Val di Susa, scontri tra polizia e no-Tav: 188 agenti feriti – Rassegna stampa/1

Si scatena la violenza dei manifestanti no-Tav, che con bombe carta, molotov e pietre hanno attaccato le forze dell’ordine vicino al cantiere di Chiomonte in Val di Susa. Il bilancio finale della giornata è di 188 agenti feriti, 15 manifestanti contusi e quattro arrestati. Hanno preso parte alla guerriglia anche black bloc venuti da tutta Europa

Centottantotto agenti feriti, 15 manifestanti, un operaio e quattro arresti. E’ questo il bilancio di una domenica di scontri tra le forze dell’ordine e i no-Tav in Val di Susa, che ieri hanno dato battaglia nei pressi del cantiere aperto a Chiomonte con la forza dalla polizia la scorsa settimana.

“Vengono da Milano, Torino, Padova, Roma, Bologna. E tra loro, inavvicinabili, osservati speciali, i black bloc (…): «Sono almeno 300 provenienti da Francia, Spagna, Germania e Austria» confermano dalla questura. Vecchie conoscenze che nessuno sottovaluta: «Danno manforte all’ala più oltranzista del movimento no-Tav e dispongono di un’impostazione paramilitare che punta a produrre il massimo della violenza contro le forze dell’ordine»” (Corriere, p. 3).

“Il primo botto è poco dopo mezzogiorno. Si gioca tutto nel pratone davanti al cantiere. (…) Arrivano i rinforzi da Giaglione. Parte la sassaiola contro gli agenti. Il bosco, visto dall’alto, si trasforma in un pentolone fumante: centinaia di lacrimogeni, lanciati dalla polizia, intasano ogni spicchio di ossigeno, ogni albero è una colonna di fumo. I black bloc indietreggiano, poi lanciano bombe di carta. La polizia arretra e torna alla carica. Idranti e manganelli contro pietre e bottiglie di ammoniaca. Un balletto feroce che dura ore” (Corriere, p. 3).

Alla fine degli scontri, con i manifestanti che hanno ripiegato, lasciando sul prato un gran numero di poliziotti feriti, il vicesegretario nazionale di Ugl-Polizia Luca Pantanella dichiara: «Chiediamo alla magistratura di procedere per tentato omicidio contro gli autori delle violenze e che si colpisca chi inneggia all’insurrezione».