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«Sono divorziata, risposata e non posso fare la comunione. Per la mia salvezza, prego che la Chiesa non vacilli sulla dottrina»

novembre 4, 2014 Redazione

Luma Simms era protestante e si è convertita. Scrive su First Things: «La Chiesa cattolica offre una dottrina ricca e bella sul matrimonio in tutta la sua pienezza»

matrimonio-sinodo-famiglia1«Lo stesso giorno in cui la mia anima è divenuta cattolica ho scoperto che non avrei potuto ricevere la comunione, perché sono una donna divorziata e risposata». Questo non ha spinto Luma Simms a rimettere in discussione la sua conversione dal protestantesimo, ma ha favorito il suo approdo definitivo tra le braccia della Chiesa.

DOLORE E GIOIA. Simms ha raccontato la sua storia su First Things, descrivendo le «lacrime di dolore e di gioia» nello scoprire la «verità sulla transustanziazione», negata dal protestantesimo. Sapere che l’ostia è realmente il corpo vivo di Cristo le fece provare «dolore per aver scoperto solo in quel momento la verità» e «gioia perché finalmente avevamo trovato (lei e il secondo marito, ndr) il fondamento della vera autorità – la Sua Chiesa, quella fondata da Lui, quella incaricata di custodire tutto quello che Lui ha insegnato ai suoi Apostoli».

DUBBI DEI FIGLI. Giunta al cattolicesimo dal calvinismo, Simms spiega che è stata «la bella enciclica Humanae Vitae ad ammorbidire il mio cuore nei confronti della Chiesa cattolica. Dopodiché non riuscivo più ad averne abbastanza. Volevo conoscere ciò in cui la Chiesa crede partendo dalle sue stesse parole». Scoprendo il magistero della Chiesa, la donna è rimasta sorpresa dalla capacità di comprensione della realtà che lei stessa viveva: «Siccome avevo divorziato e siccome un altro membro della mia famiglia ha di recente abbandonato il suo matrimonio dopo 43 anni, nei nostri figli sono maturati molti dubbi e domande sul matrimonio».
Un giorno, «uno dei nostri figli ha dato voce alla sua ansia, affermando in nostra presenza che non si può mai dire che mamma e papà saranno sempre al tuo fianco». In quel momento Simms e suo marito hanno capito quanto i loro figli siano stati «profondamente influenzati dalle nostre scelte e dalla cultura che le ha rese possibili». Ma questo «ci ha resi, in quanto genitori cristiani, curiosi di veder crescere i nostri figli in una Chiesa che resta salda sul matrimonio».

«DOTTRINA RICCA E BELLA». La Chiesa cattolica, continua, «offre una dottrina ricca e bella sul matrimonio in tutta la sua pienezza, specialmente come immagine del matrimonio di Cristo con la Sua sposa, la Chiesa». Questa visione, «ci ha portato lentamente a prendere in considerazione le altre posizioni della Chiesa». Nel suo cammino di conversione, Luma Simms ha avuto «alti e bassi», «come ogni convertito sa». Molte volte «mi sono alzata nel cuore della notte pensando: come è possibile che sia arrivata a prendere in considerazione il cattolicesimo? Ma poi alla mattina durante la Messa quotidiana, pregando la liturgia, sperimento la presenza profonda di Dio, anche se non ricevo l’eucarestia».

COMUNIONE SPIRITUALE. Come sia possibile, Simms lo spiega così: «È attraverso la comunione spirituale che continuo ad essere spiritualmente nutrita dal Signore». E pensare che «questa sia una comunione di serie b», precisa, significa «sminuire uno dei modi in cui Cristo nutre la Sua gente». Perché, come chiarisce il grande teologo Hans Urs von Balthasar, la comunione spirituale «è l’atto di preghiera della fede vivente e intelligente, che comunica con Cristo, verità vivente ed eterna, entra con lui in partecipazione e comunione vivente». Cioè, sottolinea Simms, non si tratta innanzitutto «dell’assenza di qualcosa ma della Sua presenza», per questo «non mi permetto di autocommiserarmi mentre viene distribuita l’Eucaristia. E Dio non voglia che mi arrabbi con il mio sacerdote o con la Chiesa».

NESSUN COMPROMESSO. Simms afferma poi che «non è la Chiesa» a negarmi la comunione, «sono io che (…) ho disobbedito a Dio abbandonando il mio primo matrimonio», nonostante fossi «immatura» e «le circostanze mi abbiano portato a questa drastica misura». Forse «alcune persone potrebbero rimanere scioccate dall’idea di sottomettersi a una Chiesa in cui non posso prendere la comunione perché sono divorziata e risposata. Ma a meno che riescano a dimostrare il contrario, ogni compromesso sulla comunione ai divorziati e risposati corromperebbe la dottrina del matrimonio e, riducendo l’immagine della Chiesa come sposa di Cristo, svilirebbe la Chiesa. Io ho trovato riparo presso la Chiesa. Ora prego, per la mia salvezza e per quella dei miei figli, che la Chiesa non vacilli».

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58 Commenti

  1. Shiva101 scrive:

    In pratica vuole mangiarsi Crsito!!
    La chiesa invita a fare del cannibalismo su un’entità di un’altra dimensione
    che però, non si a quale scopo, diventa carne invisibile, a pezzetti, dentro le chiese a seguito di un’invocazione…
    che però lei non se li può mangiare perche ha divorziato e si è risposata MA senza l’approvazione di un prete davanti e quindi senza l’approvazione del Creatore dell’Universo….

    Ma come hanno fatto a convincerla di queste storie?

    questa mi sembra una delle conferme piu evidenti dei danni mentali causati dalla dottrina “ricca e bella”…
    (ricca lo è di sicuro..), neanche l’islam (moderato) arriva a questi livelli.

    per questo vi dico che siete su un binario morto!

    • Paolo scrive:

      Scusi, ma perché frequenta questo sito?

      • gabriele scrive:

        Questo è l’origine del suo nome,forse è un giudeo che odia la chiesa Cattolica Romana.

        Il prossimo periodo di lutto è conosciuto come shiva (sette, perché dura sette giorni). Shiva è osservato da genitori, figli, coniugi e fratelli del defunto, preferibilmente tutti insieme nella casa del defunto. Shiva ha inizio il giorno della sepoltura e si protrae fino alla mattina del settimo giorno dopo la sepoltura. Dolenti sedere su sgabelli bassi o pavimento invece di sedie, non indossare scarpe di cuoio, non radere o tagliare i capelli, non indossare i cosmetici, non funzionano, e non fare le cose per il comfort che per piacere, come fare il bagno, hanno sesso, indossare abiti freschi, o studiare Torah (tranne Torah relative al lutto e di dolore). Dolenti indossare i vestiti che hanno strappato al momento della formazione della morte o al funerale. Specchi in casa sono coperti. Servizi di preghiera si svolgono in cui si svolge la shiva, con amici, vicini e parenti che compongono il minyan (10 persone richieste per certe preghiere).

        • Menelik scrive:

          No, Gabriele, non credo.
          Io sono d’altro avviso.
          Per me è uno che si fa un sacco di canne, o per lo meno se ne fa un po’, ma tante con la testa.
          Io una volta ero del giro dei freakettoni, e c’era un sacco di gente che aveva la fissa di Shiva e tutte quelle robe indiane, e il karma, e il nirvana, ed il simbolismo del tre rovesciato con quella specie di virgola di fianco e tutte quelle robe lì.
          Cerca Shiva su Wiki, e scendi giù alla quarta foto a destra.

          Alla domanda di Paolo, perché frequenta questo sito…….e hai bisogno di chiederlo??????
          Diciamo che è una domanda retorica.

    • giovanni scrive:

      si dice che nel mondo c’è abbastanza luce per chi vuol vedere e abbastanza ombra per chi non vuole vedere. Per te, Shiva101, è buio pesto.

    • Toni scrive:

      Nostro Signore

    • Francesca scrive:

      Shiva, lei del cattolicesimo e della sua dottrina non sa nulla, e si vede dai termini che usa. L’ignoranza (nel senso etimologico di non sapere) in sé non è affatto una colpa e se ne può uscire, basta volerlo; ma all’ignoranza colpevole invece non c’è rimedio.
      E’ curioso che lei dica che neanche l’Islam arriva a questi livelli, ma si premuri di aggiungere “moderato”: perché questa sottolineatura? Forse perché le è ben chiaro che, si presentasse su un sito fondamentalista islamico a dire che la religione di Maometto provoca “danni mentali”, si ritroverebbe con una fatwa addosso nello stesso istante in cui preme il tasto “invio”? Ecco, invece lei può tranquillamente frequentare un sito cattolico solo per denigrarne, insultarne e deriderne stabilmente la dottrina: come mai? Provi a pensarci con onestà, se ci riesce: le si potrebbe aprire un mondo, davvero.

    • Toni scrive:

      @ Redazione
      (sperando che questo non venga moderato)
      Rimuovete quando interviene questo sventurato che scrive sopra, cosi che se lo godano a tempo pieno chi ha la fortuna di averlo in casa ed hanno l’opportunità di aiutarlo.
      Come spiegare ad uno sventurato ….che scrive di cose sulla quale addirittura anche psicanalisti atei hanno compreso che esistono motivazioni, in radice, che contano e che distinguono eucarestia e cannibalismo.
      Che si tratta di una comunione reale ed invisibile attraverso segni sacri del pane e del vino. Che Dio non può essere mangiato e trasformato come un alimento. Che il Nostro Signore è glorioso che non ha un corpo “materiale”, soggetto a fame e a sete che è sottratto alle necessità di questo mondo, ma spirituale.
      Lo sventurato (sventura per se e per gli altri) posto di fronte ad argomenti di questo tipo, con la supponenza di un ignorante patentato, non è dissimile ad una gallina che cerca di spiegare il significato di elaborato pasto per persone (un prelibato risotto) comparandolo con il suo mangime, e con questo pensa di trovare la chiave di spiegazione delle cose.

      • Raider scrive:

        Egregio Direttore,

        non ci si può lamentare degli attacchi alle Sentinelle In Piedi, indignarsi per il sielnzio di emdia e istituzioni e poi consentire a chi striscia e si rotola per terra di venire qui a insozzare il sito e soprattutto, la nostra fede. Non è questione di tolleranza, il dissenso è ammesso, la volgarità, l’irrisione blasfema, l’idiozia fine a se stesse, no.
        Grazie.

        • Paolo scrive:

          Ma come ma come e la tanto decantata “libertà di opinione” dove va a finire…o deve solo valere quando si tratta di giustificare ingiuste ed intollerabili posizione omofobe???

          • Toni scrive:

            Caro Paolo, io non mi sogno di censurare nessuno per le opinioni che scrivono. Non mi sono mai curato degli attacchi alla mia persona e non contesto le critica, anche feroce alla mia fede. Non ho chiesto censure mai per te, Lucillo, Filomena, lena, Bifocale, Luca ed altre creaturine . Chiedere censura è riconoscere di temere qualcosa, ed onestamente noi cattolici non possono temere nessuno.
            Solo non sopporto il dileggio e gli accostamenti insolenti che persone dalla radicata volgarità rivolgono ai sacramenti. Chiedo di non fare accostare la parola battesimo alla parola ped-ilia, oppure irridere all’Eucarestia, come fa il puffo malriuscito che ha aperto la discussione.

          • Toni scrive:

            @ Paolo
            Dimenticavo…non c’è omofobia nel dirti che non puoi sentirti un poco mamma e, di conseguenza, non assecondarti nel tuo desiderio di avere un figlio.
            Tu con la parola omofobia vuoi dipingere tutto e tutti….e vuoi incriminare tutti. Tu sei il peggiore dei censori.

    • paolo scrive:

      mi spiace proprio per te……perchè sei già morta umanamente!!!!

    • paolo L scrive:

      la cosa che mi impressiona di te……che sei già morta umanamente…..

    • geltrude scrive:

      Hai bestemmiato orribilmente la stessa carne di Dio. Pentiti. Quello che hai detto è davvero ingiustificato.pregherò per te, anche se non ti importa.

    • antonella scrive:

      E’ la stessa accusa fatta dai romani ai primi cristiani che hanno subito le persecuzioni! scusi, ma sei non crede, come può giudicare? con quale criterio di discernimento? lei non sa nulla della fede che noi viviamo giorno dopo giorno, con la forza della croce vissuta gioiosamente! davanti al mistero della presenza di Cristo nell’Eucaristia, che sia comunione sacramentale o spirituale, lei può solo chiudere la bocca e rispettare chi ne sta facendo l’esperienza. Nessuno sta sindacando la sua, che potrebbe essere assolutamente opinabile, lei perché giudica l’esperienza di fede degli altri, fatta con molta sofferenza e superamenti, ma anche con la forza gioiosa della testimonianza?? piuttosto si metta in stato di ricerca, chissà che la grazia di Cristo non la salvi anche lei dal non senso delle cose che dice??

  2. Tommasodaquino scrive:

    Per quanto mi riguarda c’è qualche piccola incongruenza, innanzitutto se la signora era protestante ed il precedente matrimonio è stato fatto CON RITO PROTESTANTE per la dottrina cattolica non ha alcun valore, quindi non si comprende come possa essere vincolata all’esclusione dall’eucarestia PER il divorzio. Al massimo lo comprenderei se si trattasse del fatto che era protestante e non ha ancora ripreso i sacramenti ( comunione in primis perchè nel protestantesimo non ha valore, ed in secundis cresima). Insomma dal punto di vista squisitamente dottrinale l’articolo non è molto coerente, andrebbe approfondito.

    • Daniperri scrive:

      Concordo in toto. Inoltre sembra, da quanto si puo’ capire, che questa signora abbia come punto di riferimento solo le proprie letture e non riceva supporto da un sacerdote e/o da una comunità (non vengono citati).
      Manca totalmente il riferimento alla possibilità di vivere la situazione in totale castità, il che permetterebbe, con la prudenza dovuta, l’accesso ai Sacramenti..

    • elena mozzik scrive:

      Non sono sicura che un matrimonio-anche se contratto con un rito cristiano non cattolico-non sia valido! Anche perché per le chiese protestanti il matrimonio anche se solo civile ha valore religioso…quindi la signora figurerebbe comunque sposata solo civilmente ovvero in un matrimonio nullo dal punto di vista cattolico e dovrebbe effettuare una sancito in radice! Probabilmente per la chiesa cattolica il problema non è tanto il divorzio dal coniuge sposato con rito calvinista quanto un matrimonio che contratto con rito calvinista è mero atto civile non essendo il matrimonio calvinista Sacramento. Per i protestanti-almeno la maggior parte-il matrimonio religioso ha effetti civili e quello civile vale anche per la chiesa…per loro infatti il matrimonio religioso non è Sacramento perché è innanzitutto UN ATTO CIVILE poiché nei primi secoli del Cristianesimo NON ESISTE UNA TRADIZIONE SPECIFICA DEL MATRIMONIO CRISTIANO; solo vero l’anno 1000 s’iniziò a dibattere se fosse un Sacramento o no. Le Scritture non parlano del matrimonio come Sacramento, dicono loro.

  3. Valentina scrive:

    Io preferisco di gran lunga la Chiesa Protestante, che è molto più umana, aperta e sensibile di quella cattolica.

    • Toni scrive:

      @Valentina
      Dubito fortemente che comprendi la differenza tra le due chiese e che sei a conoscenza delle rispettive storie .
      Ignori al 100% le nefandezze commesse da questi, se queste ti fossero raccontate le dimenticheresti subito, perché preferisci puntare il dito contro i cattolici come d’abitudine, come per moda.
      Non credo che hai riflettuto il perché il nazismo si nato in un paese protestante.
      Il tuo è il solito ragionamento con lo spessore della carta velina.
      Valentina sei una candida ignorante.

      • Andrea UDT scrive:

        Ha, beh Toni, complimenti.

        protestantesimo=nazismo.

        E’ la variante già letta in svariati commenti di

        ateismo=nazismo
        omosessuale=pedofilo

        e, per par conditio

        prete=pedofilo.

        La redazione fa bene a non censurare Shiva 101.

        Perchè lasciare solo a lui la possibilità di sparar c@zz@te?

        • Toni scrive:

          Grazie, Andrea UDT,
          ed accetto di buon grado la tua critica perché è a fin di bene e sento del bene nelle tue parole.
          Purtroppo, in questa tensione, cadi nel solito stato confusionale che ti porta a strafare.
          Come quando ringraziavi “La Rivoluzione Francese” per averci salvato dai musulmani.
          Credo che dipenda da un carattere passionale che ti porta all’impeto. Ma, nonostante il mio apprezzamento, certo è …. che vai fuori misura.
          Dove ho scritto: protestantesimo=nazismo?
          Non ho forse scritto: “non credo che hai riflettuto il perché il nazismo sia nato in un paese protestante”?
          Non noti differenze? No?
          Prima di lanciarti nella fesseria che hai scritto, alla quale per abbondare hai aggiunto altre uguaglianze che io non mi sogno, non potevi chiedermi: “Toni … cosa intendi?”
          Te lo spiego ugualmente cosa penso: credo che un sistema religioso che pone un centro nello Stato, presenta dei rischi. Lutero creò non una chiesa universale, ma una Chiesa tedesca (“Appello alla nobiltà cristiana della nazione tedesca”) con la quale affido la chiesa alla custodia dei principi. La stessa liturgia è stata caratterizzata dalla forte impronta tedesca. Il “predestinato” fedele (che è solo “scrittura” e sola fede) privato dai vincoli sociali si ritrova nello Stato. Matura una cognizione che lo Stato è al disopra di tutto e che ingloba pure la Chiesa. Questo ho inteso dire: che il protestantesimo ha creato le condizioni idonee perché in un momento di crisi (l’avvento del nazismo è nato in un periodo di crisi) un sistema totalitario trova una “attitudine” nel popola a collocare lo Stato al disopra di tutto. Nessun elemento da solo basta a spiegare un evento di grande portata, la struttura psicologica del protestantesimo per me è stato comunque un elemento importante.

          Su Shiva101 – Non voglio che venga censurato, è un personaggio pittoresco, le cose che dice sono innocue, anzi inconsistenti. Spara ogni cosa che gli passa per la testa senza mediazione dell’intelligenza, offende più se stesso che la mia fede. Un solo limite desidero, se si può, impedirgli di giocare con cose importanti: i Sacramenti e rotolarsi per il resto dove vuole.
          Chiaro Andrea UDT?

          • Andrea UDT scrive:

            Chiaro? Si cristallino!

            Voglio solo farle notare che Hitler prese nel 33 una valanga di voti anche nella cattolica baviera, che nella cattolica austria annessa non si sviluppò un significativo movimento di reistenza al regime.

            Senza contare il fascismo e “l’uomo della Provvidenza”, che induce ad ancor più facili e maliziosi sillogismi.

            P.S: Naturalmente ci furono ecezzioni anche in germania, vedi “Rosa Bianca” movimento cristiano che si oppose al nazismo fino al martirio dei suoi membri, ma fu una resistenza che purtroppo non raggiunse una massa critica tale da impensierire il regime.

            Saluti, Andrea.

            • Toni scrive:

              @ Andrea UDT
              No, non credo che ti è del tutto chiaro

              In primo luogo perché in Baviera non ha preso Hilter una valanga di voti (meno del 20% a fronte dell’80% della luterana Prussia);
              In secondo luogo anche se ci fosse la presenza di cattolici nazisti (e ci sono stati) è sembrerebbe un ragionamento simile a quello che fanno i talebana… chiamare le truppe americane i nuovi crociati.
              In terzo luogo non sei entrato nel merito delle “mie motivazioni” dato che mi avevi detto che come Shiva sparavo …..(brutta, brutta parola)
              In quarto luogo richiamare il fascismo non è corretto perché fenomeni non equiparabili (nazismo non è fascismo) mentre sarebbe più opportuno analizzare gli atteggiamenti diversi tra tedeschi ed italiani. I primi per la deificazione dello Stato sono arrivati all’annichilamento. Gli Italiani, quando la cosa è andata male hanno scaricato Mussolini.

              Ricambio i saluti

    • yoyo scrive:

      Dimmi, Valentina, è meglio credere che Dio ha già predestinato i salvati, quindi posso abbandonarmi teoricamente a tutte le nefandezze di questo mondo, o credere che Dio mi accoglie sempre ed il fine che ha dato al mondo è il sostentamento dei corpi e la meditazione delle anime?

    • Lori scrive:

      Io sono entusiasta che Valentina preferisca la Chiesa Protestante, data che Valentina ha dimostrato sempre una apertura, umanità e sensibilità sotto i tacchi .
      Anche con quest’ ultima frase.

    • pepps scrive:

      brava- echissenefrega. scusi

      • lori scrive:

        Gentile Pepps, se a lei non importa che io apprezzi moltissimo che la lugubre Valentina preferisca la Chiesa protestante , pur non sapendone ella un beneamato niente e pur andando clamorosamente fuori tema , come accade spessissimo nella suo acuto “condivido-non condivido “, diciamo che può fregarmene altrettanto quanto lei, scusi.

    • Menelik scrive:

      Guarda, Valentina, che la maggior parte dei roghi per stregoneria sono avvenuti nei Paesi che hanno seguito le Chiese riformate, cioè i protestanti.
      E principalmente nell’epoca della Controriforma.
      Il picco c’è stato nella Guerra dei Trent’Anni (1618-1648).
      Poi hai idea di quali princìpi seguissero i Calvinisti, tanto per dirne una?
      Hai idea di cosa era la Teoria della Predestinazione?
      Sai cosa c’è alla radice dell’affarismo bancario svizzero in tutta la sua spregiudicatezza?
      Ti sembra più umana quella teologia rispetto al cristianesimo?
      Sai cosa c’è alla radice della riforma enriciana che ha generato l’Anglicanesimo?
      Ci sono stati episodi disgustosi da ambo le parti (esempio: la controriforma di Maria la Sanguinaria), e la maggior parte di questi sono dovuti all’interpretazione che se ne dava per giustificare la presa di potere di un principe o di un monarca.
      Hai mai sentito parlare del “cuius regio eius religio”?
      Lo sai che quello era alla base della maggior parte delle persecuzioni religiose dell’Europa dell’Evo Moderno?

  4. Piero scrive:

    Della dottrina è garante il Papa secondo dottrina, anche la responsabilità pastorale è affidata ai posatori in comunione con il Papa: non confondiamo la dottrina con le opinioni o sensibilità individuali!

    • beppe scrive:

      piero, con i POSATORI che ci ritroviamo potremo PISTRELLARE la via che porta all’inferno , che come sai , è lastricata di buone intenzioni.

    • beppe scrive:

      piero, con i POSATORI che ci ritroviamo potremo PIASTRELLARE la via che porta all’inferno , che come sai , è lastricata di buone intenzioni.

  5. Daniele Arboscelli scrive:

    L’autrice afferma che “ogni compromesso sulla comunione ai divorziati e risposati corromperebbe la dottrina del matrimonio e, riducendo l’immagine della Chiesa come sposa di Cristo, svilirebbe la Chiesa”. Come ha superato, o si e’ spiegata, il fatto che Ratzinger non si e’ espresso quando Casini e Berlusconi hanno pubblicamente mangiato un’ostia data da un prete cattolico?

    • ochalan scrive:

      Perché direttamente il Papa? Se pretendevi un provvedimento disciplinare bastava il vescovo locale.

      • Daniele Arboscelli scrive:

        Non sapevo il vescovo potesse prendere decisioni cosi’… Pero’ i quelli a capo dei preti in questione non l’hanno fatto, e la situazione e’ stata accettata da tutti i livelli superiori fino al CEO.

        Visto che sembra essere un problema morale che sta molto a cuore a Luma Simms, dovrebbe considerare l’accaduto un compromesso svilente per la chiesa. Mi chiedevo se poi era riuscita ad accettare la chiesa che lascia fare la comunione ai divorziati, o era tornata ad essere protestante.

        • Francesca scrive:

          Daniele, non è questione di compromessi. Come le ho detto prima, la Chiesa indica una condizione persistendo la quale non è possibile accostarsi alla Comunione – in generale lo stato di peccato mortale, in questo caso essere divorziati risposati o conviventi more uxorio, che per la dottrina è adulterio – ma non può in alcun caso limitare la libertà personale (che, per chi ci crede, è il maggior dono fatto agli uomini da Dio). La Chiesa non “lascia fare la Comunione ai divorziati” (che peraltro, se non sono risposati o conviventi, possono farla), semplicemente indica quali condizioni non sono idonee a ricevere il Sacramento: se poi uno di queste condizioni se ne infischia, fatti suoi. Io ti dico cosa fare, ma non ti obbligo, perché non posso, a farlo. Ripeto, accostarsi alla Comunione in stato di peccato è innanzitutto responsabilità della persona: un prete, anche se può conoscere una mia pregressa condizione di peccato, salvo rarissimi casi non sa se io mi sono confessato, perciò sono altrettanto rarissimi i casi in cui si può, con cognizione di causa, negare pubblicamente l’Eucarestia. Qui parliamo di personaggi noti, ma se io voglio fare ugualmente la Comunione pur sapendo di non poterla fare per una mia condizione di peccato che è manifesta nel luogo in cui vivo… basta che vada dove nessuno mi conosce e il sacerdote me la darà tranquillamente. Non è che improvvisamente la Chiesa mi “lascia fare”, sono io che decido di trasgredire le sue regole, e nessuno può essere incolpato di questo all’infuori di me stesso.

          • Daniele Arboscelli scrive:

            Grazie per la risposta. Mi aiuta a capire la logica seguita dall’autrice dell’articolo.

          • lucillo scrive:

            Quindi il papa non conosceva i 2 signori in questione?
            Poco credibile, ma se fosse vero – pur mettendo ponendo alcuni dubbi sulla sua conoscenza del mondo e molti dubbi sulla affidabilità dei suoi collaboratori – va solo a suo merito.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Nell’intervento di Francesca la risposta a codesta obiezione a nafta c’è di già.
              Aggiungo solo che più che vi leggo e più che trasparisce che voialtri anticristiani da tre palle un soldo più che con la Chiesa ce l’avete con l’idea di essa che la propaganda vi ha inculcato.
              A quando intendi rimandare il momento in cui comincerai a ragionare col tuo cervello?

              • Q.B. scrive:

                Sulla prima parte del commento di Stopp ci sarebbe da scrivere dei trattati perchè è di una verità palmare, che purtroppo si riesce a coglie solo dopo che la cortina di fumo si è dissipata.

                Ho sempre osservato la sistematica superficialità delle argomentazioni sulla base delle quali gli anticattolici giocano la loro dottrina (si, dottrina); sentito dire, luoghi comuni, pregiudizi, analisi storiche parziali fino al falso storico tout court.

                Mi sembra di ricordare che fu Benedetto XVI a sottolineare come la chiesa non tema il “sapere”, ma tema il “mezzo sapere”, che è poi la supponenza compiaciuta e crassa di chi si barrica dietro quelle poche certezze” che gli giustificano la propria pigrizia intellettuale.

                Non c’è spazio ne modo di approfondire in un forum, ma so di cosa sto parlando perché ci ho sguazzato anche io a lungo e solo molto studio (mirato a tutt’altro obiettivo) mi ha aiutato ad aprire una breccia attraverso la quale poi è filtrata una luce abbagliante.

                Grazie Stopp per averlo ricordato.

                Ripensandoci meglio, però, credo che anche la seconda parte del tuo commento sia altrettanto vera.

    • Francesca scrive:

      “Mangiare un’ostia” significa ricevere l’Eucarestia, Cristo presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nei segni del pane e del vino; Ratzinger è Papa (ora emerito) Benedetto XVI.
      Precisate meglio le questioni terminologiche, direi che la Comunione data a Casini e Berlusconi possiamo tranquillamente “superarla” tutti ricordando – e non occorre essere credenti per farlo – che nessun uomo, quindi neanche un sacerdote, può leggere nel cuore e nella mente altrui. Se è vero che entrambe queste persone erano manifestamente in situazione matrimoniale irregolare per la Chiesa, è altrettanto vero che subito prima di ricevere la Comunione potevano benissimo, per quanto ne sapeva il celebrante, essersi accostati alla Confessione manifestando pentimento e volontà di cambiare vita: in questo caso sarebbero stati assolti e perciò si sarebbero perfettamente trovati nelle condizioni di ricevere l’Eucarestia. Se invece uno fa la Comunione sapendo di non essere nelle condizioni di farla, la responsabilità è sua, mica del prete.

      • Daniele Arboscelli scrive:

        Su questo concordo pienamente, se uno voule farla anche da divorziato problemi non ne esistono. L’autrice pero’ la pensa diversamente e condanna un fatto simile perche’ “svilirebbe la chiesa”. Ai suoi occhi lo svilimento c’e’ stato. Se ne e’ fatta una ragione, o ha cambiato religione?

        Non si puo’ dire che una persona e’ vegetariana i giorni in cui non mangia carne. La Chiesa, agli occhi suoi, e’ non svilita tranne i giorni in cui si svilisce?

      • Nino scrive:

        so di entrare in un campo non mio ma, per curiosità personale: basta confessarsi per superare il divieto della comunione ai divorziati risposati?

        • Cisco scrive:

          @Nino
          Esatto. Il fatto è che per avere l’assoluzione occorre promettere di non peccare più, il che non significa necessariamente tornare con il vero coniuge, se questo non è più possibile, ma almeno cercare di vivere la continenza sessuale col nuovo compagno.

        • Francesca scrive:

          Finché perdura quello che per la Chiesa è peccato mortale in forma di adulterio, cioè la nuova unione creata dopo il divorzio, non si può neppure ricevere l’assoluzione, perché la Confessione presuppone il pentimento dei peccati e la volontà di cambiare vita: se perdura la nuova unione, insieme ai rapporti propri degli sposi, manca il cambiamento di vita e quindi non si può essere assolti. Ci si può confessare, e quindi accostarsi alla Comunione, solo se cessa la seconda unione; oppure, se questo non è possibile, se si decide di vivere insieme in perfetta castità.

          • lucillo scrive:

            Come sempre il problema è il sesso.
            Elucubrazioni, analisi, distinzioni, comprensioni, dottrine, sofferenze, spiritualità, comunione, sacramenti… tutto si può discutere e provare ad accogliere, purché si pratichi la castità.
            E’ questa la discriminante: sesso no, via libera; sesso si, semaforo rosso.

        • Nino scrive:

          Ringrazio entrambi per la risposta

  6. Alessandro Boscolo scrive:

    Forse ho capito male, ma non mi è chiaro perché dovrebbe essere una divorziata risposata se prima era protestante. Se ho capito bene dall’articolo la signora si era sposata una prima volta ancora protestante, e non mi risulta che un matrimonio calvinista sia valido come sacramento per la Chiesa Cattolica, se è così in realtà lei non si è mai sposata. O sbaglio?

    • Lorenzo scrive:

      Non credo proprio sia così. Due protestanti sposati con il loro rito non sono certo pubblici concubini per la Chiesa cattolica. Ad esempio la Regina d’Inghilterra è stata sempre ricevuta al Vaticano con il marito, cosa che non sarebbe dovuta avvenire se fossero visti come conviventi

      • Alessandro Boscolo scrive:

        Certo che lo sono. Dal punto di vista cattolico non è un matrimonio certamente valido, non credo proprio che la Chiesa Cattolica dia valore di sacramento ad un matrimonio amministrato con rito protestante. Se è per quello anche Casini o Berlusconi o Bossi sono stati ricevuti in Vaticano con le rispettive seconde mogli.

        • Lorenzo scrive:

          Ma su cosa basa la sua affermazione così categorica? Esiste qualche pronuncia della Chiesa al riguardo? Il consenso nelle formule di matrimonio usate nei riti del calvinisti non è espresso correttamente? Ad esempio, per capire se le ordinazioni anglicane erano valide o no Leone XIII dovette convocare una commissione storico-teologica (da cui la bolla Apostolicae Curae), ma fino a quel momento e per secoli ai papi stessi non era stato chiaro se tali ordinazioni fossero valide.

  7. Alessandro Boscolo scrive:

    Forse ho capito male, ma non mi è chiaro perché dovrebbe essere una divorziata risposata. Se ho capito bene dall’articolo la signora si era sposata una prima volta ancora protestante, e non mi risulta che un matrimonio calvinista sia valido come sacramento per la Chiesa Cattolica, se è così in realtà lei non si è mai sposata. O sbaglio?

  8. Adriano scrive:

    Ma il primo matrimonio fu celebrato con rito cattolico o protestante? Se era un matrimonio protestante non aveva e non ha alcun valore per la Chiesa cattolica. Se il secondo fosse stato celebrato con lo stesso rito lei oggi sarebbe nubile.

    • Ester scrive:

      Mi sembra che per la Chiesa Cattolica i sacramenti ricevuti nella confessione anglicana, come nella confessione ortodossa, siano validi.
      Non è così per le confessioni protestanti come Evangelici o Luterani ; per intenderci , quelle che non amministrano o non credono ai Sacramenti .

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