Yemen. I bambini sono le prime vittime dell’orrore della guerra

Quasi mezzo milione di bambini soffre di malnutrizione acuta grave, 1.546 i bambini uccisi, 2.450 mutilati, 1.572 minorenni reclutati nei combattimenti

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tratto dall’Osservatore Romano – Sana’a, 28. Oltre 7200 morti, 42.000 feriti e milioni di sfollati in quello che è uno dei paesi più poveri del Vicino oriente: in Yemen si trascinano da anni scontri, violenze, combattimenti. Una guerra dimenticata. Infatti sono pochi i quotidiani che dedicano spazio e attenzione a questa carneficina. Quasi mezzo milione di bambini che soffre di malnutrizione acuta grave, 1.546 i bambini uccisi, 2.450 mutilati, 1.572 minorenni reclutati nei combattimenti, oltre due milioni di bambini che non frequentano le scuole. È uno degli aspetti del brutale conflitto nel paese secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef.

Le famiglie yemenite devono ricorrere sempre più a misure estreme per sostenere i loro bambini, sostiene il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia nel rapporto pubblicato quando la guerra entra nel suo terzo anno. Il numero di persone estremamente povere e vulnerabili è altissimo: circa l’80 per cento delle famiglie ha debiti e metà della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. I meccanismi di adattamento sono stati gravemente erosi dalla violenza, che ha trasformato lo Yemen in una delle più grandi emergenze al mondo per quanto concerne la sicurezza alimentare e la malnutrizione. Le famiglie mangiano molto meno, scelgono cibo meno nutriente o saltano i pasti. Quasi mezzo milione di bambini soffre di malnutrizione acuta grave — in aumento del 200 per cento dal 2014 — e aumenta il rischio di carestia.

Visto che le risorse delle famiglie diminuiscono, sempre più bambini vengono reclutati dalle parti in guerra e spinti a matrimoni precoci. Oltre due terzi delle ragazze si sposano prima dei 18 anni (prima dello scoppio della crisi la percentuale era del 50 per cento). E i bambini sono sempre più utilizzati dalle parti in conflitto come combattenti. Inoltre, il sistema sanitario dello Yemen è sull’orlo del collasso: quasi 15 milioni di persone non hanno accesso alle cure sanitarie; un’epidemia di colera e diarrea acuta legata all’acqua nell’ottobre 2016 continua a diffondersi, con oltre 22.500 casi sospetti e almeno 106 morti.
Circa 1600 scuole non possono più essere utilizzate, perché sono state distrutte, danneggiate, o perché ospitano famiglie sfollate o sono occupate dalle parti in conflitto; almeno 350.000 bambini non vanno a scuola a causa delle dirette conseguenze del conflitto; complessivamente due milioni di bambini sono fuori dall’istruzione scolastica.

In questo quadro sempre più drammatico, non si fermano i combattimenti tra le forze lealiste del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, e i ribelli huthi. A causa del conflitto rafforzano anche le loro posizioni i terroristi di Al Qaeda nella penisola arabica e i miliziani del cosiddetto stato islamico (Is). Un attentato suicida, attribuito ad Al Qaeda, è stato compiuto ieri nella provincia di Lahj, nel sud del paese causando la morte di sei soldati e quattro civili.

Foto Ansa

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