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«Forse era solo un flirt, ma io mi sono innamorato subitissimo. Silvio, my love»

ottobre 6, 2017 Guia Soncini

Ho visto la vostra foto, e la tua accorata difesa di fronte agli antipatizzanti, e in verità ti dico: tornerà

Silvio-berlusconi-e-Boy-george

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Cara Guia, credo di avere trovato l’amore. Ti confesso che non ci speravo più: l’anima gemella non è una questione semplice, se sei un omosessuale âgé che si trucca ancora più di Sophia Loren. Ma poi sono venuto in Italia. Lo so, ora tu mi dirai che sono come le badanti dell’Est che si sistemano con un anziano approfittando della sua vulnerabilità, ma ti assicuro che non è andata così. Non è per interesse. Certo, mi sono sputtanato tutti i soldi che avevo fatto con le canzonette negli anni Ottanta, ma non ero in cerca di un paparino che mi mantenesse. Non sono a quel punto di disperazione. Stavo, non ci crederai, lavorando.

guia-SonciniEravamo a Milano, dunque. Era la settimana della moda, quei giorni terribili in cui bisognerebbe fuggire dalla città perché son tutti giovani e belli – cioè: hanno messo tutti talmente tanta cura nel decidere con che aspetto presentarsi che sono al loro meglio, e il loro meglio include anche che le cinquantenni dimostrino trent’anni. Io certo non ho paura della competizione: indosso cappelli a falda larga anche per andare a comprare le susine,
figuriamoci.

Eravamo a Milano, e io mettevo i dischi a una festa. So che sul mettere i dischi tu la pensi come l’organizzatrice delle feste della regina Elisabetta – quella che si rifiutava di pagare un dj perché «sarà mica un lavoro, quello» – e quindi non ti dirò che enormi fatture si stacchino mettendo i dischi a una festa del mondo della moda. Ti dico solo: incasso ben più con quello che col mio lavoro ufficiale, quello di cantante (sei ancora un cantante quando sei invecchiato e ingrassato ma non sei Elvis? Non so, ma sui documenti mi rifiuto di far scrivere “occupation: dj”: ho ancora una dignità). Ti dico solo: ho però la decenza di non dire «suono alla tal festa» come fanno certi amici miei per i quali se clicchi su “play” hai la stessa dignità professionale di Keith Richards (ma ti vengono meno calli).

Divago perché ricordare mi fa male. Eravamo a questa festa, e lo vedo. Anziano più di me. Magro più di me (abbiamo subito legato quando mi ha parlato della sua ultima dieta). Truccato più di me. Forse lui voleva fosse un flirt passeggero, ma io mi sono innamorato subitissimo. Silvio, my love.

Ho messo una foto di noi due online (se t’innamori e nessuno mette like, ti sei innamorato davvero?). Andy Warhol ne avrebbe immediatamente fatto un’opera in migliaia di riproduzioni colorate, ma Andy non c’è più e sono rimasti solo detrattori meschini, plebe invidiosa d’un grande amore che illumina la rete. Oltretutto fanno domande scemissime: ma è davvero lui? No, vado in giro con un cartonato di Silvio Berlusconi per farmici le foto.

La mattina dopo sono ripartito. Speravo di trovarlo in aeroporto con un bouquet di rose, ma niente, neanche una telefonata. Sono un signore di mezz’età, so distinguere uno che non mi vorrà rivedere al risveglio da uno con cui c’è davvero feeling. Dev’essere successo qualcosa nella notte che l’ha distratto da me, che gli ha fatto riconsiderare le sue priorità. Cosa può essere stato?
[George Alan, per gli ammiratori Boy]

Caro Boy George, la ragione per cui esito a darti un consiglio sei tu. E Miguel Bosé. E George Michael. E tutti quelli di cui avevo il poster in cameretta da piccola: diventata grande, si sono tutti inesorabilmente svelati non solo gay, ma neanche della tipologia machista; a rivedere i vostri video d’epoca mi chiedo come avessi potuto non accorgermi di tutto quel mascara, e ora mi chiedo come posso dare consigli sentimentali con un vissuto di così scarsa lucidità.

Ho visto la vostra foto, e la tua accorata difesa di fronte agli antipatizzanti, e in verità ti dico: tornerà. L’avrà distratto la campagna elettorale, o la dieta, o i cani, ma se c’è una cosa di cui sono sicura è che Silvio B. sa apprezzare chi lo difende come una leonessa, chi si fa bello di farsi fotografare con lui e, soprattutto, chi sa sostenere una conversazione informata, dettagliata, e d’un certo livello su quell’argomento fondamentale che è la sfumatura di fondotinta.

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