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Ascoltare papa Francesco con rispetto. Ma lo Ius soli non convince

agosto 22, 2017 Mariastella Gelmini

Sbagliato strumentalizzare le parole del Pontefice. L’approvazione, in questo momento, dello Ius soli, non aiuta né il processo d’integrazione e tanto meno la lotta al terrorismo

epa05243045 A migrant is escorted by a Frontex officer into a ferry in the port of Mytilene, Lesvos island, Greece, 04 April 2016. Some 160 migrants, from Pakistan, Bangladesh and Morroco, who refused to apply for asylum, have been deported on 04 April early morning to Turkey, after the agreement between European Union (EU) and Turkey on the refugees crisis.  EPA/ORESTIS PANAGIOTOU

Le parole del Papa vanno ascoltate con rispetto. Il Santo Padre è un’altissima autorità morale ed è sbagliato dunque strumentalizzare le sue parole, che non possono entrare in alcun modo nella polemica politica. Se non fosse irrispettoso, direi: non tiriamo il Santo Padre per la giacca! E teniamolo fuori dalla propaganda dei partiti.

La politica ha un compito diverso, deve dare le risposte convincenti, concrete, per costruire le soluzioni più adatte.

E a questo proposito voglio dire subito che lo Ius soli non convince. Non solo perché lo Ius culturae non si può identificare automaticamente col diritto alla cittadinanza, ma perché rappresenta un processo – al quale il momento educativo è fatto essenziale – che va affrontato con serietà e consapevolezza. L’approvazione poi, in questo momento, dello Ius soli, non aiuta né il processo d’integrazione e tanto meno la lotta al terrorismo.

Su questi temi – immigrazione, integrazione, lotta al terrorismo – i governi presieduti da Silvio Berlusconi hanno tracciato la strada maestra: trattare, anche attraverso l’Europa, coi governi dei paesi di origine per favorirne politiche di sviluppo; bloccare gli imbarchi per non favorire la tratta di esseri umani; puntare su una vera integrazione dei profughi e su una formazione responsabile di chi è nato nel nostro paese e le cui origini culturali e religiose vengono dai paesi più lontani.

L’Europa oggi è chiamata ad affrontare il tema della propria sicurezza e della lotta al terrorismo proprio mentre centinaia di migliaia di persone (in gran parte disperati alla ricerca del proprio futuro) superano clandestinamente i suoi confini.

L’Europa può giocare un ruolo decisivo nel rapporto coi paesi africani alle prese con la loro crescita economica e democratica. Ma non servono forzature (Ius soli). In particolare in una stagione come questa che vede i primi segnali di superamento della grave crisi economica che ha coinvolto anche il vecchio continente.

Foto Ansa

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