Un po’ Vieri, un po’ Borriello, un po’ Sodinha. Onore a Danny, che ha indovinato il campione misterioso

Era Rio Mavuba il terzo profilo da scoprire. A vincere è un ragazzo che studia Scienze politiche e che in campo ha una vocazione: «Il calcio passeggiato»

Ha un fisico alla Ronaldo: non Cristiano, bensì il “fenomeno”, seppur nei suoi ultimi anni, quando cioè il giro vita si era allargato vistosamente ma la sua intelligenza calcistica era immutata, assieme alla precisione sublime dei suoi piedi. D’altronde Danny Visconti, che ieri ha indovinato per primo il profilo del campione misterioso dedicato a Rio Mavuba, ammette di essere cresciuto a “pane e calcio”: il pallone è la sua vita, ma anche il pane merita altrettanta importanza. Ventidue anni, Danny vive in Trentino, per gli studi in Scienze politiche ha smesso col calcio a 11 per passare a giocare a 5, e ha fatto del “calcio passeggiato” la sua Bibbia. Un riferimento? «Sodinha, il centrocampista brasiliano del Brescia: passo felpato e 85 chili in bilancia».

BOBO VIERI. Ci scherza su ovviamente Danny, amante del bel calcio che adesso si gode tutto il soprannome che ormai da qualche anno si porta dietro. «Bobo», in onore ovviamente del più famoso omonimo, ossia Vieri. «Purtroppo però, non c’entra la conquista di qualche velina al di fuori del campo». I ricordi volano a un paio di estati fa: si giocava un torneo calcistico come tanti, la palla arriva sul petto di Danny poco oltre la metà campo, lui s’accorge che il portiere è fuori dai pali e si coordina. Parabola da incorniciare e gran gol, proprio come quello di Vieri in un’Atalanta-Siena di qualche anno fa. Da allora è diventato Bobo, nickname che difende con orgoglio anche sul sintetico dell’Imperial Grumo, la squadra di calcio a 5 in cui ha iniziato a giocare.

COME BORRIELLO. Stavolta però non si parla di tornei estivi, bensì di un campionato serio, agonistico: il club gioca in C2, ultima categoria della piramide nazionale. «Non è stato immediato adattarsi alle misure del campo più ridotte. Ma dopo qualche fatica, ora ho ingranato», rivela. Quest’anno i biancoazzurri han vinto il campionato e son balzati in C1. Merito di Danny? «Anche. Però devo essere sincero: il mio apporto è stato pari a quello di Borriello nella stagione dello scudetto della Juve». Per chi ha la memoria corta: una rete sola, contro il Cesena. Però il titolo bianconero passò anche da lì.

BRESSAN. Quanto alla fede calcistica, Danny “Bobo” Visconti è un’anomalia tra i monti del Trentino: tifa Fiorentina. Un amore nato in maniera decisamente originale: «Una delle reti che mi è sempre rimasta nel cuore è quella di Mauro Bressan al Barcellona: era il 1999, ero un bambino, ma quella rovesciata me la ricordo bene». E la Coppa del Mondo? Nell’Italia, dice, «manca là davanti qualcuno che faccia la differenza: se Prandelli avesse portato Pepito…».