Visita apostolica in Irlanda, la Chiesa rinnova il suo impegno contro la piaga degli abusi

Per due anni nove ispettori papali hanno visitato tutte le diocesi irlandesi. Il loro viaggio ha dato vita a un report sulle mancanze dei vescovi, sui progressi fatti e sulla situazione dei seminari, in cui bisognerà «includere una profonda formazione in materia di tutela dei minori».

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Lo sgomento per quanto successo è ancora grande. Già due anni fa Benedetto XVI nella sua “Lettera ai cattolici d’Irlanda” si era soffermato sul «senso di dolore e vergogna» che sentiva tutta la Chiesa di fronte alla vicenda dei preti pedofili in Irlanda. Così, il Papa ordinò una visita pastorale in tutta l’isola e ieri sono stati resi pubblici i risultati di questa indagine. Il lavoro si è protratto per due anni: gli ispettori papali, ben 9 (tra cui anche il cardinale di Boston O’Malley e l’arcivescovo di New York Dolan), hanno girato tutte le diocesi e le arcidiocesi del paese, le case religiose e i seminari, compreso il Pontificio Collegio Irlandese di Roma. Dal loro lavoro è emerso l’invito a rinnovare l’impegno contro la piaga degli abusi sui minori.

Il report parla chiaramente delle mancanze che hanno riguardato anche vescovi e superiori religiosi che non hanno avuto «una sufficiente comprensione e reazione al terribile fenomeno sull’abuso sui minori» e invita a «una riflessione comune della Santa Sede e dell’Episcopato irlandese circa l’attuale configurazione delle diocesi, per rendere le strutture diocesane meglio idonee a rispondere all’odierna missione della Chiesa in Irlanda», in particolare nella tutela di giovani e bambini. Al tempo stesso però, si fa riferimento chiaramente ai passi avanti compiuti negli anni Novanta e «che hanno portato a una maggiore consapevolezza del problema e a profondi cambiamenti nel modo di affrontarlo». L’invito, per tutta la Chiesa, è quello di continuare ad accogliere e assistere le vittime degli abusi, «sviluppare una normativa per trattare i casi di sacerdoti o religiosi verso cui siano state avanzate accuse ma nei confronti dei quali il Pubblico Ministero abbia deciso di non procedere» e infine «stabilire norme per facilitare il ritorno nel ministero di sacerdoti falsamente accusati».

È interessante sottolineare come una delle attenzioni principali dell’indagine si sia rivolta verso la formazione dei sacerdoti nei seminari. Il comunicato è chiaro: «Nei seminari sono in vigore delle chiare norme di tutela dei minori». Si suggeriscono però alcune linee guida da sviluppare nei collegi: «Curare che [la formazione] sia ispirata ad un’autentica identità sacerdotale; rafforzare la responsabilità dei Vescovi nella gestione dei Seminari; introdurre criteri di ammissione più coerenti; assicurare che i seminaristi risiedano in edifici loro riservati; includere anche nel percorso accademico una profonda formazione nelle materia di tutela dei minori».

È una ferita che brucia ancora ma si sta facendo di tutto per medicarla e fare in modo che si rimargini. La Chiesa irlandese è grata al Papa per questa Visita apostolica che arriva in un momento particolare. Urgeva infatti fare chiarezza sulla questione, anche in vista del Congresso Eucaristico Internazionale, che a giugno vedrà Dublino protagonista.
Twitter: @LeleMichela

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