In una sera di primavera Morgan fa rifiorire il suo talento sul palco

Due ore di concerto ieri sera per l’ex leader dei Bluvertigo. Tra cover splendidamente arrangiate, battute e gag, vecchi successi degli anni Novanta e intense interpretazioni dei dischi più recenti, un Marco Castoldi in gran forma intrattiene splendidamente il pubblico.

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“Sovrappensiero è arrivata una primavera, si va a un concerto e ci si perde”. Questo verso di una canzone dei Bluvertigo Sovrappensiero è adattissimo a riassumere il concerto dell’ex leader del gruppo, Morgan – o come si fa chiamare adesso – Marco Castoldi in arte Morgan, nella prima sera di questa primavera 2012, al Teatro Smeraldo di Milano. L’artista, ormai anche personaggio televisivo, si congeda momentaneamente dalla fabbrica di X-Factor per tornare alla musica, ai classici della canzone italiana che lo appassionano al punto di aver registrato Italian Songbook vol. 1 e 2, due album di cover che cover non sono, ma spunti per spaziare nello sperimentale, tra un campionario numeroso di strumenti, tutti quelli che Morgan sa suonare, uno che potrebbe tirare fuori qualcosa di geniale pure da un set di pentole. Sul palco ad accompagnarlo altri cinque musicisti, i Memo-RandOm, che riescono a star dietro al suo pianoforte senza problemi.

La scaletta è varia, e tra una canzone e l’altra il cantante intrattiene il pubblico con sorrisi e battute, “gigioneggiando”, come direbbe la sua ex collega Simona Ventura. Chiede attonito al pubblico come sia possibile che non si possa fumare in teatro, fa un paio di pause nicotina, imita il maestro Franco Battiato e poi si rimette al pianoforte serissimo e in piena empatica con la sua musica. Si può morire dei Gufi diventa nerissima e spettrale. Non insegnate ai bambini di Giorgio Gaber viene cantata come se parlasse di sua figlia Anna Lou. Marianne di Sergio Endrigo è leggermente più allegra dell’originale, La donna bella non mi va è un foxtrot del 1932 divertente e che alleggerisce l’atmosfera mentre dopo due ore di concerto si arriva al gran finale. In cui Morgan accontenta tutti, canta i suoi brani più conosciuti, The baby scritta per sua figlia, e la sua bellissima Altrove.

Il pubblico eterogeneo è soddisfatto. Ci sono ex fan dei Bluvertigo, acconciati come i membri della band negli anni Novanta, ci sono carampane che approfittano delle pause tra una canzone e l’altra per urlargli “sei figo!”, ci sono persone che di lui conoscevano sono l’estro di giurato di talent show e che ridono di gusto ogni volta che si aggiusta quel ciuffo da far invidia ad Amedeo Minghi. E c’è lei, Jessica, la sua nuova fidanzata e ex concorrente di X-FActor, che arriva a concerto iniziato, si siede in prima fila e per tutto il tempo non stacca gli occhi da Morgan. La paragonano ad Asia Argento, ma al di là dei capelli neri e lisci come spaghetti sembrano pochi i punti in comune, a cominciare dal sorriso e dal modo gentile con cui saluta i fan. Lo stesso che ha lui a fine concerto, in cui si prende il tempo di raccogliere peluche e altri doni. Niente di più lontano dai tempi delle interviste a base di stupefacenti.

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