Google+

Il Canada prepara l’eutanasia per i bambini. Medici obbligati a partecipare

marzo 3, 2016 Leone Grotti

Le proposte dell’apposita commissione parlamentare per la legge da approvare entro giugno. La Chiesa: niente estrema unzione in caso di suicidio assistito

suicidio-assistito-eutanasia-shutterstock

Chi richiede eutanasia e suicidio assistito non può ricevere l’estrema unzione. Lo ha detto l’arcivescovo canadese di Ottawa, Terrence Prendergast, ricordando che i sacerdoti devono sicuramente dissuadere i fedeli dal suicidarsi, assisterli e pregare con loro e le loro famiglie ma «chiedere di essere uccisi è un atto gravemente disordinato ed è il rifiuto della speranza che l’estrema unzione richiama e tenta di portare».

NUOVA LEGGE. Il tema è più attuale che mai, visto che a breve il governo canadese approverà una legge sull’eutanasia. La legislazione si è resa necessaria dopo che nel febbraio 2015 la Corte suprema del paese ha dichiarato incostituzionale la proibizione del suicidio assistito contenuta nel Codice penale. Pochi giorni fa la commissione federale per l’eutanasia e il suicidio assistito appositamente costituita dal Parlamento ha pubblicato un rapporto contente 21 raccomandazioni da seguire nel redigere la legge.

BASTA LA DEPRESSIONE. Sulla falsariga delle leggi olandese e belga, in Canada avrà diritto all’eutanasia e al suicidio assistito «chiunque abbia sofferenze fisiche o psicologiche tali da essere costanti e intollerabili per la persona». Questo significa che non è necessario essere affetti da una malattia mortale come un tumore grave, anche una malattia trattabile come la depressione può essere «un criterio valido per accedere all’assistenza medica alla morte».

I BAMBINI. Non solo i maggiorenni potranno accedere al nuovo “servizio”, anche i bambini potranno richiedere l’eutanasia a patto che siano «minori maturi». A stabilire la maturità è il medico anche se non sono stati individuati criteri per farlo. In questo senso, la legge ricalcherebbe quella del Belgio.

OBIEZIONE VIETATA. L’obiezione di coscienza non è prevista. Medici e infermieri sono obbligati a partecipare al processo che porta alla morte del paziente. Al massimo, un dottore potrà limitarsi a fornire al paziente il contatto diretto di un altro medico disponibile a fare l’eutanasia. Tutte le cliniche e gli ospedali che ricevono finanziamenti dallo Stato, anche gli istituti religiosi come quelli cattolici, saranno obbligati a fornire gratuitamente l’iniezione letale. Nella maggior parte dei casi, dunque, dovranno scegliere se uccidere i loro pazienti andando contro alla propria coscienza oppure chiudere i battenti.

VOLONTÀ ANTICIPATE. La legge dovrebbe poi offrire a quei pazienti che potrebbero non essere più in grado di intendere e volere, a causa di una malattia degenerativa, la possibilità di redigere volontà anticipate di trattamento. L’eutanasia potrà essere richiesta per iscritto e una volta che il paziente non sarà più in grado di esprimersi dal punto di vista legale (anche se dal punto di vista oggettivo è ancora cosciente), nessuno potrà impedirne la soppressione, neanche la famiglia o il tutore salvo esplicita indicazione in questo senso.

RISCHIO ABUSI. Nessuna misura per evitare eventuali abusi (sempre più ricorrenti in Belgio e Olanda) è stata prevista. Dovranno essere consultati due medici e poi uno dei due dovrà uccidere il paziente. Dopo averlo ucciso, dovrà fare rapporto a una commissione. «Non c’è nessuna persona terza che verifichi che il processo avvenga in modo corretto, tutto dipende dalla definizione del medico», commenta Alex Schadenberg, a capo dell’Euthanasia Prevention Coalition. «L’unica persona che potrebbe testimoniare un eventuale abuso è quella morta».

«NON È UNA MEDICINA». La legge, che deve essere approvata entro giugno 2016, dovrebbe seguire queste linee guida e riguarderà tutto il territorio del Canada. È per questo che l’arcivescovo di Ottawa ha precisato quando può essere amministrata l’estrema unzione: «Noi non possiamo perdonare preventivamente per qualcosa che stiamo per fare, come il suicidio assistito». Anche i vescovi dell’Alberta hanno scritto: «Nessun cattolico può invocare o partecipare in alcun modo, con gli atti o l’omissione, all’uccisione intenzionale di un altro essere umano con suicidio assistito o eutanasia. Questa legge è moralmente sbagliata in qualunque caso. Uccidere non è una medicina».

Foto siringa da Shutterstock


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

5 Commenti

  1. Rolli Susanna scrive:

    Letto solo titolo e sottotitolo. Mi è piaciuto molto:”La chiesa: niente estrema unzione ecc.”
    OoooooOH!, ERA ORA! , pane al pane e vino al vino, perchè “o si è con me, o si è contro di me” (Mt 12), e a seguire la pratica, sennò son parole al vento, e ai media; non è certo per cattiveria, ma per coerenza alle parole di N. S. G. C.: a Lui il Giudizio, a noi la coerenza unitamente alla preghiera.

  2. Menelik scrive:

    Per fortuna l’Italia è una nazione “sottosviluppata” e “arretrata”.
    Bene, comunque. che la Chiesa abbia messo nero su bianco negando l’estrema unzione.
    Il Canada è una nazione in cui so che alcune droghe sono libere.

  3. franz scrive:

    Nessuna obiezione di coscienza, nessun ospedale si potrà rifiutare! Vi ricordate quanta indignazione si provava quando si parlava dei misfatti nazisti: al confronto con la nuova umanità quelli non erano nient’altro che dei dilettanti.

  4. Sepe scrive:

    Alle ultime elezioni politiche il Canda, se nn sbaglio, ha virato a sinistra.
    Non devono quindi sorprendere queste novità legislative.
    Mi domando se avrà ancora senso chiamare la Polizia quando si vede uno che vuole buttarsi giù dal ponte…perché impedirglielo, no?

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

La rinnovata SUV Ford verrà declinata in versione sportiva. A un assetto più rigido e sospensioni derivate da Focus ST si accompagneranno finiture interne e un look specifici. L’allestimento ST sarà disponibile per tutti i motori in gamma.

Dalla metà degli Anni ’60 ad oggi ha visto la luce un manipolo di vetture estreme, cattive, brutali e tremendamente performanti. Sogni, o incubi, a quattro ruote, ecco le auto più difficili da guidare al mondo.

Derivata dalla supercar 570S Coupé, non è omologata né per l’utilizzo stradale né per le competizioni. Destinata ai track day, adotta il noto V8 3.8 biturbo portato a 600 cv. L’aerodinamica s'ispira alla race car impegnata nel Campionato FIA GT4.

La massima espressione della famiglia delle 29er. Una bicicletta race senza compromessi, sviluppata grazie agli input dei pro rider e dedicata alle competizioni XC.

Materiali pregiati si sommano a dettagli in stile, con un occhio di riguardo alla sicurezza. La giacca in pelle Monty e i jeans Charlie sono capi ideali per il commuting e le escursioni in sella.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana