Yemen, suore uccise: «Sono martiri e mi stupisce l’indifferenza del mondo»

Camillo Ballin, vicario apostolico dell’Arabia settentrionale: «Queste suore hanno dato il pane ai musulmani vecchi e disabili e in cambio hanno ricevuto colpi di arma da fuoco»

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Non è solo l’efferatezza degli assassini nel caso delle quattro suore uccise in Yemen ad aver lasciato senza parole Camillo Ballin, vicario apostolico dell’Arabia settentrionale. «Mi stupisce l’indifferenza davanti a un fatto simile», ha dichiarato ad Acn.

«MATRICE RELIGIOSA». Le Missionarie della carità, ordine fondato dalla beata madre Teresa di Calcutta, presto santa, sono state trucidate il 4 marzo ad Aden, città in parte controllata dai jihadisti in Yemen, insieme a 12 civili. Un sacerdote è stato rapito e di lui ancora non si sa nulla. Il commando ha separato le religiose dagli anziani musulmani e i disabili presenti nella struttura assaltata e le ha uccise, «segno che la matrice è religiosa».

«NON INTERESSA A NESSUNO». Monsignor Ballin è rimasto stupito dalla reazione internazionale all’omicidio: «Nessuno ha alzato un dito. Non interessa a nessuno quando a trovarsi sotto attacco è la cristianità. La stessa cosa è successa a Gesù. Tutti l’hanno abbandonato. E ora sta accadendo alla Chiesa». Per il vicario apostolico non c’è dubbio che «le suore possono quasi inequivocabilmente essere chiamate martiri». Il loro «martirio è una conferma che la congregazione di madre Teresa continua ad essere vicina a Gesù, perché chiunque vive vicino a Gesù è sempre legato alla Sua sofferenza e alla Sua morte».

PANE E SPARI. E questa vicinanza è stata resa manifesta proprio dai terroristi: «Queste suore hanno dato il pane ai musulmani vecchi e disabili e in cambio hanno ricevuto colpi di arma da fuoco. Ma Dio non è assente, vede tutto e sa cosa sta facendo. Questi fanatici, che hanno perpetrato questo odioso crimine, hanno dichiarato a tutto il mondo che queste suore erano così vicine a Gesù che hanno condiviso la Sua sorte» e «condivideranno la Sua risurrezione».


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