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Dove non ci sono i No Tav tutto procede. E molto bene. «Il modello Brennero»

agosto 15, 2013 Redazione

Il cantiere è aperto dal 2008. «Trasferire il traffico dalla strada alle rotaie è una priorità che hanno compreso tutti». Così passeranno 20 milioni di auto in meno

Modello Brennero. Nessuno ne parla ma è bene conoscerlo. Perché di alta velocità non si parla solo in Val di Susa ma anche dalle parti del Brennero, e non da oggi ma dal 1847. Il quotidiano Avvenire, in un lungo articolo, racconta l’opera voluta fin dalla metà dell’Ottocento, ideata nel 1971 e cominciata nel 2008.
Al di là dei numeri impressionanti, quello che impressiona è il silenzio intorno a quest’opera. Gli ambientalisti ci sono anche da queste parti e Verdi e M5S, che si preparano alle elezioni provinciali, hanno contestato il cantiere per l’impatto e i suoi costi. Ma nessuna protesta di piazza, nessun blocco stradale o attacco ai mezzi di lavoro. Le talpe sono state avviate dal presidente Giorgio Napolitano e da allora non hanno smesso di scavare. «Le grandi opere sono un elemento di valorizzazione e di riqualificazione del territorio in campo economico ma anche ambientale. In questo cantiere mi si apre il cuore: il metodo seguito nella realizzazione del tunnel di base del Brennero, con il coinvolgimento della popolazione, la trasparenza, la collaborazione delle istituzioni, è un modello», dice il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi dopo la visita al cantiere. Merito anche dei sindaci di tutti gli schieramenti chiamati a condividere ogni passo e ogni decisione del progetto. «Con la nostra esperienza possiamo mostrare come con il dialogo tra cittadini e istituzioni si possa trovare un accordo per il bene della collettività», ha detto il presidente della Provincia Luis Durnwalder. «Solo così si passa dalle parole ai fatti: trasferire il traffico dalla strada alle rotaie è una priorità che hanno compreso tutti» (oggi lungo il Brennero transitano 20 milioni di auto).

Qualche numero. Dopo il Molise, quello del Brennero è il cantiere pubblico più “pesante” d’Italia sul piano finanziario. L’infrastruttura fa parte dell’asse Ten-1 Berlino-Palermo: 2.400 chilometri in totale, il 65 per cento già in esercizio o in via di costruzione. L’asse del Brennero che va da Monaco a Verona è lungo 425 chilometri, la galleria di base 64. Quando sarà pronta, nel 2025, i treni merci potranno percorrerla a una velocità di 160 km/h, quelli passeggeri fino a 250. Il costo preventivato è di quasi 10 miliardi di euro e oltre ai finanziamenti europei arrivano anche quelli italiani perché «per il governo è un’opera prioritaria», precisa Lupi: il finanziamento avrà una misura del 50 per cento (4.865 milioni di euro).

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4 Commenti

  1. SteRoGAnge says:

    Ancora una volta dobbiamo essere grati a Pier Luigi Tossani per il suo intervento preciso e documentato. Con le parole d’ordine e le frasi fatte dei partigiani ProTav non si fa progredire il Paese.

  2. Sergio says:

    Dunque i trafori non servono: sono meglio le strade con milioni di camion. E’ strano: gli Svizzeri potevano scegliere i camion sulle strade e invece hanno scelto i trafori. Allora magari i trafori non piacciono per colpa dell’impatto ambientale, (e sì che non sono la transamazzonica). Con questo principio però non si sarebbe fatta nemmeno l’autostrada del sole. Eppure tutti, potendo scegliere, prendevano l’autostrada (finchè non è arrivata l’alta velocità). Allora è la bancarotta. Va bè, se siamo davvero in bancarotta sarà un traforo virtuale. Di che vi preoccupate? Comunque, cari amici, per me possiamo andare anche a piedi. Anzi, tornerei a carta, penna e calamaio. Sono d’accordo. Cominciate pure voi.

    • Abbi pazienza Sergio, si sta dicendo che il punto è un altro, e cioè che questa TAV con il buon funzionamento dei trasporti in Italia non c’entra nulla, è solo un buco in terra fatto con i soldi pubblici, per fare un piacere a chi lo scava. Questo il senso della bancarotta che incombe, a furia di fare giochetti come questo. Questo è il keynesismo. tutto qui.

      Quanto al discorso dei camion, o dai retta agli slogan, oppure, se l’argomento ti interessa, basta che tu legga qui, che è anche corto:

      http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_41_TAV.pdf

      però bisogna, quantomeno, leggere….

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