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Francia, l’imposizione dell’ideologia gender a scuola è stata un flop. Il governo valuta se fare marcia indietro

maggio 30, 2014 Leone Grotti

Se l’indiscrezione del Le Figaro fosse confermata, sarebbe una grande vittoria per i genitori che si sono opposti in questi mesi, per la Manif pour tous e per le Giornate di ritiro dalla scuola

Le-Gender-a-l-ecole-une-victoire-en-trompe-l-aeil_largeDopo questo primo anno di sperimentazione sembrava scontato che a partire dal 2014/2015 il governo Hollande avrebbe imposto a tutte le scuole francesi l’ABCD dell’uguaglianza, il programma che ha come scopo, con la scusa della «lotta contro l’omofobia», quello di introdurre l’ideologia del gender nelle scuole «decostruendo gli stereotipi di genere». Ma se è vero quanto scrive il Le Figaro, non sarà così.

LA SPERIMENTAZIONE. Il programma è stato sperimentato in 10 accademie, comprendenti 275 scuole e circa 600 classi. A inizio anno l’allora ministro dell’Educazione nazionale Vincent Peillon aveva detto: «Lo introdurremo in tutta la Francia in modo progressivo». Ma secondo il quotidiano francese, il pre-rapporto compilato dai tecnici per il nuovo ministro dell’Educazione Benoit Hamon, che non disdegna affatto la teoria di genere, non è molto positivo.

francia-gendere-genderBILANCIO NEGATIVO. L’ABCD dell’uguaglianza, che tocca temi molto delicati con bambini a partire dai sei anni, come ad esempio la possibilità di cambiare sesso, la pratica della masturbazione e l’esistenza di molteplici tipi di famiglia, ha sollevato il problema dei limiti oltre i quali si può spingere la scuola rispetto alla volontà dei genitori: «Gli insegnanti si sono detti in difficoltà nel posizionarsi rispetto a questo conflitto di legittimità», spiega uno degli autori del rapporto.
Gli insegnanti, inoltre, sono poco preparati su questi temi, spesso in disaccordo e hanno più volte ricevuto critiche pesanti dai genitori. Il bilancio, insomma, non sarebbe positivo.

GIORNATE DI RITIRO DALLA SCUOLA. Il 3 giugno il ministro Hamon incontrerà i direttori delle Accademie che hanno sperimentato il programma e gli ispettori del ministero per parlare dei risultati. «Nelle circostanze attuali non conviene soffiare sul fuoco. Si va verso la proclamazione di un nuovo anno di sperimentazione: non sarà applicato in tutte le scuole» come avrebbe dovuto, afferma un membro del ministero.
A far cambiare idea al ministro sarebbero state non solo le proteste di singoli genitori ma anche le Giornate di ritiro dalla scuola (Jre) organizzate da Farida Belghoul per protestare contro l’imposizione dell’ideologia di genere, alle quali hanno partecipato prima 17.924 studenti, poi 31.548.

«MASSIMA PRUDENZA». «Nonostante il successo delle Jre non sia stato uguale dappertutto, ha mostrato l’esistenza di un clima di sospetto nei confronti della scuola. Questo ci spinge alla massima prudenza, soprattutto nel modo in cui verranno fatti gli annunci relativi al proseguimento della sperimentazione dell’ABCD dell’uguaglianza», afferma un membro del ministero. Se il programma venisse davvero rallentato, sarebbe un grande successo della Manif pour tous.

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5 Commenti

  1. luca says:

    è la realtà che si afferma sull’ideologia. Succde sempre, prima o poi…

  2. Efrem says:

    …si ma meglio prima che poi perchè i danni fatti sulla psiche dei bambini usati come cavie restano talvolta indelebili!
    La vivisezione sugli animali no ,ma gli esperimenti gender sui bambini si… quanto è malata questa Europa…

  3. michele says:

    Per esempio confonderli sulla loro sessualità con giochi di ruolo o fare loro affrontare precocemente nozioni da film dopo la mezzanotte.

  4. Giovanni says:

    Ancora una volta grazie alle famiglie! Quelle naturali. Prima o poi la verità riemerge!

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