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L’Espresso: «Solo il 25% dei giovani che fumano cannabis passa alle droghe pesanti». Solo?

marzo 14, 2014 Redazione

cannabis-espresso-altra-copertinaIl settimanale l’Espresso è uscito oggi con una copertina dedicata ai movimenti che chiedono l’abolizione della moneta unica in Europa. Tuttavia la rivista – come accade a ogni uscita – segnala anche in un apposito spazio “L’altra copertina”, ovvero la copertina che la direzione avrebbe pubblicato se non avesse preferito optare per quella che poi è effettivamente andata in stampa. Ovvio che si tratta di argomenti altrettanto importanti, e infatti questa settimana “l’altra copertina” dell’Espresso è dedicata alla svolta «storica» dell’Italia sulla marijuana (vedi immagine a destra): il governo, segnala gongolante il sommario, «non ha impugnato la legge della Regione Abruzzo che consente l’uso terapeutico della cannabis nelle strutture sanitarie». Segue servizio trionfale dove naturalmente si celebra l’insperata apertura.

Un primo passo verso la legalizzazione totale? Non si sa. A quanto pare però l’Espresso un pochino ci spera, ma comunque non è questo il punto. Il punto è invece che, all’interno del servizio sui portenti medicamentosi dell’erba allucinogena, appare anche un box frivolamente intitolato “Chissà se fa male lo spinello”.  Vi si riportano in sintesi i risultati di uno studio effettuato dall’Università di Montreal e pubblicato su Neuropharmacology, una sorta di analisi di ben 120 pubblicazioni «recenti e affidabili» per tentare di dare una risposta definitiva alla domanda delle domande: «Che cosa dice veramente la scienza sulla pericolosità della cannabis?».

Ebbene, ecco cosa dice la scienza secondo l’Espresso:
«L’uso di cannabis nei ragazzi ha profondi effetti sullo sviluppo del loro cervello, che è ancora in atto; la stimolazione dei recettori dei cannabinoidi infatti (…) coinvolge anche il sistema della dopamina, molto attivo quando si instaura una dipendenza da droga. E tuttavia solo [solo?, ndr] un ragazzo su quattro sviluppa una chiara tendenza all’uso di droghe più pesanti, che può evolvere in dipendenza. In sostanza – dicono gli studi – i ragazzi più a rischio apprendono a ricorrere alle droghe leggere per automedicazione, per ritrovare un equilibrio che è stato compromesso, e da lì all’instaurarsi della dipendenza il passo è breve. Ma questo si verifica solo [solo!, ndr] nel 25 per cento degli utilizzatori».

Ciò appreso, e considerato che secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze “solo” il 22,3 per cento dei giovani italiani fra i 15 e i 24 anni d’età fa uso di cannabis nel corso dell’anno (“solo” terzi in Europa dopo cechi e spagnoli), beh, ci sentiamo tutti più sollevati. #LegalizeIt.

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13 Commenti

  1. Carlo says:

    Diciamo che “solo” 3 su 4 non diventano dei super-tossici. Vostro figlio, cugino, fratello, amico, potrebbe essere lo sfigato 1 su 4.

  2. Toni says:

    Per l’espresso il gioco vale la candela , 1 su 4 , infondo… e dai… ci può stare. Se poi uno si mette a pensare alla sfiga di essere quell’1… non fa niente nella vita ….e magari poi gli succedono altri incidenti.

    • Aeffe says:

      L’uso di marijuana non porta all’uso di sostanze più pesanti, ma è il contrario; la marijuana, nella maggior parte dei casi viene cercata per sopperire all’astinenza di sostanze stupefacenti più pesanti, e chi utilizza abitualmente marijuana non ha necessitá di pro curarsi altre “droghe” (alcol, sigarette e “medicine” comprese)

      Il giovane d’oggi entra in confidenza prima con extasy, cocaina, o comunque sostanze facilmente reperibili in luoghi chiusi e soprattutto sostanze inodori per proteggersi dal giudizio dei familiari.

      I contenuti dell’Articolo espresso è basato su dati menzonieri o quanto meno viziati. Tralasciamo i commenti, alcuni da brividi.

  3. Ajeye Braszov says:

    E dunque?
    Perché uno Stato che ha fatto che vende alcol, tabacco e non si fa scrupolo di assuefare i propri cittadini al gioco d’azzardo dovrebbe preoccuparsi dei danni procurati dalla cannabis?

  4. Ajeye Braszov says:

    E dunque?
    Perché uno Stato che vende alcol, tabacco e non si fa scrupolo di assuefare i propri cittadini al gioco d’azzardo dovrebbe preoccuparsi dei danni procurati dalla cannabis?

  5. fra says:

    il 100% di chi beve acqua muore, meditate

  6. Poppi_Pippo says:

    Ma tutti sti perbenisti almeno una canna in vita loro se la sono mai fatta ??

    • giuliano says:

      ecco uno che è passato alle droghe pesanti senza se e senza ma. Si beve tutto quello che passa a sinistra. I danni della cannabis sono documentati e provati da decenni ?? e chi se ne frega dice Poppi_pippo_paperino, sono prove non attendibili perchè non discusse e approvate alle ultime primarie del PD

    • blues188 says:

      Tu non sei nel novero di coloro che le hanno evitate. Che cifra hai raggiunto? Scrivi solo gli zeri, capiremo lo stesso.

  7. Giacomo says:

    Io sono contrario alla liberalizzazione delle droghe leggere, ma forse sarebbe meglio criticare queste proposte con argomenti validi e motivati invece di prendersela con coloro che sostengono tesi opposte. Magari invece di dare il dato che con l’aggiunta o meno del termine “solo” potrebbe essere letto in modi differenti, sarebbe opportuno fare un paragone con quanti, senza aver mai fatto uso di cannabis, passino poi alle droghe pesanti. Criticare senza raziocinare è letale per la democrazia e per il buon senso, soprattutto. Buona giornata.

  8. Walter says:

    Sì certo però le sigarette e L’alcool che ogni hanno fanno milioni di morti nel mondo sono legali.Svegliatevi schiavi del sistema.

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