Venezuela. Maduro ha «un progetto totalitario implementato dal chavismo»

La produzione e la distribuzione di cibo e medicine sottoposte al controllo militare. Il paese è allo stremo, protestano i vescovi

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Articolo tratto dall’Osservatore romano – La produzione e la distribuzione di cibo e medicine in Venezuela saranno d’ora in poi sottoposte al controllo dei militari. Questa la decisione annunciata ieri dal presidente, Nicolás Maduro, che l’ha definita una misura per combattere la pesantissima crisi economica che da mesi assilla il Paese sudamericano. Si tratterà, ha detto il successore di Hugo Chávez, di «una grande operazione per combattere la guerra economica; la prima grande missione militare per assicurare i rifornimenti». Di conseguenza, ministri, imprese e tutte le istituzioni statali passeranno sotto il diretto controllo del ministro della Difesa e comandante delle forze armate, il generale Vladimir Padrino López.

Sulla vicenda è intervenuta la Conferenza episcopale venezuelana. In una nota, i vescovi hanno denunciato «un aumento minaccioso del potere militare», attribuendo la crisi che attanaglia il Paese «a un progetto totalitario implementato dal chavismo». L’accentramento del potere militare è «una minaccia alla pace», denunciano ancora i vescovi, precisando che il problema del Paese, devastato anche da alti livelli di criminalità, «affonda le sue radici nella realizzazione di un progetto politico totalitario e accentratore che il Governo insiste a mantenere».

Ieri, parlando davanti al Consiglio per l’economia produttiva (una istituzione statale), Padrino López ha affermato che la sicurezza alimentare è una questione di sicurezza nazionale ed è quindi più appropriato che se ne occupino i militari. L’obiettivo del Governo di Caracas, ha aggiunto il generale, è di «fare uso di un po’ di disciplina per arrivare ad una giusta distribuzione dei beni alimentari e farmaceutici».

Alimentata dal crollo dei prezzi del petrolio, la crisi economica del Venezuela sta mettendo in ginocchio il Paese. Fra mancanza di valuta straniera e inflazione galoppante, scarseggiano ormai ovunque cibo, medicine e altri beni di prima necessità. Nei giorni scorsi vi sono state violente proteste e assalti ai negozi. Domenica scorsa il Governo è stato costretto ad aprire la frontiera con la Colombia per permettere a decine di migliaia di persone di rifornirsi nel Paese vicino. Maduro, rilevano gli analisti, attribuisce la crisi ad una «guerra economica condotta da imprenditori, oppositori e dagli Stati Uniti». L’opposizione, invece, accusa le politiche del suo Governo. A peggiorare la già pesante situazione, Maduro ha fatto sapere che entro un mese Citibank chiuderà i conti che la Banca centrale del Venezuela utilizza per i pagamenti internazionali in valuta estera. «Questo si chiama blocco finanziario», ha dichiarato il presidente in televisione, aggiungendo che «con Citibank o senza noi andremo avanti».

Foto Ansa

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