Vendemmia straordinaria? Zanella, Biondi Santi, Lunelli contro i cliché dei giornali

Tre tra i più grandi produttori di vino italiani ironizzano circa le notizie agostane sull’uva. «Servono solo per riempire le pagine dei quotidiani»

«I quotidiani nell’ultima settimana di agosto non sanno come riempire gli spazi, e allora cosa fanno? Scrivono una bella paginetta sul vino. Lo stesso fenomeno lo si vede nella settimana tra il 25 dicembre e il 31 dicembre quando, con un tempismo perfetto, si incita la fierezza al popolo italiano perché lo spumante ha battuto lo champagne». Le parole sono di Maurizio Zanella (foto a lato), titolare dalla casa vinicola Ca’ del Bosco che, insieme a Jacopo Biondi Santi (famoso in tutto il mondo per il suo Brunello di Montalcino con la lode) e Marcello Lunelli (nella foto in basso) titolare degli spumanti Ferrari, ironizza per gli articoli usciti la scorsa settimana sugli esiti della vendemmia 2013.

NON TUTTE LE UVE SONO UGUALI. «Si parla sempre prima di aver raccolto l’uva – spiega Lunelli -. Mi viene in mente un aneddoto del 2002. A fine agosto l’uva era straordinaria, ma intorno al 19 di settembre è iniziato un lungo periodo di pioggia e grandine che ha fatto buttar via tutto. Si dice che quell’anno è stato orribile, il che è vero, ma solo per i vini rossi e non per gli spumanti perché noi vendemmiamo con quindici giorni di anticipo e quindi ci siamo salvati. Vede che differenze sono intercorse da fine agosto di quell’anno a fine vendemmia?». Rincara la dose Biondi Santi: «C’è bisogno che questa gente impari a stare zitta fino all’ultimo momento, può recar anche danno far previsioni di questo genere».

NEMMENO HOUDINI. Sta di fatto che ogni anno la notizia è sempre quella: vendemmia ottima, se non eccellente e viene naturale chiedersi, ma come è possibile che lo sia ogni anno? «È una presa per fondelli – asserisce Zanella. Sa qual è la verità? Nemmeno il mago Houdini è in grado di stabilire all’inizio della vendemmia la qualità l’annata e si dicono un sacco di stupidate. Solo quello che io chiamo il nostro azionista di maggioranza, ossia Colui che è nei cieli, decide sempre e comunque come andranno le cose sia in termini di quantità che di qualità. Siccome la vendemmia dura venti giorni, domani mattina può grandinare e tutte le previsioni diventano inutili».

CI VUOLE TEMPO. Quanto si può invece dire, affermano i tre produttori, è che fino ad oggi i grappoli hanno delle ottime caratteristiche, tant’è che Jacopo Biondi Santi definisce il prodotto splendido e constata che, per quanto concerne la sua zona nei suoi 23 ettari di Montalcino e i 50 in Maremma, «dal 2004 al 2009 abbiamo avuto una serie di grandi annate, magari non saranno tutte riserve, ma questo si può vedere solo al momento dell’imbottigliamento e per noi ci vogliono quattro anni. Medesimo giudizio nella Franciacorta di Zanella: «Ci sono i presupposti per dire che sarà un’ottima annata perché ci sono delle condizioni climatiche a noi più favorevoli». Così Lunelli: «le premesse ci sono per essere una grande annata».

CHAMPAGNE O SPUMANTE? Sul continuo dibattito champagne-spumante che dovremmo aspettarci a cavallo tra Natale e Capodanno, taglia corto il titolare delle cantine Ferrari: «Il metodo per realizzare il prodotto è più o meno il medesimo, ma cambia il territorio: ossia tutto in un vino. All’interno del territorio non c’è solo il clima o il terreno, ma le persone. È chiaro che noi italiani siamo diversi dai nostri amici francesi. Il vino non è solo un insieme di tecnologie, ma un fatto di uomini, storia e tradizione. L’importante è che le cose siano fatte bene».