Vedo spuntare troppe verità che sono peggio delle bufale

Ora trovo molte fake news, come gli insulti a Spalletti, da parte di Dzeko e dalla stampa riunita, per la sostituzione del centravanti bosniaco sul 4-0 con il Pescara

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Dzeko

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – A fare il giornalista defilato, compagni, amici e bastardi di ogni genere e grado, mi viene il magone. No, che pensate, non è nostalgia. Dei miei quasi 40 anni through the barricades (sì, è una citazione degli Spandau Ballet, che caspita volete, sono un ragazzo degli anni Ottanta) rimpiango solo che quando ero militante ero più zuene di adesso, di vent’anni, ma anche solo di due. No, il magone mi viene perché quando leggo i giornali, sbircio siti o guardo la tv, penso a quanto ci sia di vero in quello che trovo, e spesso scopro, su argomenti che conosco ma anche su altri che conosco meno, la cialtroneria diffusa tra la categoria.

Non è che prima fossimo dei fenomeni, forse è solo una questione di tracciabilità. Comunque ora trovo molte più bufale spacciate per verità. Ma anche verità che spero siano bufale. Come l’assurda guerra contro i vaccini; come il 25 aprile sporcato sempre da quelli che si credono più partigiani degli altri e devono decidere, in base a quello che pensano loro, chi deve sfilare e chi invece no; come la storia dell’auto del terzino milanista De Sciglio assalita, da uno o più facinorosi, il numero non conta, all’uscita di San Siro; come il ritiro punitivo imposto all’Inter dalla società a causa della deriva presa dalla squadra; come gli insulti a Spalletti, da parte di Dzeko e dalla stampa riunita, per la sostituzione del centravanti bosniaco sul 4-0 con il Pescara. Tutte notizie vere, ahimè, con qualcosa di stantio, qualcosa che dovrebbe farci riflettere.
Siamo in mano a sparacazzate a tradimento, siamo circondati da intolleranti di ogni genere, siamo zavorrati da vecchie idee, vecchi rimedi. Siamo “antichi”, altro che io con gli Spandau.

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