Uno di Noi: l’Ue non si è ancora espressa sulla petizione ma il commissario per la ricerca già la boccia. «Gravissimo»

Parla Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano della campagna “Uno di noi”: «La Commissione non si è ancora pronunciata. Questo conferma lo scollamento fra volontà popolare e vertici europei»

Il commissario europeo per la ricerca, l’innovazione e la scienza, la politica irlandese Máire Geoghegan-Quinn, ha rilasciato dichiarazioni «gravissime» sulla petizione  “Uno di Noi”, che è stata firmata da 1.849.847 cittadini e che chiede il riconoscimento della dignità dell’embrione opponendosi alla ricerca sulle cellule embrionali.

UNO DI NOI. La petizione, che ha riscosso un inaspettato successo, chiede all’Unione Europea di non finanziare quelle ricerche che presuppongono la distruzione di embrioni. Il commissario ha dichiarato che non si terrà conto della petizione perché il Programma quadro dell’Ue “Horizon 2020”, che prevede lo stanziamento di 80 miliardi di euro per progetti di ricerca fino al 2020, già prevede di non finanziare questo tipo di ricerche nei paesi in cui sono vietate dalla legge.
«Ma questo è un’ovvietà», spiega a tempi.it Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato italiano della campagna “Uno di noi”, che sottolinea come sia normale che l’Unione Europea rispetti le leggi dei singoli Stati. Piuttosto, la petizione era stata fatta per vietare il finanziamento della ricerca sugli embrioni in quegli Stati che la consentono.

«VUOLE SCORAGGIARCI». Le affermazioni di Geoghegan-Quinn sono «molto gravi perché la Commissione non si è ancora pronunciata» sulla petizione, continua Colombo. «Così fa passare come ufficiale la sua posizione personale. Evidentemente vuole scoraggiare chi ha lavorato per mesi sul territorio», vogliono «censurare preventivamente l’espressione della volontà popolare». Attualmente l’Ue sta verificando e convalidando le firme all’interno dei singoli Stati: «Solo in un secondo momento la Commissione potrà respingere o accogliere la petizione ed eventualmente legiferare».

«CHI LI HA ELETTI?». Colombo critica le parole del commissario europeo, infine, perché «confermano lo scollamento che c’è fra la volontà popolare e i vertici europei, che si arrogano il diritto di scegliere su questioni delicate senza essere stati eletti e senza tenere conto dei cittadini».