Uno contro tutti e ha vinto lui: Donald Trump

Ieri Repubblica titolava “La grande paura”, nel tentativo di esorcizzare la vittoria di quello che, da oggi, verrà dipinto come l’uomo nero da tutti i media progressisti. Non è così

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Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, il quarantacinquesimo dopo Barack Obama. Era uno contro tutti, e ha vinto lui, sbaragliando tutte le previsioni. Hanno sbagliato i sondaggisti, che fino a ieri davano in vantaggio Hillary Clinton. Hanno sbagliato le Borse, che oggi perdono. Hanno sbagliato i grandi media e i quotidiani americani (57 endorsement per Hillary, solo due per The Donald). Hanno sbagliato praticamente tutte le star di Hollywood e i grandi cantautori, apertamente schierati con la candidata democratica.

Trump ha conquistato la maggioranza degli Stati, riuscendo a inanellare una serie di successi in tutti quelli in bilico. Trump ha battuto Clinton, la candidata antipatica, ma sopratutto ha battuto Obama, il presidente premio Nobel che ha deluso gli Stati Uniti, sebbene qui da noi si sia continuato per anni a dipingerlo come un Messia. Trump ha battuto anche l’establishment repubblicano, mai così freddo e ostile con un suo candidato. Loro, almeno, si possono consolare con la conquista del congresso.

Ieri Repubblica titolava “La grande paura”, nel tentativo di esorcizzare la vittoria di quello che, da oggi, sarà dipinto come l’uomo nero da tutti i media progressisti. Non è così. Il tipo è bizzarro e contraddittorio, volgare e imprevedibile, e nemmeno noi siamo suoi fan. Ma urlare “al lupo, al lupo” è esattamente ciò che ha consentito la sua vittoria. Anche perché a gridarlo erano lupi travestiti da agnelli, e gli americani lo hanno capito.

Foto Ansa

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