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Francia, il governo sponsorizza in tutte le scuole la campagna gender di “Ligne Azur”: «Sono uomo o donna?»

maggio 28, 2014 Leone Grotti

Il nuovo ministro dell’Educazione nazionale, Benoit Hamon, chiede a tutti i presidi delle scuole secondarie di aderire alla campagna che propone «di interrogarsi sulla propria identità o orientamento sessuale»

mail-francia-ministero-educazioneAnche il nuovo ministro dell’Educazione nazionale in Francia, Benoit Hamon, è affezionato come il vecchio, Vincent Peillon, all’ideologia di genere. La prova è arrivata in questi giorni, quando si è scoperto che l’11 aprile scorso ha inviato una e-mail (foto a fianco) a tutti i presidi delle scuole secondarie sponsorizzando le iniziative di Ligne Azur.

«QUINTO ANNO CONSECUTIVO». «Per il quinto anno consecutivo – scrive Hamon – il ministero lancia la campagna di promozione del dispositivo “Ligne Azur” (…) che propone a tutte le persone di interrogarsi sulla sua identità o sul suo orientamento sessuale». L’obiettivo è quello di «prevenire l’omofobia a scuola, le cui conseguenze possono essere pesanti per gli studenti», ma attraverso questo tentativo il governo mira a imporre l’ideologia di genere a scuola. Il ministro invita infine tutti i presidi a «prestare grande attenzione a questa campagna».

«SONO UOMO O DONNA?». La campagna di Ligne Azur, che quest’anno ha come titolo “Uomo o donna? Omosessuale, bisessuale o etero?”, per il ministro dovrà essere sponsorizzata affiggendo nella scuola due manifesti dell’iniziativa, distribuendo i volantini e organizzando incontri sia per i professori che per gli studenti. La campagna di Ligne Azur ha come scopo di far parlare gli studenti non solo del proprio orientamento sessuale, ma anche della propria identità: «Sono un uomo o una donna?».

francia-ligne-azur-gay-genere-ideologiaIL TEST. La risposta può apparire scontata ma non lo è. Ligne Azur ha inventato un test per scoprirlo, nel quale si ricorda che «l’eterosessualità non è la sola via», che consiste nel rispondere a un questionario a risposta multipla di questo tipo: «Sono nato “maschio/femmina/intersex”; sono stato registrato di “sesso maschile/femminile”; mi sento “uomo/donna/trans”; vengo percepito “maschio/femmina/androgino/altro”; ho relazioni sessuali con “maschi/femmine/entrambi/nessuno”; le mie pratiche sessuali sono “masturbazione/sesso orale/sesso anale/penetrazione vaginale/altro/nessuno”; io mi definisco   “uomo/donna/omosessuale/bisessuale/eterosessuale”, “/transessuale/insultato/non mi definisco affatto/altro”; mi si definisce “uomo/donna/omosessuale/bisessuale”, “eterosessuale/transessuale/insultato/non mi definisco affatto/altro”».

ABCD DELL’UGUAGLIANZA. Il ricorso a Ligne Azur è stato confermato all’interno del programma “ABCD dell’uguaglianza”, attualmente in via di sperimentazione in 600 classi di 275 scuole, ma che dovrebbe poi essere esteso a tutte le scuole l’anno prossimo, e che ha come obiettivo di «educare alla cultura dell’uguaglianza fra i sessi» fin dall’età di sei anni per «eliminare pregiudizi e stereotipi che possono essere alla base di discriminazioni».
In questi corsi è previsto l’insegnamento «dell’identità di genere» e l’allarme suscitato nelle famiglie francesi ha portato alla nascita delle “Giornate di ritiro dalla scuola“. Alla prima Giornata in febbraio sono rimasti a casa 17.924 alunni, durante la seconda in marzo 31.458. Ma il governo francese non sembra aver recepito il messaggio.

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20 Commenti

  1. luca scrive:

    questo è vero e proprio indottrinamento di stato, come nei regimi autoritari. e se un genitore volesse insegnare ai propri figli che si nasce uomini e donne e basta? e se uno volesse insegnare che l’omosessualità (e tutte le altre robe di cui si parla) sono si lecite ma immorali? e se volesse insegnare che una persona omosessuale è si da rispettare ma magari da non prendere come modello per certe decisioni?

    • filomena scrive:

      Per prima cosa la morale è individuale e non può essere insegnata a scuola, le leggi riguardano tutti e se lo prevedono anche i principi su cui sono basate possono essere insegnati perché appunto riguardano tutti. Poi se io voglio insegnare ai miei figli la mia morale pago una scuola privata dove gli insegnanti trattano gli argomenti che condivido. In secondo luogo omosessuali si nasce non si diventa e se qualcuno ha scoperto di esserlo in tarda età è perché non gli è stato permesso di esprimere liberamente la sua sessualità da subito. L’educazione che si vuole insegnare a scuola nonira a far diventare gay ma a consentire alle persone di essere consapevoli della propria natura senza essere considerati dei pervertiti.

      • Giannino Stoppani scrive:

        1) “La morale è individuale”
        2) “Omosessuali si nasce non si diventa”
        A queste proposizioni apodittiche mi pare si possano assimilare, senza sfigurare, anche le mie tre seguenti:
        1) La Fiorentina è di gran lunga la squadra più forte dell’universo mondo.
        2) Su Marte c’è vita solo un po’ al sabato sera.
        3) Il cane ha sei zampe (due sono di scorta)

      • Raider scrive:

        Una buona volta, cosa vuol dire che la morale è una cosa, per esempio, individuale, come dire, limitata alle fisime personali e forse o dunque, anche un po’ porca: vuol dire che la morale sta per diventare un reato? Che fra morale, che riguarda il modo in cui rapportarsi a se stessi e gli altri (per es., considerandoli come fini o come mezzi o il pensare – alla faccia all’individualismo – in termini altruistici e non egoistici) e legge c’è ua incompatibilitò di fondo? Che la morale è una cosa illecita e guai a basarsi o tener conto di un qualche principio morale nel produrre una legge come nel rispettarla?
        E se, poi, quello che i pensatori a rotelle libere confinano nell’individuale fosse condiviso da tanti e esprimesse modi di pensare e di vivere che sono stati recepiti dalle leggi perché rispecchiano storia e cultura di un popolo, che si fa? Tutti in galera? Censura a storia, morale e linguaggio? O tutti a scuola di ‘etica repbblicana’ da Stato Etico? O vuol dire che alcuni individui che agiscono sulla base di idee del tutto private anch’esse possono requisire i figli delle famiglie da ‘rieducare/riprogrammare’ o costringerle a pagare per avere una educazione e istruzione cui hanno diritto? Semmai, gay e chi è d’accordo con loro possono rivolgersi a chi vogliono per far insegnare a figli e parenti quello che gli pare. I bambini hanno diritto a vedere tutetalata la loro infanzia prima di tutti i diritti che rivendicano gli adulti, specie quelli che su di loro non hanno alcun diritto e su di essi non esercitano alcuna tutela.
        Poi, com’è che la natura fa schifo, è matrigna 1 o genitrice asessuata e tiranna: e invece, d’un tratto, ‘si scopre’, non si capisce sulla base di cosa, che gay si nasce: e la natura diventa buona, fonte di saggezza e di ispirazione anche giuridica? E’ così evidente che si afferma tutto e il contrario di tutto per imporre a livello legislalivo e ora, anche educativo quello che una élite – che non rappresenta tutti i gay e non composta solo di gay, sia chiaro – estranea perfino al modo in cui la gente mette al mondo i bambini o al concetto di famiglia che non corrisponde alle direttive di una ‘società liquida’, allo stato di colliquefazione, vuole imporre a tutti, altro che scuola a pagamento!

        • filomena scrive:

          @Raider
          Non ho mai detto che la morale individuale é illegittima, ho solo detto che a differenza delle leggi a cui sono soggetti tutti, per quanto riguarda la morale, essa é facoltativa. Detto questo quando una morale da individuale diventa maggioranza nella cultura e nelle persone può diventare legge. Il punto però é che se una regola deve essere seguita da tutti deve essere condivisa quantomeno dalla maggioranza. Non mi risulta che che la morale cattolica conservatrice oggi sia maggioranza. Basta pensare che i cattolici osservanti in Italia sono sempre meno.

          • Raider scrive:

            Senza starci troppo su a pensare, nel primo post lei scrive: “La morale è individuale”: e non si capisce in che senso, se lo è sempre, qualche volta, per gli individui o per le morali che non pacciono a lei, tanto più che lei non spiega neppure il senso di un’affermazione così drastica.
            Nel secondo post, però, si rende conto di avere scritto una sciocchezza e siccome una non le bastava, ne aggiunge un’altra (per limitarci solo all’inizio del secondo, tragico post), “ho solo detto che è facoltativa”: e quindi, sconfessa il concetto da lei sostenuto qualche ora prima ‘precisando’ che la “morale è facoltativa”. Dunque, con la confusione che lei ha (anche) in merito a ciò che è o non è facoltativo nella morale degli altri, dice che, no, siccome si sono fatte le 21.08 e tutto va bene, lei può affermare nel secondo post di avere scritto nel primo (senza aver letto l’uno nè dare maggiori speranze all’altro) che l’irrilevanza della morale è data dal fatto che, come mille altre cose buone per le persone libere, la morale individuale è – da lei, individuabile al di fuori di ogni ragionevole dubbio – irrilivante giuridicamente in quanto ‘facoltativa.’
            Quindi, visto che ciò che è individuale ma non facoltativo può essere condiviso da uno nessuno e centomila, come avviene per un insieme di valori, idee, tradizioni di una comunità; e dato che una morale può essere distillata anche dallo “spirito delle leggi’, questo gioco a nascondino fra “morale individuale no”, “morale individuale sì, ma grazie, no lo stesso perché è facoltativa”, le serve solo per poter escludere dal diritto solo la morale che corrisponde a quella che lei assegna d’ufficio all’individuo che non le garba o che lei cassa d’autorità perchè ‘facoltativa’.
            Infine, “il punto però è che se una regola deve essere seguita da tutti” da tutti: non se lo scordi “deve essere condivisa quantomeno dalla maggioranza”: che è proprio quello che si vorrebbe aggirare o evitare con leggi, riforme pedagogiche riguardo ciò che va insegnato a scuola (proprio perchè – direbbe lei – o non conforme a morale o non facoltativo), vale a dire, proprio ciò che la maggioranza dei genitori, cattolici e per questo, minoritari o non cattolicie proprio perciò, maggioritari, non vuole: e che, come in altri casi, ecco commissioni di specialisti mobilitarsi per decretare quanto vogliono recepito dai programmi scolastici: e chi non è d’accordo, andrà incontro, fra un po’, alle sanzioni europee e in attesa di leggi sull’omofobia.
            Ma a lei, diciamo la verità: quale morale legittima e illegittima, quale facoltà facoltativa e individuo individuale e quale diritto non morale!, tutte cose di cui non le importa nulla rispetto all’unica cosa che a lei preme giorno e notte sul cuore e picchia in testa: attaccare sempre e comunque i cristiani, meglio se cattolici. Non è sola e anzi, non è minoranza: non ha bisogno di attaccare senza risparmio i cattolici, quasi che, se non lo facesse lei, nessun’altro lo farebbe e con la dovuta maestria, Si riposi, smetta di pensare anche alle cose belle, come “i cattolici osservanti in Italia sono sempre meno”, che la confortano e la rincuorano, ma non l’aiutano a pensare meglio.

          • Simone scrive:

            @Filomena
            Visto (come dici) che i cattolici osservanti sono sempre meno e, leggo tra le righe, visto che tu auspichi che siano sempre di meno per consentire (finalmente) a questa società così arretrata di evolversi e di andare sempre meglio, un domani, quando i cattolici saranno una minoranza sparuta, in un mondo di gay e lesbiche, la società avrà lo stesso atteggiamento protezionistico e difensorio come lo sta avendo adesso nei confronti dei LGBT?
            Come verranno trattati i credenti?
            Beh, non è difficile immaginarselo.

            • Raider scrive:

              Visto il trattamento (offensivo; offensorio, nella sua neo-lingua) che lei riserva alle parole (difensorio), non c’è da dubitare della sua immaginazione.

              • Raider scrive:

                Mi perdoni, Simone, ma se intendevo ironizzare sulla neo-lingua, non era certo per lei. Sapere che la parola GIRLS, ragazze, è, per la BBC, una parolaccia, apre squarci più che eloquenti e immaginifici sul mondo futuro a misura di Filomene.

      • gabriele scrive:

        Ma non è mica vero che la morale è individuale! Se così fosse, potrei benissimo decidere che per me non è immorale ammazzare chicchessia e andare a manifestare perchè una legge (quella sull’omicidio) mi impedisce di realizzare quello che per me è un diritto, invade la mia libertà! Ma stiamo dando i numeri?? Le leggi sono sottomesse alla morale, perchè derivano da essa: difatti l’omicidio, il furto, eccetera sono reati perchè dapprima si è riconosciuto, moralmente, che sono deleteri. La morale è il frutto dello studio della natura dell’uomo. Sta infatti nella natura dell’uomo non uccidere o non rubare, per rispetto e amore verso l’altro e per vivere in pace con tutti. Come ogni cosa naturale, la si prende così com’è, come il fatto che il sole è “fermo” (perchè non è veramente fermo, orbita intorno alla Via Lattea) e la Terra gli gira intorno. Credo davvero che l’idea di una morale “individuale” sia una delle cose più pericolose che abbia mai sentito. Cerco di spiegarmi meglio, per non essere frainteso. Pensiamo a quando si fa una legge: cosa ci permette di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato? Il senso di giustizia di ognuno di noi, che, condiviso dalla maggioranza, diventa una fonte “super-superprimaria” del diritto (più alta della Costituzione, in effetti, perchè anch’essa è uscita da lì) e che, da sempre, è chiamata “morale”. In altre parole, la morale è la coscienza collettiva. Da ciò, è facile capire come se esiste una collettività, esiste una morale, perchè per vivere insieme servono delle regole e queste regole derivano da una coscienza comune (la morale, appunto) e viceversa: se non esiste la morale, non esiste la collettività, perchè manca questa coscienza comune su cui fondare l’unione e la convivenza. Dire che “la morale è individuale” è come dire che la società non esiste, e che io sono un’isola, uno Stato sovrano. E’ il trionfo dell’individualismo! Ma ciò non stupisce, in una società che non ha più Dio: perchè se elimini quello vero, di Dio, è solo per metterne un’altro, falso. E, purtroppo, noi siamo quelli che hanno “eliminato” (mica lo si può eliminare per davvero!!!!) Dio, per seguire il folle sogno di diventare dei di noi stessi. Segno lampante di questo fatto è che i “diritti” ora non sono più la vita, la libertà o l’amore, ma il piacere, il benessere e il sesso. De uomini siamo passati a bestie, che non conoscono altro che il materiale. Ma noi abbiamo molto più del materiale!

      • Simone scrive:

        Cara Filomena,
        intanto Luca non parlava di scuole ma di genitore. (Rileggi bene, stai attenta)
        Sul fatto che sia immorale è presto fatto:
        è immorale tutto ciò che non segue uno scopo, il senso per cui è stato fatto.
        Se prendo un martello ed mi metto ad avvitare le viti, oltre a fare una fatica immensa, faccio un gesto immorale. Posso farlo? Certo, ma è immorale.
        Se trovo un buco nel muro e provo ad avere un rapporto sessuale con il muro, faccio un gesto immorale.
        Posso farlo? Certo, ma è immorale.

  2. Gerry scrive:

    Ma la bastonata elettorale non ha insegnato proprio niente ad Hollande e compagni?

    I politici, comunque, contano fino ad un certo punto, perchè è dal basso che si decide il tipo di società in cui vivere.
    Se si crea un movimento importante di opposizione a queste forzature ideologiche, in Italia i vari Vendola e compagni del PD dovranno fare dietrofront.

    • Menelik scrive:

      La domanda che hai scritto come prima frase volevo scriverla io appena letto l’articolo.
      Poi ho visto che l’hai già scritta te e non faccio il doppione.
      Evidentemente non gli basta.
      Io non sono lepeniano neanche un po’.
      Per me è come ingoiare un rospo ammettere che Marine Le Pen possa mettere un po’ in ordine le cose limitando la diffusione scolastica dell’insegnamento della teoria del gender.
      Comunque se il popolo punta i piedi, il gender non passa.
      Perché loro non sono la maggioranza.
      Idem per la droga libera: si metta al voto popolare, e vediamo il risultato.
      Per me il problema non sono le unioni omosessuali, possono fare quello che vogliono senza doverlo chiamare matrimonio, ma è la pratica dell’utero in affitto il demone da combattere, oltre a l’aborto come mezzo anticoncezionale per eliminare bambini sani.
      Il suffragio popolare è un’arma potente, ce ne vogliamo rendere conto?
      Hai voglia a dire che il voto è pilotato se perdi le elezioni, e che il popolo ha capito se vinci !!!!!!

      • giovanni scrive:

        Menelik, mi spiace contraddirti ma che il suffragio popolare è un arma potente è una pia illusione. 1° Il governo Renzi, è il terzo governo non scelto dal popolo. Da qui al 2018, hanno tutto il tempo di preparare una legge elettorale per imbrigliare i voti degli elettori. 2° I referendum. Su questo argomento non so se ridere o piangere. Inutile fare l’elenco dei referendum poi resi nulli da leggi fatte per annullarne il risultato. Sai se il “popolo” può disporre di altri strumenti?

  3. Cisco scrive:

    Spero che pubblichino anche i risultati, ci sarà da ridere… E chissà se ai seggi per votare alle prossime elezioni ci sarà anche un registro per gli intersex.

  4. beppe scrive:

    ma perchè chiamarla LIGNE AZUR, non era meglio MARòN?

  5. Salvo scrive:

    A proposito delle tematiche gay che vengono legate all’aborto, c’è l’articolo

    http://www.tempi.it/rileggere-oggi-pasolini-e-la-sua-critica-alla-sinistra-dei-nuovi-diritti-asservita-al-consumismo-borghese#comment-527141

    dove si vede che il legame è letteralmente schizofrenico.

    A parte questo, il nuovo ministro dell’Educazione nazionale in Francia, Benoit Hamon, dimostra di essere lungimirante. Il governo Renzi può seguirne le linee guida, ora che ha ottenuto una vittoria schiacciante sui vari angelinialfaniani e clericalisti frustrati.
    La Francia è sempre avanti a noi in fatto di prevenzione di omofobia.
    La campagna di promozione già è al quinto anno consecutivo.
    Da noi dura da secoli la campagna… di rimozione dell’omosessualità.
    Per fortuna sono finiti i tempi in cui la relativista Chiesa perpetrava – come vorrebbe ancora perpetrare – la rimozione-distruzione pure delle persone che praticavano l’omosessualità.

    • Raider scrive:

      Hamon lungimirante! Rispetto a una batosta elettorale e politica che Renzi dovrebbe importare qui? Non si può che essere d’accordo con una certezza così lungimirante… Quanto alla lungimiranza retrospettiva su rimozione-distruzione, si vorrebbe sapere in che senso, in quali termini e cifre, non, però, forfettarie e sulla base di stime casual e inferenze statistiche che rischiano di essere fatte un po’ arbitrariamente, se rapportate a quelle relative alle odierne società occidentali, per cui non si dispone di dati incontrovertibili. Il rifiuto dell’omosessualità non è stato e non è limitato a una sola confessione religiosa: per restare alla Francia, Hamon sa bene, essendo lungimirante, quello che dicono in musulmani: fate tutte le leggi che volete, tanto, quando saremo maggioranza, le cancelleremo. E Hamon, lungimirante sa che la cosa non lo riguarda, lui pensa all’oggi: e perde le elezioni. Mentre il rifiuto di matrimoni e adozioni gay è cosa diversa da rimozioni-distruzioni pregresse e addirittura, attribuite in esclusiva alla Chiesa anche al giorno d’oggi. Quanto alle leggi anti-omofobia non sono, certo, espressione di libertà e democrazia e farne vanto non è segno di lucidità e coerenza; allo stesso modo, non ha nulla di democratico imporre legislazioni e pedagogie sulla base dei flussi elettorali e per decreto da Stato Etico mercé apposito “Ministero dell’educazione nazionale”. Insomma, la lungimiranza miope non permette di notare una cosa che salta all’occhio, anche a tenerli chiusi tutt’e due. che le persecuzioni più terribili le ha subite e continua a subirle il Cristianesimo. Il silenzio su questo come su altre cose che non c’entrano con la hoea, ma hanno molto a che fare con il politicaemnte corretto, è la prova migliore che, se si tace, è perché si vorrebbe impedire a chi si esprime di poterlo fare liberamente.

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