Il secondo film in solitaria di Ethan non si avvicina neanche ai bellissimi girati col fratello Joel. “Fargo” per esempio, ma anche “Non è un paese per vecchi”. Un pasticcio “A Big Bold Beautiful Journey” di Kogonada. Le recensioni della settimana
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Honey Don’t! ★★
Di Ethan CoenDove vederlo: al cinema
Thriller tra il grottesco e il pop: in realtà vorrebbe essere una rivisitazione postmoderna del cinema noir o almeno di qualche suo elemento, ma l’esito è un travestimento goffo che funziona poco. Margaret Qualley veste i panni di Honey O’Donahue, investigatrice privata della California che cerca di fare luce su un sinistro incidente; tutto sommato funziona, e funziona anche nei momenti comici. Meno riusciti i personaggi di contorno, specie Chris Evans alle prese con un ruolo mal scritto. L’impressione è che Ethan Coen, al secondo film in solitaria, sia un buon regista ma fragile sul piano della scrittura e dell’originalità. Niente a c...
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