«Vuoi abortire? Vieni domenica, ti facciamo lo sconto». La trovata commerciale “cinese” di una clinica Usa

Una struttura di Orlando, Florida, offre 50 dollari “off” alle donne che si presentano nel fine settimana. Il precedente dell’ospedale cinese di Chonnqing

Una clinica per aborti di Orlando, Florida, distribuisce coupon alle donne povere promettendo sconti di 50 dollari sulle interruzioni di gravidanza. Si tratta di una trovata promozionale intesa a pubblicizzare la nuova apertura della struttura anche nel week-end: lo sconto, infatti, è praticato dal centro “sundays only”, solo la domenica.

IL MEDICO MALDESTRO. A informare il sito pro-life americano LifeNews di questa iniziativa commerciale è stata Rachel Burgin, direttore dell’associazione Florida Right to Life. Alla notizia la Burgin aggiunge preoccupata che, in base alle informazioni raccolte dalla sua associazione, nella clinica incriminata opererebbe anche un famigerato ginecologo, attivo in altre cinque cliniche della Florida, che secondo l’attivista antiabortista avrebbe perso la licenza medica statale già cinque volte e nel 2011 sarebbe stato costretto dalla giustizia a risarcire con la bellezza di 36 milioni di dollari i gravissimi danni subìti da un bambino sopravvissuto a un suo “intervento” maldestro (negli Stati Uniti, infatti, se l'”esserino” nasce vivo durante l’aborto non può più essere soppresso e deve anzi essere soccorso dai medici).

UN ALTRO GOSNELL? Come se non bastasse, la Burgin sostiene che i suoi informatori hanno descritto il centro per aborti di Orlando come una struttura «da terzo mondo», degna di quella del dottor Kermit Gosnell che proprio negli ultimi mesi ha sconvolto l’America con i suoi metodi sanguinari e crudeli (grazie ai quali per altro il “macellaio di Philadelphia” si è guadagnato l’ergastolo).

UN PRECEDENTE CINESE. Il precedente più significativo di questa idea americana di promuovere l’interruzione di gravidanza a prezzo ridotto è probabilmente quello del Chonqing Huaxi Women’s Hospital, nella Cina degli aborti forzati e della legge del figlio unico. Nel settembre del 2009, infatti, il ChinaDaily provocò uno scandalo internazionale rivelando che l’ospedale di Chonqing si era inventato lo “sconto studenti” sugli aborti. In seguito il personale dell’istituto provò a smentire la notizia, ma la pubblicità diffusa dal giornale parlava abbastanza chiaro. Utilizzando come testimonial una ragazza vestita da scolaretta, la réclame recitava così: «Gli studenti sono il nostro futuro, ma quando gli succederà qualcosa chi li aiuterà e li proteggerà? Il Chongqing Huaxi Women’s Hospital lancia il Mese della Cura dello Studente, durante il quale gli studenti che vengono ad abortire possono ottenere uno sconto del 50 per cento mostrando la loro tessera studenti».

«QUESTO È TROPPO». All’epoca un blogger cinese residente in America commentò: «Noi che siamo negli Stati Uniti possiamo avere un’opinione più prudente sull’aborto rispetto al popolo cinese “regolare”, ma questo sembra essere troppo macabro perfino per un paese che vanta 13 milioni di aborti l’anno». Troppo macabro perfino per i cinesi.