«Non sappiamo che direzione prenderà il Paese, che ora è controllato dalla milizia, e Trump parla con Rodríguez. Serve una transizione reale». Intervista al giornalista esule Nelson Bocaranda
Il ministro dell'Interno e di Giustizia e Pace del Venezuela, Diosdado Cabello, parla in occasione di una marcia per il Chavismo a Caracas, chiedendo la liberazione di Nicolas Maduro (foto Ansa)
Per decenni ha raccontato il potere chavista dall’interno, frequentando palazzi presidenziali, ambasciate e centri decisionali di Caracas. L’80enne Nelson Bocaranda Sardi è uno dei più noti e rispettati giornalisti venezuelani: commentatore televisivo, editorialista, cronista investigativo, fondatore del sito Runrunes e vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo già nel 1985. Per il suo stile indipendente e corrosivo è spesso definito l’Indro Montanelli venezuelano.
Oggi vive fuori dal Venezuela, costretto all’esilio dopo anni di minacce e persecuzioni. È una delle voci che meglio conoscono i meccanismi interni del chavismo, i suoi traffici opachi e i legami internazionali del regime. Con lui Tempi prova a capire che cosa resta del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro e perché, paradossalmente, oggi le domande sul futuro del paese sono ancora più inquietanti di prima.
Lei sostiene che oggi le incognite siano persino maggiori di prima. Perché?Perché, dopo quanto è accaduto, no...
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