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150 anni fa le tesi di Mendel, padre della genetica, gigante della scienza, ieri perseguitato e oggi ignorato (troppo cattolico)

febbraio 5, 2015 Redazione

L’accusa dei regimi al monaco cecoslovacco era duplice: essere stato un prete e aver proposto, con le sue leggi, una “superstizione metafisica”. Di lui oggi si conosce quasi solo il nome. In regalo il pdf del libro di Agnoli e Pennetta che racconta la sua storia

mendel-gregor-francobollo-shutterstock_225005596L’8 febbraio e l’8 marzo del 1865, cioè 150 anni fa esatti, presso la Società di Scienze Naturali di Brno venivano lette per la prima volta le 48 cartelle in cui Gregor Mendel esponeva i risultati dei suoi esperimenti, da cui nacque la genetica.

La figura di questo monaco è oggi conosciuta ai più, ma solo per il nome. La sua vita, le sue idee, le sue radici sono state sempre poco indagate. Mendel ha avuto il torto di essere un semplice monaco, di povera famiglia, estraneo agli ambienti accademici dell’epoca, la cui voce è stata inascoltata per decenni; ha avuto, inoltre, il torto di essere un cattolico, e di aver vissuto in un paese, la Cecoslovacchia, in cui, dopo che le sue scoperte furono rivalutate, prima i nazisti poi i comunisti ebbero tutto l’interesse a farlo dimenticare, come scienziato e come uomo di Chiesa.

Forse pochi sanno che George Orwell scrisse 1984 dopo aver appreso «la degradazione della scienza sotto un regime totalitario». Lo scrittore inglese era stato colpito dalla sorte toccata a eminenti scienziati russi: al genetista Vavilov, sottoposto a duemila ore di interrogatori, torturato e lasciato morire di fame nel gulag di Saratov; a Tulaikov e Karpechenko, altri due biologi sostenitori, come Vavilov, della genetica di Mendel, e per questo fucilati.

I seguaci di Mendel, in Russia, venivano privati delle cattedre, emarginati e persino condannati a morte. L’accusa al padre della genetica era duplice: essere stato un prete cattolico e aver proposto, con le sue leggi, una “superstizione metafisica”.

Per conoscere meglio la vita di Mendel, le sue profonde radici nella storia del monachesimo, i suoi hobby e le sue idee, alleghiamo in regalo un libro storico a cura di Francesco Agnoli ed Enzo Pennetta, che oltre a tracciare il ritratto umano e scientifico di Mendel, racconta anche la storia di don Lazzaro Spallanzani, il “Galilei della biologia”.

Clicca qui per scaricare il pdf del volume “Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica”.

Foto francobollo Mendel da Shutterstock

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12 Commenti

  1. Linda says:

    Grazie dell’opportunità. Ogni occasione per imparare è sempre ben accetta!

  2. Andrea says:

    nel 1865 la Cecoslovacchia non esisteva…Brno era sotto la Marca (margraviato) Morava

  3. cachorroquente says:

    “ieri perseguitato e oggi ignorato”… che Mendel sia ignorato (quando correntemente in medicina e in biologia si parla di ereditarietà mendeliana) è un’enormità. Che i sovietici perseguitassero i biologi ‘mendeliani’ perchè Mendel era cattolico però la supera: la scienza ufficiale sovietica non ce l’aveva tanto con il medico cecoslovacco ma con Charles Darwin, la cui teoria era considerata troppo affine all’ideologia capitalista. Naturalmente, le teorie di Darwin si fondano sul principio dell’ereditarietà dei caratteri genetici e non di quelli acquisiti (in contrasto a Lamarck, che era più amato dai sovietici), teorizzata indipendentemente da Mendel. Che riteniate che possa esistere un biologo ‘mendeliano’ o ‘darwinista’ è sintomatico di quanto ancora certe fette di cattolicesimo (non tutte, come dimostrano tutti gli insigni scienziati religiosi) siano in difficoltà a comprendere come funziona la scienza; quanto dicevano Mendel e Darwin è, semplicemente, appurato e contestato solo per motivi ideologici (dal PCUS come dalla destra religiosa).

    • ontario says:

      tra l’altro chi abbia un minimo di dimestichezza con la storia della scienza sa quanto il “cattolicesimo” di mendel fosse profondamente anticonformista,e come questo non abbia nulla a che vedere con il suo lavoro di scienziato.
      Per tutta la vita ebbe enorme stima di Darwin e della sua opera,arrivando a spedirgli i suoi lavori chiedendo piu’ volte considerazione, purtroppo ignorato.

      • Ontario says:

        anzi mi sembra vagamente “razzista” questo insistere sulle scelte di coscienza di personalita’ del passato. chissa’ cosa vorranno dire gli amici di comunione e liberazione ….mah
        ps un articolo sulle multe della gelmini,oltre che su mendel lo facciamo? che ne dite?

        • Cisco says:

          @Ontario
          In effetti e’ molto razzista, come per esempio sostenere il “cattolicesimo” (addirittura tra parentesi, che neanche Bernardo Gui…) di Mendel non abbia nulla a che vedere con il suo lavoro di scienziato …

          • Ontario says:

            Cioè? Questa non la capisco sai. Cosa c’entrano le abilità matematiche e di naturalista di uno scienziato con le sue scelte di coscienza ? Ma che stai dicendo ?

            • Cisco says:

              In effetti immaginavo non capissi, la mia ironia e’ troppo sottile per chi giudica razzista chi giudica le scelte di coscienza degli altri, finendo per giudicarle! Il cattolicesimo è stata ed è la spinta morale e intellettuale di tanti scienziati, come Mendel e centinaia di altri, molti sacerdoti, che hanno voluto scoprire non solo “come si va in cielo”, ma anche come funziona il cielo (e la terra), cioè il Creato, mirabile opera di Dio. Le abilità matematiche non servono se non vengono applicate secondo la spinta di un certo ideale, che sia cattolico o di altro tipo.

            • Raider says:

              Ridurre la fede a fatto privato è quello che volevano quanti, di volta in volta, incensavano (vedi il caso esemplare di Trofim Lisenko, lamarckiano-marxista ortodosso) o liquidavano scienza e scienziati per ragioni ideologiche, ieri come oggi: vale per i sovietici come per gli scientisti (non scienziati) anti-cristiani (lo si dice per semplificare, visto che si parla di Mendel). Ma è un fatto che la Chiesa e la fede cattolica, se cattolici e uomini di Chiesa si distinsero nella ricerca scientifica in ogni epoca, non costituiscono ostacolo allo sviluppo della conoscenza scientifica: e non si vorrebbe riesumare per l’ennesima volta il caso di Galilei, le cui teorie erano contestabili all’epoca in cui furono formulate.
              L’uso ideologico della scienza da parte di dottrine come il “socialismo scientifico” è un sonno della ragione che ha generato mostri e ha ostacolato, eccome!, lo sviluppo della ricerca scientifica e il porgresso della società sottoposta al controllo dell’autorità politica. Lo stesso vale per la scienza elevata essa stessa a ideologia: per cui, tutto ciò che si può fare è lecito. Non è una teoria migliore di altre che l’hanno preceduta sulla strada dell’intolleranza, mettere la scienza al di sopra degli interrogativi che essa stessa pone: a meno di non cadere in un dogmatismo quali ne abbiamo conosciuti per rimproverarli solo a chi ci è antipatico: e forse, un dogmatismo peggiore, perchè fondato sull’ossequio alla ragione.
              In effetti, dalla storia della scienza si impara più che dalle sue mitologie. E non fa venire la voglia di dare, addirittura, dei “razzisti di Cl” a “Tempi” per “scelte di coscienza di personalità del passato”, giurando sulla coscienza che non c’entrava niente e magari, non è così; e fa passare – anche se non a Ontario – l’uzzolo di dettare a “Tempi” la linea editoriale, prendendosela scientificamente con “le multe della Gelmini”.
              Quindi, tutto sommato, di articoli come questo c’è ancora gran bisogno.

              • Andrea UDT says:

                Raider, Cisco io apprezzo molto i vostri interventi ma questa volta Cachorroquente e Ontario hanno ragione e non è una questione di opinioni.

                Fra le altre cose lei (Raider) cita (mi spiace, maldestramente) Galileo.

                La chiesa in quel caso sbagliò alla grande. Non perché ci fossero dei punti opinabili nel ragionamento di Galileo (se non ricordo male Galileo accettava solo moti dei pianeti circolari, a differenza di Keplero) ma perché lo faceva appunto su base dogmatica.

                E anche se rilievi fossero stati fondati (e NON lo erano, visto che la terra NON è al centro del sistema solare) allora in quel caso rimarrebbe il punto di una chiesa che condannava un uomo per un reato di opinione: tale e quale ai regimi totalitari.

                Vi son moltissimi altri casi.

                Ad esempio quando nacque la moderna geologia la chiesa contestò gli scienziati che retrodatavano la nascita della terra per il semplice fatto che non si accordava ai 5/6000 anni che si deducono dalla bibbia. E lo contestava mettendone all’indice le opere e ghettizzando gli scienziati che volevano diffondere i risultati delle loro ricerche.

                Quindi pane al pane, vino al vino.

                La chiesa per almeno 5 secoli ha contrastato TUTTE le teorie scientifiche che potessero avere ricadute NON GRADITE in campo teologico. E lo ha fatto in maniera violenta (carcere, censura, ghettizzare e anche peggio) fino a quando ha detenuto il potere temporale

                Questa è la verità, questa è storia.

                Se poi parliamo di “scientismo” le do ragione 7 giorni su 7 (vedi porcate in campo procreativo), ma a voler essere onesti si deve riconoscere che la chiesa ebbe, per molti secoli, un atteggiamento “religiosista” nei confronti della scienza.

                Poi una considerazione finale: negli articoli di Guzzo, Jacob e in molti commenti c’è una confusione fra la teoria scientifica e le ricadute sociali/politiche che questa implica.

                Ad esempio è indubbio che a partire dalle teorie di Darwin sia nata anche la deriva eugenetica.

                Questo però non inficia a livello SCIENTIFICO la teoria di Darwin: significa solo che anche fior di scienziati possono essere fior di figli di buona donna quando parlano di politica o dicono la loro in campo culturale.

                Quindi, tutto sommato, gli articoli come questi fanno in realtà solo confusione.

                Con stima, Andrea.

                • Raider says:

                  Anch’io Andrea la apprezzo, in genere, Andrea: e mi dispiace doverle dare torto in questo caso più che in altri. Non posso più permettermi di stare incollato su “Tempi.it” e dovrò limitare i miei interventi alle questioni più urgentio e gravi, terrorismo e immigrazione. L’influenza degli utlimi tre giorni mi ha tenuto a casa: da domani, non sarò così a tiro di tastiera.
                  Non ho tempo né voglia né aspirine, le ho consumate tutte, per replicare punto per punto. Accusi la Chiesa pure lei, Andrea: uno più, uno meno. Rodney Stark e altrri che hanno scritto libri per dimostrare la correlazione tra fede cristiana e sviluppo della conoscenza scientifica e della civiltà moderna dovuti all’Occidente e se lei non si lascia sviare dalle frottole dell’ortodossia ideologica, solo in questa parte del mondo. Questa è la strada maestra: può essere tortuosa, accidentata, interrotta in alcuni punti: perfino Galileo era cristiano, ma si figuri se sto ancora a discutere un caso passato in giudicato proprio al fine di demonizzare la Chiesa. Si tengano una scienza che gli sta bene, quando non demonizzano anch’essa. Io mi tengo la scienza senza rinunciare a Cristo e alla Chiesa di Cristo.
                  Con immutata stima,
                  Raider.

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