ma davvero pensate che la sopravvivenza della Chiesa, che ha attraversato >2kYrs”

    Si, come puoi constatare con i tuoi stessi occhi.

    che ti piaccia o meno BXVI disse “la chiesa è una barca che affonda”
    che ti piaccia o meno piazza SPietro era decisamente piu vuota di adesso e…..
    che ti piaccia o meno è stato con “buonasera” e “buon appettito” che Bergoglio ha scatenato il popolo dei cattolici… triste per voi ma è la verità…

    e continua a dire “buon pranzo” tutte le domeniche ..

    Insomma se non te ne sei accorto te lo faccio notare io:
    Bergoglio imita Giovanni 23 e Wojtyla.

    E ti faccio notare che sono tante le religioni antiche e che la piu antica è il VooDoo, in confronto alla quale voi siete appena nati.

    • Q.B. scrive:

      @ Shiva er vaticanista de noantri, non inerpicarti per terreni che non conosci …

      http://www.civitas.it/2013/12/23/mai-tanti-indemoniati-come-questanno/

      Tra le tante sorprese di Francesco ce n’è una che si colloca agli esordi del suo ancor breve pontificato, una persona per essere più esatti, perché tale la considera: il diavolo. il diavolo per Bergoglio non è un mito, non è una metafora, non è una maniera pittoresca di designare la negatività del tempo, ma una persona reale che agisce, un protagonista della storia, in un certo senso. L’ha detto in una delle sue prime omelie mattutine nel Santa Marta: non solo c’è l’avversione del mondo verso Gesù e la Chiesa ma anche l’odio del “principe di questo mondo”. In piazza San Pietro, la domenica delle palme, ha avvertito i fedeli a diffidare del maligno “che ci dice: non puoi fare nulla contro la violenza, la corruzione, l’ingiustizia, contro i tuoi peccati! Non dobbiamo mai abituarci al male!”.

      ecc. ecc…

    • Su Connottu scrive:

      Shiva, la superstizione tradizionale cui sei tanto affezionato, il vudù, così come è sopravvissuta sino ad oggi risale, al massimo, a 400 anni fa. E non è propriamente corretto chiamarla religione, visto che quasi ovunque è ormai priva di contenuto escatologico proprio ma raccoglie un insieme di rituali scaramantici appiccicati a un bel mix di animismo, induismo e cristianesimo. Praticamente sei tu quando ti gratti le palle. Se volevi citare qualche religione antica, oltre al cristianesimo, c’era l’induismo, o l’ebraismo. Ma a te piace fare il figo, e hai preso un palo…
      Il numero dei cattolici nel mondo, sotto Benedetto XVI, è cresciuto di circa 15 milioni all’anno, mentre tu eri sempre in piazza S. Pietro a contare le mattonelle libere.
      Per quanto riguarda l’esorcismo del papa, è vero che c’è stata una smentita ma dovresti sapere, visto che sei appassionato di cose che fatichi a capire, che qualunque preghiera fatta da chiunque può costituire esorcismo, se veicola quell’intenzione. La smentita della sala stampa vaticana, che non spiega alcune evidenze, potrebbe semplicemente aver voluto proteggere da un probabile assalto mediatico la persona che ricevette quelle preghiere, oltre allo stesso papa.
      Ma se basta così poco per far gonfiare indebitamente il tuo ego, accomodati pure.

    • Toni scrive:

      Voo Doo è il cugino si Scooby Doo?

      A parte la minchiata … ti hanno dato dei buoni consigli …il più importante “non inerpicarti per terreni che non conosci “. Questo dimostra che i cattolici sono capaci di volerti bene
      Aggiungo che… con qualsiasi religione (anche quella a cui ti senti vicino), correvi il rischio di morire affogato sul nascere.
      Ti è andata di lusso con la religione cattolica!

      • Shiva101 scrive:

        Ma non inerpicatevi voi buffoni:

        “Il moderno Vudù è la derivazione di una delle religioni più antiche del mondo, presente in Africa sin dai primordi della civiltà umana.”

        appena provate ad argomentare sbagliate immediatamente.

        “qualunque preghiera è un esorcismo” e certo, tanto non serve dimostrarlo, potete dire, inventare e definire qualunque cosa tanto è tutta fantasia.

        Tornate ad insultare che vi riesce meglio.

        E attenti agli spiriti della foresta che vi si mangiano di notte specialmente con la luna piena…

        • Toni scrive:

          ed infatti… in Africa dovevi stare … con il Vodo invece di sparlare di civiltà … che sicuramente non ti appartiene culturalmente .
          Ti piazzavano un bel paio di corna rituali sulla testa, per raccogliere le energie cosmiche… una gonna di paglia, ed eri contento senza inerpicarti in cose che non capivi..

        • Q.B. scrive:

          Shiva er vaticanista de noantri, sai che non basta mettere le virgolette per dare autorevolezza a una citazione, bisogna indicarne la fonte. Ci fa sapere vostra grazia dove ha pescato i fondamenti del suo sapere così possiamo anche noi vedere la luce, ripudiare il nostro passato e convertici al credo di shiva er vaticanista de noantri.

          Dovremmo fare una colletta e regalare a shiva (che ci accusa di insultare mentre ci chiama buffoni) e trolleria cantante uno spazio di visibilità pubblica sul web. Di certi carpiati con avvitamento su logica, etica, morale etc. dovrebbe godere tutto l’orbe terracqueo.

          Siete i nostri migliori alleati :)

  9. Bifocale scrive:

    Si tratta dell’ennesima calata di braghe della politica italiana di fronte ai desiderata della gerarchia cattolica, rappresentata in questa circostanza da Sua Cardinalità Bagnasco. Qualcuno è davvero sorpreso? I cattotalebani naturalmente esultano, nessuna novità neanche qui.

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