Google+

Roma. Sette ragioni per non regolamentare la prostituzione

prostituta-shutterstock_220778029La Comunità Papa Giovanni XXIII condanna con fermezza la scelta dell’amministrazione comunale di Roma di istituire zone di tolleranza per la schiavitù della donna.  Ribadisce l’urgenza di affrontare il fenomeno della prostituzione come accade in altri paesi europei: contrastando la domanda ed istituendo un sistema di multe progressive per i clienti.
Lo dichiara Giovanni Ramonda, Responsabile Generale della Comunità: «L’unico modo per aiutare davvero queste donne è quello di debellare il fenomeno inaccettabile della prostituzione: i clienti sono di fatto primi sfruttatori della donna, e in secondo luogo finanziatori del racket. Debellare la prostituzione è possibile, da mesi abbiamo presentato al governo una proposta di legge per adottare in Italia il “modello nordico” che sanziona i clienti. Il mondo cattolico deve fare fronte comune prima che la situazione degeneri».

Ecco quali sono secondo la Comunità Papa Giovanni XXIII le sette ragioni per non regolamentare la prostituzione:

  1. Regolamentare la prostituzione aumenta la domanda di vittime di tratta. Infatti il 75-80 per cento delle donne presenti nei bordelli olandesi e tedeschi, paesi in cui la prostituzione è legalizzata, è stata trafficata contro la loro volontà.
  2. Rende molto più difficile identificare le vittime di tratta. Già oggi osserviamo come l’atteggiamento degli sfruttatori sia cambiato: se prima il tipo di sfruttamento e di violenza era maggiore, ora è diventato più subdolo. I magnaccia aumentano la quota parte destinata alle prostitute per estinguere il loro debito. Ciononostante il reato di tratta rimane.
  3. Non permette la repressione della tratta punendo gli sfruttatori, in quanto è un ottimo scudo dietro cui i trafficanti si possono mascherare.
  4. Non aumenta le entrate statali provenienti dalla tassazione della prostituzione, perché aumenta il mercato nero. In Germania la maggior parte dei bordelli, gestiti dalla criminalità organizzata, si è rifiutata di pagare le tasse. Inoltre le persone che si prostituiscono non vogliono essere associate alla prostituzione, per cui non dichiarano le tasse.
  5. Non riduce gli abusi nei confronti delle donne. Infatti, il 60 per cento delle prostitute che operano nei Paesi Bassi hanno subito violenza fisica, mentre il 40 per cento delle stesse ha dichiarato di aver subito violenza sessuale. Negli Stati Uniti, l’86 per cento delle prostitute ha dichiarato di aver subito violenza fisica dai clienti. Il 59 per cento delle prostitute tedesche ha dichiarato che la regolamentazione non le fa sentire più sicure dalla violenza fisica o sessuale.
  6. Non aumenta la sicurezza sanitaria delle donne che si prostituiscono. Nello Stato di Victoria, in Australia, un cliente su cinque dichiara di voler avere rapporti sessuali non protetti. In Canada, il tasso di mortalità delle prostitute è 40 volte superiore alla media nazionale. La prostituzione comporta effetti dannosi per la salute delle persone che la praticano, le quali sono più soggette a traumi sessuali, fisici e psichici, alla dipendenza da stupefacenti e alcool, alla perdita di autostima, così come a un tasso di mortalità superiore rispetto al resto della popolazione.
  7. Aumentano i costi sociali dati dall’aumento della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili nella popolazione. Molte donne, inconsapevoli mogli dei clienti, contraggono il papilloma virus (non solo l’HIV).

Prostituta foto da Shutterstock

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

9 Commenti

  1. Fran'cesco scrive:

    Il sinistro processo di liquefazione della societa’ procede a passi spediti

  2. Nino scrive:

    La creazione delle cosiddette “zone di tolleranza” segna la sconfitta dello stato rispetto al fenomeno della prostituzione. Non so quale può essere la soluzione, ma di certo ci vorrebbe una azione da parte dello stato centrale. In sua assenza purtroppo ognuno si arrangia come può.

  3. Selva scrive:

    Beh, il gioco d’azzardo è già stato legalizzato.
    Tra poco legalizzeranno le droghe (solo quelle “leggere”, però…) e, forse, la prostituzione.
    Ci manca di legalizzare (e quindi anche tassare, direi) ladri e assassini, e avremo risolto qualsiasi problema di ordine pubblico.

    Ogni tanto mi scordo perchè non voto PD, ma soggetti come Marino me lo ricordano subito.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Cos’è Le Northwave Extreme RR sono il modello di punta della gamma dedicata al ciclismo su strada. Utilizzo Ciclismo amatoriale al massimo livello, gare amatoriali e professionistiche. Com’è fatto Il nome dice molto della destinazione di queste scarpe: come se non bastasse “Extreme”, in Northwave hanno pensato di aggiungere RR, declinando la sigla con un […]

L'articolo Northwave Extreme RR (Road Race) proviene da RED Live.

Dopo aver provato l’hoverboard DOC 6.5, sicuramente il più particolare fra i gingilli elettronici proposti da Nilox, abbiamo deciso di fare un passo indietro (nel senso di ardimento) e posare i piedi con un equilibrio più immediato su altri due prodotti legati alla mobilità elettrica: il monopattino DOC PRO e lo skateboard DOC Skate. DOC PRO […]

L'articolo Prova Nilox DOC Pro e Skate+ proviene da RED Live.

Una giornata molto particolare ci ha permesso di apprezzare il passato e il presente delle cabriolet marchiate DS. E abbiamo scoperto anche qualche analogia…

L'articolo DS: tra ieri e oggi proviene da RED Live.

“Come on, baby, light my fire, try to set the night on fire…” la musica è a tutto volume. L’accendo come un preriscaldamento che inizia a darmi la carica giusta. Questa canzone poi è un must; riesce a entrarmi nelle vene e accompagnare l’adrenalina verso l’alto. Direi che ne ho bisogno, visto che con la […]

L'articolo Prova Garmin Varia UT800, torcia e coraggio proviene da RED Live.

Essere la wagon più venduta in Europa dal 2014 è un primato di cui in Skoda vanno giustamente fieri. Eliminando stereotipi e status e con un pubblico che capisce il vero valore di quello che guida conquistare il successo per il marchio ceco non è stato difficile. Perché la sostanza c’è, ed è una sostanza […]

L'articolo Prova Skoda Octavia Wagon 2017 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana