Google+

Il naufragio e il Disegno

giugno 5, 2012 Marina Corradi

Tratto dal n.4/2012 di Tempi

Il 24 marzo 1916 era una giornata chiara e fredda sulla Manica. Il traghetto britannico Sussex era salpato da Folkestone alle 13 e 25. Il mare era calmo, e sotto al sole la guerra sembrava lontana. Nel salone sul ponte i passeggeri fumavano il sigaro, le signore bevevano il thè. Era una nave civile il Sussex, e non portava soldati né armi; tranquillamente navigava verso il porto francese di Dieppe. Alle 15 e 30 in una zona del canale chiamata Shallow Water il comandante Mouffet intravvide sull’acqua una scia argentata. L’esplosione fu terribile: il ventre del Sussex ne fu lacerato, alcuni dei 380 a bordo vennero proiettati in mare, altri rimasero mutilati. La gente, folle di paura, si precipitò alle scialuppe. I testimoni raccontarono che la corsa alla salvezza fu feroce, che i più forti travolgevano donne e vecchi, e che alcune scialuppe troppo cariche si capovolsero in mare. Un giornalista del New York Sun che era a bordo scrisse che non avrebbe mai dimenticato l’urlo dei naufraghi: mentre le scialuppe si inclinavano inesorabilmente nell’acqua gelida.

Sul Sussex c’era anche una giovane donna italiana con un bambino di due anni e un’altra, neonata, in braccio. Il marito era già partito per il fronte, in patria. Lei tornava a casa con i suoi figli. Il terrore di una madre sola con due bambini, su una nave che sta per affondare, mentre il sole declina e sul mare scende la notte, lo immaginate? Alcuni passeggeri si gettarono in acqua; alcune madri lanciarono nelle scialuppe i figli, affidandoli alla pietà di sconosciuti. Anche la donna italiana lanciò la sua bambina in una scialuppa. La bambina cadde in acqua. Delle mani si allungarono freneticamente; la riacciuffarono, fradicia. La temperatura quella notte era attorno allo zero. Fra i naufraghi, una suora avvolse maternamente la neonata nei suoi lunghi mutandoni di lana.

I morti del Sussex furono cinquanta. Un U-Boot tedesco aveva scambiato il traghetto per una nave da guerra, e l’aveva silurato. Il telegrafo della nave era stato danneggiato e solo a notte arrivarono i primi soccorsi, che trasportarono i superstiti a Boulogne o a Dover. Tra loro c’erano anche l’italiana con i suoi bambini; sua figlia, scrissero i giornali inglesi, era la più piccola superstite del Sussex. Aveva cinque mesi. Quella bambina era mia madre, e quante volte mi ha raccontato questa storia. Una di quelle storie drammatiche ma a lieto fine che a me piaceva ascoltare, come fosse una fiaba. La tragedia della Concordia è andata a risvegliarmi questa storia di cent’anni fa. Quante volte ci ho pensato, a quella notte sulla Manica, ai cinquanta uomini e bambini portati via, e ai trecento lasciati. Perché proprio loro salvi e gli altri no? La vertigine nel pensare che senza quella mano tesa a riagguantare una bambina nell’acqua, non ci sarei io – ma, soprattutto, non ci sarebbero i miei figli.

Tragedie come queste ci mettono davanti, come pagine di un libro socchiuso, i disegni di Dio. E abbiamo paura, e non capiamo, e pensiamo a un fato sordo e cieco; ma non ci resta, inermi, che affidarci a un suo disegno, che tuttavia è buono. Oppure solo sgomento, e scandalo, e rabbia, e infine il nulla nelle nostre parole atterrite.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

2 Commenti

  1. Giovanni Cafarelli scrive:

    Grazie dottoressa Marina per la toccante storia portata a nostra conoscenza.
    Le ho scritto,soprattutto,per il ricordo del Suo papà Egisto,che al pari di Igor Man,mi ha regalato tanti partecipati articoli.Cordiali saluti.

  2. significato dei nomi scrive:

    Grazie mille e buona giornata!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

She’s back. Dopo quasi vent’anni d’assenza, la BMW Serie 8 è di nuovo tra noi. La coupé di Monaco, destinata a collocarsi al vertice della gamma del costruttore tedesco, arriverà nelle concessionarie nel 2018, ma le linee sono già state svelate in occasione del Concorso d’eleganza di Villa d’Este. Chiamata a sfidare rivali blasonate quali […]

L'articolo BMW Serie 8: classe cattiva proviene da RED Live.

Un accessorio può fare la differenza? Snob Milano, giovane realtà della provincia di Varese, ne è convinta. E difatti rimpolpa il suo catalogo, già ricco di occhiali da sole e da vista, con le due nuove maschere da moto Café Bubble e Café Flat, ricercate nel design e nei contenuti tecnici.  I punti in comune  Amate […]

L'articolo Snob Milano Café Bubble e Café Flat proviene da RED Live.

Il Wörthersee Meeting, vale a dire il più grande raduno tuning dedicato alle vetture del Gruppo VW, è da sempre una ghiotta occasione per i dipendenti della Casa tedesca per mostrare al mondo delle concept che, spesso, anticipano i modelli destinati a entrare in produzione. Così è avvenuto per la Golf GTI Clubsport. E così […]

L'articolo VW Golf GTI First Decade: la prima volta dell’ibrido proviene da RED Live.

La SUV nipponica si rinnova puntando su di una linea aggressiva e un telaio dalla superiore rigidità torsionale. Confermata la gamma motori che ai benzina 2.0 e 2.5 vede affiancarsi un 2.2 td. Debutta il sistema G-Vectoring Control.

L'articolo Mazda CX-5: a me gli occhi proviene da RED Live.

Compatta, anzi compattissima, e a zero emissioni. La e.Go Life rappresenta ad oggi il progetto più concreto di city car elettrica “indipendente”, vale a dire nata fuori dalla sfera di controllo dei grandi costruttori. Una vettura che fa dell’economia il proprio fiore all’occhiello, dato che in Germania è già ordinabile con prezzi a partire da […]

L'articolo e.Go Life: indipendenza elettrica proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana