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Cosa significa crescere con due mamme? Storia di Robert Oscar Lopez: «”Basta l’amore”, dicono. Ma non è vero»

aprile 13, 2014 Benedetta Frigerio

Intervista a Lopez, docente di letteratura inglese alla California State University, cresciuto senza padre dalla madre lesbica: «I miei nemici sono le lobby. Una famiglia omosessuale non è un ambiente adatto in cui crescere un bambino»

robert-oscar-lopez«Mi fa impressione che si debba usare la scienza per dimostrare che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà». Le parole sono dell’americano Robert Oscar Lopez (foto a fianco), che lo scorso martedì, ad un incontro (foto in fondo) organizzato da Fondazione Tempi, Alleanza Cattolica e Obiettivo Chaire ha raccontato il suo dramma. Cresciuto da una madre lesbica e dalla sua compagna, oggi Lopez è docente di letteratura inglese alla California State University. «Mancante». Così si è sentito per trent’anni della sua vita. Dopo anni di silenzio lo ha voluto raccontare a tutti, incominciando dai parlamentari degli Stati Uniti impegnati nella corsa frenetica per la legalizzazione del matrimonio gay.

Professore, cosa le mancò da bambino?
È semplice: un padre. Nel 1973, quando avevo 2 anni, mia madre divorziò e mi crebbe insieme alla sua amante. Ricordo che in classe io ero il più problematico, anche rispetto ai compagni che avevano i genitori separati oppure morti. Sono tutte sofferenze, ma nel caso di un genitore defunto esiste la rievocazione, la memoria: non c’è un adulto che decide deliberatamente di privarti di una figura di riferimento. E mentre i figli di separati conoscevano la differenza fra femminile e maschile, io non sapevo come esprimere la mia natura sessuale. Ero chiuso in me stesso. Ma purtroppo credo che il peggio debba ancora arrivare, perché il culmine della confusione la vivranno i figli di omosessuali nati tramite fecondazione. Questa sarà solo l’ultima conseguenza dell’escalation di disordine e dolore cominciata con il divorzio.

Come reagiva sua madre davanti alle sue difficoltà?
Ero molto bravo a scuola, mi diplomai a pieni voti un anno prima dei miei compagni, poi fui accettato all’università di Yale. Dall’esterno potevo apparire come un figlio modello, ma dentro avevo una ferita enorme che cercavo di alleviare con il sesso. A 13 anni cominciai ad avere rapporti sessuali con maschi adulti, compensando così la mancanza di mio padre. Mia madre lo sapeva, anche perché una volta mi scoprì a letto con un uomo. Ma non mi disse nulla, era troppo impegnata a vivere la relazione con la sua compagna. Era un rapporto possessivo il loro, totalizzante. Non c’era molto spazio per me e non mi sentivo amato. Non ne faccio una colpa a mia madre. So che l’omosessualità è dura da gestire, in questo tipo di relazioni difficilmente c’è posto per altro. Materialmente avevo tutto quello che mi serviva, ma nessuno mi insegnò a vivere.

Negli anni del college ha cominciato a frequentare il mondo Lgbt. Perché lo fece, se era proprio quella la causa del suo disagio?
Quando avevo 19 anni mia madre morì e di colpo mi ritrovai come orfano. Per sopravvivere avevo bisogno di un gruppo di persone che mi accettasse. La “famiglia” Lgbt mi sembrava l’unica in grado di proteggere me stesso dal mondo che non avevo imparato ad affrontare. Il problema è che invece fui vittima del loro bullismo: mi prendevano in giro, premevano affinché dichiarassi la mia omosessualità. Provai a resistere perché le mie tendenze erano bisessuali, ma siccome tutto ciò che esce dagli stereotipi dell’attivismo gay deve essere eliminato, alla fine feci “coming out”. Fu la prima avvisaglia di quella che scoprii essere un’ideologia totalitaria che vuole entrare dappertutto: nelle case, nelle scuole, nei tribunali, nei parlamenti, nei mass media. E per farlo giustifica ogni mezzo, anche l’uso degli stessi omosessuali, esattamente al pari del marxismo che utilizzò gli operai sfruttati per fare la rivoluzione. Gli attivisti gay nascondono gli omosessuali che hanno l’Hiv o che si drogano ed evitano chi assume comportamenti troppo effeminati, isterici o aggressivi. E lo fanno perché vogliono nascondere le prove del fatto che nel loro mondo c’è qualcosa che non va.

Poi avvenne qualcosa che, lei dice, la «guarì».
Alla fine dell’università accadde il primo fatto che mi cambiò la vita: mi diagnosticarono un tumore molto aggressivo e mi ricoverarono d’urgenza per essere operato. Ricordo che non pensai mai di chiamare la donna con cui ero cresciuto, ma telefonai a mio padre. Per la prima volta mi mise davanti ai suoi impegni e corse da me in ospedale. Di getto gli dissi: «Io sono tuo figlio e tu sei mio padre». In quell’istante provai una pace a me sconosciuta. Dopo l’intervento chirurgico mio padre mi portò a casa sua e per la prima volta nella mia vita mi sentii voluto. Cominciai a vivere con lui e fu come se una ferita incancrenita da anni cominciasse a sanarsi e tutta la mia natura maschile involuta a liberarsi. Il secondo fatto che mi cambiò la vita avvenne quando frequentavo il dottorato. Lì incontrai Mimma, quella che nel giro di un anno sarebbe diventata mia moglie. Cominciò a invitarmi a uscire, voleva sempre stare con me. Fu la seconda persona da cui mi sentii amato, a lei andavo bene così, con tutte le mie stranezze. Siamo sposati da 16 anni, abbiamo una figlia di 7 anni e so che senza di lei e senza Dio oggi non sarei qui.

Cosa c’entra Dio con questa storia?
Sono cresciuto nella tradizione cattolica, ma me ne andai. Mio padre veniva dalle Filippine, mia madre da Porto Rico. Lei era una fervente sostenitrice della Teologia della liberazione. In casa mia sentivo solo discorsi legati alla lotta contro la povertà, per quei cattolici l’unico peccato era l’oppressione dei poveri. Fra loro c’era un prete molto radicale che causò il mio rifiuto per il cattolicesimo. Quando cominciai ad avere rapporti con gli uomini corsi a dirglielo e lui mi rispose che non dovevo giudicarmi, che dovevo continuare a farlo se la cosa mi faceva stare bene e se quegli adulti mi davano in cambio del denaro non dovevo sentirmi in colpa. Quando crebbi mi resi conto che se lui mi avesse fermato, se mi avesse fatto capire che così stavo distruggendo me stesso, che quello era un peccato e che il mio disagio non era normale, forse la mia vita non sarebbe stata un inferno. Trovai conforto e sostegno nella chiesa battista: mi dicevano quello che sentivo dentro, che il peccato fa soffrire, che c’è un bene e un male. Che Dio è buono e ci ama. Lì trovai padri che mi educarono.

Oggi a parlare in questo modo succede di essere accusati di intolleranza, eppure lei dice di amare chi l’ha fatta soffrire. Cosa significa?
I miei nemici sono le lobby, non gli omosessuali. Sono gli attivisti che diffondono l’ideologia gender, quelli che si sono infilati nella testa di mia madre confermandola in ciò che ha fatto. Per amare i nostri nemici bisogna fare come si fa con gli amici: giudicare con amore ciò che fanno. Se un amico si sta cacciando in un pericolo, se sta sbagliando e non lo correggi, sei responsabile anche tu. Il resto è tolleranza e questa ha solo le parvenze del bene; mente l’amore è forte e quindi può apparire duro.

Perché allora ha taciuto per anni?
Quando mi sposai avevo ancora molti amici omosessuali. Cominciarono anche loro a crescere i figli esattamente come ero stato cresciuto io. All’inizio provai ad accettarlo. Ma durò poco: davanti ai miei occhi vedevo ripetere il male che era stato fatto a me. Sebbene sapessi che era sbagliato, mi dicevo che non dovevo giudicare. Ma l’egoismo di queste persone che portavano via i figli dai loro padri o dalle loro madri, divenne insostenibile. Guardavo questi bambini disorientati e col passare del tempo sempre più aggrappati alle ragioni dei loro genitori. Ogni figlio del mondo può ribellarsi, litigare con la mamma e il papà, dire loro che sta male. Ma nelle case omogenitoriali questo non è possibile, perché i bambini devono dimostrare ai genitori e a tutti di essere perfetti e il desiderio che hanno di essere amati li porta a sottomettersi a questo diktat implicito. È per questo che a certe domande ribattono spesso con risposte preconfezionate. Davanti a tutto questo mi decisi a rompere il silenzio. A maggior ragione ora che la questione si è fatta ancor più politica e si comincia a parlare normalmente di “uteri in affitto”. Mi chiedo dove sia quella sinistra che millanta di lottare per i diritti dei piccoli e della donna. Mi pare che a difenderli sia rimasta solo la Chiesa.

Oltre a lei ci sono altre persone che hanno raccontato vicende simili?
Con me hanno cominciato a parlare Rivka Edelman e Dawn Stefanowicz, ma conosco altra gente cresciuta come noi, che ho incontrato e che mi scrive. Molti, una volta usciti di casa provano a ritrovare la loro identità. Mi scrive anche qualche adolescente. Ma per noi c’è poco spazio, si leggono invece studi a favore delle adozioni gay, dove si trovano risposte identiche, che fanno pensare a un lavaggio del cervello: «Io sono come tutti, voglio bene a mia mamma e mio papà». Possibile che non risulti mai che nelle case omogenitoriali ci siano adolescenti con problemi come in qualsiasi altra famiglia “normale”? Per non parlare di quando portano come esempio le performance di qualche bambino brillante a scuola: anche io ero fra i migliori, un prototipo perfetto per la campagna Lgbt.

Lei ha detto di essere «convinto che una famiglia omosessuale non è un ambiente adatto in cui crescere un bambino» e alcune ricerche scientifiche le danno ragione. Invece le posizioni dell’American psychological association (Apa) sembrano più ambigue.
È così. Loren Marks ha studiato le 59 ricerche a favore dell’omogenitorialità citate dall’Apa per sostenere la tesi Lgbt scoprendo che non raggiungono i requisiti per essere considerate scientifiche. Mentre quello di Mark Regnerus, il più ampio (248 figli di omosessuali) e attendibile, perché svolto su adulti usciti di casa, dimostra che chi è stato allevato da due persone dello stesso sesso è dalle 25 alle 40 volte più svantaggiato dei suoi coetanei cresciuti in famiglie normali. I dati dicono che questi bambini hanno un più alto tasso di suicidi, minori possibilità di diplomarsi, un alto tasso di disoccupazione (solo il 26 per cento dei ragazzi cresciuti all’interno delle coppie omosessuali ha un lavoro fisso contro il 60 per cento della media), maggiori probabilità di entrare nel mondo della droga, di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e di andare in psicoterapia. Però mi fa impressione che si debba usare la scienza per dimostrare che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà. A volte mi pare di vivere in un mondo in preda a una follia sentimentalista. «Basta l’amore», dicono. Ma un figlio ha bisogno di quello vero, che non è solo affetto: l’amore è accoglienza, dedizione, sacrificio per il bene di un altro.

lopez-incontro-fondazione-tempiLei utilizza spesso il termine “sacrificio” che oggi suona quasi come una parola negativa. Che cosa significa per lei?
Suonerà così, ma chieda a chiunque se non vorrebbe un padre che si sacrifica per lui. Chi le direbbe di no? Soltanto un folle o chi non ha conosciuto padri così. Per me è davvero difficile capire come si possa divorziare, come si possa strappare un figlio dalla propria madre o dal proprio padre senza capire che il bambino è una cosa sola con loro. Non potrei mai rinunciare all’unione profonda del matrimonio per una sbandata sentimentale. Facendolo condannerei me e la mia famiglia a quello che ho vissuto io da piccolo. Capisce a cosa serve il sacrificio?

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62 Commenti

  1. leo aletti scrive:

    ” Padre nostro che sei nei cieli…” Debbo ringraziare i miei genitori che mi hanno insegnato questa preghiera. Quanta parte del mondo cattolico è fuorviante.

  2. domenico b. scrive:

    Io prego davvero che I senatori che stanno discutendo il disegno di legge sull’omofobia leggano questo articolo e si rendano conto della responsabilità che si assumono con il loro voto…
    se preferiscono comprare la sedia sulla quale sono seduti con la sofferenza delle persone, o se sono capaci di un atto di coraggio degno della saggezza di cui dovrebbero essere testimoni, ribellarsi al politicamente corretto imposto da poteri forti è una scelta che sta nel loro voto…
    E comunque un giorno saranno sicuramente giudicati da quei bambini dei quali sono chiamati a decidere del loro destino

  3. beppe scrive:

    tutto vero , terribilmente vero. ma. c’è quel CHI SIAMO NOI PER GIUDICARE che ormai pesa come un macigno. quell’errore costerà molto caro al nostro caro leader chiacchierone.

    • AndreaB scrive:

      Buongiorno Beppe, ogni frase detta per tendere una mano puo’ essere terribilmente strumentalizzata da chi non ha a cuore la ricerca della verita’, ma soltanto il proprio egoismo. Sempre forza e fermezza conto il peccato ma… Lo so e’ difficile… Amore e misericordia verso il peccatore.

  4. Bifocale scrive:

    Santa Benedetta Frigerio ha colpito ancora. Di storie di persone con problemi con i genitori se ne possono trovare a migliaia, e con un padre e una madre. La vicenda personale di questo signore non dimostra niente, visto che di coppie etero che sono pessimi genitori non mancano certo gli esempi. Ancora una volta poi si passa con disinvoltura dalle posizioni dell’American Psychological Association (e American Psychiatric Association, e Canadian Psychological Association, e American Anthropological Association, e American Academy of Pediatrics, e Australian Psychological Association, e New Zealand Psychological Association, e British Psychological Society, e l’Associazione Italiana di Psicologia, eccetera) – TUTTE concordi nell’indicare che i bambinbi possono crescere benissimo sani e equilibrati anche con due genitori dello stesso sesso – tirando in ballo la stromabazzata ma fallace ricerca del solito Mark Regnerus, il quale NON è né psicologo né psichiatra. La sua ricerca, in ambito sociologico, è stata fatta con numero falle metodologiche (parzialmente ammesse persino da lui stesso), invalidata da numerosi conflitti di interesse e dalle quale ha preso le distanze persino l’American Sociological Association.
    per i dettagli si legga http://www.huffingtonpost.com/john-becker/supreme-court-american-sociological-association-gay-parents_b_2783523.html

    • Cisco scrive:

      Bifocale, ormai hai raggiunto un livello tale di lavaggio del cervello che mi preoccupo seriamente per te. L’ultima trovata della della American Sociological Association e’ poi esilarante. La prossima associazione che si sentirà in dovere di fare coming out per incassare finanziamenti obamiani sarà l’associazione albergatori del Connecticut?

      • Bifocale scrive:

        Cisco, sul lavaggio del cervello lascia che chi legge queste pagine si faccia con la propria testa chi cerca di fare il lavaggio del cervello ad altre persone e chi invece cerca di difendersi da gruppi che, basandosi sui loro dogmi e credenze religioso, spingono affinche’ ad una certa porzione della popolazione vengano negati rispetto e pari diritti.

        Per quanto riguarda il resto in un comunicato stampa postato sul sito ufficiale dell’associazione la presidente dell’American Sociological Association Cecilia Ridgeway chiarisce che “non vi è alcuna evidenza che bambini con genitori dello stesso sesso in una stabile relazione si diffenzino da quelli con genitori di sesso diverso in termini di benessere. Certamente la maggiore stabilità che viene dal matrimonio per coppie dello stesso sesso come per quelle di sesso diverso può certamente essere un beneficio per un bambino e il suo star bene.

        Sui fondi, non ti piacciono quelli che tu dici prenderebbe l’A.S.A. ma non hai niente da dire sui 785mila dollari collegati alla National Organization for Marriage (gruppo ultraconsercatore e ovviamente anti uguaglianza matrimoniale) che Regnerus ha benvolentieri ricevuto per produrre il suo bel studio. Studio del quale l’ASA ha esposto le varie e gravi falle metodologiche che, se sai l’inglese (io non ho il tempo di tradurlo) trovi qui nel dettaglio
        http://pamshouseblend.firedoglake.com/2013/03/01/american-sociological-association-calls-out-obliterates-anti-gay-parenting-study/

        • Cisco scrive:

          Bifocale, ma stai scherzando? Io non voglio negare i diritti di nessuno, la discussione certe proprio su cosa sia diritto (e quindi da riconoscere in quanto tale) e cosa no. Tale signora Ridgeway dice una cosa banale, parlando di benessere: chi ha mai detto che i “figli” di una coppia gay fanno la fame? Anzi, negli USA rappresentano il target più conteso dalle aziende, data la loro elevata capacità di spesa. Il problema e’ quale sviluppo psicofisico di lungo periodo (leggi: decenni) questi figli potranno avere. Come dimostra anche il caso Regnerus da te citato, chi finanzia le ricerche si attende un certo esito, e le ricerche indipendenti (anche come campione utilizzato, mai rappresentativo) semplicemente non esistono.

          • Paolo scrive:

            Ottimo esempio sig. Cisco di come rispondere quando non si hanno più argomenti validi con cui controbattere…coraggio se ne faccia una ragione.

            P.s. È veramente singolare poi che si accusi sempre gli altri di lavaggio del cervello…

  5. Bifocale scrive:

    Di storie di persone con problemi con i genitori se ne possono trovare a migliaia, e con un padre e una madre. La vicenda personale di questo signore non dimostra niente, visto che di coppie etero che sono pessimi genitori non mancano certo gli esempi. Ancora una volta poi si passa con disinvoltura dalle posizioni dell’American Psychological Association (e American Psychiatric Association, e Canadian Psychological Association, e American Anthropological Association, e American Academy of Pediatrics, e Australian Psychological Association, e New Zealand Psychological Association, e British Psychological Society, e l’Associazione Italiana di Psicologia, eccetera) – TUTTE concordi nell’indicare che i bambinbi possono crescere benissimo sani e equilibrati anche con due genitori dello stesso sesso – tirando in ballo la stromabazzata ma fallace ricerca del solito Mark Regnerus, il quale NON è né psicologo né psichiatra. La sua ricerca, in ambito sociologico, è stata fatta con numero falle metodologiche (parzialmente ammesse persino da lui stesso), invalidata da numerosi conflitti di interesse e dalle quale ha preso le distanze persino l’American Sociological Association.

    • ftax scrive:

      Perché allora non parli dei molto più numerosi conflitti di interesse all’interno delle suddette associazioni?
      E’ FALSO che siano concordi al loro interno nell’indicare che i bambini crescono sani con genitori dello stesso sesso: è solo questione di maggioranze conquistate all’interno del board esecutivo.
      Per ognuna di queste determinazioni è facile trovarne altrettante di segno diametralmente opposto.
      Quindi rilassati e pensa solo che fra qualche anno le stesse determinazioni si ribalteranno di segno quando sarà evidente lo sfascio sociale determinato dalle unioni gay…

    • AndreaB scrive:

      Buongiorno bifocale. Quello che mi e’ sembrato di capire dalla testimonianza e’ pero’ , che il modello di famiglia nel quale e’ cresciuto quell’uomo, e’ considerato un fiore all’occhiello per le associazioni lgbt… Per loro non si tratta di una famiglia disadattata o disgraziata, ma di un modello da incentivare e divulgare… Ogni bambino ha diritto di nascere e di vivere con un bravo papa’ e una brava mamma, che lo amino, lo accudiscano e non lo abbandonino.
      Spero tu sia d’accordo con me sul fatto che avere un bambino NON e’ un diritto e che abbandonarlo a causa del proprio egoismo e’ un brutto tradimento. Molti matrimoni oggi falliscono proprio per questo… Per un tradimento.

      La famiglia dovrebbe essere qualcosa di stabile, di equilibrato, ove i figli vedono la mamma e il papa’ come importanti punti di riferimento, ove si riesce anche a mettere da parte l’egoismo e ci si sforza di amare la propria moglie o il proprio marito, anche nei momenti piu’ bui. Questo da’ forza ed equilibrio ai propri bambini e li fa crescere sicuri della propria identita’.

      • filomena scrive:

        Ma scusa da questo quadretto di famiglia che hai fatto, ti rendi conto che ne esce una vita fatta solo che di obblighi e sacrifici. Fermati un attimo e rileggi quello che hai scritto. Se questo è il modello di famiglia che proponi ma chi vuoi che si sposi più?
        Perché mai uno dovrebbe fare una cosa così autolesionista, solo perché c’è qualcuno che sostiene che siamo nati per soffrire….? Anche no!!!

        • Filomena scrive:

          In Italia la Sipps, Società italiana di pediatria preventiva, ha recentemente dichiarato sulla stampa: “Siamo preoccupati perchè i media parlano delle adozioni gay con troppa leggerezza, invece è un argomento delicato soprattutto per le ripercussioni sul bambino. Lo studio di Loren Marks, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Social Science Research, smentisce clamorosamente le indagini dell’Apa realizzate peraltro con la finalità dichiarata di sostenere l’opportunità delle unioni gay. Anche il noto psicologo Nicholas Cummings ha preso le distanze dalle indagini Apa condotte negli Usa. Oggi, l’unico studio che ha una validità scientifica è quello del sociologo Mark Regnerus, che vanta un impianto metodologico inedito qualitativamente e quantitativamente”.

          • filomena scrive:

            Gradirei che si smettesse di usare il mio nome per dire stupidaggini che non si ha il coraggio di intestarsi.
            Grazie

        • AndreaB scrive:

          Scusami Filomena, non volevo spaventarti. Ti garantisco che le gioie che mi da’ la famiglia superano di gran lunga i sacrifici.

          • domenico b. scrive:

            Filomena, tu al solito non capisci niente. te l’ho già detto: devi cercare di resettarti e riprogrammarti per ragionare con la tua testa.
            Andrea non ha parlato di autolesionismi, sofferenze o chissà quali sacrifici…
            voler bene ad una persona anche quando questa passa un momento difficile è autolesionismo? Voler bene a tua moglie, o marito, anche quando è ammalata,, vuol dire affermare che siamo nati per soffrire?
            Fermati un attimo tu, filomena, e rileggi tutta la tua vita

      • Filomena scrive:

        Non fatevi ingannare dalle menzogne Lgbt di Bifocale. L’Apa è stata screditata come associazione non più scientifica dal suo primo presidente Nicholas Cummings. Oggi è completamente in mano alle lobby gay e Cummings ha dichiarato che l’Apa ha rinunciato alla sua validità scientifica. In Italia la Sipps, Società italiana di pediatria preventiva, ha recentemente dichiarato sulla stampa: “Siamo preoccupati perchè i media parlano delle adozioni gay con troppa leggerezza, invece è un argomento delicato soprattutto per le ripercussioni sul bambino. Lo studio di Loren Marks, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Social Science Research, smentisce clamorosamente le indagini dell’Apa realizzate peraltro con la finalità dichiarata di sostenere l’opportunità delle unioni gay. Anche il noto psicologo Nicholas Cummings ha preso le distanze dalle indagini Apa condotte negli Usa. Oggi, l’unico studio che ha una validità scientifica è quello del sociologo Mark Regnerus, che vanta un impianto metodologico inedito qualitativamente e quantitativamente”. Tutte frottole, mettere i bambini nelle mani dei gay è un crimine. Lo ha detto anche il papa l’11 aprile scorso.

        • Bifocale scrive:

          Filomena l’American Academy of Pediatrics sia nel 2002 che nel 2009 ha preso poszione su queste tematiche spiuegando che “un crescente numero di studi scientifici dimostra che i bambini che sono stati allevati da uno o due genitori gay o lesbiche sono emotivamente, cognitivamente, socialmente e sessualmente equivalenti a coloro che sono cresciuti con genitori eterosessuali”. Anche ammesso e non concesso che l’American Psychological Association sia ormai un covo di pericolosi omofili nel quale comanda la ‘potentissima e dittatoriale Lobby Gay’ che mi dici dell’American Psychiatric Association? e della Canadian Psychological Association? e della British Psychological Society? e dell’American Anthropological Association? e dell’Australian Psychological Society? e della New Zealand Psychological Society? potrei continuare, tutte associazioni che hanno preso posizione a favore della perfetta idoneità di coppie dello stesso sesso ad allevare e crescere bambini bene quanto le coppie di sesso diverso. Tutte questa associazioni sarebbero in balìa dei malvagi gay che vogliono conquistare il mondo col fine ultime di distuggere il mondo? Ti rendi conto di quanto sia risibile questa ridicola teoria della cospirazione?

      • Filomena scrive:

        Non fatevi ingannare dalle menzogne Lgbt di Bifocale. L’Apa è stata screditata come associazione non più scientifica dal suo primo presidente Nicholas Cummings. Oggi è completamente in mano alle lobby gay e Cummings ha dichiarato che l’Apa ha rinunciato alla sua validità scientifica.

        • Filomena scrive:

          In Italia la Sipps, Società italiana di pediatria preventiva, ha recentemente dichiarato sulla stampa: “Siamo preoccupati perchè i media parlano delle adozioni gay con troppa leggerezza, invece è un argomento delicato soprattutto per le ripercussioni sul bambino. Lo studio di Loren Marks, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Social Science Research, smentisce clamorosamente le indagini dell’Apa realizzate peraltro con la finalità dichiarata di sostenere l’opportunità delle unioni gay”.

      • Filomena scrive:

        Non fatevi ingannare dalle menzogne Lgbt di Bifocale. L’Apa è stata screditata come associazione non più scientifica dal suo primo presidente Nicholas Cummings. Oggi è completamente in mano alle lobby gay e Cummings ha dichiarato che l’Apa ha rinunciato alla sua validità scientifica.

      • Bifocale scrive:

        Buongiorno a te Andrea. Le associazioni LGBT non sostengono un modello “da incentivare e divulgare” ma semplicemente da rispettare. Un bambino ha bisogno di genitori lo amino, lo accudiscano e non lo abbandonino, perfettamente d’accordo: il fatto che siano di sesso diverso o dello stesso sesso per il bambino non fa alcuna differnza in quanto i piccoli non sono interessati al genere o all’orientamento sessuale dei genitori. Nel 2011 l’Associazione Italiana di Psicologia ha diffuso in comunicato ufficiale nel quale ricorda che le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico-sociale degli individui. Infatti i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico-sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla loro forma, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano.
        PS: il non tradirsi, il mettere da parte l’egosimo e lo sforzarsi di amare il proprio partner anche nei momenti piu’ duri della vita non sono un’esclusiva delle coppie etero.
        PPS: grazie per il tono civile della tua risposta, al contrario di altre. Un saluto.

  6. Massimo scrive:

    Ancora con sta solfa di Regnerus. I suoi ‘studi’ sono stati destituiti di fondamento in sede legale in tutti gli Stati Uniti. Documentatevi. Grazie.

    • Filomena scrive:

      E’ una falsità- Gli studi di Ragnerus sono stati attaccati dalle lobby gay ma Ragnerus, oggetto di una vera e propria operazione Barilla, è stato riabilitato dalla stessa Università che ha pubblicato i suoi studi nel sito web ufficiale. Oltre a Ragnerus in italia anche la ricerca di Donati, Università di Bologna, è arrivata alle stesse conlusioni. Bambini in mano dei gay = poveri bambini

      • Filomena scrive:

        Secondo Pierpaolo Donati, Università di Bologna, le coppie gay maschili hanno tassi di violenza domestica che sono doppi rispetto alle coppie eterosessuali; nelle coppie lesbiche, le donne mostrano un’alta percentuale di problemi piscologici (il 75% di loro ha ricevuto cure psichiatriche); la pedofilia riguarda il 10% degli adulti maschi omosessuali; il 29% dei loro figli avrebbe subito abusi sessuali (per i figli delle coppie eterosessuali, la percentuale è dello 0,6).

        • Bifocale scrive:

          Oh certo Filomana, infatti non passa giorno che le cronache non riportino notizie di coppie gay nelle quali uno dei due è finito all’ospedale malmenato dal partner, oppure che ha ucciso il/la compagno/a dopo essere stato lasciato. Ti consiglierei di rileggere le news e verificare il sesso delle persone coinvolte in questi episodi di violenza domestica. Solo nel 2013 vi sono state 128 donne uccise dai loro partner, ti informo che erano tutti maschi eterosessuali, dunque non si trattava certo di coppie omosessuali. Per quanto riguarda Donati, guarda caso è membro della Pontificia Accademia di Scienze sociali, se non dicesse queste cose non aderirebbe come dovuto alla campagna di demonizzazione delle coppie omosessuali in atto da qualche anno.

  7. Massimo scrive:

    Dichiarazione ufficiale dell’ASA (American Sociological Association):

    The results of our review are clear. There is no evidence that children with parents in stable same-sex or opposite-sex relationships differ in terms of well-being. Indeed, the greater stability offered by marriage for same-sex as well as opposite-sex parents may be an asset for child well-being.As the social science consensus described in Part I demonstrates, the evidence regarding children raised by same-sex parents overwhelmingly indicates that children raised by such families fare just as well as children raised by opposite-sex parents, and that children raised by same-sex parents are likely to benefit from the enhanced stability the institution of marriage would provide to their parents and families. All told, the Regnerus study … does not undermine the consensus that children raised by same-sex parents fare just as well as those raised by opposite-sex parents.

    • giovanna scrive:

      Non so come si riesca a buttarla in ideologia di fronte a questa persona che ha sofferto tanto e l’ha raccontato col cuore ! Questa è la sua esperienza e chiunque con un minimo, ma proprio minimo, di sensibilità ne sarebbe toccato
      . Poi, non ci vuole un eccesso di fantasia ad immedesimarsi nella sofferenza di non aver avuto un padre che lo crescesse, a non aver avuto nella crescita una figura di riferimento del suo sesso con cui confrontarsi, aver avuto a che fare con persone omosessuali gay che si comportano esattamente con la noncuranza dell’umano e con l’aggressività che testimoniano tutti i giorni qui.
      Tutti i giorni leggiamo le frasi impregnate di egoismo e menefreghismo di questa gente, che, al contrario del prof. Lopez e degli altri che stanno venendo fuori, vogliono infliggere le loro stesse sofferenze subite a causa della mancanza, sia fisica che psicologica, di un padre e di una madre nella loro vita.
      La rabbia davanti a testimonianze come quella del prof, che tutti sentiamo autentiche e sincere, perché tutti se non genitori siamo figli, è molto, molto significativa dei danni umani di questa ideologia gender o gay che dir si voglia, ma spero si anche un segnale per gli stessi rabbiosi.
      Lo dico sinceramente e ribatto l’avverbio sinceramente, perché di sincerità di empatia umana , nel mondo gay ce n’è ben poco, prevale senz’altro lo sfruttamento delle disgrazie, che sia un bambino abbandonato o comprato dalla mamma o un adolescente con problemi psicologici o comunque la persona nelle sue esigenze ultime di felicità è azzerata, è un mezzo.
      Il paragone col comunismo , fatto dal prof, lo condivido appieno e anche questo lo verifico giornalmente nei commenti di Tempi e anche in tutte le iniziative striscianti e totalitarie del mondo ideologizzato gay.

      • Toni scrive:

        Giovanna

        Ti stimo!

        Ps.- Volevo dirlo da tempo.

        • giovanna scrive:

          Caro Toni, e allora lo vedi che la cosa è reciproca ? :- )
          ( è una citazione di Verdone, lo specifico perché non so di quale generazione tu sia !)

    • Toni scrive:

      Massimo
      e naturalmente tu ci credi. Li immagini a questi dell’ASA con il loro camicione bianco, con tanto di lente di ingrandimento ad osservare, con occhio critico ed imparziale, questi bimbi che crescono bene e felici (sarebbe il caso…. poi, di analizzare quale è il termine di paragone di questo benessere).
      Naturalmente non è una ipotesi da prendere in considerazione, da parte tua, che si possa trattare di una sudditanza a chi ti commissiona studi e li finanzia. Non daresti neppure credito a chi ti avvertisse che, con il clima che viviamo, se l’ASA avesse espresso una dissonanza a quest’ora tutti i suoi componenti dovevano mettersi a chiedere scusa mille volte perché, altrimenti, si sarebbe scatenato nei loro confronti una campagna anti omofoba con tanta di gogna mediatica. Pensi che non sia successo in qualche altro caso? Non ne ricordi …. qualcuno?

  8. Giannino Stoppani scrive:

    Per decenni se non secoli valenti studiosi hanno teorizzato, con tanto di prove scientifiche allegate, la superiorità di una razza umana sull’altra.
    La storia si ripete “paro paro”, ciò a causa dell’ignoranza spocchiosa dell’uomo che si crede come Dio.

    • Bifocale scrive:

      Per una volta sono d’accordo con Stoppani-exTubini, infatti da queste parti e in gruppi come le Sentinelle omofobe in piedi si sostiene la superiorità di una parte della razza umana (eterosessuale) su un’altra parte (coloro che non sono eterosessuali), facendo uso anche alle ricerche taroccare di gente come Regnerus come ‘prova’ scientifica. Il tutto condito con l’uso di concetto di Dio (o il Suo piano, o il Suo volere, eccetera, il tutto costruito a loro immagine e somiglianza) come giustificazione.

      • Toni scrive:

        Lascia perdere, o vittima, nessuno sostiene superiorità di razza. Ti dicono semplicemente che non puoi avere tutto quello che ti passa per la mente. E’ un destino che, per un verso o per l’altro, tutti abbiamo ed a piangere sono solo i capricciosi.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Esimio Bifocale, forse, per il tuo bene, dovresti sapere due o tre cosette:
        1) ho abbandonato a malincuore il mio vecchio nickame solo su precisa indicazione di un funzionario di Pubblica Sicurezza, dopo aver ricevuto diverse minacce all’incolumità mia personale e della mia famiglia delle quali, per inciso, si sta occupando la magistratura, quindi non so quanto ti convenga rammentarlo ogni volta col tono compiaciuto e velato di minaccia di chi dice “stai attento che so chi sei”.
        2) per tua informazione, e come sanno bene certi tuoi correligionari esaltati e violenti con cui ho avuto a che fare, io non mi chiamo affatto Tubini.
        3) in genere è difficile concordare con una cosa che non si è capito.

        • Bifocale scrive:

          Signor Giannino, che poi sia il suo vero nome o no poco mi importa 1) se qualcuno le ha fatto delle minacce ha fatto benissimo a ricorrere alle autorità, essendo io per natura una persona non violenta ritengo che chi ricorre a questi mezzi per intimidire gli altri sia persona infima e squallida, per cui su questo ha la mia più totale simpatia. Tuttavia, mi permetta, chi semina vento rischia di arccogliere tempesta, se nella vita reale si comporta e discute con la stessa arroganza e aggressività che esibisce sui forum non mi sorpendo se qualche ‘testa calda’ che magari la conosce di persona abbia perso il senso della ragione e dei limiti di ciò che è legale da ciò che non lo è. 2) il suo vero nome, ripeto, non mi interessa, per quanto mi riguarda siamo qui per scambiarci delle opinione, e il suo sgradevolissimo ‘stile’, altamente aggressivo ostile e offensivo, è facilmente riconoscibile 3) per arrivare ad un punto di concordia bisogna che vi sia innanzitutto rispetto, e lei ha dimostrato in un numero esorbitante di occasioni di non avere nessun rispetto nè per le persone omosessuali, nè per le loro vite personali, nè per i loro diritti di esseri umani, nè per le loro famiglie. Come vede se ho qualcosa da dirle glielo dico apertamente, non ho bisogno di ricorerre a minacce, di solito chi minaccia non ha validi argomenti nè cervello nè educazione per discutere civilmente. Saluti.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Orbene, esimio Bifocale, il tuo post è la dimostrazione che tutto diventa opinabile quando si ha la mente distorta dalla lente di un’impostazione ideologica che considera la menzogna più smaccata come mezzo lecito di propaganda..
            Infatti io mai e poi mai, nella vita e su queste pagine, ho manifestato meno che il più compassionevole (nel senso originario del termine) rispetto per le persone omosessuali, guardandomi bene dal giudicare loro, ciò non solo per il rispetto formalistico dell’insegnamento cristiano, ma nella consapevolezza di aver da farmi perdonare cose ben peggiori rispetto ad essi.
            Ti basterebbe un minimo di onestà intellettuale per accertartene, ma tant’è!
            Altro discorso, invece, vale per la satanica ideologia che alcuni omosessuali e loro simpatizzanti professano a suon di menzogne più o meno consapevoli, alla quale mi son spesso divertito a riservare un po’ dell’ironia tipica della mia gente, che, si sa, può risultare indigesta a chi è dotato di scarso senso dell’umorismo o a chi ha la mente ottenebrata dall’ideologia.
            Ma di questo mio modo dissacrante di rapportarmi con chi si prende troppo sul serio difficilmente mi potrò liberare, visto che, ad esempio, il fatto che uno come te trovi il mio stile “sgradevolissimo” in verità mi diverte alquanto.
            Inoltre, caro Bifocale, se tu fossi sufficientemente onesto con te stesso e con gli altri, ti renderesti conto da solo che è un po’ pretestuoso pretendere “rispetto” dalle persone che stiamo prendendo a mazzate sulla testa: tu, infatti, a ben vedere, vieni qui non per cercare un dialogo, ma solo per spernacchiare il sentimento religioso delle persone e le loro idee, per poi parlare di mancanza di rispetto se qualcuno osa sghignazzare non della tua persona, che invero fa somma tristezza, ma delle assurdità ideologiche che gli vuoi propinare.
            Quanto al resto, sappi che le intimidazioni di cui sopra, e di cui la magistratura si è interessata in seguito ad un esposto di alcuni lettori (bada bene!) e non certo in seguito a una mia denuncia (farei altro che impelagarmi con gli avvocati per queste bischerate!), non mi sono state fatte di persona, ma in forma che gli autori ritenevano anonima.
            Ciò non certo perché io rinunci a esprimere pubblicamente le mie convinzioni con quello stile sgradevolissimo di cui colpevolmente mi compiaccio, ma perché, evidentemente, proferire insulti e minacce al sottoscritto, qualora lo si voglia fare faccia a faccia, richiede una certa dose di coraggio fisico che non tutti hanno.
            In ogni caso, promettendoti che d’ora innanzi cercherò di far del mio meglio per non urtare oltremodo la tua sensibilità, ti porgo cordiali saluti e auguri di buona Pasqua.

            • Bifocale scrive:

              Caro Giannino, sui rispettivi ‘stili’ di confrontarci vuol dire che continueremo reciprocamente a non piacerci, sono sicuro che entrambi ce ne faremo una ragione. Per quanto riguarda “il sentimento religioso delle persone” io lo rispetto MA NON QUANDO viene utilizzato come fondamento e giustificazione per sostenere che persone che appartengono ad una certa categoria (omosessuali) non possono avere gli stessi diritti civili e lo stesso trattamento da parte dello Stato rispetto alla maggioranza eterosessuale, ovvero devono essere relegate ad essere (da singoli o in coppia) cittadini di serie B. Dunque come si suol dire io rispetto la tua libertà fino a quando tu – in nome della tua libertà religiosa – vuoi limitare la mia. Detto questo e sperando che in futuro possiamo continuare a ‘battagliare’ pacificamente contraccambio gli auguri di buone feste.

  9. Federica scrive:

    C’è da considerare una cosa:gli omosessuali sono una ristrettissima minoranza.nessuno si è mai chiesto come e perché riescano a tenere in scacco interi Stati?secondo me la risposta è una sola:il dio denaro.a nessuno gliene frega niente dell’autentica felicità degli omosessuali.se queste norme passano è solo perché la loro approvazione apre la strada a una valanga di procedure piuttosto lucros:cliniche che praticano fecondazioni di tutti i tipi,case farmaceutiche che potranno buttarsi a piene mani nel commercio di farmaci legati a queste pratiche.soldi soldi e soldi.per quale altra minoranza si sono fatte leggi in un batter d’occhio,addirittura di notte e di corsa,senza nessuna consultazione della volontà popolare?nessuna!perché nessuna minoranza ha mai dato la possibilità di estendere la possibilità di lucro in ambito sanitario.e ho il sospetto che anche per l’aborto il dio quattrino abbia avuto non poco peso.stipendi pubblici per gente che li praticasse e quindi voti assicurati…indagini embrionali per decidere se abortire o no…nuovi farmaci e cure da sperimentare,con fondi pubblici o privati…e ora la popolazione ci viene presentata come se uno su 3 fosse gay!ma non è così!e anche tra gli omosessuali,molti non vogliono o non sono interessati a queste proposte di legge.sono 3 gatti in croce ,rendiamocene conto!

    • giovanna scrive:

      Penso che senz’altro il denaro abbia un ruolo, cara Federica, ma non spiega tutto.
      Per esempio io rimango meravigliatissima, l’ho detto più volte, dal conformismo degli intellettuali.
      Voglio dire, i tanti psicologi e psicoterapeuti che buttano a mare i loro studi, la loro umanità, per sostenere come niente fosse la compra-vendita di bambini.
      Gente che magari si riempie la bocca da sempre di difesa delle donne e dei poveri, che senza battere ciglia accettano l’affitto di esseri umani. Ecco, in questo caso, non credo che i soldi abbiano il ruolo principale, ma proprio l’aver abbandonato il cristianesimo tenendone i valori, porta ad abbandonare alla fine anche i valori e buttarsi sull’opinione che sembra andare per la maggiore, che li gratifica di riconoscimenti, meno faticosa, alla faccia di donne e bambini.
      Poi, una parte consistente di gente che si adegua al verbo gay, è costituita da gente che ha paura.
      E in effetti c’è da aver paura: un nemico che striscia è pericoloso.

  10. AndreaB scrive:

    Buonasera a tutti,
    vorrei scrivere due pensieri prima di andare a dormire.
    A Bifocale vorrei dire che il rispetto per le persone non implica approvare le loro idee ed i loro modelli. Se pero’ la volonta’ di entrambe le parti e’ quella di ricercare e capire la verita la discussione puo’ anche essere molto costruttiva. Spesso per cercare la verita’ e’ importante ascoltare anche persone disinteressate, oneste e obiettive, ma anche loro possono sbagliare… Penso che la verita’ oggettiva sul fatto che bambini cresciuti da persone omosessuali siano o meno svantaggiati, per alcuni aspetti, potra’ essere la scienza a dimostrarlo. E’ emblematico come le due parti affermino cose diametralmente opposte citando studi scientifici…Una delle due parti mente sapendo di mentire o si sta sbagliando in buona fede. Io credo che la condizione migliore per un bimbo sia quella di crescere con i suoi genitori: la sua mamma ed il suo papa’. Credo anche che l’avere un bimbo non sia un diritto, in quanto un bimbo non e’ una cosa da possedere, ma un essere umano da generare con profondo amore. La fisiologia e l’antropologia sono nettamente a sfavore del rapporto omosessuale… Probabilmente questo non e’ sufficiente per cho invece vorrebbe sposarsi ed adottare dei bambini pur essendo gay… Bisognera’ chiarire il perche’ di molte cose ed essere capaci di hiarirle a chi ricerca veramente la verita’. Chi non e’ interessato alla verita’ ma al suo esclusivo egoismo e’ gia’ fuori gioco e non credo possa partecipare in maniera costruttiva ad alcuna discussione.

    • Bifocale scrive:

      Ciao Andrea, rispetto assolutamente il tuo punto di vista, pur non condividendo il vostro approccio ideologico che vorrebbe imporre un solo e unico Modello (Made in Heaven and Vatican approved) rigorosamente eterosessista e chiunque non si adegua a tale modello diventa improvvisamente la peggior feccia che esista sulla Terra, si veda a questo proposito come esempio il precedente intervento di Federica e gli ‘applausi’ relativi di Giovanna). Hai perfettamente ragione che un bambino non è una cosa da possedere; chi decide di avere un bambino o di adottarlo dovrebbe pensarci a lungo e una volta presa la decisione dargli la massima cura, attenzione e amore possibili immaginabili. Questo discorso, che ripeto condivido pienamente, riguarda però TUTTE le coppie che decidono di averne, mentre leggendo queste pagine si ha l’impressione che sul banco degli imputati ci siano solo ed esclusivamente le coppie dello stesso sesso, mentre purtroppo sappiamo benissimo che nel mondo ci sono tantissimi bambini fatti e poi abbandonati a se stessi da ‘sane ed elette’ coppie eterosessuali. Anche io credo che la condizione migliore per un bimbo sia quella di crescere con i suoi genitori: ma il genitore non è colui che ci mette il materiale genetico (altrimenti anche uno stupratore sarebbe un ‘genitore’), genitore è colui che si prende cura del bambino amandolo, proteggendolo, educandolo. Il bambino ha bisogno di genitori che si prendano cura di lui, del loro sesso e orientamento sessuale non gliene può fregare di meno. Sulle ricerche scientifiche tu dici che le due parti citano gli studi scientifici che vogliono, mi permetto di dissentire. Chi considera le persone omosessuali inadeguate a poter essere dei buoni genitori cita una manciata di studi, spesso palesemente fallaci come quello ampiamente strombazzato di Regnerus, mentre TUTTE le più importanti associazioni di psicologia, psichiatria, pediatria, antropologia che non abbiano affiliazioni confessionali sono concordi (e non solo negli USA ma in ogni parte del mondo, dall’Europa all’Oceania) nel sostenere che bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso non differiscono nelle aree fondamentali (intelligenza, adattamento psicologico, adattamento sociale, capacità di sviluppare amicizie, ovvero rapporti interpersonali, orientamento sessuale) da quelli cresciuti da genitori di sesso diverso. Perchè per crescere bene un bambino bisogna prima di tutto amarlo e volere il suo bene, e questi nobili sentimenti non sono un’esclusiva delle persone (singole e in coppia) eterosessuali. Saluti.

  11. Giovanni scrive:

    Scusate, ma questo Lopez è membro di una chiesa battista, congregazioni che negli Usa esprimono posizioni ultra conservatrici contro gay, liberal (comunisti) e teologia della liberazione. La sua intervista è un concentrato delle idiosincrasie di quelle sette. Non vi viene il dubbio che l’ideologia che rende schiavi non sia quella gender, ma quella ultra religiosa?

    • Toni scrive:

      Vuoi dire che è una persona cattiva e la sua esperienza non conta?
      Mentre quelli che esprimono una posizione come la tua sono i buoni ?

      • Giovanni scrive:

        La sua esperienza di vita conta per lui, non ci dice niente su quella di altri. Inoltre bisogna tenere conto della sua appartenenza ideologico religiosa,vale per Lopez come per tutti

        • Toni scrive:

          Giovanni
          Onestamente il tuo post mi porta ad interpretarlo come un tentativo gettare discredito su chi ha raccontato una sua storia . Quasi a dire: ” ma è un ultra cristiano … quello che dice non conta …. “.
          Ma sarò io a pensar male….

      • Bifocale scrive:

        Toni, conta a livello individuale ma non dimostra nulla, mentre il titolo dell’articolo fa chiaro riferimento a “cosa significa crescere con due mamme”, generalizzando sfacciatamente. Di storie problematiche con genitori di sesso diverso ve ne sono milioni, non per questo si scrivono articoli su questi casi titolandoli “cosa significa crescere con un papa’ e una mamma”.

        • Toni scrive:

          Bifocale

          Io invece sulle singole storie sono portato a fare anche altre valutazioni . Una, nel caso in argomento, mi porta a chiedere se il Lopez bambino fosse stato osservato, come dici tu, “dalle più importanti associazioni di psicologia, psichiatria, pediatria, antropologia “, se questi si sarebbero accorti (Lopez del resto da una certa prospettiva non è cresciuto male se si considera è diventato un professore universitario) del suo disagio esistenziale? Oggi come oggi io personalmente ne dubito.
          Poi osservo che il tipo di critica sul “valore” della storia di Lopez è estendibile volendo ad ogni tipo di intervento su questo sito . Per esempio quanto “conta” il tuo “individuale” (ed interferisce) quando valuti negativamente gli studi che contraddicono la tua visione mentre specularmente trovi autorevoli quelli che la confermano (cosi Regnerus diventa un cialtrone l’Asa no)?
          Il ultimo trovo ingannevole mettere sullo stesso piano storie problematiche etero (“cosa significa crescere con un papà e una mamma”) e gay (“cosa significa crescere con due mamme”). Trovo che i problemi legati al primo caso consistono nel fatto che papà e mamma, benché presenza, non sanno adempiere a quello che sono chiamati a fare (spesso non per esclusiva colpa loro) tradendo il loro ruolo. Nel secondo caso, invece, siamo difronte ad una amputazione. Se manca un padre, il figlio non sa rapportarsi con un tipo di fisicità ed affettività simile alla sua,… se manca una madre , viceversa. Per te è poco? Per me assolutamente no.

          • Bifocale scrive:

            Toni, Regnerus è un cialtrone perchè ha per fare il suo studio ha mescolato casistiche diverse e situazioni familiari e di relazione diverse al fine di trovare quello che cercava e che volevano coloro che gli hanno dato quasi 800 mila dollari per fare la sua bella ricerchina (fondi riconducibili all’associazione della destra religiosa americana che non vuole l’uguaglianza matrimoniale). Per quanto riguarda le tue affermazioni sul rapporto tra figli e genitori mi pare appropriato citare il Dr Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta, presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale, che su un quotidiano nazionale nel 2013, rispondendo ad una lettrice sulla sentenza della Cassazione che ha affidato il figlio ad una mamma lesbica, ha spiegato che “Contrariamente a quanto affermato da Freud, il tema del rapporto triangolare che lega il bambino e i suoi genitori è un tema di vicinanze e di distanze più che un tema legato alla sessualità ed è l’esperienza di chi lavora terapeuticamente con la famiglia che ci permette di affermare con tranquillità che la Corte ha avuto ragione. Quelle che contano per il bambino solo la qualità umana e la maturità affettiva della coppia che lo alleva, non l’orientamento sessuale dei suoi componenti.” Su questo sono concordi TUTTE le più importanti associazioni di psicologia, psichiatria, pediatria, antropologia che non abbiano affiliazioni confessionali (e non solo negli USA ma in ogni parte del mondo, dall’Europa all’Oceania) quando dicono che bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso non differiscono nelle aree fondamentali (intelligenza, adattamento psicologico, adattamento sociale, capacità di sviluppare amicizie, ovvero rapporti interpersonali, orientamento sessuale) da quelli cresciuti da genitori di sesso diverso.

            • Toni scrive:

              Bifocale

              Purtroppo io non vedo anime belle. Ammesso, e non concesso, che Regnerus risponda al ritratto fatto da te , non credo che un tipo di critica diversa possa essere negata a tutte le “concordi TUTTE le più importanti associazioni di psicologia, psichiatria, pediatria, antropologia”. Spesso funziona in questo modo: io ti finanzio per sentirmi dire quello che voglio.
              La psicologia (non meno dell’economia) si presta alla grande ad un gioco di questo tipo. Io sono portato allo scettiscismo sia per i tristi precedenti storici (la teorizzazione eugenetica, non nazista, ma americana) sia per il metodo dell’odierna psicanalisi (valutare il benessere soltanto in rapporto alla efficienza e/o adattamento sul piano sociale).
              Preferisco che i conflitti, per quanto duri, trovino una soluzione nella società e non in mano a “sapienti” o mostrando manette.

  12. AndreaB scrive:

    Le ideologie mettono sempre davanti i propri interessi, non curandosi della verita’ oggettiva. Le ideologie sono egoiste, quasi sempre irrispettose della vita umana. Le ideologie pensano sempre a se stesse e sono quasi sempre omicide… Odiano e uccidono, o ucciderebbero se potessero, chi la pensa dibersamente. Le ideologie disprezzano la pace e non hanno pieta’ per i loro nemici. Le ideologie non vogliono che le persone pensino con la propria testa e secondo la propria coscienza. Le ideologie disprezzano il dominio di se e cercano sempre piu’ potere, quasi sempre propugnano il materialismo ed il godimento basato esclusivamente sui sensi. Le ideologie… L’esatto contrario dell’insegnamento cristiano.

  13. Cristoforo Libero scrive:

    Con i miei due papà, tutti in gita al cruising bar, perchè #loveislove #gayishappy

  14. massimo facchini scrive:

    tanto per chiarezza: Lopez NON è figlio di due lesbiche.non è figlio di famiglia omogenitoriale. È figlio di famiglia etero disastrata e divorziata. Ha avuto un trattamento completamente diverso dai suoi fratelli e sorelle , che sono rimasti con il padre (solo lui con la madre invece). Dovette poi ,ogni weekend, andare a vivere in una roulotte in un parco di new york , UNICI GIORNI in cui vi era anche la partner della madre. http://www.minnpost.com/…/same-sex-marriage-opponent… è un immaturo che incolpa sua madre per i suoi fallimenti nella vita.

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