Università. Mille posti in meno a Medicina. «Non siamo stati avvisati»

Ancora niente di ufficiale, ma pare verranno diminuiti i posti in tutta Italia. Roberto Lagalla (vicepresidente Crui) spiega che la maggiore riduzione avverrà in Sicilia

medici-shutterstock_153098018Ancora non sono state aperte le iscrizioni al futuro test di ammissione a Medicina e Chirurgia, previsto il prossimo 8 settembre, che già sono scattate le polemiche. Questa volta non riguardano le modalità di svolgimento, più volte al centro del dibattito universitario, e nemmeno i giudizi meritocratici di accesso alle università, bensì i posti totali riservati ai futuri studenti, su tutto il territorio nazionale. Saranno 937 in meno rispetto allo scorso anno, sostiene Il Sole 24 Ore, riportando numeri ufficiosi e voci di corridoio, e anticipando le materie del test di ingresso. Il dato dei quasi mille posti in meno ha scatenato alcuni comitati studenteschi, ma Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale, ha risposto che, per l’anno accademico 2015-16, il numero di ammessi è stato formulato sulla base di mediazioni con le Regioni.

MILLE POSTI IN MENO. Il Miur, per il momento ,non ha ancora confermato nulla, ma a breve verrà pubblicato il bando ufficiale. Roberto Lagalla, vicepresidente della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), dice a tempi.it: «Non mi stupisce che abbiano ridotto il numero dei posti a livello nazionale. C’era da aspettarselo che prima o poi sarebbe successo, ma ero convinto che sarebbe stato tutto molto più graduale. Invece ci troviamo da un anno all’altro con quasi mille posti in meno. Di questi mille, oltre tutto, il 70 per cento della riduzione è prevista tra le università siciliane. Mi sembra una grave ingiustizia per i nostri studenti. Noi rettori non siamo stati informati per tempo, e mi aspetto che il ministero faccia chiarezza su queste cifre in breve tempo».

TEST NECESSARIO. La Sicilia sembra essere la più penalizzata, in questa logica di riduzioni: «Il Miur ha fatto i suoi conti, senza sentire prima le università. Già l’anno scorso, in Sicilia, abbiamo dovuto ripensare la gestione degli spazi e la programmazione dei corsi, visto che il Tar aveva riammesso circa 700 studenti, per violazione di anonimato durante lo svolgimento dei test. Speravamo che almeno nel 2015 l’anno accademico potesse cominciare regolarmente, e invece ci troviamo immersi nei disguidi».
Il test di ingresso alle facoltà di Medicina e Chirurgia comunque rimane ben saldo, nonostante l’idea del ministro Giannini di cancellarlo: «Sicuramente l’accesso a queste facoltà va regolamentato. Senza andare dietro a scelte illogiche o di compiacenza, ma in maniera graduale».

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