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Arriva la “legge Cenerentola”, che prevede il carcere per i genitori inglesi che non danno abbastanza affetto ai figli

aprile 2, 2014 Benedetta Frigerio

Il provvedimento sarà menzionato nel discorso di giugno della regina: se approvata, la «negligenza affettiva» sarà trattata come l’abuso fisico o sessuale. Molti i contrari

La «crudeltà emozionale» potrebbe diventare un reato. Lo prevede il disegno di legge ribattezzato “Cinderella Law” (legge Cenerentola) al vaglio del Parlamento inglese. Il fine della norma è quello di proteggere i figli che non ricevono sufficiente amore e affetto, condannando i genitori colpevoli a pene che vanno fino ai dieci anni di carcere.

«PASSO IN AVANTI». Il governo ha confermato che il provvedimento sarà menzionato anche nel discorso di giugno della regina. L’associazione per l’infanzia Action for Children, che dal 2012 ha promosso la campagna per riformare il diritto penale, ha salutato la proposta come «un passo in avanti», perché la «negligenza affettiva» sarà trattata come l’abuso fisico o sessuale.

DECIDONO I GIUDICI. La legge è controversa dal momento che è difficile accertare la «mancanza di amore» o il danno allo «sviluppo emozionale» del bambino. La norma potrebbe anche essere usata come arma durante le separazioni da un partner e i giudici avrebbero ampi margini di discrezionalità, mentre la legge inglese prevede attualmente che la negligenza affettiva di un genitore debba essere comprovata da atteggiamenti concreti o abusi fisici.

«TROPPO FACILE SBAGLIARE». Il parlamentare Tory Philip Davis ha dichiarato che «nessuno vuole condonare il grande livello di abusi subìto da alcuni bambini. Però qui c’è il rischio reale che la norma diventi una strumento per ogni figlio che magari si lamenti o pianga per la severità di un genitore. Sono certo delle buone intenzioni ma abbiamo già visto in passato quanto sia facile perdere il controllo, sbagliare e portare familiari innocenti in tribunale».

DELITTO INDIMOSTRABILE. Anche Philip Johnston, vicedirettore del Telegraph, ieri si è interrogato sulle colonne del giornale: «L’indifferenza dei genitori per i risultati scolastici della propria prole è un atto di omissione che costituisce maltrattamento? E che dire della preferenza evidente per un bambino rispetto ad un altro? Entrambi gli atteggiamenti possono causare traumi psicologici o risentimento, ma sono criminali e come potrebbero essere provati? È facile vedere il potenziale di un’intrusione ingiustificata nella vita familiare».

«LO STATO CRIMINALIZZA I GENITORI». Secondo le statistiche dell’associazione Action for Children sono circa un milione e mezzo i bambini britannici che soffrono di abbandono. Ma la legge non sembra lo strumento migliore per ovviare alla crisi della famiglia. È questo il parere di Jack Hart, membro della Freedom Association, che si batte per la protezione della libertà personale dall’invasione dello Stato: «È un altro passo in avanti dello Stato che criminalizza i genitori». Per Hart se davvero si volessero combattere «comportamenti pericolosi» occorrerebbe «sostenere le famiglie e lavorare nel campo educativo».
Lo stesso vicepremier Nick Clegg, pur approvando il ddl, ha dovuto precisare che «non è possibile gestire quello che succede nel salotto di casa con una legge». Lo Stato pertanto dovrebbe intervenire solo quando «l’abuso emozionale e mentale è visibile tanto quanto quello fisico». Come si potrà riconoscerlo con certezza resta da chiarire.

REATI INDEFINITI. Non a caso una proposta di legge simile fu bloccata nel febbraio dello scorso anno dal ministro della Giustizia, Damian Green, perché le norme già esistenti erano sufficienti a dirimere casi di abusi e per «l’indefinibilità del reato, che non si riesce a capire che cosa sia in sostanza». Gli stessi problemi di allora restano con la “Cinderella Law”, che però sembra godere dell’appoggio della maggioranza delle forze politiche.

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