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De Magistris approva il Registro per le unioni civili. Ma i numeri dicono che mancano gli iscritti

febbraio 14, 2012 Leone Grotti

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, parla di svolta storica mentre a Gubbio il registro, attivo dal 2002, viene cancellato per inutilità. Anche a Bologna, dal 1999 ancora nessun iscritto. Ad Arco si è segnata solo una coppia, mentre a Sassari, Atzara e Porto Torres neanche quella.

«Stiamo scrivendo una pagina storica, mettiamo in evidenza dei “diritti” dormienti e basti pensare che il sindaco di Milano ne ha chiesto una copia». La svolta a cui il sindaco di Napoli Luigi De Magistris fa riferimento è l’ufficiale costituzione del Registro per le unioni civili, «senza distinzioni di sesso», presso l’anagrafe comunale. La decisione, passata ieri in Consiglio comunale quasi senza opposizione, ha scatenato le reazioni dei consiglieri del Pdl, la cui mozione volta a non confondere i valori della famiglia con le coppie di fatto è stata bocciata, mentre l’Udc si asteneva. «Un brutto segnale di assenza di dialogo» ha spiegato uno di loro, Marco Nonno.

Ma è ora di mettere da parte le ideologie e valutare il registro secondo gli «effetti concreti» che avrà, come dice De Magistris, perché «non è solo un atto politico». Vediamo allora come vanno i registri già istituiti in altre città d’Italia. A Gubbio, come scrive Avvenire, «lo scorso 25 gennaio il registro (attivo dal 2002) è stato cancellato con un voto bipartisan sostenuto dal sindaco, Diego Guerrini (Pd). Il motivo? L’inutilità: dopo quasi dieci anni risultava iscritta soltanto una coppia. I registri delle unioni civili, a ben guardare, sono soprattutto questo: pezzi di carta spesso intonsi e tuttavia dotati di valore simbolico e politico enorme per chi sostiene la necessità che le “nuove famiglie” siano equiparate a quelle tradizionali».

Come a Bologna, dove, secondo quanto riportato da tempi.it, il registro attivato nel 1999 ha ancora zero iscritti. A Trento (dal 2006) si sono segnate 23 coppie, a Bolzano (dal 2003) si viaggia su una media di 3 o 4 all’anno, ad Arco (dal 2005) una sola soletta, a Pisa dopo 15 anni si sono iscritte 32 coppie, a Firenze 73 in dieci anni, a Padova 50. E se Torino, che conta 900 mila abitanti, vanta il record di ben 120 coppie, ad Atzara, Porto Torres e Sassari stanno ancora aspettando che qualcuno utilizzi il registro. E mentre si attendono i grandi risultati di Napoli, si registrano le lamentele delle stesse sigle omosessuali, secondo cui i registri sono assolutamente inutili, un atto «meramente amministrativo».
twitter: @LeoneGrotti

 

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