Google+

Comincia il 2013. Continua la battaglia per la liberazione di Asia Bibi

gennaio 1, 2013 Redazione

Ricordare la drammatica ed esemplare storia della donna condannata a morte in Pakistan per la sua fede cristiana è il nostro modo di iniziare quest’anno

Di Antonio Gaspari, tratto da Zenit.org – La storia di Asia Noreen Bibi sta commuovendo il mondo. Cristiana pakistana, accusata di blasfemia è stata condannata a morte. Gli hanno offerto di liberarla se accetta di convertirsi all’islam, ma lei non ha ceduto ed è disposta a rischiare la vita pur di garantire la libertà religiosa.

(scarica qui il taz&bao con l’appello in sua difesa)

Era il giugno del 2009 quando ad Asia Bibi, che lavorava in agricoltura, venne chiesto di andare a prendere dell’acqua.

Le donne musulmane glielo impedirono perché, essendo cristiana non avrebbe dovuto toccare il recipiente per l’acqua. Le stesse donne hanno accusato Asia Noreen Bibi di aver offeso Maometto nel corso della discussione.

Asia Bibi venne picchiata, chiusa in uno stanzino e stuprata, lei sposa fedele e madre di cinque figli ha respinto le accuse sostenendo di essere discriminata perché cristiana.

Ad un anno dall’arresto, Asia Bibi è stata condannata a morte mediante impiccagione. La famiglia presentò immediatamente ricorso contro la sentenza. Da allora, proteste di gruppi che difendono i diritti umani si sono levate dal mondo intero.

La Commissione pakistana sulla condizione delle donne ha chiesto l’immediata liberazione di Asia Bibi sottolineando che è  illegittimo richiedere a una donna cristiana di aderire ai principi dell’islam

Nel corso dell’udienza generale del 17 novembre 2010 il Pontefice Benedetto XVI ha lanciato un appello per la liberazione di Asia Noreen Bibi.

Ha detto il Papa: “In questi giorni la comunità internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Sig.ra Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al più presto, le sia restituita la piena libertà. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati”.

Sempre nel 2010 Il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, è andato a visitare Asia Bibi in prigione.

Il quattro gennaio del 2011, per il suo impegno a riformare le norme sulla blasfemia, i fondamentalisti islamici hanno ucciso Salmaan Taseer. Due mesi dopo anche, il cattolico Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose in Pakistan è stato assassinato da estremisti islamici.

Nel corso del 2012 alcune fonti hanno riferito che Qari Salam, l’uomo che ha accusato Asia Bibi di blasfemia, avrebbe dichiarato di aver sporto denuncia sulla base della pressione di alcune donne del villaggio.

Qari Salam non vorrebbe portare avanti l’accusa ma ha paura delle reazioni delle organizzazioni fondamentaliste islamiche.

Per impedire l’assassinio della donna pakistana, “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza Episcopale Cattolica, ha pubblicato l’8 dicembre in prima pagina una lettera dalla prigione di Asia Bibi, invitando tutti gli uonmini di buona volontà a scrivere alle autorità pakistane.

Riportiamo di seguito la lettera scritta da Asia Bibi: “Se mi convertissi sarei libera, preferisco morire cristiana”.

Scrivo da una cella senza finestre.

Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto.

Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico de­­litto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore miseri­cordioso vuole che ciò avvenga, chiedo (…) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissi­mo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia fa­miglia che mi manca tanto. Sono sposata con un uomo buono che si chiama Ashiq Masih. Abbia­mo cinque figli, benedizione del cielo: un maschio, Imran, e quattro ra­gazze, Nasima, Isha, Sidra e la piccola Isham.

Voglio soltanto tornare da loro, vedere il loro sorriso e riportare la serenità. Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. «Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui».

Due uomini giusti sono stati assassinati per aver chiesto per me giusti­zia e libertà. Il loro destino mi tormenta il cuore. Salman Taseer, gover­natore della mia regione, il Punjab, venne assassinato il 4 gennaio 2011 da un membro della sua scorta, semplicemente perché aveva chiesto al governo che fossi rilasciata e perché si era opposto alla legge sulla bla­sfemia in vigore in Pakistan. Due mesi dopo un ministro del governo na­zionale, Shahbaz Bhatti, cristiano come me, fu ucciso per lo stesso mo­tivo. Circondarono la sua auto e gli spararono con ferocia.

Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere. Ho provato u­na grande emozione quando ho saputo che il Santo Padre Benedetto XVI era intervenuto a mio favore. Dio mi permetta di vivere abbastan­za per andare in pellegrinaggio fino a Roma e, se possibile, ringraziarlo personalmente.

Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia.

Asia Noreeen Bibi – Prigione di Sheikhupura, Pakistan

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. claudio scrive:

    Pregherò perTE PIÙ INTENSAMENTE E CERHERÒ DI CONDIVIDERE LE TUE RICHIESTE DI AIUTO CON ALTRI AMICI E FRATELLI DI FEDE .
    Moltissimi AUGURI, RESISTI CON L’INVOCAZIONE A GESÙ ED A MARIA IMMACOLATA.
    Carissimi Saluti.
    Claudio Comunello
    RIESE PIO X
    TREVISO
    Italia

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana