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Quando santa Faustyna Kowalska finì nel rapporto della polizia politica polacca

maggio 13, 2014 Angelo Bonaguro

Faustyna_Kowalska

Il 27 aprile scorso a Cracovia una certa Ilona R. ha tentato un gesto sacrilego gettando della colla liquida contenente glitter contro l’immagine di Gesù Misericordioso venerata nell’omonimo santuario, riuscendo solo a danneggiare la cornice della teca e l’urna con le reliquie di santa Faustyna Kowalska, l'”apostola della divina Misericordia”.
Suor Faustyna (1905-1938) fu mistica e veggente, collaboratrice della Misericordia Divina nell’opera di salvezza delle anime: «Gli anni della sua vita religiosa – si legge nella scheda vaticana – abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni,… il dono di leggere nelle anime umane, il dono della profezia… Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l’essenza della santità: “…I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio”».

Chissà se suor Faustyna avrebbe mai pensato di finire un giorno anche in un rapporto dell’SB, la polizia politica polacca? Correva l’anno 1966, culmine delle celebrazioni per il millennio del Battesimo della Polonia iniziate nel ‘57.
Kowalska_diariGli scritti della giovane mistica si stavano diffondendo in tutto il paese, ma c’erano ancora varie perplessità a livello dottrinale che ne impedivano il riconoscimento ufficiale. Già nel ’48 il cardinale Hlond aveva espresso parere negativo sulla nuova devozione, e la decisione fu ribadita negli anni successivi dal Vaticano che mise all’indice gli scritti della mistica, finché l’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła, insistette ad approfondirne la figura. Così tra il 1965 e il 1967 si svolse il processo informativo relativo alla vita e alle virtù di suor Faustyna. La causa di beatificazione si concluse solo nel 1993 e 7 anni dopo fu la prima santa ad aprire il terzo millennio: «È davvero grande oggi la mia gioia – disse Giovanni Paolo II – nel proporre a tutta la Chiesa la vita e la testimonianza di suor Faustyna Kowalska. Dalla divina Provvidenza la vita di questa umile figlia della Polonia è stata completamente legata alla storia del XX secolo. È, infatti, tra la prima e la seconda guerra mondiale che Cristo le ha affidato il suo messaggio di misericordia. Coloro che ricordano, che furono testimoni e partecipi degli eventi di quegli anni e delle orribili sofferenze, sanno bene quanto il messaggio della misericordia fosse necessario… Il suo messaggio continua a raggiungerci attraverso il gesto delle sue mani tese verso l’uomo che soffre».

rapportoSB_kowalskaMa torniamo al 1966, quando con il Millennio polacco stava culminando anche il confronto tra Stato e Chiesa: il primo segretario del partito, Gomułka, osservò preoccupato le folle di fedeli che non avevano affatto l’intenzione di abbandonare la Chiesa. Fu allora che, durante un controllo della polizia presso l’Istituto per non vedenti di Lasky, gestito da religiose, si venne a sapere che vi lavorava suor Katarzyna Steinberg, una testimone fondamentale nella causa di Faustyna. L’informativa, conservata oggi presso l’Istituto per la Memoria nazionale, è datata 12 novembre 1966 e firmata dalla fonte «Rosa» della seconda Divisione Reparto IV del Ministero degli interni che si occupava dell’«attività antistatale» della Chiesa e dei circoli dell’intelligencija cattolica.
«Suor Faustyna – si legge – durante la sua vita è stata un’ardente divulgatrice del culto della “Divina Misericordia”, fortemente osteggiato dalla gerarchia ecclesiastica e proibito dalla Chiesa. La persona di suor Faustyna è stata condannata dalla Chiesa, come risulta dal fatto che dopo la sua morte (è morta presumibilmente [sic!] negli anni 1936-1938) si proibì di costruirle una tomba, e le sue spoglie riposano nel cimitero che si trova vicino al convento… Da due o tre anni il cardinal Wyszynski ha iniziato ad interessarsi alla sua figura, e attualmente a Cracovia è stato avviato il suo processo di beatificazione. Testimone principale del processo è Katarzyna Steinberg,… amica d’infanzia di suor Faustyna».
L’SB si interessò alla faccenda temendo che «in relazione alle celebrazioni del Millennio, la Chiesa vorrà sfruttare il processo di beatificazione utilizzandolo come ennesima forma di propaganda dei meriti che la Chiesa ha avuto nello sviluppo dello Stato». In effetti mentre la Chiesa celebrava il 1966 come  Sacrum Poloniae Millennium, i comunisti parlavano dei «mille anni dello Stato polacco» e fecero di tutto per intossicare le celebrazioni religiose, impedendo persino la presenza di Paolo VI.

Non che l’SB mancasse di fantasia in quell’anno memorabile, se pensiamo che nel parossismo anticlericale mise agli «arresti domiciliari» una copia dell’immagine della Madonna Nera di Częstochowa che pellegrinava per le parrocchie raccogliendo folle festanti. Ma su questo grottesco episodio e sul successivo blitz del kommando cattolico per «liberarla», torneremo prossimamente!

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